Spigolature.

Alcune riflessioni personali di Giovanni Saracco su politica e società.

Dal 19 dicembre 2010 il blog di Giovanni Saracco si è trasferito ad un nuovo indirizzo. Fate click qui per leggerlo.


Quanto resta da fare.

Pro-memoria tratto dalla Costituzione italiana, per valutare quanto resta da fare. Con l'augurio che Natale e Capodanno donino quanto a ciascuno spetta, per essere in pace con se stesso e con gli altri.

  • L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (art. 1);

  • Il lavoro è un diritto-dovere di ogni cittadino e la Repubblica promuove le condizioni perché ciò sia concretamente possibile (art. 4);

  • La Repubblica rimuove gli ostacoli di ordini economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3);

  • La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione (art. 9);

  • Lo straniero, al quale nel suo Paese sia impedito l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo in Italia (art. 10);

  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione (art. 21);

  • I capaci e i meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto (art. 34);

  • Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla famiglia un esistenza libera e dignitosa (art. 36);

  • L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana (art. 41);

  • La Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende (art. 46);

  • Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività (art. 53);

  • I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore (art. 54).

    21 dicembre 2010

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    Fiducia ben riposta?

    Il governo di centrodestra ha ottenuto la fiducia in entrambi i rami del parlamento. Ora dovrà affrontare la difficile situazione in cui versa l'Italia, nella quale rimediare alla mancanza di lavoro è la priorità.

    Oltre 600 mila lavoratori/trici in cassa integrazione a zero ore, perdono la metà del loro salario (pari complessivamente a 4,5 miliardi di euro l'anno) e l'altra metà la ricevono dall'apposito fondo presso l'Inps. Circa 2 milioni sono disoccupati, praticamente a stecchetto; almeno altrettanti sono precari con salario incerto e sotto la media.

    Complessivamente una moltitudine in grado di produrre con il proprio lavoro decine di miliardi di ricchezza all'anno, in beni e servizi di cui c'è bisogno. Invece, nella situazione attuale, non è nemmeno bastevole a se stessa, anzi è addirittura un problema, per la soluzione del quale ognuno deve fare la propria parte, secondo il dettato costituzionale che chi più ha più deve dare.

    Nel frattempo a questa moltitudine va corrisposto il necessario per vivere.

    Compete al governo ed alla maggioranza che lo sostiene in parlamento procacciare le risorse occorrenti, unitamente a quelle per far ripartire l'economia, il lavoro, la produzione ed i consumi orientati soprattutto a migliorare la qualità della vita. Dimostrando coi fatti di meritare la fiducia che è stata loro accordata.

    All'opposizione si chiede di stimolare e di controllare che si raggiungono gli obiettivi fissati, osservando le leggi, i principi democratici ed operando con disciplina ed onore, per il bene dei cittadini e del Paese.

    18 dicembre 2010

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    Wikileaks.

    Il seguito di Wikileaks è il seguente:

  • il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha girato le cancellerie di mezzo mondo per rabbonire quanti sono stati tirati in ballo dalle informative riservate depositate negli archivi e pubblicate in rete;

  • Julian Assange australiano, fondatore di Wikileaks, si è consegnato alla polizia inglese perché è ricercato, non per quanto precede ma con l'accusa di violenza sessuale in Svezia;

  • sui media del pianeta si discute se sia riprovevole e pericoloso per la democrazia, la sicurezza dei cittadini e degli Stati, aver pubblicato i documenti; oppure se questo giovi a far sì che i governi "righino dritto", perché controllati dai media che fanno il loro mestiere, che è quello di aiutare i cittadini a saperne di più per poter meglio valutare l'affidabilità di coloro cui hanno delegato il proprio potere;

  • il giurista e costituzionalista Stefano Rodotà, ha proposto di inserire nella Costituzione italiana l'art. 21 bis, che recita: "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale".

    E' notorio che nei singoli Stati e tra di essi, intercorrono rapporti, valutazioni e intese di natura anche riservata, disciplinate da procedure che presuppongono comportamenti etici, consuetudinari e condivisi.

    Non il fatto che Wikileaks abbia pubblicato i documenti, ma i loro contenuti starebbero a dimostrare l'affievolirsi delle garanzie etiche, con rischi per la democrazia. Cui si può ovviare ponendo mano al diritto internazionale ed alle regole della diplomazia e rinvigorendo l'etica carente ed i comportamenti responsabili, estendendo le opportunità di controllo dei cittadini sull'attività dei governi e dei governanti pro-tempore.

    16 dicembre 2010

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    Esperta, soave, costante.

    Dal convegno: "Suolo: bene comune o bene di consumo?" organizzato dall'Ufficio Piemontese Pastorale Sociale e del Lavoro, tenutosi a Torino il 4 dicembre scorso, è emerso, tra l'altro, che la rendita è un potente motore di trasformazione dell'uso del suolo, da disciplinare con norme e comportamenti che promuovano e salvaguardino l'interesse generale e il bene comune, insieme all'integrità ed al buon funzionamento dei sistemi su cui si basa l'equilibrio vitale del pianeta Terra.

    Equilibrio alterato dal forsennato consumo di combustibili fossili (petrolio, carbone) già causa di danni seri, che diventeranno drammatici ed irreversibili se si persevererà con i ritmi odierni ("E se domani" raitre, 4.12.10).

    Da promuovere invece la produzione di energia da fonti rinnovabili (sole, vento) e il miglioramento della qualità dei prodotti.

    L'economista Massimo Riva, su "L'espresso" del 9.12 scorso, evidenzia che il debito pubblico ereditato nel 2008 al 105 per cento del Pil, equivalente a 1648 miliardi di euro, è ormai giunto al 119 per cento, corrispondente a 1844 miliardi di euro. In poco più di 2 anni c'è stato quindi un aumento del debito pari a 196 miliardi. Mentre cittadini ed imprese tirano la cinghia, il governo di centrodestra sciala.

    Roberto Marmo attende la chiamata per subentrare all'on. Vegas (nominato in Consob) alla Camera dei Deputati. Se ce la farà, seppure per il rotto della cuffia, dovrà decidere qual è il vero Marmo: se quello con il Pdl a Roma, o quello contro nell'ultima campagna elettorale per le comunali a Canelli.

    A Nizza Monferrato è in crisi la maggioranza di centrodestra in Comune, con il sindaco sotto scacco. Poco più di un anno fa l'on. Armosino l'aveva additata come esempio da seguire. Mentre ora sono in vista il commissario prefettizio e nuove elezioni.

    Marinella Barisone è la nuova segretaria del Partito Democratico di Acqui Terme. Esperta, soave, costante, lavorerà perché il sistema termale riacquisti il posto che gli compete nell'economia della città e dell'acquese, impegnandosi a costruire l'unità di intenti necessaria per vincere la sfida.

    Enzo Bianchi priore della comunità di Bose, ha presentato recentemente al teatro Carignano di Torino il suo libro "Ogni cosa alla sua stagione", Einaudi. Prodotto d'eccellenza della nostra terra, insieme alla Barbera, al Moscato, ai tartufi, ed all'ambiente che l'Unesco s'appresta a dichiarare "Patrimonio dell'Umanità".

    14 dicembre 2010

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    Superare gli egoismi.

    L'operato delle Amministrazioni di centrodestra del comune di Asti e della Provincia, prescinde, non tiene conto della manifesta sofferenza di cittadini, famiglie, giovani e imprese che vivono ed operano sul territorio di loro competenza? Come si trattasse di cosa che non le riguarda?

    Se - come tutto lascia intendere - la situazione è questa, le due istituzioni devono cambiare orientamento e farsene urgentemente carico, mettendoci impegno, entusiasmo e degli euro. Altrimenti che ci stanno a fare due maggioranze affini ma a mezzo servizio, in una realtà che chiede loro di essere più vicine e attivamente coinvolte?

    Dalle opposizioni presenti nei consigli dei due Enti, si attende l'accentuazione del loro impegno, per spingere le decisioni nel senso che nessuno soccomba alla crisi e tutti possano contribuire al suo superamento.

    Consapevoli che occorre arginare, prima di tutto, l'emorragia dei posti di lavoro e le sue negative ripercussioni; in particolare a danno dei giovani e dei sistemi produttivo e distributivo.

    I partiti dell'opposizione sono chiamati alla prova regina: raccogliere il grido d'aiuto e trasformarlo in proposta, progetto, azione per contenere e meglio distribuire i sacrifici imposti dalla crisi, rafforzare la solidarietà e la coesione sociale, alimentare la volontà di lottare insieme per scoprire il barlume in fondo al tunnel.

    Considerando le differenze un valore aggiunto di cui giovarsi, per la nostra terra e con la nostra gente. Superando egoismi di parte ed ogni artificiosa separazione, costruendo l'unità d'intenti necessaria per vincere la prova e ritrovarci temprati e capaci di assumere ulteriori e più impegnative responsabilità.

    07 dicembre 2010

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    Gossip planetario.

    Nei documenti di Stato Usa che Wikileaks ha messo in rete, ne leggeremo delle belle. Nella sostanza ritengo avremo per lo più conferma di quanto già sapevamo o ragionevolmente supponevamo, senza esagerare nell'importanza da attribuirvi e stando semmai attenti ai dettagli. Come, ad esempio, se e quanto il loro contenuto ha concorso a cambiare il corso degli eventi ed in che modo. Rilevando incapacità, inadeguatezze ed errori da cui imparare.

    Utilizzando al meglio questo fatto clamoroso e inedito, che mette alla prova le nostre capacità di comprensione e di discernimento.

    Certo, incuriositi dal gossip, il pettegolezzo ridanciano è dissacrante, nella sua versione migliore, distensiva e mordace ad un tempo. Senza che questo prevalga però sul tutto ed attenui gli stimoli al cambiamento. Che si nutrono della consapevolezza che l'esercizio del potere giusto, è quello in cui i portatori dei bisogni concorrono effettivamente a trovare le soluzioni in grado di soddisfarli.

    E che i gestori del potere non sono dei supermen, ma dei comuni mortali, in cui i comportamenti virtuosi volti al bene comune, possono prevalere sugli egoismi e gli interessi proprii e/o di parte, solo in forza dell'ininterrotto e salutare confronto quotidiano tra sé e con gli altri, che scandisce l'esistenza di ogni persona libera ed alimenta la democrazia.

    02 dicembre 2010

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    Crisi, lavoro, giovani.

    Per i redditi di lavoro e pensione la crisi c'è, è dura e costa cara dal punto di vista economico e umano. E mette a dura prova la resistenza di cittadini , famiglie, imprese, sempre più esposte e vulnerabili, ne sono coinvolti il 60% circa degli italiani.

    I redditi medi avvertono la crisi, ma gli interessati riescono a farvi fronte senza grandi patemi, riguarda il 25% circa della popolazione.

    I redditi alti non sono toccati dalla crisi, anzi i soggetti che ne godono hanno qualche opportunità in più per guadagni speculativi. Si può ipotizzare che gli italiani in queste condizioni siano il 10-15%.

    Ne consegue l'impellente necessità di ripartire in modo più equo il peso delle perduranti difficoltà.

    Circa il lavoro, diritto-dovere costituzionalmente tutelato, elemento fondativo della nostra Repubblica democratica e attività essenziale per lo sviluppo personale e della società, si constata che in Italia, in Europa e nei Paesi sviluppati del mondo globale sono andati persi oltre cento milioni di posti. In Italia i livelli produttivi pre-crisi potranno essere recuperati solo tra parecchi anni e ciò non porterà all'automatico recupero dei posti di lavoro perduti.

    Per i giovani in particolare le conseguenze di ciò sono già drammaticamente sotto gli occhi di tutti: per il 30% di loro non c'è e non ci sarà lavoro. Si tratta di una condizione inaccettabile dal punto di vista personale, sociale e costituzionale e gravida di nefaste conseguenze. La prima delle quali è la privazione del futuro per una moltitudine di loro e per l'intera società, della quale i giovani rappresentano il motore.

    Tutto questo avviene perché il mercato, causa del marasma, non ce la fa ad autodisciplinarsi. Quindi devono concorrervi le istituzioni e le organizzazioni democratiche, in "primis" il Parlamento.

    Il Governo di centrodestra è da tempo assente ed avulso da questi problemi.

    I partiti hanno un ruolo di grande responsabilità e doveri, che aumentano di pari passo con il consenso ricevuto.

    Dall'opposizione il Partito Democratico, s'è fatto carico di questo stato di cose definendo proposte e ricercando alleanze con cui condividerle ed attuarle.

    Consapevole che in circostanze come questa i galloni di partito moderno e riformista si guadagnano dando risposte concrete, efficaci e sollecite per uscire dalla crisi, con il lavoro per tutti e di tutti e con una più equa ripartizione dei costi e dei sacrifici necessari.

    30 novembre 2010

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    Ci mancherà la sua parola limpida e ruvida.

    Adriana Zarri è morta venerdì 20 novembre scorso all'età di 91 anni, Roberto Monteforte su "l'Unità" del giorno dopo l'ha ricordata così:

    "Ci mancherà la sua parola limpida e ruvida. Ci ha lasciato ieri Adriana Zarri, aveva 91 anni, nata a S. Lazzaro di Savena nel 1919. È stata la prima laica ad essere ammessa nell'Associazione teologica italiana. Ma più che teologa, la Zarri è stata una moderna profeta, innamorata del Vangelo e dell'umanità. Mistica e profondamente laica, impregnata di spiritualità e di concretezza. Donna soprattutto libera che con coraggio ha parlato scuotendo i potenti. Svelando ipocrisie e perbenismo. Anche dentro la Chiesa. Senza paura, con il Vangelo nella mano e nel cuore. Riservata, ha vissuto dell'essenziale. Finché ha potuto da "eremita" in una vecchia cascina nel canavese in Piemonte, in compagnia del suo gatto. Mostrando quanto in una società rumorosa e distratta sia alto il bisogno di silenzio, non per separarsi dal mondo, ma per meglio cogliere l'essenziale della vita. E per pregare. Un percorso descritto in quel suo prezioso diario eremitico Erba della mia erba edito dalla Cittadella di Assisi, che ha accompagnato la ricerca e il discernimento di tanti. Importante anche Nostro Signore del deserto. Ricordiamo anche Dodici lune, Il figlio perduto, e Quaestio 98 dove la Zarri affronta il tema dell'amore e del celibato. Nel suo È più facile che un cammello, Gribaudi, Torino 1975, offre al lettore un Vangelo che parte dalla condizione del povero, del marginale e dell'escluso.

    Non ha mai amato la pubblicità, ma ha scritto e parlato senza risparmiarsi: una sorta di servizio della parola, per aiutare le coscienze e scuotere gli indifferenti. Con un punto di riferimento forte: il Concilio Vaticano II. Ha scritto su Concilium, Servitium, Rocca, Avvenimenti. Per l'Unità, sulle pagine dedicate alle Religioni, per un mese ha commentato le "letture" della domenica: un ponte con chi era in ricerca di senso. Un punto di vista prezioso non solo sui fatti religiosi, ma sulla vita e sulla società, anche su ciò che dà scandalo è stata la sua rubrica "Parabole" per il Manifesto. È stata spesso ospite di Uomini e profeti su RadioTre, luogo disteso e profondo di spiritualità. Ha dialogato con il mondo, offrendo un terreno accogliente, comprensivo delle debolezze umane ma non delle prigrizie e degli egoismi che creano ingiustizia. In una delle tante interviste ha ben reso il suo rapporto con la Chiesa. "Di assoluta fedeltà a quelle che sono le nozioni fondamentali. Ma di altrettanto chiara conflittualità con norme da osservare che non sono bibliche o di fede. Perché le teologie sono tante, ma la fede è una sola".

    Si attende la sua ultima fatica. A febbraio per la casa editrice Einaudi uscirà "Un eremo non è un guscio di lumaca". Sarà per tanti il suo ultimo dono. Non l'unico."

    25 novembre 2010

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    Crisi infinita ?

    La situazione economica di Asti e provincia e lo stato di salute delle imprese artigiane che vi operano, è emerso chiaramente durante l'incontro tenutosi alla Camera di Commercio di Asti l'11 novembre scorso, su iniziativa della Confartigianato di Asti. Dal sondaggio-studio effettuato dall'Ipsos per conto della medesima ed illustrato dal dr. Pagnoncelli e dagli interventi che ne sono seguiti (di rilievo quello di Biagio Riccio presidente Confartiganato), risulta quanto segue:

  • quattro aziende su cinque considerano grave la crisi in atto e due su tre ritengono ci vorrà del tempo perché possa ritenersi conclusa. Intanto essa influisce in modo significativo sull'andamento dell'economia;

  • diminuiscono le aziende presenti sul territorio, mentre i livelli occupazionali mostrano percentuali di incremento contenute, con situazioni di stasi;

  • le aziende sono indebitate e prudenti negli investimenti. Aumentano le richieste di sconti o di riduzione di prezzo da parte dei clienti, si allungano i tempi di pagamento, le banche sono riluttanti a concedere credito;

  • permangono timori e preoccupazioni; tuttavia rispetto al 2009 ci sono segnali di minor negatività riguardo la propria azienda;

  • gli enti territoriali, il comparto bancario e le istituzioni di rappresentanza, pubbliche e di categoria, hanno una presenza considerata rilevante. In particolare la Cassa di Risparmio di Asti è ritenuta attore fondamentale;

  • l'eccessiva burocratizzazione e la limitata visione imprenditoriale, sono considerati elementi che limitano lo sviluppo futuro, unitamente alle difficoltà di riconoscere ed indicare un punto di forza del territorio, oltre al confermato orientamento viti-vinicolo ed enologico.

    Considerazioni dedotte dall'andamento dell'incontro.

    Sono migliorati i rapporti tra sindacati ed imprese, con più diffusa consapevolezza che attività economica, utilità sociale e dignità umana devono coesistere (art. 41 Costituzione).

    Gli Enti territoriali maggiori: Comune di Asti e Amministrazione provinciale dispongono complessivamente di oltre 1000 dipendenti, con intelligenze e professionalità che attualmente non paiono utilizzate al meglio per concorrere alla formazione della "massa critica", di cui si patisce la mancanza e che potrebbe rappresentare il valore aggiunto, necessario per l'auspicato salto di qualità dell'economia, e non solo, di tutto l'Astigiano.

    23 novembre 2010

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    Aung San Suu Kyi.

    Birmania. La giunta militare al potere ha rimesso in libertà Aung San Suu Kyi, patriota, già premio Nobel per la pace, prigioniera da quindici anni, di cui sette passati agli arresti domiciliari.

    E' figlia di un generale birmano che lottò contro il dominio coloniale inglese e fu ucciso da avversari interni nel 1947. La madre Daw Khin Kyi è stato ambasciatrice in India fino al 1962, quando il colpo di stato militare mette fine alla democrazia birmana.

    Suu Kyi studia ad Oxford, dopodichè lavora a New York per l'Onu. Si sposa con Michael Aris, studioso di cultura tibetana ed hanno due figlie. Tornata in Birmania nel 1990 vince largamente le elezioni con la "Lega nazionale per la democrazia" ma i militari al potere non riconoscono i risultati del voto e le negano la possibilità di partecipare alla vita pubblica incarcerandola. Il marito muore di tumore in Inghilterra nel 1999 senza che lei possa rivederlo, perché la giunta militare glielo impedisce. Fisicamente esile ma di carattere indomito si oppone agli usurpatori conquistando un grande prestigio personale in Birmania e nel mondo.

    Alla sua liberazione hanno concorso le pressioni della Comunità internazionale attraverso l'Onu, con interventi particolari degli Usa con Obama, della Cina partner commerciale e di investimenti in Birmania, India, Unione Europea per conto della quale ha operato con impegno Piero Fassino.

    Ora il lavoro internazionale continua per ottenere l'amnistia per i prigionieri politici e l'apertura di spazi di democrazia, per cui potrà dare un importante contributo l'autorevolezza, la capacità, l'equilibrio, il coraggio e la serena fermezza di Suu Kyi, che ben rappresenta le aspirazioni del suo Paese.

    18 novembre 2010

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    Donne.

    Il nostro tempo si conferma quello delle donne al vertice.

    Per la Cgil si tratta della prima volta nel corso della sua storia secolare: Susanna Camusso succede a Guglielmo Epifani alla testa del sindacato più rappresentativo. Ruolo in cui si sono avvicendati fior di dirigenti, tra i quali Giuseppe Di Vittorio che ha caratterizzato la nostra ripresa post-bellica, con la pratica della centralità del lavoro sancita dalla giovane Costituzione, il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni contadine, lo sfoltimento dei ranghi, con il passaggio all'industria e l'inurbamento degli addetti.

    La neo segretaria generale ha un vissuto ed esperienze di tutto rispetto che motivano la sua designazione a grande maggioranza da parte dell'organizzazione, dove il merito, che si guadagna giorno dopo giorno operando ai vari livelli a partire dalla gavetta, è ancora giustamente considerato.

    Ci sono poi dichiarazioni rilasciate a caldo da Susanna Camusso, che lasciano intendere una forte personalità dotata di quanto occorre per operare nella modernità, con richiami a valori tradizionali e sempre attuali, come il buon senso.

    E' infine i paragoni con Emma Marcegaglia presidente di Confindustria. Di certo le accumuna l'essere investite di grandi responsabilità nei confronti del lavoro, diritto-dovere sancito dalla Costituzione e fondamento della nostra repubblica democratica. C'è attesa di conoscere cosa sapranno escogitare in proposito, per fronteggiare la persistente crisi in cui versa l'Italia.

    Il Brasile (190 milioni di abitanti) ha recentemente eletto Dilma Rousseff alla presidenza, dopo Luis Inácio Lula de Silva, già fondatore del Partito dei Lavoratori, dal quale pur essa proviene.

    Durante gli otto anni di Lula si è realizzato un boom economico come quello conosciuto dall'Italia negli anni '60 del secolo scorso. Questo obiettivo è stato raggiunto adottando politiche pragmatiche per lo sviluppo delle attività produttive (15 milioni di nuovi posti di lavoro), la realizzazione di infrastrutture: centrali idroelettriche, ponti, strade, acquedotti, fognature; investimenti per servizi sociali e sanità; aiuti alle famiglie con redditi insufficienti (mantenuta la promessa di tre pasti al giorno per tutti), uscita dalla povertà per 12 milioni di famiglie (complessivamente 40 milioni di persone). La classe media, cioè quanti godono di un reddito tra i 450 e 2250 euro mensili, è diventata maggioranza anche elettorale nel Paese.

    Dilma Rousseff avrà il suo da fare per proseguire la politica economica e sociale del suo predecessore, emancipare i circa 40 milioni di poveri rimasti e rendere il tutto compatibile con la tutela ecoambientale ora inadeguata. Le saranno di giovamento i risultati finora raggiunti (crescita economica del 7% all'anno), il consenso che essi riscuotono tra i cittadini e l'attesa degli apporti che la sua capacità e sensibilità femminile potranno dare in termini di qualità all'azione di governo.

    16 novembre 2010

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    Orgoglioso del mio stile di vita!

    Tg2 delle 20.30 del 29 ottobre scorso. Tra le scritte che scorrono nella parte bassa del video, passa la dichiarazione: "orgoglioso del mio stile di vita" del presidente del consiglio dei ministri. Bene, ci mancherebbe. Ma converrà, signor presidente, che si tratta di uno stile di vita non alla portata di cittadini normali, alle prese con problemi di sopravvivenza. Ed è di loro che lei, signor presidente, deve prioritariamente occuparsi, affinché ce la facciano a sbarcare il lunario. In attesa di tempi migliori, da costruire con il loro contributo nell'unico modo serio che essi conoscono e col quale si può creare ricchezza vera: cioè lavorando.

    Si tratta certo di un impegno di lunga lena, cui deve porre mano senza indugio chi ha il potere e il dovere di provvedervi. Quindi, signor presidente, tocca a lei ed al suo governo.

    Proposte ne sono già state avanzate e non passa giorno senza che ne trattino fior di competenti (es. Guido Rossi ne "il Manifesto" 31.10.10).

    Negli Usa si sta ragionando di diminuire le tasse a quanti non dispongono di un reddito minimo per vivere, facendo pagare il mancato introito a coloro che godono di redditi elevati.

    In Italia il Partito Democratico propone da tempo di integrare i redditi insufficienti con il ricavato dalla lotta all'evasione fiscale, di cui basterebbe recuperare il 20%.

    Si tratta di iniziative di doverosa equità e solidarietà sociale, capaci di stimolare l'economia e far ripartire lavoro e occupazione.

    Naturalmente il governo da lei guidato potrà scegliere altre strade, fatti comunque salvi gli accennati principi ed obiettivi. Al Parlamento spetteranno le decisioni di competenza.

    E' importante che gli interventi siano decisi ed attuati presto, affinché il Paese che soffre ne possa beneficiare.

    Infatti la disponibilità di risorse consentirà di acquistare beni e servizi per soddisfare bisogni primari a lungo compressi, riattivandone la produzione e innescando un percorso virtuoso, necessario per una ripresa durevole.

    Se invece lei, signor presidente, e il suo governo foste di diverso avviso e/o aveste in mente altre priorità, allora è ragionevole e possibile che ciò indurrà la politica e l'Italia ad operare affinché altri possano cimentarsi con questa sfida vitale ed improcrastinabile, attingendo dalla Costituzione vigente e dalla conseguente pratica democratica gli occorrenti indirizzi.

    09 novembre 2010

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    Ghe pensi mi.

    La mitezza di Norberto Bobbio e l'"Elogio della pazienza" di Marco Follini sono rispettivamente, il filo conduttore di una serie di incontri sul filosofo torinese, tenutisi nella seconda settimana di ottobre scorso a Torino, ed il titolo del libro scritto dal parlamentare, già segretario dell'Udc, presentato nel capoluogo regionale nella stessa settimana.

    Mitezza e pazienza riproposte per pensare ed agire efficacemente nel nostro tempo: del mordi e fuggi, tutto subito, "ghe pensi mi" per chi ritiene di adottare questo stile di vita, e ciò che resta per tutti gli altri, tra cui molti con meno di quanto serve per vivere decentemente; e parliamo di paesi sviluppati. Altrove povertà, malattie, guerre, miseria che costringono moltitudini ad esodi biblici.

    In contemporanea, quasi a fungere da intermezzo, la "performance" in Portogallo del nostro conterraneo Gianfranco Ruscalla, il quale conquista il primato mondiale di "lento fumo" con la pipa sia nella gara individuale che in quella per squadre, insieme a Mauro Cosimo, Ferdinando Cruciani, Aldo Martini e Cosimo Passatore. Alcune centinaia i concorrenti, significativa la presenza femminile.

    Pochi grammi di tabacco fatti durare per ore, centellinati, accuditi, pipando con certosina pazienza e godibile abilità. Un monumento alla parsimonia, che nulla toglie al piacere, anzi lo esalta. La vittoria della qualità che non ha limiti, sul sempre di più quantitativo, che non può essere per tutti vista l'oggettiva finitezza di madre Terra, pianeta eccezionale e leggermente oblungo in movimento nell'immensità cosmica.

    Tre avvenimenti: la mitezza in Bobbio, l'"Elogio della pazienza" secondo Follini, e il titolo mondiale della parsimonia a Ruscalla, che non si propongono concomitanti per caso, in questo nostro tempo di vacche magre per una caterva di persone e di bengodi per alcune "elitès".

    La loro coincidenza suggerisce un percorso, attraverso il quale è possibile per tutti migliorare la propria esistenza. E' quello seguito da Gandhi, Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Martin Luter King, che coinvolge tutto l'essere umano, il corpo come entità fisica finita e limitata e quanto esso è capace di produrre di materiale e di immateriale fino ad attingere l'infinito già nel corso della sua vita, cioè qui ed ora.

    02 novembre 2010

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    Spazzatura.

    A Napoli tornano i rifiuti per le strade e si ripropone la situazione già vista nel 2008: si lascia incancrenire il male, poi arriva il taumaturgo, ci mette una pezza e si tira a campa', fino alla prossima emergenza.

    Il copione è però frusto e sono sempre meno quelli che abboccano. Cresce la sfiducia e la prevista costruzione di una discarica in sito vincolato a parco esaspera i cittadini. La camorra si infiltra nella protesta che trascende. Si coglie la palla al balzo e, oplà, la democrazia è commissariata, quindi decide uno solo. Misurando così anche fin dove si può spingere "l'uomo solo al comando" senza allarmare?

    O, forse, se ne avverte la vacuità e si torna a risolvere i problemi nella normalità. Forse.

    Recentemente alla Corte dei Conti (supremo tribunale contabile delle pubbliche amministrazioni) è insediato il nuovo presidente Luigi Giampaolino, che ha denunciato l'esistenza in Italia di persistenti episodi di corruzione e dissipazione di risorse pubbliche e comportamenti personali riprovevoli. Con conseguenze pesanti sui conti pubblici già colpiti dalla crisi: 70 miliardi in meno di entrate, 130 miliardi la perdita di prodotto.

    Si tratta di una situazione di fronte alla quale, ha affermato il neopresidente, non bastano i pur doverosi e necessari interventi sanzionatori, ma è indispensabile praticare nei fatti l'etica, specialmente nell'attività pubblica e di pubblico interesse.

    Parole come pietre, che confortano quanti già operano in conformità e motivano i volenterosi a dedicarvisi, riscoprendo insieme al piacere personale di fare le cose bene, la loro importanza per il Paese.

    28 ottobre 2010

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    Pastoni.

    Con la convalescenza-riposo che i medici hanno prescritto al Presidente del Consiglio dopo l'intervento alla mano destra, rifiata un po' - si fa per dire - anche il Paese, tormentato da un profluvio di cose inutili e trascurato nelle poche cose che gli potrebbero giovare.

    Tra le cose inutili sono ricomprese tutte quelle che non aiutano ad uscire dalla paludosa situazione in cui ci dibattiamo, obiettivo che dovrebbe essere in cima ai pensieri dei preposti: governo di centrodestra innanzitutto, poi via via tutte le istituzioni ai vari livelli.

    Tra le poche cose utili da attuare presto, serve qualcosa di concreto cui ci si possa aggrappare per alimentare e sviluppare i timidi e sparuti segnali di ripresa della nostra economia e interrompere la perversa spirale di povertà, che come un gorgo malefico risucchia e spegne speranze, vitalità, energie di un'intera generazione.

    Masi direttore generale della Rai, digerisce i "pastoni" di Minzolini direttore del tg1 e minaccia sfracelli (licenziamento?) nei confronti di Santoro per un vaffan-bicchiere, espresso dal conduttore di "Annozero" e reputato un insulto. Indotto a più miti consigli da un'attenta rilettura dei suoi poteri, Masi ha poi deciso per 10 giorni di sospensione. Sanzione comminata ma non ancora concretamente applicata, perché impugnata da Santoro che ne contesta la gravezza, senza riscontri in casi analoghi. Intanto il 60% degli abbonati non vuole perdere puntate di "Annozero" condotte da Santoro e già programmate.

    Alla Gabanelli con "Report" non va meglio. Masi le vuole togliere la tutela legale e il Cavaliere chiede i danni per l'inchiesta sulla sua villa con parco ad Antigua.

    Tempi grami per i giornalisti con la schiena dritta. E la democrazia soffre.

    Acute e spiritose osservazioni di Giovanni Pensabene ("La Stampa" 10.10.10) sulle differenze tra il dire e il fare del sindaco di Asti Galvagno, alle prese con problemi forse più grandi di lui, ai quali pare girare intorno senza trovarne il bandolo. A meno che i suoi obiettivi non siano altri. Ad esempio, come pervenire senza scosse alla conclusione del mandato, preparandosi una qualche sinecura da pensionato. Intanto i cittadini sono indotti a discutere d'altro, come del fantasioso racconto delle cose fatte finora dall'Amministrazione comunale ed inviato "urbi et orbi", cioè dappertutto.

    La politica, la democrazia e l'uovo di Colombo. Suddividere i problemoni alla portata di pochi in problemi alla portata dei più e risolverli con il loro contributo, adottando le modalità più semplici.

    26 ottobre 2010

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    Che fare ?

    "La crisi del lavoro e dell'economia astigiana. Cosa può fare la politica"? E' il tema affrontato nel corso dell'incontro tenutosi alla Festa Democratica venerdì pomeriggio 8 ottobre scorso ad Asti. Introdotto da Tom Dealessandri, vice sindaco di Torino, Angela Motta, consigliere regionale, Franco De Gennaro, imprenditore, già presidente Unione industriale di Asti, moderatore Alberto Grande, segretario del Partito Democratico circolo di Asti. Interventi di rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro, di cittadini, simpatizzanti e militanti.

    Accenni a proposte, idee ed auspici emersi nella circostanza.

    C'è penuria di denari, cui occorre supplire con progetti coordinati tra istituzioni, mondo del lavoro, dell'economia e della finanza, per fornire alle imprese riferimenti attendibili perché possano svolgere più efficacemente la loro attività.

    Provincia e comune di Asti eroghino servizi ripensati alla luce delle esigenze attuali del lavoro e dell'economia, per competere alla pari nel mondo globale. Tra questi, in particolare, il miglioramento della qualità dei luoghi e dell'attitudine all'ospitalità.

    Orientare prioritariamente l'utilizzo delle risorse a sostegno del lavoro e della produzione di beni durevoli e stili di vita sobrii, in cui prevalga la qualità.

    Perseguire una più equa ripartizione della ricchezza tra quanti la producono, giovando a persone e famiglie in difficoltà, all'economia ed alla coesione sociale.

    Operare affinché la scuola di ogni ordine e grado prepari i giovani ad esprimere da protagonisti il meglio di sé per sé, nella vita e nel lavoro che cambia e ne costituisce parte importante. All'università si chiede un'attenzione particolare alle problematiche della realtà nella quale è inserita.

    Incentivare la produzione di beni che consentano di risparmiare energia e migliorare l'equilibrio ecoambientale.

    Dare stabilità e continuità al lavoro nel tempo, perché permette alle persone di progettare il loro futuro con vantaggi per tutti.

    19 ottobre 2010

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    Le baite di Paralup.

    Battista Bianco presidente dell'ANPI della Provincia di Asti ha inviato questa lettera, che proponiamo per l'interesse del tema e l'afflato che la anima.

    "Le misere baite di Paralup rinascono per ricordare Nuto Revelli.

    La storia ed il legame di Nuto Revelli con questo ambiente comincia il 1° febbraio 1944, quando il grande scrittore e partigiano salì alle baite di Paralup in provincia di Cuneo. Andando a raggiungere la prima banda partigiana "Italia Libera" di Duccio Galimberti e Livio Bianco. Da questa formazione sarebbero poi nate la prima e la seconda divisione "Giustizia e Liberta". Le baite di Paralup erano più povere delle Isbe russe. Dopo la liberazione queste baite vennero abbandonate completamente. A spopolarle ci pensò la guerra, gli alpini mai tornati dalla Russia e la miseria nera.

    Per oltre sessant'anni soltanto il vento ed il silenzio le abitarono. Oggi la borgata che fu culla della Resistenza e quelle montagne che furono davvero la casa dei partigiani, stanno rinascendo. Grazie alla Fondazione "Revelli" guidata dal figlio Marco ed altri Enti, sono state in parte già restaurate. Le case di pietra di Paralup sono diventate il germoglio del "Villaggio della libertà e della memoria" con cui si vuole riportare un po' di lavoro: la pastorizia per esempio ed il turismo, in un angolo del Piemonte dimenticato dagli uomini. Nuto Revelli, che su quei monti aveva combattuto per liberare l'Italia dall'invasore nazista e dall'alleato fascista, oggi sarebbe contento di vedere che questi luoghi di memoria riprendono a vivere."

    14 ottobre 2010

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    Lavorare gratis per un anno.

    Ragioniamo sull'Italia a partire dalle singole realtà in cui ciascuno di noi vive ed opera.

    Le persone che cercano lavoro e non lo trovano sono assai di più di quanto dichiara l'Istat: oltre l'11%, anziché poco più dell'8%.

    Il risparmio delle persone e delle famiglie, accumulato in molti anni di lavoro e di sacrifici - a volte da più generazioni - è stato consumato ed ora si fanno debiti per arrivare alla fine del mese.

    Quindi non c'è più, né come entità, né come diffusione, il risparmio privato che il ministro Tremonti ha richiamato per dimostrare all'Unione Europea che la salute dell'Italia è nella media. Essendo il nostro debito pubblico tra i più alti, pari al 119% del Pil, vale a dire che per pagarlo, tutti gli italiani dovrebbero lavorare gratis per più di un anno!

    Di conseguenza aumenta la vulnerabilità del nostro Paese, perché sempre più persone e realtà produttive sono costrette ad indebitarsi e non sono certe di poter restituire quanto ricevuto.

    Nella perdurante crisi in cui ci troviamo, si manifestano isolati e tenui segnali di ripresa, che, se confermati nel tempo, consentono di stimare che ci vorranno anni solo per recuperare i posti di lavoro perduti finora, mentre per parlare di nuovi bisognerà attendere il 2015.

    In concreto ciò significa che con l'attuale passo del governo di centrodestra, una consistente parte dei giovani d'oggi non troverà mai lavoro. Siccome questo non è accettabile dobbiamo cambiare passo, dandoci sollecitamente obiettivi e priorità largamente condivisi, tra cui la "messa in sicurezza" delle persone e famiglie che stanno peggio.

    Dopodichè remare tutti nella stessa direzione, certo senza ammucchiate, svolgendo ciascuno il proprio compito al meglio.

    Le condizioni per il cambio di passo deve costruirle la politica, a partire dai partiti e da altre realtà che se ne occupano.

    Mentre ciascuno di noi può contribuirvi sempre, applicando nel fare quotidiano comportamenti, principi e valori coerenti con gli obiettivi individuati.

    Sostenendo così il nostro Paese nell'arduo cammino verso una sana convivenza umana e civile, nella quale - come prevede la Costituzione - ogni cittadino possa realizzare se stesso e dare secondo la propria capacità, ricevendo - con equità e riconoscendo il merito - quanto serve per soddisfare le necessità personali e familiari.

    12 ottobre 2010

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    Generazione perduta ?

    Con l'attuale governo di centrodestra l'Italia si trova all'interno del drammatico scenario delineato da Giuseppe Turani ne "la Repubblica" del 26.09.2010.

    "Anche l'Italia ha la sua generazione perduta (...). Si tratta del 7-8 per cento (la quantificazione esatta spetta ai sociologi) di giovani che oggi hanno meno di 35 anni. Con le prospettive di crescita dell'economia italiana, questi ragazzi, che non hanno un lavoro, hanno la quasi certezza di non trovare mai un lavoro, né adesso né fra dieci anni o venti anni (….)". Perché "sono nati nel momento sbagliato, sono diventati adulti, in un momento di riflusso economico e senza prospettive sociali o santi in paradiso. Il loro destino, quindi, è quello di essere inattivi, per sempre (….). In sostanza al di là dei modestissimi dati economici generali (1 per cento di crescita per dieci anni, se va bene), quello che sta avvenendo in Italia è una certa distruzione della sua base industriale (quella dei piccoli, ma essenziale). Ma, soprattutto, è in atto una degradazione del tessuto sociale che non ha precedenti nella nostra storia". Non so dire, continua Turani, "se da questo nasceranno rivolte imponenti o scelte politiche epocali. So solo che stiamo diventando (mentre la politica si occupa d'altro) un paese che a migliaia dei propri cittadini sa offrire solo una cosa: il niente".

    L'opposizione - iniziando dal Partito Democratico - deve assumersi fin d'ora l'onere di proporre e praticare una politica diffusa, coinvolgente ed affidabile, capace di affrontare efficacemente i problemi del lavoro che non c'è e dell'economia che langue, che hanno a che fare con tutti gli altri problemi che ci angustiano: equità ed evasione fiscale, immigrazione ed ospitalità, bilancio e debito pubblico, nord e sud del Paese, ambiente, sanità e salute, scuola, giustizia, energia, criminalità, sicurezza.

    Bisogna agire in modo umanamente e politicamente generoso, efficace, equo, sostanzialmente condiviso dai più; al di là che porti o meno consensi immediati.

    Con un di più di qualità democratica, di fiducia nei cittadini e di rispetto: essenziali come non mai perché i frutti siano buoni.

    Consapevoli che si tratta di un impegno non da poco e di non breve durata, che richiede di mettere in sicurezza con priorità, persone e famiglie le cui difficili condizioni di vita non possono essere ulteriormente protratte.

    Che può comportare la disponibilità ad assumere responsabilità di governo in un momento delicato per il Paese.

    Un cambio di marcia per uscire in avanti dalla palude nella quale ci troviamo.

    05 ottobre 2010

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    Piace pensarlo.

    Il Partito Democratico di Asti e Provincia, piace pensarlo:

  • Incalzante e criticamente propositivo nel Consiglio Comunale di Asti e in Provincia nei confronti di maggioranze e giunte di centrodestra, che stanno a guardare mentre l'emorragia dei posti di lavoro travaglia l'Astigiano e la sua economia, di cui la vicenda Way Assauto, lo svilimento della Barbera, la chiusura di centinaia di negozi sono le più recenti, drammatiche conferme, insieme alle inadeguatezze di importanti plessi che rendono problematico il regolare avvio dell'anno scolastico.

  • Impegnato ad utilizzare in modo coordinato le varie presenze istituzionali e negli Enti, per contrastare la crisi in atto e contribuire al suo superamento.

  • Attivo tra i cittadini e sul territorio è allenato a coglierne esigenze e contributi, trasformandoli in iniziative concrete per la soluzione dei problemi sul tappeto.

  • Capace di suscitare l'interesse e la disponibilità all'impegno dei cittadini e dei giovani in particolare, offrendo loro sostegno, spazio e libertà d'azione, affinché ogni scintilla di energia concorra al conseguimento degli obiettivi che ci si dà.

  • Aperto alle alleanze che, nella chiarezza e condivisione degli obiettivi, perseguano il bene comune, a partire dal miglioramento delle condizioni di vita di chi sta peggio.

  • Attento a cogliere l'evolversi delle situazioni e preparato ad ogni evenienza, non esclusa la possibilità di elezioni politiche anticipate e la ripetizione di quelle regionali nella prossima primavera.

  • Intento a studiare con cittadini, tecnici ed esperti, possibili scenari di sviluppo per Asti e l'Astigiano, utili per orientare la propria attività e quella di quanti compete dedicarvisi.

  • Con le maniche rimboccate, ricettivo al nuovo che contribuisce a costruire, forte e consapevole di svolgere un ruolo importante al servizio della comunità e della democrazia.

  • Disponibile al confronto sempre e in particolare durante la Festa Democratica, che si terrà ad Asti dall' 8 al 10 ottobre prossimo, presso ex caserma dei Vigili Urbani in piazza Leonardo Da Vinci.

    28 settembre 2010

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    Modernità.

    Su "il Manifesto" del 19.09.2010 Claudio Vercelli presenta il libro: "Oltre la guerra fredda. L'Italia del Ponte (1948-1953)". A cura di Mimmo Franzinelli. Laterza. Con acume è in un contesto che rende chiaro e comprensibile il ruolo svolto dalla rivista il Ponte fondata da Piero Calamandrei e precedentemente dal Partito d'Azione nell'attività antifascista, per la formazione di una cultura riformista capace di comprendere la portata storica delle rivendicazioni popolari, per migliori condizioni di vita ed innovazioni strutturali dello Stato incarnate nella Resistenza.

    Si tratta della "modernità alla quale Calamandrei ed i suoi interlocutori intendevano ancorare l'intero Paese, che non poteva non confrontarsi con i nodi strutturali del potere economico, che gli autori del Ponte faticavano a declinare in termini che non fossero puramente descrittivi. Tuttavia, a questo difetto - che concretamente si riversava nell'impossibilità di tradurre in azione politica le intuizioni etiche e morali - faceva da contrappunto il progetto di costruire una cittadinanza repubblicana e un patriottismo costituzionale che, se realizzati, avrebbero forse costituito la vera rivoluzione protestante che mancava all'Italia. L'ancoraggio resistenziale è, per certi aspetti, la sua mitologizzazione, sono una delle operazioni nelle quali Calamandrei - oggi ricordato soprattutto per tale identificazione - più si adoperò, nella consapevolezza che solo dagli eventi di grande rottura possano derivare, oltre che lutti, quei campi di inaspettate possibilità altrimenti precluse".

    Da praticare incessantemente per superare nodi e inadeguatezze residue e sopravvenute, che frenano ora come allora la più compiuta espressione della vitalità del nostro Paese e la piena attuazione della Costituzione.

    23 settembre 2010

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    A proposito di Asti e l'Astigiano (ma non solo).

    "Il Pil non fa (più) la felicità" è il titolo della tavola rotonda tenutasi nel corso della recente manifestazione Cortina-incontra, durante la quale il presidente Istat Enrico Giovannini ha detto che non si può ridurre tutto al Pil, né si può avere un solo indicatore per definire il progresso di un Paese. E che occorre mettere le persone al centro e riferirsi al reddito concreto delle famiglie e non a quello teorico individuato dal Pil. Giovannini ha quindi elencato sette elementi fondamentali in base ai quali misurare il progresso del Paese: salute, ricchezza, conoscenza, lavoro, ambiente, rapporti interpersonali e ruoli nella società; cui s'aggiungono due elementi di importanza generale quali equità e sostenibilità ("La Stampa" 20.08.2010).

    Le crisi economiche che puntualmente si presentano dopo periodi di forte crescita, aprono la possibilità a cambiamenti positivi della società e di riequilibrio del sistema, a condizione che ci sia una presa di coscienza collettiva degli errori e delle esagerazioni riguardanti le aspettative e lo stile di vita dei cittadini e delle scelte politiche scellerate compiute da chi era al governo (riferimento a: "AltraAsti" online, Antoine Frattini, 08.09.2010).

    I lavoratori e la Rsu Way Assauto di Asti, riuniti in presidio permanente da oltre 2 mesi, sottolineano il rischio che la loro vicenda si concluda drammaticamente con la chiusura della fabbrica e la perdita del lavoro, mentre riscontrano "la totale assenza di un operato concreto da parte delle istituzioni locali" e si chiedono "se 240 famiglie abbiano un valore umano e sociale per il Presidente della Provincia e per il Sindaco di Asti" ("La Stampa" 03.09.2010).

    Fa riflettere l'intervento di Angelo Gaia, famoso produttore di Barbaresco ("La Stampa" 01.09.2010), sull'entrata in vigore dell'Ocm vino e sulle difficoltà del Piemonte di utilizzare efficacemente le opportunità offerte dai nuovi provvedimenti. Si tratta di una competente ed articolata disamina critica con molti interrogativi, ai quali il comparto vitivinicolo e la politica di chi se ne occupa ai vari livelli, devono fornire risposte concrete. Pena il permanere della pericolosa situazione di stallo in cui esso verso, per quanto riguarda in particolare la Barbera.

    E come se non bastasse ecco l'indagine della Confesercenti ("La Stampa" 07.09.2010) da cui emerge che in un anno ad Asti sono stati chiusi 166 negozi con la perdita di 350 posti di lavoro. Mentre la grande distribuzione continua a farla da padrone e gli spazi vuoti in centro vengono occupati da nuovi sportelli bancari: ben 29 in più in città negli ultimi anni.

    Anche in questo caso non sono in atto idonee politiche comunali volte a sostenere la distribuzione qualificata di prossimità e a rendere vivo e desiderabile il contesto cittadino entro il quale essa opera.

    21 settmbre 2010

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    Scritti particolarmente significativi.

    Scritti particolarmente significativi su argomenti di attualità. (click qui)

    16 settembre 2010

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    L'uovo di Colombo.

    Chissà se la controversa riforma della ministra Gelmini produrrà l'"uovo di Colombo", cioè l'insegnamento fin dalla scuola materna, di stili di vita equilibrati ed ecocompatibili, senza i quali nostra madre Terra non potrà sostenere il carico antropico di circa 7 miliardi di essere umani che saranno ben presto presenti sulla sua superficie?

    Questa domanda di miei occasionali interlocutori era, per la verità, accompagnata dall'apodittica, indiscutibile affermazione che, se no, lo studio e l'apprendimento di altre importanti discipline, risulterebbe inficiato dalla mancanza di questa prioritaria, indispensabile conoscenza.

    Da parecchio sono convinto che nel compimento di atti di vita: mangiare, copulare, abitare, vestirsi, lavorare, comunicare, spostarsi, si debba tenere conto della loro coerenza e compatibilità con i cicli naturali, riproduttivi della Terra, considerati nel loro insieme di sistema interagente. Dobbiamo cioè utilizzare e consumare quanto serve per vivere, rispettando modi e tempi che la Terra impiega per riprodurre e rinnovare quanto da essa si preleva in alimenti, aria, acqua, minerali, sostanze fossili (petrolio, carbone, gas) per produrre energia. Queste ultime hanno impiegato milioni (miliardi?) di anni per formarsi, sono presenti in quantità limitate e inquinano l'atmosfera con i prodotti della combustione.

    Un discorso a parte va fatto per il nucleare, il cui combustibile(uranio) non inquina durante l'uso ma le scorie restano radioattive per parecchi secoli e non si sa come farle metabolizzare, digerire in sicurezza dalla Terra.

    Mentre esistono fonti rinnovabili, illimitate ed ecocompatibili: sole (fotovoltaico), vento (eolico), moto ondoso degli oceani, corsi d'acqua, invasi idrici, biomasse.

    E' necessario apprendere l'utilizzo ecocompatibile degli elementi naturali vitali: aria, acqua, crosta terrestre, per adottare corrispondenti, equilibrati stili di vita. Insieme alle ragioni che inducono a scegliere fonti energetiche illimitatamente disponibili in natura. Nonché l'uso parsimonioso, equo, oculato e solidale di risorse limitate, ancora disponibili e non rinnovabili.

    Si tratta di una sfida improcrastinabile ed essenziale. E' possibile vincerla, perché non si parte da zero ed esistono i necessari presupposti. Il ruolo della scuola è importante, così come far leva sull'intelligente capacità di ciascuna persona, famiglia, comunità, fino a coinvolgere il mondo. Scoprendo strada facendo di poter vivere altrettanto bene ed anche meglio operando così. Prevenendo anche dolorose migrazioni da luoghi in cui manca l'indispensabile, verso l'agognato "bengodi", che spesso si rivela una vana chimera.

    14 settembre 2010

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    Cavalli berberi, amazzoni e business.

    Stando ai media attraverso i quali ci si informa in Italia, la visita agostana del presidente libico Gheddafi ha aggiunto ulteriori problemi alla già cospicua dotazione del governo e del Paese.

    Ufficialmente s'è trattato della celebrazione del 1° anniversario dell' accordo Italo-libico, cioè un avvenimento di Stato in piena regola, in cui tutto è studiato, preparato e curato in ogni minimo particolare.

    Nell'occasione s'è parlato anche di affari e d'altro con modalità e termini a dir poco inusuali, che hanno destato perplessità, malcontento, scalpore ed anche qualcosa di più. Al punto da rendere indistinguibile il confine tra la realtà e la rappresentazione che di essa è stata fatta.

    Dentro c'è stato di tutto un po'.

    Sfoggio di cavalli berberi al seguito.

    Amazzoni in mimetica come guardie del corpo.

    La tenda beduina nel parco dell'ambasciata.

    La pantomina del rais con schiere di hostess pagate per ascoltare: Corano in dono e gadget vari.

    Il pianto del Cavaliere alla mostra fotografica sulle gesta del colonialismo nostrano.

    La richiesta del Colonnello di 5 milioni di euro all'anno per fermare l'immigrazione clandestina che salpa dalle coste del suo Paese.

    La cena con una caterva di invitati, tra cui banchieri, manager e membri del governo.

    L'auspicio (minaccia?) dell'estroverso ospite di un'Europa islamizzata, parole in libertà sul cristianesimo ed imbarazzanti paragoni sulla condizione delle donne da lui e da noi.

    Ed altro ancora.

    Non risulta invece si sia parlato di quanto segue.

    Previste trivellazioni libiche di pozzi di petrolio nel mediterraneo non a distanza di sicurezza dalle coste italiane.

    Condizione dei 250 rifugiati eritrei, recentemente ospiti di campi e carceri libiche, di cui non si hanno notizie.

    Mancata sottoscrizione libica della convenzione ONU del 1951 sui rifugiati e impedimenti alla visita dei centri di accoglienza da parte di giornalisti e di organizzazioni umanitarie internazionali.

    Trattamento riservato agli oppositori politici.

    Possibili affari in comune con il nostro presidente del consiglio.

    Per accennare solo alle prime cose che vengono in mente, tra le tante emerse in questi giorni.

    Uno show indecente è stata definita dai più l'esibizione dell'illustre interlocutore. Che nessun altro governo di qualsiasi Paese occidentale avrebbe certamente consentito.

    Però, riflettendoci, qualcosa di buono Mario Deraglio è riuscito a cavarci: sessant'anni fa c'erano 3 europei per ogni africano, oggi c'è un po' più di un africano per ogni europeo; nel 2030 ci saranno circa 2 africani per ogni europeo ("La Stampa" 01.09.2010).

    Per non trovarsi di fronte agli esiti imprevedibili di una pressione demografica di importazione elevata ed inedita, è quindi necessario che l'Europa avvii per tempo politiche adeguate.

    07 settembre 2010

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    Cambiamenti climatici.

    Ridente cittadina ligure di mare, vigilia di ferragosto 2010. Intenso temporale tardo pomeridiano con 100 millimetri di pioggia in tre ore: precipitazione ragguardevole ma non straordinaria. Oltre a rinfrescare l'incipiente serata essa causa la rottura della tubazione principale dell'acquedotto. Lì per lì l'utenza non se ne accorge, perché in alto c'è la vasca di carico che continua ad alimentare la rete. Poi si fa sera. Il giorno seguente, con il massimo di presenze stagionali, i rubinetti sono asciutti. Uso diffuso di acqua minerale e code per acquistarla, con i prezzi che aumentano subito del 10%. Solo verso le dieci un'auto del municipio con altoparlante assicura che l'erogazione sarà ripristinata "il più presto possibile". Dal passaparola s'apprende che occorre sostituire un tratto di condotta danneggiata, il cui materiale non è disponibile in loco. Nel corso del pranzo l'acqua risgorga dai rubinetti ma non è immediatamente utilizzabile per l'alimentazione a causa delle impurità che attraverso il guasto si sono introdotte nelle tubazioni.

    Irreprensibile il comportamento dei cittadini, che hanno atteso fidenti la soluzione del problema, ingegnandosi e facendo di necessità virtù. In tempi accettabili l'informazione al pubblico diffusa dal Comune. Efficace, se pur protratto nel tempo, l'intervento per riparare il guasto.

    Manifestazioni temporalesche di pari o superiore intensità saranno, purtroppo, la norma, a motivo della rilevante quantità di energia che si accumula in basso nell'atmosfera per l'"effetto serra" che impedisce al calore solare eccedente sulla superficie terrestre, di disperdersi nella parte alta dell'atmosfera.

    Prepararsi a queste evenienze è utile e necessario per tutti ed è imperativo per le istituzioni e quant'altri, cui compete prevenire e provvedere. Insieme all'irrinunciabile compito di ridurre la produzione di anidride carbonica (CO2), proveniente dal traffico automobilistico e dalle attività che utilizzano combustibili fossili. Incrementando nel contempo il patrimonio forestale, capace di catturare e trasformare l'anidride carbonica in ossigeno, vitale per la salute di quanto vive nell'accogliente nostra madre Terra.

    31 agosto 2010

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    Impudenti.

    Dicasi di coloro che non sentendo pudore o ritegno ne combinano di tutti i colori. Dicendo e facendo tutto e il suo contrario, se ritengono di poterne trarre anche solo un effimero vantaggio. Facendo all'occorrenza strame della verità e di tante altre cose serie.

    Asservendo ed avvilendo se stessi ed i ruoli che essi ricoprono. Imperterriti nel dissiparne il patrimonio di credibilità e di autorevolezza: particolarmente grave se ciò si verifica in politica ed ancor peggio nell'esercizio di cariche pubbliche e di funzioni istituzionali. Perché si tratta di responsabilità delicate, nell'adempimento delle quali si opera con rilevanti margini di discrezionalità, che richiedono elevata affidabilità. Tanto che la Costituzione prescrive che siano svolte con disciplina ed onore ed in alcuni casi prestando addirittura giuramento (art. 54).

    Rispetto a tali cariche e funzioni gli impudenti sono incompatibili, indipendentemente dalle modalità attraverso le quali essi vi sono pervenuti (elezione, nomina, designazione).

    Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, rappresenta l'unità nazionale ed ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione (artt. 87 e 91). Solamente lui può sciogliere le Camere (Senato e Camera dei Deputati), o anche solo una di esse (art. 88) e indire nuove elezioni (art. 87). Nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri (art. 92).

    Per il settennato in corso è Giorgio Napolitano.

    26 agosto 2010

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    Idee balzane.

    Il mese di agosto 2010 ha diviso in modo inoppugnabile gli italiani in due classi: chi ha fatto le vacanze e chi no. Il risultato è che più della metà non se l'è potute permettere. Inoltre, per molti tra chi le ha fatte, sono state più sobrie, sparagnine e centellinate degli anni scorsi.

    Parliamo di vacanze "normali", cioè quelle di persone e famiglie che ci arrivano con i risparmi di un anno, non di chi può deciderle in qualsiasi momento senza il pensiero dei soldi.

    Necessarie per uscire dalla "routine" delle preoccupazioni, rinunce e fatica di vivere; per recuperare energia e speranza per andare avanti senza uscire di testa. E per togliersi qualche soddisfazione, che alimenti la considerazione di sé per sé e di fronte agli altri nel mondo.

    Da non confondersi con quelle opulente e ostentante di quanti vogliono confermare il loro status, la loro supremazia rispetto ai comuni mortali. Senza provare il minimo ritegno per le diffuse condizioni di precarietà e sofferenza presenti nel contesto in cui essi gigioneggiano.

    Le ragione di tutto ciò sono molteplici e complesse, ma una è chiara a tutti. E' l'entità del plusvalore prodotto da chi lavora, che se va illegalmente all'estero in misura pari a parecchie manovre finanziarie, l'ultima delle quali è stata di 25 miliardi di euro.

    In questo modo si sottraggono al Paese risorse suscettibili di produrre lavoro - giovevole a persone e famiglie, vacanze comprese - e di innescare un circuito virtuoso per la salute, la qualità della vita e l'economia.

    Da qui le vacanze mancate per lavoratori e famiglie che se le sono ampiamente meritate ma non hanno i soldi. E quelle da nababbi per i detentori di risorse finite nelle loro tasche, ma frutto del lavoro di tutti e che a tutti devono ritornare (art. 41 Costituzione).

    Urge quindi rimediare a questa situazione che ha ulteriormente punito la metà degli italiani e che alimenta la crisi in cui siamo tutt'ora impelagati.

    24 agosto 2010

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    Duisburg.

    Riflettere su quanto accaduto a Duisburg in Germania qualche settimana fa costa fatica, perché un groppo serra la gola e i dubbi inquietano ed esigono risposte.

    Fatto. Una moltitudine di giovani - ben oltre un milione - si trovano per fare festa nella ricorrenza della caduta del Muro di Berlino (1989): musica e balli ininterrotti, comportamenti liberi e disinibiti. Li ospita il disadorno spiazzo di una ex stazione ferroviaria, cui s'accede unicamente attraverso un sottopassaggio incassato tra imponenti muri d'ambito che accompagnano il percorso. Oltre un migliaio di agenti disciplinano l'afflusso e la manifestazione. Il numero dei convenuti supera di gran lunga la capienza del sito, si forma una lunga coda che occupa interamente la strada incassata e il sottopassaggio, percorsi da due flussi contrapposti: uno in entrata che spinge per trovare spazio, l'altro in uscita formato da giovani che, vista la ressa, tentano di allontanarsi. A questo punto si contano fino a 5 persone per metro quadrato di strada. E' ormai impossibile non solo procedere nei due sensi ma addirittura muoversi. La pressione di quelli che arrivano è fortissima e prevale, travolgendo chiunque si trovi lungo la sua direttrice. Pochi riescono a fuggire lateralmente, utilizzando le scalette nei muri d'ambito, o arrampicandosi sui pali che fiancheggiano la strada, che diventa la tomba per 21 giovani e luogo di dolore per centinaia di feriti. Per evitare reazioni inconsulte e incontrollabili, la festa continua, cosicché i più nemmeno s'accorgono della carneficina.

    Considerazioni. Di certo le manchevolezze che hanno determinato la tragedia sono numerose e gravi. Ce n'è per tutti: organizzatori dell'evento; amministrazione della città che l'ha ospitato; autorità preposte all'ordine pubblico. Le principali: non aver limitato l'accesso al numero di persone ospitabili nel sito, intercettandole all'inizio del sottopassaggio; non avere previsto adeguate vie di fuga per situazioni d'emergenza; non aver saputo utilizzare in modo coordinato il già esiguo numero di agenti, rimasti in parte intrappolati nel drammatico imbottigliamento. Sicuramente l'istinto di sopravvivenza dei giovani è valso a contenere le dimensioni della tragedia. Non è stata percepita la gravità del pericolo incombente e la bramosia di partecipare può avere innescato il marasma. E' di tutta evidenza poi, la diffusa carenza di senso pratico e di capacità di discernimento da parte degli astanti, pur avvezzi a incontri di massa e la conseguente mancata adozione di comportamenti individuali razionali, capaci di rimediare in parte le manchevolezze degli addetti.

    Conclusioni. Si tratta di una tappa tragica della ricerca delle giovani generazioni per individuare percorsi esistenziali consoni alle aspirazioni personali. Alla Società il compito di garantire che questa ricerca possa continuare, in modo libero, autonomo ed in sicurezza. Anche per non appesantire il già alto tributo che i giovani pagano all'attuale, discutibile modello di sviluppo.

    17 agosto 2010

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    Tanto tuonò che piovve.

    Le tensioni esistenti nel Pdl sulla conduzione politica - prima latenti poi via via sempre più esplicite - ed in seguito anche per motivi etici connessi con comportamenti riprovevoli di personalità di spicco nel partito e nel governo stesso, hanno determinato una spaccatura con Gianfranco Fini, presidente della Camera, e parlamentari con i quali egli è in sintonia. Dieci senatori e trentaquattro deputati, pur restando nel partito, hanno costituito due gruppi parlamentari autonomi denominati: "Futuro e libertà".

    Fatti i conti, il governo di centrodestra rischia di non disporre più di una maggioranza a priori in parlamento e doversela trovare di volta in volta.

    Per non parlare delle situazioni che si potranno determinare nelle altre istituzioni: Regioni, Province, Comuni e in Enti e Organismi vari.

    Si tratta di uno scossone con possibili, rilevanti conseguenze politiche.

    Il presidente del consiglio ed i suoi più stretti collaboratori dispensano ottimismo, affermando che la legislatura proseguirà come se nulla fosse per l'attuazione del programma, diventato col tempo una sorta di cantiere aperto, nel quale i cambiamenti sono all'ordine del giorno ed hanno luogo sulla base di sondaggi a getto continuo.

    Intanto continuano le arcinote difficoltà in cui versa la stragrande maggioranza di cittadini e famiglie, insieme alle imprese ed agli enti locali. In particolare dopo l'approvazione della manovra finanziaria da 25 miliardi di euro, necessaria ma iniqua, perché distribuisce i sacrifici pesando soprattutto sui molti che hanno poco e che già danno, e poco o nulla su patrimoni e rendite di coloro che hanno molto, evadono e trasferiscono all'estero denari e beni prodotti col lavoro di tutti. Facendoli poi rientrare a proprio comodo coi condoni quasi esentasse e "ripuliti" se provenienti da attività illecite o criminali. Alimentando un circuito perverso che protrae le ingiustizie.

    Potremmo quindi trovarci di fronte al dilemma: elezioni anticipate con questo governo o governo di transizione? Tra le forze di opposizione, iniziando dal Partito Democratico, prevale l'idea del governo di transizione, che ci porti verso l'uscita dalla crisi e pervenga ad una nuova legge elettorale sostitutiva della vigente "porcata", per ridare pregnanza democratica al voto ed invogliare i cittadini a riconciliarsi con la politica.

    La decisione spetterà comunque al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in conformità della Costituzione.

    10 agosto 2010

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    Pròsit.

    Pròsit: ti sia di giovamento, salute. Così ci accomiatavamo in sagrestia dal pievano don Givogre, noi chierichetti finita la s. Messa che gli avevamo appena "servito". Parliamo degli anni '40 del secolo scorso, un'eternità. In latino, con grande attenzione a non sbagliare sia le risposte al sacerdote, sia nel porgergli le ampolle dell'acqua e del vino nel corso del sacro rito e nello scampanellare a tempo per sottolineare momenti importanti, richiamando l'attenzione dei fedeli. Le prime volte era necessario seguire le istruzioni contenute nell'opuscolo. Ma presto s'imparava tutto a memoria e c'era competizione tra noi per cavarcela senza leggere né sbagliare.

    Anche i canti erano in latino, con le pie donne che interloquivano vocalmente dall'aula col celebrante, insieme a Carlin il sagrestano, che dal coro aggiungeva la sua voce possente ed intonata. Nelle feste importanti, o in particolari circostanze, la s. Messa era solenne, coi cantori sulla balconata dell'organo in fondo alla chiesa. Un mantice azionato a mano gli forniva l'aria per il funzionamento e bisognava stare attenti che la lancetta della quantità disponibile non scendesse sotto il livello minimo. Anche a questa incombenza provvedevamo a turno noi, ragazzotti di allora.

    Storia a sé portare il cero durante i funerali. Erano di solito utilizzati i più discoli, costretti dal ruolo ad una disciplina ferrea, altrimenti difficilmente applicabile. In una circostanza, vuoi per l'afa estiva che per gli effluvi della cera combusta, m'accasciai. Mi riebbi nella cartoleria Riccio, amorevolmente assistito dalla titolare, così da tornare al mio posto prima che la salma fosse benedetta con l'acqua e onorata con l'incenso che si sprigionava dal turibolo, sapientemente ondeggiato dal sacerdote.

    La paghetta per il servizio reso era di una lira, che don Givogre distribuiva a ciascuno in sagrestia, srotolandole da un cilindretto di carta di giornale. Giusto il prezzo di un settimanale per ragazzi che m'affrettavo ad acquistare, sempre combattuto tra "l'Intrepido" e "il Vittorioso". Un premio particolare per indurre i più grandicelli a frequentare il "vespro" la domenica pomeriggio, consisteva nel poter sentire dopo, la partita di calcio alla radio in canonica, dalla voce di Nicolò Carosio. Un evento la nostra partita giocata non sulla "sternia", acciottolato della piazzetta vicino la chiesa, ma in un prato, con il fieno appena fatto, piantandovi le porte costruite con due canne di canneto e un filo di raffia a delimitarne l'altezza.

    All'oratorio c'era un biliardo scassato, imparando sul quale s'era abilissimi quando si poteva giocare su uno dei cinque, ambiti e ottimamente funzionanti, esistenti in altrettanti caffé e trattorie del paese.

    Gli scacchi erano considerati un gioco d'elite. Lo praticavano in pochi: epiche le sfide tra il vice curato e un nostro compagno molto dotato, sfollato da Torino per sfuggire ai bombardamenti aerei.

    Tutte questo per dire come si cresceva allora, imparando un po' di tutto attraverso la pratica, latino compreso. Perché la stragrande maggioranza dei ragazzi non aveva altre occasioni, oltre a quelle che riuscivano a costruirsi, per cimentarsi a modo loro. Non mi ricordo di qualcuno che se ne dolesse. Mentre altrettanto non si può dire per i ragazzi di oggi, cui si offre, quando va bene, la passiva fruizione di proposte altrui.

    03 agosto 2010

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    A tutte le persone del Gruppo Fiat in Italia.

    In data 9 luglio scorso l'amministratore delegato della Fiat Group Sergio Marchionne, ha inviato una lettera "A tutte le persone del Gruppo Fiat in Italia". Egli accenna per sommi capi alla debolezza della struttura industriale del nostro Paese, al basso livello degli investimenti stranieri, all'esigenza di portare la Fiat a vincere la competizione in atto nel mondo nella produzione di autoveicoli ed alla sua volontà di farlo insieme a quanti condividono questi obiettivi, per realizzare una vita migliore per tutti. Cita il recente accordo stipulato per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco a mo' d'esempio in questo senso: una sorta di sfida per operare come sistema-Paese: governo, industriali, lavoratori nel mondo globale.

    Applicando un'etica di fondo nei rapporti tra le parti, fondata sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione tra interessi storicamente in conflitto tra loro, che ora sono chiamati ad interagire per conseguire dichiarati obiettivi comuni di interesse più generale.

    In pratica gli attori coinvolti nel progetto "Fabbrica Italia", così lo definisce Marchionne, svolgono, ciascuno al proprio livello, un ruolo imprenditoriale, cioè responsabile per quanto di competenza della buona riuscita del progetto comune nella sua interezza.

    Rendendo così esplicito il senso del Made in Italy, a valere come marchio che compendia il meglio della terra e dell'ambiente di cui è l'espressione.

    Superando, secondo Marchionne, l'anacronistica contrapposizione tra "padroni" e operai, nell'espressa sua convinzione che la forza del Gruppo arriva solo dalle persone che ci lavorano.

    Una sfida fuori dai canoni, che può produrre qualsiasi cosa, anche buona se ci si fa guidare dalla Costituzione ed in particolare dagli articoli che seguono: art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto; art. 35. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori; art. 37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale ed adeguata protezione; art. 41. L'iniziativa economica (….) non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana; art. 46. Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

    Evitando di ricorrere ad iniziative unilaterali che contraddicono e negano i nuovi principi propugnati, come i recenti gravi provvedimenti disciplinari assunti nei confronti di dipendenti, per comportamenti sindacali ritenuti lesivi di interessi aziendali.

    27 luglio 2010

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    P2 in sedicesimo.

    Rispunta una P2 in sedicesimo. Non più la loggia segreta di Licio Gelli con il fior fiore della nomenclatura dell'epoca (qualcuno dei piduisti opera tutt'ora in ruoli prestigiosi delle patrie istituzioni) i cui altarini furono scoperti anche grazie alla sagace on. Tina Anselmi, democristiana, già staffetta nella Resistenza, presidente dell'apposita commissione parlamentare e prima firmataria della legge omonima che vieta le logge segrete.

    Non più disegni autoritari e tintinnar di spade, attuando i quali l'Italia si sarebbe rimessa al passo con la storia che le compete, ma trescherelle per lucrare vantaggi tra sodali.

    Se ne sta occupando la Magistratura con cognizione di causa. Certamente basta e avanza per rimettere in riga i novelli mariuoli e non sembra quindi il caso di allertare il Parlamento. Anche perché dovrebbe iniziare, con qualche imbarazzo, proprio dalla maggioranza, come fece senza tentennamenti Tina Anselmi nel secolo scorso.

    La triste odissea della Way Assauto rappresenta la cartina di tornasole, la prova, di come vanno le cose nella cruda realtà astigiana. Anni, in cui sono state per lo più tamponate situazioni, in attesa che qualcuno cavasse il coniglio dal cilindro. Adesso la resa dei conti sta arrivando inesorabile e a pagare lo scotto saranno ancora i lavoratori. Un'altra realtà produttiva sarà cancellata, senza essere stati capaci di mettere in piedi un'accettabile alternativa. Nella ricerca della quale il concerto istituzionale tra la Provincia e il Comune capoluogo disponeva e dispone tutt'ora di un rilevante potere di intervento diretto e di proposta nei confronti delle parti in causa. Forse tutto non è ancora perduto, se ci fosse un sussulto di concorde volontà e di forte assunzione di responsabilità da parte dei due Enti, altrimenti condannati al ruolo ininfluente di comparse.

    Ha mille volte ragione Scovazzi sindaco di Quaranti, quando ci ricorda che pagare la barbera meno della coca cola porta alla perdizione, sia dal punto di vista economico che del governo del nostro splendido territorio, che è tale perché c'è un investimento di lavoro umano inestimabile, non pagato e nemmeno considerato.

    Infatti la coltura della vite non ha serie alternative, ma non è pensabile che tutto gravi sulle spalle dei vignaioli, senza progetto di filiera e programmi che consentono loro un serio ed equo ritorno in termini di reddito degli investimenti effettuati. Di questo non ci si occupa come sarebbe necessario, cosicché il produttore è lasciato solo a vedersela con il mercato, che va su e giù a comodo di chi ha i denari per comandarlo, guadagnandoci sulla pelle altrui.

    Bisogna quindi dare retta ai tanti Scovazzi che lavorano con grande impegno nonostante tutto, perché quando parlano lo fanno a ragion veduta e solo se non ne possono più. Interpretando un malessere profondo e diffuso, al quale sarebbe suicida non porgere l'orecchio.

    20 luglio 2010

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    Piove sul bagnato.

    La manovra finanziaria di cui discute il Parlamento è iniqua, perché il Governo di centrodestra continua a prelevare direttamente denari dalle tasche di chi paga il dovuto addirittura prima di percepire il corrispettivo del proprio lavoro o la pensione. Come se non bastasse sono stati tagliati i fondi che gli Enti locali (comuni, province) destinano ai servizi particolarmente necessari ai cittadini ed alle famiglie più colpite dalla crisi. Mentre i grandi patrimoni e le ricche rendite non contribuiscono a questo dovere di solidarietà nazionale in conformità dell'art. 53 della Costituzione che recita: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività."

    L'ONU ha chiesto al Governo italiano di cambiare radicalmente la legge sulle intercettazioni che il parlamento sta discutendo perché essa lede le libertà democratiche di espressione in tutte le sue forme ed impedisce l'efficace azione della giustizia, specie per quanto riguarda i reati contro la Pubblica amministrazione e il patrimonio relativo, posti in essere dalla criminalità organizzata e da sodalizi perversi e pervasivi infiltrati nei gangli vitali delle istituzioni dello Stato.

    Sorpresa e sconcerto nel Governo di centrodestra perché l'Organizzazione che si fa carico dei problemi mondiali, rimarca e ribadisce con la sua autorevolezza e indipendenza di giudizio, quanto espresso nelle aule parlamentari e nel Paese dai partiti di opposizione e da consistenti settori della società civile.

    Piove sul bagnato. Emergono quotidianamente circostanze e fatti compromettenti, in cui sono implicati personaggi di spicco del centrodestra a livello nazionale, con lo strascico di lotte intestine senza esclusione di colpi.

    Di alcuni casi si occupa la Magistratura formulando ipotesi di reato, per altri il giudizio per ora resta sul piano politico, sufficiente a delineare un quadro imbarazzante per la credibilità e l'efficacia dell'azione di governo nel suo insieme.

    Mentre i segnali concreti di resipiscenza, i richiami all'ordine dei reprobi, le dimissioni o l'allontanamento dalle cariche o dalle situazioni in cui gli abusi sono perpetrati non arrivano. E quando arrivano sono tardivi, tergiversanti, reticenti, parziali, quasi pro-forma; non infrequentemente al limite della connivenza.

    15 luglio 2010

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    E vinca il migliore!

    Dopo la batosta subita dalla nostra nazionale di calcio e la vittoria della Spagna nel mondiale in Sudafrica 2010, il nuovo commissario tecnico Cesare Prandelli ha dichiarato che la prossima formazione sarà multietnica, cioè costituita da italiani anche con la pelle di colori diversi, perché così è composta la società umana dalla quale deve attingere calciatori che ci sappiano fare.

    Sarà poi compito suo amalgamare il tutto è costruire un complesso armonico, in cui ciascuno operi in modo disciplinato ed inventivo ad un tempo, cosicché le qualità personali possano liberarsi ed integrarsi in ogni momento con quelle dei compagni, per creare belle trame con il goal a suggello.

    Sì, perché l'essenza del calcio consiste nel fare entrare il pallone nella porta avversaria più volte possibile nel corso di 90 minuti, opponendosi al suo ingresso nella propria. Il tutto osservando le regole, divertendosi e facendo divertire gli spettatori.

    Gioco del calcio come vita: agonismo, gioventù, salute, vigore, libertà, gioia, educazione, generosità, avventura, emozioni, sogni per chi lo pratica e per le persone che l'osservano e ne godono.

    Come opportunità di socialità, rapporti ed amicizie. Stimolo per la migliore espressione di sé e degli avversari nel confronto vigoroso e leale. Con l'adrenalina a mille quando tutto fila per il meglio, senza bile quando s'incappa in contrarietà, specie se immeritate.

    Allenando insieme ai muscoli la propria capacità di autocontrollo, affinando esperienza ed umanità.

    Gratificati dalla meritata vittoria propria, sereni quando vincono gli avversari, riconoscendone i meriti.

    In campo senza soggezione nei confronti di chicchessia, né albagìa, ma il rispetto come regola.

    E vinca il migliore!

    13 luglio 2010

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    Il vaso di Pandora.

    La manovra finanziaria da 25 miliardi di euro e la legge sulle intercettazioni, come il mitico vaso di Pandora, scoperchiato il quale tutti i mali che esso contiene se ne vanno in circolo mettendo in crisi il governo di centrodestra? La lettura attenta di quanto succede in questi giorni, con strali di molteplice provenienza contro l'esecutivo, porta a questa possibile conclusione. Aprendo scenari inediti, in cui quanti hanno a cuore le sorti del Paese potranno democraticamente fornire il loro positivo contributo.

    C'è la sensazione che i partiti di opposizione ed altre realtà si preparino a tale evenienza, al cui verificarsi hanno politicamente concorso e concorrono tutt'ora. Consapevoli che chiamare gli italiani a sacrifici giusti ed equi per superare la crisi in cui ci dibattiamo, richiede un impegno diffuso e consapevole ed un'unità di intenti che l'attuale governo non è più in grado di ottenere.

    La caduta del governo può quindi concretamente verificarsi in qualsiasi momento dell'attività parlamentare, come nel corso del voto di fiducia. In questo caso il Presidente del consiglio rassegna le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del consiglio per la formazione di un nuovo governo, o affidare un incarico esplorativo per verificare se esistano le condizioni per formare un nuovo governo che disponga della necessaria maggioranza in Senato ed alla Camera dei deputati.

    Qualora non si pervenga alla formazione di un nuovo governo la legislatura si interrompe e il Presidente della Repubblica indice nuove elezioni del Senato e della Camera dei deputati e ne fissa la prima riunione.

    Per quanto è dato conoscere ad oggi, la maggioranza delle forze politiche presenti in Parlamento conviene che la legislatura in corso debba continuare. Di conseguenza alla eventuale crisi dell'attuale governo, corrisponderà probabilmente un'iniziativa del Presidente della Repubblica volta alla formazione di un nuovo governo.

    08 luglio 2010

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    Il coltello dalla parte del manico.

    La Confindustria dice che la recessione è finita ma crescerà la disoccupazione ("La Stampa" 25.6.2010), come se non bastasse l'attuale 9,2%, mai così alta dal 2005.

    Sempre meno persone al lavoro riescono a produrre ricchezza sufficiente non solo per fermare la tendenza negativa, ma per risalire addirittura la china. Questo significa che ci si orienta a far lavorare di più chi c'è, anzicché far lavorare meglio tutti. Forse perché l'attuale esasperato sistema di mercato di tipo capitalistico, trova più conveniente per sé distruggere ricchezza con una concorrenza spietata - pesce grosso mangia pesce piccolo - piuttosto che operare con giudiziosa razionalità nella distribuzione delle cose da fare.

    Esempi. Gli esistenti stabilimenti nel mondo che costruiscono autoveicoli hanno una capacità produttiva di gran lunga superiore alle richieste del mercato globale. Sarebbe quindi ragionevole ridurre il loro numero, riconvertendo quelli che avanzano alla produzione di altri beni, come motori ad energie rinnovabili, già avanti nella progettazione. Invece ci si scanna per "rubarsi" fette di mercato a colpi di miliardi di pubblicità o con altre diavolerie meno commendevoli. Ed a farne le spese sono soprattutto i lavoratori. A questo proposito è notorio l'ostracismo dei petrolieri, che pur di pompare profitti sono disposti a distruggere nostra madre Terra, riempiendola di trivelle, per estrarre dal suo grembo - in condizioni sempre più difficili e pericolose - quel poco di greggio che ancora rimane. Con le drammatiche conseguenze in atto nel golfo del Messico, dove non si sa come interrompere il getto di decine di migliaia di barili al giorno che finiscono in mare, ormai da mesi. E danni ecoambientali irrimediabili, umani ed economici incommensurabili.

    A Pomigliano d'Arco nel referendum sull'accordo tra i sindacati (senza la Fiom) e la Fiat, ha votato il 90% dei lavoratori circa, di questi il 60% ha detto sì e il 40% no. Lo stabilimento lavorerà quindi alle condizioni previste dall'accordo, cioè con più aderenza alle richieste del mercato, più disponibilità dei lavoratori alle esigenze della produzione con limitazione di diritti legali e costituzionali. Per i lavoratori si tratta del pane quotidiano; si capisce chi tiene il coltello dalla parte del manico.

    La crisi è, purtroppo, ancora viva ed è insieme causa ed effetto di quanto accennato. Alla sua soluzione devono concorrere in primis, con priorità, i ricchi come richiesto dalla Cgil nel corso delle manifestazioni che hanno visto in piazza un milione di persone e come dichiarato anche da monsignor Poletto, arcivescovo di Torino. Mentre a quanti sono senza lavoro e non possono accedervi, deve essere riconosciuto un assegno sufficiente al sostentamento personale e dei familiari a carico. Perché alla privazione del diritto umano e costituzionale al lavoro, non può aggiungersi l'ulteriore ingiusta condizione di indigenza esistenziale, a causa dell'errata ed iniqua impostazione economico-produttiva.

    Una nota di gioia e speranza. Ai vertici della Finlandia, oltre alla presidente Tarja Kaarina, è stata recentemente eletta primo ministro la signora Mari Kiviniemi. Due donne, un binomio che fa onore all'evoluta repubblica scandinava.

    06 luglio 2010

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    Sforbiciare.

    All'interno della "manovra finanziaria" di cui sta discutendo il parlamento, il governo di centrodestra ha enunciato il proposito di "sforbiciare" le Province ritenute superflue sulla base di parametri inventati lì per lì, con l'intento di risparmiare sulle spese. Tanto è bastato per sollevare un vespaio (con la Lega che fomenta?) che ha indotto il ministro Tremonti ad una frettolosa ritirata.

    Ulteriore segnale di disorientamento del governo nell'individuare i principali problemi che angustiano il Paese e fornirvi risposte adeguate, indicando prospettive di vita, di lavoro e di sviluppo, in particolare per i giovani.

    Nel breve dibattito svoltosi sull'argomento è intervenuto Oliviero Toscani (sì, proprio lui, il creativo, "La Stampa" 15.6.2010) proponendo che le Province valorizzino il loro ruolo e la capacità d'intervento con servizi di qualità, di cui i cittadini e le attività economiche e produttive sul territorio avvertono l'esigenza.

    Prendendo ad esempio la Provincia di Asti si constata che il Personale di cui essa dispone dà certamente buona prova di sé nello svolgimento dei cosiddetti compiti d'istituto, vale a dire facendo funzionare quanto è di stretta competenza dell'Ente. Mentre gli operatori economici ed i cittadini lamentano l'inadeguatezza di servizi pubblici moderni e diffusi, che consentano al territorio di sviluppare le sue potenzialità.

    Per colmare il divario tra quanto c'è e quanto servirebbe, è necessario attivare una molteplicità di soggetti cui compete realizzare quanto manca, sollecitando, raccordando e coordinando competenze e iniziative e supportando il tutto dal punto di vista organizzativo.

    Un compito impegnativo che i piccoli comuni di cui è costellato l'astigiano non sono in grado di svolgere, mentre la Provincia dispone del necessario per provvedervi, utilizzando esperienze, organizzazione e professionalità già presenti al proprio interno.

    Decidere di operare con questo indirizzo dipende dalla politica, cioè dalla presidente on. Armosino, dalla Giunta, dal Consiglio, con il centrodestra in maggioranza e il centrosinistra all'opposizione. Occorre però passare dalla concezione statica e residuale dei compiti della Provincia, a quella più evoluta e dinamica di motore che sostiene il cambiamento e lo sviluppo, già possibile oggi, purché ci si dedichi e si inizi a praticarla concretamente.

    29 giugno 2010

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    Matrimonio, vita media e politica.

    Matrimonio, vita media e politica sono situazioni particolarmente sensibili alla generosità. Alcune riflessioni.

    Matrimonio. In Italia oltre il 40% dei matrimoni viene meno nel corso della vita dei coniugi, per i motivi più disparati. Quello prevalente pare essere il manifestarsi di qualcosa di nuovo non gradito da parte di lei o di lui. Una sorta di difetto del prodotto acquisito che inficia il rapporto di coppia, con conseguenze non di poco conto sul piano umano, sociale e materiale. Con probabile ritorno sul mercato alla ricerca di anima gemella più appropriata. Sono sempre più rari i casi in cui si assume la riscontrata novità come stimolo per capirsi di più e meglio e consolidare l'unione, considerando normali e persin stimolanti le messe a punto del rapporto nel corso del tempo. D'intesa, ovviamente, discutendone con reciproca generosa disponibilità, con l'intento di far emergere il meglio di ciascuno per poi goderne insieme.

    Vita media. Quando nacqui, all'inizio degli anni '30 del secolo scorso, la vita media era di 47 anni, perché il 20% dei nati moriva nei primi anni di vita e si era già vecchi a sessant'anni. Ora da bimbi non si muore più e si va verso gli ottant'anni per gli uomini e qualche anno in più per le donne. L'Italia eccelle in europa. Il motivo di ciò va ricercato nel fatto che la persona è assurta eticamente e socialmente a valore ed a essa si dedicano attenzioni e cure. Ciascuno si occupa con priorità della propria salute e benessere, mentre le istituzioni hanno cura di quella pubblica. La democrazia ha molto giovato in questo senso: è prevalsa la generosità verso se stessi e verso gli altri e tutti ne traiamo beneficio.

    La politica. Si chiama così il lavoro per risolvere i problemi comuni nel miglior modo possibile. Per costruire queste soluzioni occorre mettere in campo molte qualità e tra queste primeggia la generosità, in questo caso ancorata al sano convincimento che risolvendo bene i problemi comuni si risolvono anche in modo soddisfacente i problemi di ciascuno, mentre non vale il contrario. La politica esprime il meglio di sé in democrazia, perché tutti possono contribuire ad elevare il tasso di generosità di cui essa si nutre.

    La generosità - fino al gratificante dono di sé - emerge quindi come elemento comune e indispensabile. Senza di essa il matrimonio e, in generale, il rapporto di coppia patisce, s'incrina, si sfilaccia fino a sfaldarsi; l'età media e la qualità di vita non avrebbero raggiunto l'attuale consistenza e non ci sarebbero prospettive per un loro consolidamento e sviluppo; la politica si rattrappirebbe fino a inaridirsi, senza l'apporto generoso di quanti, tanti, si realizzano dedicandovisi con passione ed impegno, paghi delle cose buone e utili che insieme si possono realizzare.

    22 giugno 2010

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    Storia della Lira.

    Allettato dalla pubblicità veicolata da "L'Espresso" scorso maggio, ho richiesto due volumi dedicati alla Storia della Lira che l'Istituto Poligrafico e Zecca di Stato offriva omaggio a chi ne faceva richiesta.

    Nello stesso pieghevole si presentava un'autorevole emissione celebrativa di monete coniate in oro, costituita da 4 serie illustranti altrettanti periodi della storia della Lira, a partire dal 1951 fino al 1997, in tiratura limitata e certificata dall'Istituto stesso. Il tutto esposto in modo sobrio, elegante e serio come s'addice allo stile e notorietà dell'Ente emittente.

    M'aspettavo di ricevere i volumi omaggio, magari accompagnati da un invito ad acquistare i pregevoli esemplari di recente conio, in verità non rientrante tra i motivi che mi avevano invogliato a richiedere la pubblicazione. Invece i fatti si sono svolti in modo più sorprendente e gradevole.

    Prima una telefonata che mi preavvisava la visita di un incaricato per la consegna dei volumi richiesti, poi la simpatica e signorile venuta del signor Massimiliano, che soddisfece ogni mia curiosità e interesse a conoscere l'argomento in oltre un'ora di amabile conversare, durante la quale, alla stimolante professionalità e conoscenza della materia, accompagnò un'attenzione non formale al dire dell'interlocutore, rispettandone i propositi che l'avevano indotto a intessere il rapporto che li aveva portati ad incontrarsi.

    Ulteriore conferma dell'assunto che da cosa può nascere cosa, purché ci si lasci tentare dall'esperire il non noto e si concorra a costruire un rapporto paritario con e tra le persone.

    Mentre è confortante sapere che parti importanti dello Stato - in questo caso l'Istituto Poligrafico e Zecca - contrastino la crisi continuando a dare il meglio di sé, puntando sulla qualità del prodotto e dei rapporti che intrattengono per promuoverlo tra i cittadini.

    17 giugno 2010

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    Diari.

    Qualche settimana fa a Parigi (?), mentre stava presiedendo un importante consesso internazionale, il capo del governo italiano affermò di trovarsi nella condizione del duce del fascismo, che nei suoi diari si sarebbe lamentato di essere privo di poteri, eccetto sul proprio cavallo e che a farla da padroni erano i suoi gerarchi. Guido Ceronetti ("La Stampa", 2.6.2010) ironizza sull'esistenza di diari autentici del cav. Benito, così come di altri dittatori, perché "non erano tipi da diario"; aggiungendo che "neppure Berlusconi, c'è da scommetterci, lascerà diari".

    Per certo l'uomo della provvidenza quand'era in sella, non aveva bisogno di dare ordini perché il cavallo sapeva dove andare; mentre oggi, continua Ceronetti, il campo che sta attraversando il leader del Pdl sarebbe "disseminato di mine amiche".

    Che siano tempi grami anche per lui lo dimostra la breve telefonata in diretta a "Ballarò" di martedì 1.6 scorso, durante la quale disse con incauta veemenza che i sondaggi che lo davano indietro nella considerazione degli italiani erano inattendibili e che il giornalista in studio mentiva attribuendogli cose mai dette in materia di tasse; mettendo giù la cornetta subito dopo. S'è poi accertato che i sondaggi erano seri e che sulle tasse aveva proprio detto quanto lì negava.

    Il Presidente federale tedesco Horst Köehler si è dimesso dalla carica con effetto immediato, per le critiche ricevute dopo un intervista rilasciata alla radio pubblica, in cui a proposito del contingente militare tedesco in Afghanistan, appena visitato, dichiarò: "Un Paese delle nostre dimensioni, con un simile orientamento verso il commercio estero, deve sapere che nel dubbio o in caso di necessità, è necessario anche un intervento militare per difendere i nostri interessi, ad esempio libere rotte commerciali". Voce dal sen fuggita o gaffe, si tratta di una verità detta senza giri di parole, la quale ha però scatenato maggioranza ed opposizione "che lo hanno trattato come uno zimbello, al punto di indurlo a uno scatto di dignità" (Gramellini, "La Stampa" 1.6.2010). Una politica mediocre e la risposta esemplare di una schiena dritta.

    Tra le candidature per sostituirlo c'è quella di Ursula von der Leyen, cinquantun'anni, sette figli, stimata capace, attuale ministro del lavoro del governo di Angela Merkel.

    Se la signora dovesse farcela, sarebbe la prima volta nella storia della Germania che due donne stanno ai vertici dello Stato: nella carica di Presidente della Repubblica e di Cancelliere. E insieme potrebbero portare una ventata di aria nuova.

    15 giugno 2010

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    Debito.

    La manovra finanziaria da 12,5 miliardi di euro all'anno per 2 anni per un totale di 25 miliardi, che ci viene propinata dal governo non può essere la panacea dei nostri mali, che non dipendono nemmeno dalla crisi, che pure sta colpendo duro il mondo sviluppato, né dalle difficoltà della Grecia, che semmai, i nostri mali rimarcano.

    La dura verità è che l'Italia ha accumulato nel tempo un debito pubblico elevatissimo: 1.800 miliardi di euro, pari a 1,2 del Pil, che rappresenta la ricchezza che produciamo in un anno in Italia.

    Gli interessi su questo debito ci costano 50-60 miliardi di euro all'anno e la situazione peggiora se sopraggiungono crisi che colpiscono soprattutto cittadini e famiglie con redditi appena sufficienti per vivere e le piccole e medie imprese che costituiscono oltre il 90% del nostro tessuto economico e produttivo, cui viene a mancare il credito.

    Se non si riduce il debito pubblico la nostra situazione non potrà migliorare stabilmente (vedere G. Turani, "la Repubblica" del 06/06/2010).

    Per ridurre il debito pubblico a quello del Pil occorrono 10 manovre finanziarie da 12,5 miliardi l'anno. Assumendo di attestare il nostro debito pubblico su quello medio europeo pari allo 0,8 del Pil, significa per l'Italia proseguire fino al 2030 nei sacrifici che ci vengono richiesti oggi.

    Questa scadenza potrà avvicinarsi se la nostra economia sarà posta nella condizione di tirare, consentendoci di destinare somme maggiori per la riduzione del debito.

    Si tratta di un obiettivo alla nostra portata, se si riduce l'evasione, si ridistribuiscono equamente i pesi fiscali, si salvaguardano le condizioni di vita dei cittadini e famiglie con redditi bassi; si creano posti di lavoro per i giovani e credito per le attività economiche e produttive.

    Ad una politica saggia, per l'attuazione della quale i cittadini possono (debbono?) fornire il loro insostituibile contributo, il compito di costruire le condizioni per lavorare in questa direzione.

    10 giugno 2010

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    Via Casimiro Gambini, medico.

    Nel breve volgere di qualche settimana nel comune di Villafranca d'Asti si sono svolte due iniziative significative: l'intitolazione di una piazza e di una via per ricordare ai cittadini e tramandare ai posteri la memoria di fatti e persone che hanno giovato al paese.

    Piazza Villafranca d'Europa. Si tratta di intitolazione a ricordo dell'organizzazione continentale che comprende i comuni con il nome "Villafranca" e ne promuove la conoscenza, la collaborazione tra loro e, nel loro insieme, con i singoli Stati di appartenenza e con l'Unione Europea. Per quanto riguarda Villafranca d'Asti se ne occupò, aderendovi, l'amministrazione in carica dal 1990 al 1999, intessendo e curando i necessari rapporti a livello piemontese, italiano ed europeo e partecipando ai lavori ed alle iniziative dell'organizzazione. Si trattò di una attività impegnativa alla quale amministratori e personale comunale dedicarono tempo e competenze, ottenendo riconoscimenti ed aprendo interessanti prospettive. In questo solco proseguirono le amministrazioni sopravvenute, fino a quella odierna che ha deciso di solennizzare questa appartenenza posando una targa toponomastica nel capoluogo il 16 maggio scorso.

    Via Casimiro Gambini, medico. Un affollato convegno nella sala Virano tenutosi il 30 maggio ha funto da succoso preludio alla cerimonia di intitolazione di "Via Casimiro Gambini, medico", il "medic Mirin" come lo conobbero e stimarono nella sua Villafranca e nel circondario più vasto. Dopo i saluti del sindaco Cavalla, degli organizzatori e di autorità, i relatori prof. Alessandro Bargoni, dott. Mario Alfani, prof. Renato Bordone col moderatore prof. Renato Gendre, hanno tratteggiato la figura del medico condotto, confrontandone i risvolti umani e professionali così come si sono configurati nel corso del tempo, evidenziando gli sviluppi della medicina e l'esigenza di limitare le incombenze burocratiche del medico, a favore di un più evoluto rapporto con i pazienti.

    Dalle origini e dalla storia della famiglia Gambini è emerso che nel "medic Mirin" si sono compendiati sapere, sensibilità e senso del dovere, qualità frutto del lavoro di generazioni e da lui profuse con la consapevolezza che al privilegio di stare nei primi posti della scala sociale, corrispondono imprescindibili doveri professionali e responsabilità civili, da esercitare in prima persona e ad ogni costo. Ed è proprio questo suo vissuto che Villafranca, dedicandogli una via, ha inteso riconoscere ed onorare.

    08 giugno 2010

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    Per un pelo.

    Se per un pelo s'è salvata la Provincia di Asti, oltre al (momentaneo?) ripensamento del governo, lo dobbiamo all'immigrazione extracomunitaria che ha consentito di raggiungere la fatidica soglia minima stabilita dal governo di destra per continuare ad esistere: 220 mila abitanti; infatti al 31/12/2009 se ne contavano 221.223. Oppure abbiamo funto da cavia per stabilire il crinale al di qua del quale, oplà, si sparisce. Oppure ancora ci ha salvati la presidente on. Armosino, che ha voce in capitolo a Roma e ce la fa a fare il doppio lavoro, anzi ci tiene ed ha difeso a spada tratta la sua creatura, che dovrebbe consentirle di essere profeta in patria. O ha fatto tutto il caso: un taglio qui, uno là raschiando il fondo del barile per tirare avanti un po' sperando nello stellone, visto che non c'è uno straccio di ipotesi governativa entro cui collocare questa dura manovra finanziaria, per non finire come la Grecia, secondo l'espressione spiccia usata dal sottosegretario on. Letta, testa pensante e braccio operativo del presidente del consiglio.

    Manovra finanziaria da oltre 24 miliardi di euro, poco meno della metà di quella che consentì al centrosinistra di entrare nella moneta unica verso la fine del secolo scorso. Allora l'obiettivo però era nobile ed ambito, adesso invece è per evitare il "si salvi chi puo'."

    Che non dovrà, comunque, pesare sui soliti noti: dipendenti a reddito (si fa per dire) fisso, pensionati, cassintegrati e precari, famiglie in difficoltà private di servizi essenziali (es. mense scolastiche, nidi ed asili), giovani che non troveranno un lavoro degno di questo nome, negozi di prossimità costretti a chiudere, piccole e medie attività produttive senza credito e chi più ne ha più ne metta. Né lasciar fuori coloro che hanno causato lo sconquasso e/o ci hanno guadagnato e che continuano a godersela nell'anonimato che indigna, mentre la lotta all'elusione e all'evasione fiscale manca di forza e di determinazione politica. Consapevoli che si tratta di una pesante iniziativa che ha precedenti molto indietro nel tempo, quando l'adottò propagandisticamente il duce del fascismo negli anni '30 del secolo scorso per far sì che la lira "facesse aggio sull'oro", cioè godesse della stessa considerazione del prezioso metallo.

    Iniziativa certo richiesta dall'Unione Europea per tutelare la moneta unica e l'economia continentale. Ma l'Italia che vi aderisce, deve cogliere l'occasione per migliorare l'equità fiscale; riconoscendo al lavoro ed ai lavoratori l'importante ruolo che loro spetta, operando secondo il principio della solidarietà sociale, in forza del quale il peso dei sacrifici deve essere distribuito su tutti i cittadini in ragione della loro capacità contributiva e con criteri di progressività (art. 53 Costituzione). Facendo in modo che questi sacrifici aprano prospettive nuove per un'economia e una vita di qualità, in armonia con le risorse ed i ritmi di nostra madre Terra.

    01 giugno 2010

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    Bavagli.

    Costituzione italiana, art. 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

    In Parlamento la maggioranza di destra sta sostenendo (compatta?) il disegno di legge sulle intercettazioni che limita la libertà di informazione e che - a detta di avvocati, giuristi, costituzionalisti, esperti, studiosi e persone di buon senso - contrasta con la Costituzione, rende più gravoso e difficile il compito della giustizia, non ha eguali in Europa e nelle democrazie del mondo, è avversato dalla maggioranza dei cittadini e nei suoi confronti ha recentemente espresso la sua contrarietà anche il sottosegretario alla giustizia Usa Lanny A. Bruer, in Italia per incontrare i magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata e per rappresentare il suo Paese nella cerimonia commemorativa di Giovanni Falcone. Oltre all'uso protervo del potere c'è dell'altro che induce la destra al governo, scossa da affarismi, cricche e disonestà, a caricare a testa bassa, costi quel che può costare al Paese?

    Sempre sull'argomento libertà di informazione, c'è la recente rinuncia di Maria Luisa Busi a condurre il tg rai1, perché non si riconosce nella linea redazionale dettata dal direttore Minzolini, di cui rileva gravi manchevolezze nell'informazione, che nuociono alla credibilità della testata e determinano disaffezione e calo di ascolti. La coraggiosa presa di posizione della giornalista - alla conduzione del telegiornale dal 1996 - si è verificata dopo che Minzolini ha rimosso parecchi suoi colleghi non allineati ed ha preteso che il personale di redazione sottoscrivesse una sorta di atto di fiducia preventivo nei suoi confronti, (c'è il precedente del fascismo che lo pretese dai docenti universitari di tutt'Italia).

    Verso questo stato di cose il mondo dell'informazione, settori della società civile ed i partiti di opposizione stanno attuando iniziative per impedire inammissibili manomissioni alla libertà di espressione e di informazione, indispensabile nutrimento per una democrazia vitale, consapevole, partecipata e responsabile.

    Bisogna perciò evitare che si intacchi il diritto dei cittadini a conoscere e sapere, lasciando ingannevolmente intendere che così si tutela meglio la vita privata di ciascuno (privacy). Invece è proprio la conoscenza della realtà, di come stanno le cose, a consentirci di capire per operare consapevolmente. Salvaguardando la propria e l'altrui riservatezza, sempreché essa non nasconda fatti o circostanze riprovevoli.

    Mentre è lesivo e incostituzionale porre il servizio pubblico (es. Rai) a disposizione di governi pro-tempore, anziché dei cittadini e della società nel suo complesso. I governi e altri centri di potere vanno, semmai, vigilati democraticamente, per aiutarli ed indurli a fare meglio e sbagliare meno.

    26 maggio 2010

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    Petrolio, economia e società.

    Sussistono fondate ragioni per ritenere che la crisi finanziaria, partita nel 2007 ed evoluta in un vero e proprio ridimensionamento dell'economia globale, tragga la propria origine anche dall'incapacità (ndr impossibilità?) di estrarre petrolio greggio in quantità sufficienti ed a costi contenuti, tali da sostenere la crescita imposta dall'economia aperta di mercato ormai affermata in tutto il mondo. La relativa e modesta ripresa in corso non potrà che accentuare ed avvicinare il momento in cui l'offerta di petrolio non potrà far fronte alla domanda minima sufficiente a sostenere la crescita necessaria per lo sviluppo armonico e il benessere diffuso.

    La produzione di petrolio convenzionale - che è in pratica tutto il petrolio con cui è stato alimentato il metabolismo sociale ed economico mondiale negli ultimi 50 anni - ha superato un picco di capacità nel 2008, ed è prevista declinare con un tasso del 4% l'anno. L'apporto di petrolio non convenzionale - essenzialmente sabbie bituminose ed altri progetti simili - non coprirà che in minima parte il deficit che si sta aprendo tra domanda ed offerta. Mentre l'attuale fase di sostituzione dei combustibili liquidi di origine petrolifera con il gas naturale, può alleviare solo in minima parte i problemi del settore trasporti. Né risulta praticabile il rilancio del paradigma vigente, rappresentato dall'incremento dell'uso del carbone e dal ritorno al nucleare che sottendono l'idea non sostenibile della crescita materiale infinita.

    Emerge qualche elemento di speranza per il nostro Paese rappresentato da un vero e proprio "boom" del fotovoltaico, passato in pochi anni da una nicchia a oltre 1200 MW di potenza installata e dell'eolico che presto raggiungerà i 5000 MW, contribuendo complessivamente al 5% circa del fabbisogno nazionale di energia elettrica.

    E' quindi necessario che l'azione politico amministrativa si occupi nel più breve tempo possibile di garantire alla società il mantenimento dei servizi essenziali, scoraggiando la deriva verso il superfluo e focalizzandosi verso la preparazione, sia materiale, sia culturale, di una comunità informata e consapevole, chiamata ad affrontare un periodo di diminuzione di flusso di beni e servizi, senza per questo collassare o trasformarsi in qualcosa di diverso e sicuramente meno gradevole.

    (Quanto precede è strato stralciato dalla "Nota informativa - Petrolio, Economia e Società" dell'8 maggio 2010, redatta dall'Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio - Sezione Italiana di ASPO International, con sede legale in Via Buffalmacco n. 8, Fiesole, Firenze e inviata ai: Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome - Presidenti delle altre Province - rappresentanti di Regioni, Province ed Enti Locali presso la Conferenza Stato-Regioni-Enti Locali).)

    25 maggio 2010

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    Vita quotidiana.

    Il ginocchio sinistro ha iniziato a fare le bizze poco dopo metà novembre dello scorso anno, di ritorno dalla consueta, innocente passeggiata pomeridiana a passo svelto. Prima un po' di gonfiore che non passò con l'applicazione di ghiaccio, anzi: il mattino seguente era un melone e per muoversi occorsero le grucce. Il fisioterapista venne e restò interdetto; fece comunque del suo meglio e promise che l'insistente dolore si sarebbe attenuato prima di notte consentendo il sonno, per cessare il giorno dopo. Lui, il ginocchio, non assecondò del tutto queste previsioni e prolungò il tempo della sofferenza, ma alla fine s'acquietò. Il gonfiore e le difficoltà a deambulare però rimasero Medico di base e ortopedico intervennero con un certo successo ma non prevalsero. Radiografia e risonanza evidenziarono l'usura fisiologica dell'articolazione e altra cosetta, ma non consentirono di stabilire l'origine del malanno. S'era ormai giunti a fine gennaio e si decise per le infiltrazioni di cortisone: tre a distanza di una settimana una dall'altra. Già alla prima il miglioramento fu notevole, dopo la terza il gonfiore s'attenuò fino a scomparire del tutto. Riposto il bastone che aveva sostituito le grucce, iniziò la riabilitazione - cui giovarono gli esercizi in piscina - che consentì ben presto di camminare per brevi tratti; poi, con prudenza, si giunse al chilometro.

    Lì per lì tutto andò per il meglio, ma poco dopo ricomparvero gonfiore e dolore. Si attribuì la ricaduta all'eccessivo impegno dell'articolazione attiva sotto carico, come salire le scale. Quindi riposo e riuso del bastone.

    Ora ci si prefigge di riprendere con esercizi di minimo impegno, soprattutto in acqua. Se si recupererà una funzionalità accettabile, si proseguirà così. Altrimenti si cercherà di capire cos'è che osta e l'ulteriore da farsi per indurre il riluttante ginocchio sinistro a compiere il suo dovere; mentre quello destro è regolarmente in servizio, addirittura con un soprappiù di impegno per sopperire alle carenze del compagno.

    Si dirà: però ci sono problemini come questo e problemoni, come si fa? Certo, ma entrambi possono essere efficacemente affrontati se si tengono presente i principi: "conoscere per decidere" e "chi la dura la vince".

    18 maggio 2010

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    Dall'Astigiano.

    Continuano i mirabolanti annunci dal sindaco di Asti Galvagno, mentre dal bilancio del 2010 non emergono stanziamenti che rincuorino chi attende. Né si sa, ad esempio, quali servizi offra il Comune a cittadini e imprese interessate a valutare la convenienza di avviare nuove attività o ridefinire quelli esistenti, senza dover percorrere una impervia via crucis. Stringi, stringi di concreto ci sarebbero quindi gli interventi di manutenzione delle strade ed altre aree e spazi pubblici, cui basta l'Assessore competente con l'impegno e la professionalità del Personale. L'unica novità di rilievo parrebbe l'ambito ingresso del primo cittadino nel consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti, dove rimarrà fino al 2013.

    Sul versante provinciale l'on. Armosino prosegue la sua felpata attività di presidente, armonizzata con l'impegnativo ruolo parlamentare, con l'assenza di annunci eclatanti e di iniziative eccedenti l'ordinaria amministrazione, che paiono connotare il suo mandato.

    Per parte sua l'opposizione agisce in modo stimolante e propositivo ed il suo operato è riassunto in una sintesi del lavoro svolto recentemente, preparata dal capogruppo del Partito Democratico Roberto Peretti. Emerge che sui principali problemi all'ordine del giorno: vincoli di bilancio; lavoro, economia, crisi e iniziative relative; "province inutili"; università e territorio, l'impegno della maggioranza è inadeguato, come se delle tribolazioni quotidiane le arrivassero solo gli echi, che non sollecitano i necessari scatti di responsabilità e decisioni operative conseguenti.

    Nella scorsa settimana il torrente Belbo ha manifestato a Canelli evidenti segni di abusive immissioni di sostanze inquinanti nel suo tormentato corso, Immediato l'intervento delle autorità competenti, non approdato finora all'individuazione delle responsabilità. Gian Carlo Scarrone, presidente dell'associazione "Valle Belbo Pulita", che da anni si batte con encomiabile impegno per il risanamento dell'asta fluviale e dell'ambiente circostante, s'è fatto competente portavoce delle popolazioni che patiscono i nocivi effetti di questi atti irresponsabili.

    A Vinchio l'associazione "Davide Lajolo" insieme al Comune e con l'intervento di studenti e insegnanti della scuola media di Mombercelli, hanno mimetizzato con idonee speci vegetali rampicanti i muri di sostegno realizzati con materiali e caratteristiche non propriamente in sintonia con l'ambiente ed il paesaggio. Nel piccolo, un esempio da seguire per meritarsi il riconoscimento in corso da parte dell'Unesco di "Territorio Patrimonio dell'Umanità".

    Lode a Costigliole comune "riciclone d'Italia" dei rifiuti. Ma anche plauso a Calamandrana per la raccolta differenziata al 65%. Un comportamento evoluto di Amministrazione e cittadini, che consente di recuperare materiali, risparmiare denaro a vantaggio degli utenti, ridurre i conferimenti in discarica, prolungandone la vita e salvaguardando la risorsa territorio.

    Fotovoltaico a Villafranca nella ex cava della fornace Rdb. E' previsto un impianto per la produzione di 1 megawatt di potenza, pari al fabbisogno di circa 300 utenze familiari. Meritoria iniziativa che consente di valorizzare il sito, in particolare se si coglie l'occasione per evidenziare gli affioramenti fossili esistenti e consentirne la visita e lo studio.

    11 maggio 2010

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    Tanto tuonò che piovve.

    Un temporale con tuoni e fulmini, scoppiato tra Berlusconi e Fini nel corso della direzione nazionale del Pdl il 22 aprile scorso, in cui i due si sono affrontati a muso duro, senza infingimenti e su argomenti seri: i rapporti con l'alleato Lega, la riforma della giustizia, il federalismo fiscale, l'abolizione delle Province inutili, gli interventi sulla Costituzione, l'impossibilità di realizzare il programma elettorale a causa della crisi economica, la conduzione del Pdl e altro ancora. Successivamente si è manifestata e formalizzata una inedita e combattiva minoranza interna facente capo al Presidente della camera dei deputati. Quanto tutto ciò incida sulla vita del Pdl e sugli indirizzi di governo è presto per dirlo. Di certo viene meno l'unanimismo di facciata e l'idea di efficienza rivendicata dal Cavaliere ed identificata col suo comando nel partito e nel governo.

    La Lega è in fibrillazione perché vede indebolita la posizione di Berlusconi, suo interlocutore privilegiato e paventa rischi per l'approvazione delle riforme in senso federalista, promesse da tempo e finora invano ai suoi elettori.

    Questa situazione sollecita l'opposizione di centrosinistra a ribadire che la differenza di fondo rispetto a questa destra riguarda il ruolo attivo che la politica deve svolgere per uscire dalla crisi, salvaguardando con priorità il lavoro, la produzione e le condizioni di vita di cittadini e famiglie ridotte allo stremo. Ed a valutare senza indulgenze quanto viene fatto in proposito dalla maggioranza, rendendo i cittadini partecipi di tutto. Confermandosi così come insieme affidabile in grado di assumere in ogni momento responsabilità di governo nell'avvicendamento democratico alla guida del Paese.

    Le ricorrenze del 25 Aprile e 1° Maggio, Feste della Liberazione e del Lavoro, hanno visto una rilevante partecipazione di cittadini, molti i giovani. E' stata richiamata e ribadita l'attualità dei principi e degli ideali che animarono nel tempo le lotte di popolo per il lavoro e una vita migliore, nella Resistenza con la sconfitta del nazifascismo e, a suggello, la Repubblica Democratica fondata proprio sul lavoro (art. 1 della Costituzione) che va difeso e promosso ad oltranza come valore nel suo più alto significato umano e sociale.

    Nell'attuale contesto che presenta problemi impegnativi, da affrontare facendo tesoro di esperienze comuni condivise, c'è stato chi ha tentato di sminuire o negare il contributo essenziale fornito dalla Resistenza con la lotta di Liberazione. Si è trattato di comportamenti riprovevoli, praticati anche da soggetti o da organi istituzionali, rintuzzabili chiamando gli autori a rispondere democraticamente del loro operato, peraltro già autorevolmente stigmatizzato dal Presidente della Repubblica Napolitano nel corso del suo intervento alla Scala di Milano il 24 aprile scorso.

    04 maggio 2010

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    Il vulcano islandese e l'intelligenza.

    Nel recente evento naturale dell'eruzione del vulcano dal nome impronunciabile: Eyjafjallajokull, c'è tutto ciò che serve per metterci alla prova. Intanto la proditorietà: una tegola tra capo e collo, poi il fumo che sconvolge il traffico aereo di mezzo mondo e ci costringe a fare i conti con i nostri limiti, cioè attendere che passi il peggio utilizzando nel frattempo mezzi più convenzionali: dal treno al pulmino a nolo, com'è capitato ad Angela Merkel cancelliera tedesca. Avvertiamo l'aleatorietà della nostra vita; basta infatti il venir meno di un anello della catena faticosamente costruita per mandare all'aria le nostre certezze. Nonostante tutto la stiamo sfangando. Come? Facendo leva su umiltà e intelligenza, doti squisitamente personali, quindi diversamente connotate, che riemergono concomitanti nell'occasione, si combinano a livello planetario ed escogitano soluzioni accettabili per tutti. Cosicché la vita continua anche con gli aerei a singhiozzo e ci pare di toccare il cielo col dito.

    "Emergency", Kabul e l'intelligenza. La polizia afgana ha trovato del materiale bellico in un ospedale; come ci sia finito ed a opera di chi ancora non si sa. Subito arrestati tre operatori italiani e sei afgani della struttura con l'accusa di complottare contro un'autorità locale. Lì per lì in alto loco si nutrono perplessità verso "Emergency". Gino Strada il fondatore e moltissimi estimatori del meritorio lavoro medico e umanitario svolto dall'organizzazione si mobilitano, convinti che "Emergency" sia vittima di un inganno ed i suoi operatori di un sopruso e coinvolgono l'opinione pubblica. Il Governo si attiva nel confronti del presidente Karzai ed i nostri concittadini vengono rilasciati insieme a cinque dei sei afgani arrestati, mentre al sesto viene garantita ogni assistenza, compresa quella legale per consentirgli di far valere le proprie ragioni. Anche in questo caso l'appello all'intelligenza, a prescindere, è stato l'elemento determinante per la soluzione del problema. Persone anche molto diverse tra loro entrano rapidamente in contatto, realizzano sintonie s'intendono, giungono a sintesi operative che concorrono in modo significativo a realizzare soluzioni giuste ed auspicate in situazioni difficili.

    Superfluo aggiungere altro alla solare dimostrazione dell'efficacia che l'agire umano può raggiungere, se si punta sull'utilizzo dell'intelligenza, soprattutto per conseguire obiettivi che ragione e sentimento riconoscono di interesse comune.

    Perché allora non far tesoro di queste esperienze, nelle quali l'intelletto ha dato eccellente prova di sé, chiamandolo in causa non soltanto in occasioni eccezionali, ma in tutti i casi che vita e politica ci propongono, a partire dalle angustie quotidiane fino alle questioni di Stato e fra gli Stati? Coraggio, è tutto alla nostra portata.

    27 aprile 2010

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    Al peggio non c'è limite.

    Il sessantenne laureato con famiglia rimasto senza lavoro, di cui ho trattato in una "Opinione" di qualche mese fa, non ha ancora trovato qualcosa da fare, nonostante ce la metta tutta e non lasci nulla d'intentato. Ed alla pensione gli mancano ancora alcuni anni e la vita intorno a lui continua a chiedergli adempimenti per i quali occorrono denari che egli non ha costringendolo ad indebitarsi, con la speranza che nel frattempo capiti qualcosa di buono.

    Al peggio non c'è limite, Infatti la trentenne della quale non ho mai parlato, s'è trascinata sin qui facendo la baby-sitter, lavorando sei mesi sì e parecchi no, riprendendo per altri sei mesi e così via, tra call-center, commessa stagionale, a servire nei bar, addetta alla catalogazione in una galleria d'arte, laureandosi nel frattempo per allargare il ventaglio di opportunità, andando all'estero per stage a 400 euro al mese e chi più né ha più ne metta. Compresi centinaia di curricola inviati per posta elettronica in Italia e all'estero. Bussando a tutte le porte che conosceva e che ha conosciuto nel suo peregrinare. Finora invano. Anche per lei le necessità della vita si presentano come se tutto fosse "normale", invece così non è, e solo Iddio sa come c'è l'abbia fatta finora, e che futuro l'attenda. Di certo non la pensione per una vecchiaia senza patemi.

    E non sono che due tra la moltitudine di casi che raccontano di un Paese che si deteriora, mentre la solidarietà familiare è allo stremo dopo aver dato con generosità.

    Questa situazione per l'Italia si protrarrà, purtroppo, nel tempo. Né varranno a porvi rimedio gli accenni di ripresa economica perché questa potrà verificarsi senza che si recuperino gli innumerevoli posti di lavoro perduti, anzi, paradossalmente, proprio di ciò potrebbe cinicamente giovarsi.

    Nel frattempo i ricchi lo sono sempre di più - il 10% degli italiani possiede il 50% della ricchezza nazionale - come ci ricorda l'Istat, tra le banche non mancano quelle in sofferenza (Giuseppe Turani, "la Repubblica" 11.04.10), il reddito delle famiglie s'è ridotto del 2,80% in un anno ed il credito per le piccole e medie imprese resta una chimera.

    Visto che il "mercato" è in queste condizioni, chi può metterci una pezza? La politica, perdinci, sempre che decida di darsi una mossa; la politica a tutti i livelli, iniziando dallo Stato fino alle Unioni collinari. Il potere per intervenire c'è a partire dal Governo e dal Presidente del Consiglio dei ministri, basta usarlo per correggere le storture in atto che peggiorano le condizioni di vita dei molti che hanno poco, consentendo a coloro che hanno molto di avere sempre di più. E non illudersi che il consenso elettorale di cui si dispone autorizzi ad attendere inerti "che passi la nottata".

    20 aprile 2010

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    Parole pesanti.

    Dall'appena trascorsa campagna elettorale per le elezioni regionali traggo alcuni argomenti, che ripropongo con cenni sintetici. L'intento è di contribuire alla loro migliore comprensione ed utilizzo.

    Lavoro. Scivola, fugge, prima rivoli poi torrenti. Un'emorragia. E' la vera priorità cui bisogna provvedere, altrimenti sono guai seri.

    Generazioni. Il passato agli anziani, il presente ai loro figli, il futuro ai nipoti. Insieme. Se non è così non va.

    Comunicazione. Importante in tutte le sue forme e modalità. Da maneggiare con cura, nella libertà.

    Democrazia. Men peggio sin qui escogitato e praticato per stare insieme. A patto che si rispettino le regole, si usi la testa, il buonsenso e si tenga la schiena dritta. Altrimenti s'ammala.

    Laicità. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordinamento, indipendenti e sovrani (art 7 Costituzione).

    Costituzione. Attuarne prioritariamente il dettato nelle parti rimaste lettera morta.

    Riforme. Far funzionare meglio i servizi che lo Stato ed altre Istituzioni forniscono a tutti i cittadini.

    Tradizione. Conoscenza del passato, per operare consapevolmente nel presente e progettare il futuro.

    Modernità. Modo di vivere e pensare in conformità al proprio tempo nelle realtà sviluppate.

    Politica L'arte del possibile, ovvero scoprire e valorizzare il buono ovunque si trovi, o ancora, saper trovare la perla nel letame, mettendoci all'occorrenza le mani.

    Pil. Quanto si produce in un anno in Italia. Quantitativamente non può crescere all'infinito, qualitativamente invece sì. Puntare sulla qualità.

    Immigrazione. Spostamento di persone nel mondo da dove si sta peggio a dove si sta meglio. Si può disciplinare migliorando la vita dove si sta peggio.

    Nascite. In Italia si nasce meno che in tutta l'Unione Europea: costi alti e futuro incerto le cause.

    Agricoltura. Essenziale per alimentare l'umanità, manutenere e conservare il territorio e l'ambiente.

    Energia. Quella fossile, limitata: carbone, petrolio, gas, nucleare e quella rinnovabile, illimitata: sole, idrica, vento, biomasse. Dobbiamo scegliere.

    Esempio. Tra persone vale più di molte parole, nel bene e nel male.

    13 aprile 2010

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    Chi ha vinto ?

    Nelle elezioni regionali del 28-29 marzo scorso su 13 regioni in cui si è votato, 7 sono andate al centrosinistra e 6 al centrodestra (nel 2005 erano 11 a 2).

    In Piemonte ha prevalso il centrodestra per mezzo punto percentuale. Rispetto alle elezioni regionali del 2005 l'astensione è aumentata di circa l' 8%, con il risultato che ha votato solo il 64% degli aventi diritto: mai così pochi dal 1948. Sull'esito del voto ha influito, tra l'altro, la capacità del centrodestra di recuperare più voti possibili nel suo interno, mentre il centrosinistra non è riuscito a fare altrettanto ed ha "patito" la concorrenza della lista promossa da Beppe Grillo, che in Piemonte ha ottenuto il 4% dei voti. La Lega ha più che raddoppiato i propri consensi raggiungendo il 12,70% (5,70% alle regionali del 2005): in Veneto ha addirittura superato il Pdl.

    Il Pd ha guadagnato qualcosa sul Pdl ed ambedue accusano una flessione rispetto alle recenti consultazioni. L'Udc, pur stentando, ha contribuito in qualche situazione a far pendere la bilancia dalla parte con la quale era alleata (es. per il centrodestra nel Lazio).

    Chi ha vinto? Il centrosinistra che sperava meglio, no; il centrodestra che temeva peggio, mah!; la Lega che ha avuto più di quanto s'attendeva, forse. Interroga la politica anche il 36% degli italiani che non hanno votato.

    Ora si chiede agli eletti di porsi alacremente al lavoro per affrontare e risolvere i problemi che affliggono i cittadini, come la mancanza del lavoro e dei denari per campare ed un fisco che penalizza i redditi bassi; le imprese in difficoltà col credito, nell'innovazione, nella competitività e per gli abusi verso il made in Italy; il territorio e l'ambiente in sofferenza di fronte ad eventi meteorici anche non eccezionali; la non buona vivibilità a causa dell'aria inquinata, dell'insufficiente disponibilità di acqua potabile e la sua gestione; l'esigenza di migliorare le prestazioni sanitarie e il rapporto costi-benefici; se è dove costruire le centrali nucleari, oppure sviluppare la produzione e l'uso di energie rinnovabili; nell'Astigiano bisogna salvare il lavoro che sta penando, costruendo per intanto un futuro alla Way Assauto, distillare le giacenze di Barbera e farla apprezzare come merita nel mondo. Per dire solo le prime cose che vengono in mente.

    Con responsabilità di governo per le maggioranze e di controllo propositivo per le opposizioni, così come hanno disposto gli elettori col voto.

    Nell'osservanza e nel rispetto della Costituzione e delle leggi da parte di tutti.

    Consapevoli che chi opera nelle Istituzioni è al servizio del Paese e non dei partiti o dei gruppi attraverso cui si è stati eletti.

    Adempiendo le funzioni affidate "con disciplina ed onore" (art. 54 Costituzione).

    Augurando buon lavoro alle astigiane Rosanna Valle e Angela Motta elette in consiglio regionale.

    06 aprile 2010

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    Elezioni regionali in Francia, riforma sanitaria negli Stati Uniti, campagna elettorale per le elezioni regionali in Italia.

    L'Ump, partito del presidente Sarkozy, ha perso clamorosamente le elezioni regionali in Francia: 36% i voti ricevuti, 2 sole le regioni conquistate. Ha vinto l'Unione della sinistra guidata dai socialisti con gli ecologisti, ottenendo il 55% dei consensi e 20 regioni. Ha votato poco meno della metà degli aventi diritto. Immediate le decisioni del Presidente francese con un rimpasto nel governo e l'accelerazione delle intraprese riforme, iniziando dalle pensioni.

    I francesi hanno premiato l'Unione delle sinistre con gli ecologisti ed il programma di difesa delle esigenze quotidiane dei cittadini, l'equità fiscale, la lotta alla disoccupazione, il sostegno al settore pubblico e la tutela ecoambientale; con tre donne a condurre le operazioni: Ségolène Royal, Martine Aubry, Cécile Duflot. Chiamati alla responsabilità di governo in una circostanza impegnativa per la Francia, la sinistra con gli ecologisti dovranno ora esprimere il meglio di sé per corrispondervi degnamente, anche per l'influenza che il loro lavoro potrà avere sulle elezioni presidenziali del 2012.

    Gli Usa con Obama hanno raggiunto un obiettivo socialmente rilevamente, tentato invano in passato: l'estensione delle prestazioni sanitarie ad alcune decine di milioni di cittadini finora esclusi dalle ferree leggi di mercato, interpretate in chiave rigidamente capitalistica (non avevano i denari per pagarsele). Perché l'iniziativa avesse successo Obama si è impegnato e speso personalmente, superando non pochi ostacoli, tra cui le titubanze o addirittura il voto contrario di senatori democratici. La costruzione di una intelligente, coraggiosa e solare trasversalità ha consentito infine di recuperare i consensi necessari, utilizzando anche la disponibilità di parlamentari repubblicani. Le riforme proseguiranno interessando le finanze, l'immigrazione, i trasporti ed i brevetti.

    Mentre si scrivono queste note in Italia la campagna elettorale per le elezioni regionali è giunta alle battute finali. Essa ha risentito negativamente dell'arcigna contrapposizione tra istituzioni dello Stato, volte a mascherare inefficienze del governo nazionale nell'affrontare i gravi problemi dei cittadini e dell'economia determinati dalla perdurante crisi. Succede cioè che altrove lo Stato e il governo aiutano i cittadini e l'economia a superare le difficoltà ed a riprendersi, mentre da noi ognuno deve sbrigarsela facendone a meno o accontentandosi di briciole, spesso magnanimamente elargite, od anche solo di promesse - clamorosa la più recente di sconfiggere il cancro entro 3 anni - pur di suscitare un effimero consenso.

    L'auspicio è che gli elettori segnalino in modo inequivocabile il malessere che li affligge, costringendo chi non vede o finge di non vedere a prenderne democraticamente atto e regolarsi di conseguenza.

    30 marzo 2010

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    Avanti Piemonte.

    Domenica e lunedì 28-29 marzo si vota per rinnovare 13 Consigli e altrettanti Presidenti di giunte regionali. Un'occasione da non perdere per decidere cosa fare concretamente in due terzi del nostro Paese nell'Istituzione che incarna quanto di federalismo siamo stati capaci di costruire in oltre 60 anni di storia repubblicana, nel fiero Piemonte e nell'Italia indiscutibilmente una.

    Veniamo da un quinquennio di buon governo del centrosinistra con la giunta di Mercedes Bresso, che i sondaggi danno avanti insieme ai partiti che l'appoggiano.

    Roberto Cota che ne insidia la rielezione non è riuscito finora a migliorare la sua posizione, né pare disporre delle credenziali che gli consentano di farlo sul filo di lana.

    Se dai candidati presidenti si passa alle coalizioni che li appoggiano, la bilancia segna ancora centrosinistra. C'è poi da considerare quanto emerso a carico del centrodestra nelle ultime settimane: scandalo degli appalti per il G8 ma non solo, pasticcio delle liste irregolari nel Lazio e in Lombardia, indebite pressioni esercitate dal leader del centrodestra per mettere la museruola a media non compiacenti.

    La "zarina" gode della meritata stima di persona competente, capace e dedita a fare del Piemonte una realtà forte, coesa e consapevole delle proprie capacità, dimostrate in molteplici occasioni tra cui: le Olimpiadi invernali del 2006, la diversificazione e modernizzazione del sistema economico, la ricuperata posizione di prestigio della Fiat nella produzione automobilistica mondiale, anche con modelli fortemente innovativi circa la compatibilità ambientale; l'efficienza della sanità, la promozione di energie alternative, il sostegno a soggetti più colpiti dalla crisi in atto.

    Mentre il leghista non ha referenze e per di più accoglie un'impostazione gregaria e subordinata della nostra Regione rispetto alle aree forti del lombardo-veneto e non pare disporre della necessaria autorevolezza per emanciparsene.

    In questa elezione l'esercizio del voto ha infine un significato che va oltre il pur importante obiettivo del rinnovo degli organismi democratici regionali. Con il voto infatti gli elettori si esprimono anche rispetto a fatti e circostanze di livello nazionale che li toccano da vicino. Essi sono stufi di sentir parlare d'altro rispetto a quanto sta loro a cuore e non sono più disposti a subire la "bolgia" degli interessi di pochi rispetto alle esigenze ed ai bisogni di tutta l'Italia.

    23 marzo 2010

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    Assenteista ? No grazie.

    Assenteista ?

    No, anche oggi ho votato, con fatica, con difficoltà, non convinto ma ho votato.

    Ho votato - come sempre - presto, subito, la prima attività della giornata.

    Ho votato presto perché se è più un diritto lo voglio esercitare con solerzia se invece è più un dovere che sia assolto ancor prima di reclamar diritti.

    In ogni caso ho votato.

    Il rapporto con la democrazia è come l’amore per una donna: se non lo coltivi svanisce, degenera, s'infrange.

    Ho votato perché qualche padre un giorno ha creduto, a costo del sangue se non della vita, che fosse giusto che figli e nipoti potessero votare, avessero libertà di giudizio e di scelta.

    Ho votato per il rispetto che devo e voglio a questi padri, per non infrangere il loro ideale.

    Quindi assenteista ? : No grazie.

    (Da un testo ricevuto da un amico)

    16 marzo 2010

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    Un gesto coraggioso.

    Propongo il testo originale dell' articolo di Moni Ovadia - L'Unità, 6 marzo 2010 - che "senza peli sulla penna", aiuta a capire come vanno le cose oggi. (click qui)

    11 marzo 2010

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    La legge è uguale per tutti ?

    Più che un conflitto di interessi - interferenze tra attività privata e ruolo politico - quello del Cavaliere sta diventando un inviluppo, cui si vorrebbe attribuire l'importanza di "affare di Stato".

    Andando a ritroso nel tempo risulta che il leader del centrodestra è stato chiamato dalla magistratura a rispondere solamente di atti che avevano attinenza con la sua attività di imprenditore nel settore della comunicazione, ben prima di entrare in politica e che ciò continua tutt'ora. Quindi la politica non c'entra.

    Allo stato delle cose appare quindi incongrua l'insistenza nel volersi sottrarre agli obblighi di giustizia, perché non gli consentirebbero di esercitare appieno i prioritari compiti di governo, ai quali è stato nominato dal Presidente della Repubblica (art. 92 Costituzione) e non eletto dal voto popolare, come in più circostanze ha affermato.

    E' diffusa tra i cittadini la convinzione che il premier farebbe bene a dimostrare in tribunale la più volte asserita sua innocenza rispetto a quanto gli viene addebitato. E si ritiene che ciò possa avere luogo senza che ne patisca il lavoro del governo nella situazione di crisi in cui versa il Paese.

    D'altro canto è del tutto evidente il disagio ingenerato da questo insieme di cose, tra i poteri dello Stato e quanto di negativo ne consegua. Ad esso è perfin possibile ricondurre le manchevolezze e l'affievolimento dell'impegno, che hanno portato il centrodestra alla irregolare presentazione di proprie liste elettorali a Roma e Milano, con la conseguente loro esclusione dalle elezioni regionali. Un pasticcio, come l'ha definito il Capo dello Stato Napolitano.

    Elezioni regionali del 28-29 marzo. Il loro esito - già importante di per sé - rappresenterà anche il giudizio degli elettori su quanto sin qui detto e sullo scadimento di principi e valori etici riscontrato nei comportamenti di cittadini nello svolgimento di funzioni pubbliche, anche di governo, dopo aver giurato di adempierle con "disciplina ed onore" (art. 54 Costituzione).

    Nel mentre i cittadini s'aspettano che ogni realtà istituzionale locale, regionale, nazionale continui a svolgere al meglio i propri compiti. Al governo si chiedono provvedimenti che rafforzino la coesione sociale, unitamente al sostegno all'attività economica, per essere preparati a cogliere anche i più tenui segnali di ripresa. Meglio se il tutto scaturisse da un ampio, serrato ed approfondito dibattito parlamentare, al quale non farà mancare il proprio contributo lo schieramento di opposizione, del quale il Partito Democratico è componente importante.

    09 marzo 2010

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    Gelatina.

    La recrudescenza di comportamenti disonesti, di violazione delle regole, di malversazione, corruzione, concussione, abuso d'ufficio e di fiducia tradita, nella gestione di attività pubbliche e di pubblici servizi, è il tema che tiene banco in queste settimane, dopo l'intervento della magistratura sui lavori per il G8 e di altre opere, con il coinvolgimento dei vertici della Protezione civile e di responsabili dei Lavori pubblici. Si propongono - riassunti - i contributi di autori esperti ed affidabili per ricercare le cause di questo nefasto fenomeno e individuare possibili rimedi.

    Se vogliamo che qualcosa cambi è importante chiedersi quali sono i meccanismi che con tanta frequenza generano questi comportamenti. Direi che essi sono almeno tre.

    Il primo è il complesso di norme e di strumenti per distribuire legalmente prebende, tra cui le cosiddette "società miste", figlie delle vecchie aziende municipalizzate. Il secondo è la rinuncia bipartisan destra-centrosinistra, a varare una riforma dei servizi pubblici locali basata su gare trasparenti e aperte, anzicchè su affidamenti a trattativa privata. Il terzo è la crescente attività di intermediazione dello stato, regioni, province e comuni, esercitata da funzionari, dirigenti ed amministratori pubblici e, ancor più, dall'anarchia delle decisioni di spesa, non governate da regole automatiche e trasparenti, che determinano maggiori costi stimati in 80 miliardi di euro all'anno. Si tratta di un mare da prosciugare, magari dandosi regole ed incentivi funzionanti, più che esortazioni a ritrovare una moralità perduta. (Luca Ricolfi - "La Stampa", 18 febbraio scorso).

    L'etichetta che ha colpito l'immaginazione degli italiani è la parola "gelatina" con la quale i magistrati hanno definito la collusione vischiosa di amicizie, favori, complicità tra funzionari statali e aspiranti agli appalti pubblici. Che la dice lunga sulla scomparsa tra i dirigenti dell'amministrazione pubblica, di qualsiasi consapevolezza dell'obbligo di comportamento irreprensibile per i cosiddetti "Servitori dello Stato". Definizione usata dal capo della Protezione civile Bertolaso, senza coglierne, forse, il contrasto con gli atteggiamenti ambigui e collusivi adottati da lui e dai suoi collaboratori, nei confronti di imprenditori chiamati ad operare con decisioni del tutto discrezionali. Ragion per cui, ove provata, la corruzione va perseguita e sanzionata in sede giudiziaria, ma essa va rimossa prima di tutto dalla testa dei cittadini, specie se sono "Servitori dello Stato". (Luigi La Spina - "La Stampa", 18 febbraio scorso).

    In Italia le grandi crisi, anche quelle indotte da un eccesso intollerabile di corruzione, sono sempre state affrontate e risolte non dalla politica. A Tangentopoli provvide la magistratura; oggi la magistratura non può farcela perché la corruzione è troppo estesa, coesa e potente, senza smagliature. Le dimissioni in questo paese non esistono più, neanche di fronte all'evidenza più disgustosa. Infatti se una sola fosse data e una sola accettata, tutto il castello di carte cadrebbe di colpo. Adesso si affronterà magari il male maggiore con il male minore, affidando il compito di salvare il salvabile a qualcuno che si presti alla bisogna, senza rimuovere le cause, in attesa che il giro ricominci. Desolante, ma molto, molto italiano. (Alberto Asor Rosa - "il Manifesto", 21 febbraio scorso).

    Situazione di crisi in cui il malaffare succhia vantaggi per sé. L'interesse dei più è di opporvisi, contrastandolo con la pratica della legalità e dei valori della nostra Costituzione. Utilizzando le elezioni regionali del 28-29 marzo prossimo per dare segnali eloquenti in questo senso e per far prevalere la concezione di un Paese giusto, equo, laborioso e solidale.

    02 marzo 2010

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    Valle Belbo Pulita ed altre cose.

    Way Assauto.

    Continua il calvario di questa fabbrica storica di Asti in cui, un tempo, lavoravano oltre 3 mila persone: Attualmente sono meno di 300, di cui un'ottantina effettivamente al lavoro. E' in amministrazione straordinaria ed il Commissario che se ne occupa sta cercando acquirenti, finora invano. Forse servirebbe un di più rappresentato dall'impegno simultaneo di quanti possono giovare per raggiungere una positiva soluzione, che aiuterebbe ad intravedere la luce in fondo al tunnel della crisi in atto ed a proseguire nell'impegno per uscirne (vedasi anche Mario Draghi, Governatore Banca d'Italia e Massimo Riva, economista. "la Repubblica" 14.02.2010).

    Gaia Spa.

    E' la società che tratta i rifiuti dei comuni astigiani, che sono anche i suoi azionisti. Nell'azienda sono occupate oltre 130 persone. Una recente sentenza ha condannato Gaia a pagare 6 milioni di euro alla milanese Daneco per un contenzioso che risale al 1997. Successivamente l'assemblea degli azionisti ha deciso di rinviare ad altra assemblea, da tenersi entro il 31 marzo prossimo, la decisione di come far fronte a questo debito. Nel frattempo si cercherà di trovare un'intesa con la Daneco. Alla capacità e saggezza dei sindaci è affidato il compito di trovare una soluzione che salvi "capre e cavoli", cioè l'azienda Gaia ed i bilanci dei Comuni suoi azionisti. Come se non bastasse, urge trovare un sito per un'altra discarica in provincia e costruirla, visto che quella di Cerro Tanaro è ormai colma.

    Associazione Valle Belbo Pulita.

    E' nata, s'è sviluppata e svolge un ottimo lavoro a Canelli, ma non solo, occupandosi del torrente Belbo, della risorsa acqua e di quanto ha a che fare con la salubrità e compatibilità ecoambientale. Gian Carlo Scarrone è il dinamico presidente che lavora sodo insieme ad un encomiabile gruppo di volontari.

    Il loro motto è: conoscere, occuparsene, collaborare per la migliore soluzione dei problemi. Fiori all'occhiello la salubrità del torrente Belbo e dell'ecoambiente di cui esso è parte essenziale, la salvaguardia dell'acqua, elemento vitale e bene pubblico per antonomasia. I loro connotati salienti: lavoro di squadra, tenacia e concretezza nel perseguire e raggiungere gli obiettivi individuati. Auguri.

    Elezioni Regionali.

    Si tratta del normale esercizio del diritto democratico riconosciuto dalla Costituzione alle persone maggiorenni di ambo i sessi. Si terranno il 28-29 marzo prossimo, dopodichè non sono previste altre elezioni fino al 2013. In Piemonte si voterà per eleggere 63 consiglieri e la presidenza della Giunta.

    Per la presidenza sono in lizza Roberto Cota (Lega) e Mercedes Bresso (Partito Democratico) con i rispettivi partiti che appoggiano l'uno o l'altra e partiti che corrono da soli. Gli immancabili sondaggi danno avanti la Bresso di parecchi punti a Torino e in altre realtà specifiche e un po' meno se ci si riferisce a tutto il Piemonte.

    E' sensazione diffusa che l'esito di queste elezioni sarà influenzato dal fatto che 13 Regioni hanno ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge n. 99/2009 - voluta dal governo di destra - che reintroduce il nucleare in Italia, già bocciato anni fa da un referendum popolare.

    23 febbraio 2010

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    Viale del tramonto.

    Aldilà di quanto scritto da Scalfari, cioè che il declino del leader della destra può anche essere lungo ma è già incominciato ("la Repubblica" 31 gennaio scorso), sono numerosi i segnali che gli è venuto meno lo smalto che ne ha connotato l'agire fino all'aggressione subita domenica 13 dicembre scorso in piazza del Duomo a Milano. Tra questi ne accenno due recenti e dissimili tra loro ma significativi, vista la cura che il Cavaliere pone nel dare di sé un'immagine gradevole e di forte personalità.

    Il primo si riferisce all'esagerata evidenza attribuita dai mezzi di informazione, al suo vezzo di raccontare barzellette nelle più disparate situazioni in cui lo porta la sua attività istituzionale, specie all'estero: come a voler rimarcare ironicamente la loro preminenza.

    Il secondo è la diminuita sua influenza nella scelta dei candidati presidenti delle giunte per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimo; tanto da far pensare che la prerogativa rimastagli sia quella di trattare con la Lega.

    C'è poi una sorta di presa di distanza dal suo nome, al punto che non pochi candidati del Pdl non lo ritengono più un valore aggiunto e non lo riportano sui loro manifesti, già diffusamente presenti in vista delle elezioni.

    All'appannamento del suo carisma possono avere contribuito le note traversie familiari, con la presa di posizione pubblica della moglie e le affermazioni poco lusinghiere nei suoi confronti. Se si aggiunge poi l'età, ormai verso gli ottanta, si ha la misura del perché nella destra ci si ponga il problema della successione, sulla quale può influire non poco l'esito delle prossime elezioni regionali.

    Il Partito Democratico con Bersani sta costruendo alleanze che consentano al centro-sinistra di battersi alla pari nella contesa elettorale e di aumentare fin da subito l'efficacia dell'opposizione parlamentare, per indurre il governo ad occuparsi seriamente dei problemi dell'economia, del lavoro, dei lavoratori, dei cassa integrati, dei disoccupati e dei pensionati al minimo, in vista delle difficoltà che si prospettano nel corso dell'anno appena iniziato. Non sarà infatti sufficiente contare sul risparmio residuo delle famiglie e sulla loro sobrietà, dedizione, spirito di sacrificio e sull'imprenditività della miriade di realtà produttive piccole e medie, se il sistema-Paese nel suo complesso non fornisce l'aiuto ed il supporto necessario: lasciando nessuno senza le risorse per vivere, servizi efficienti, credito alle imprese, pagamento di forniture e prestazioni in tempi ragionevoli a partire dalle pubbliche amministrazioni, attivarsi perché si schiudano e s'avviino nuove opportunità ed iniziative, mantenere saldamente in mani italiane le grandi aziende attraverso le quali il nostro Paese è conosciuto e stimato. Sistema-Paese nel quale il lavoro è componente essenziale per uscire vitali dalla crisi e stare con dignità nel Consesso dei Popoli del mondo che verrà.

    16 febbraio 2010

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    Indipendenti pubblici.

    Propongo il testo originale del "Buongiorno" in cui Massimo Gramellini - La Stampa 11.02.2010 - ricorda argutamente cos'è la democrazia al capo del governo. (click qui)

    12 febbraio 2010

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    La giustizia è uguale per tutti.

    Il Parlamento (945 parlamentari tra Camera dei deputati e Senato) continua ad essere impegnato in iniziative legislative per tenere il leader della destra e capo del governo fuori dalle aule di giustizia.

    La principale delle ragioni addotte a giustificazione di ciò, è che egli è stato legittimamente eletto dalla volontà popolare e deve poter svolgere il suo mandato dedicandovisi a tempo pieno.

    Per di più, in questo caso, la destra attribuisce alla magistratura intenti persecutori che tenderebbero ad estrometterlo per via giudiziaria dal suo ruolo politico. Per evitare ciò il Parlamento è già stato chiamato in passato a votare leggi che in qualche modo lo sottraevano ad ogni giudizio durante il suo mandato di capo del governo. Leggi che la Corte costituzionale ha bocciato perché in contrasto con la Costituzione. C'è il ragionevole dubbio che anche i provvedimenti in discussione contengano lo stesso vizio.

    Va rilevato che il leader della destra è stato finora chiamato a rispondere in giudizio per addebiti che si riferiscono alle sue attività di imprenditore e non al suo ruolo politico-isitituzionale.

    Per uscire da questa situazione di stallo c'è una via maestra. Che il premier - continuando nel suo incarico di capo del governo - si presenti nei processi, contesti le accuse, dimostri le sue buone ragioni, vinca le cause uscendone rafforzato come cittadino, giovando così a se stesso ed al suo ruolo pubblico e politico, inducendo la giustizia ad emendarsi di inadeguatezze e ritardi, aiutata a farlo anche dotandola di quanto necessario, a beneficio di tutti i cittadini che vi ricorrono. Contemporaneamente risolva il conflitto di interessi, prendendo le distanze dalla sua attività di imprenditore per tutta la durata del mandato istituzionale, nei modi e nelle forme che il nostro ordinamento pone a disposizione.

    Iniziando così in modo positivo la reale riforma della giustizia e ridando senso, fiducia e vigore alla scritta "La giustizia è uguale per tutti" che campeggia nelle aule dei tribunali.

    09 febbraio 2010

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    Se questo è un uomo.

    "Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese con i palestinesi ? ... propongo integralmente il testo di Massimo Gramellini apparso su La Stampa del 4 febbraio 2010

    05 febbraio 2010

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    Memoria.

    Il 27 gennaio è stato Giorno della Memoria, istituito nell'anno 2000 durante la XIII^ legislatura. In questo giorno nel 1945 le avanguardie delle Forze Armate Alleate entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz e liberarono i prigionieri superstiti. Nel Giorno della Memoria si riconoscono e ricordano le immani sofferenze e la morte di milioni di persone sterminate dal nazismo tedesco e dal fascismo italiano suo servo, perché considerate nemiche e indegne di vivere: tra di esse circa 6 milioni di ebrei.

    Riconoscere, ricordare affinché questo martirio, concepito ed attuato con efferata determinazione nella civile Europa, non possa ripetersi mai.

    E' la vecchia storia se sia nato prima l'uovo o la gallina. Cioè se il cambiamento epocale in atto presupponga, accompagni o determini un nuovo stile di vita. Per quanto può contare sono del parere che le cose viaggino in contemporanea, cioè stile di vita e cambiamento si influenzino a vicenda e concorrano a costruire le condizioni generali per meglio rispondere ai bisogni, alle esigenze, alle aspirazioni ed alle idealità di chi abita il Pianeta nel corso del tempo.

    Fermo restando sempre l'obbligo primario e la priorità per tutti della cura e rispetto per nostra Madre Terra, che non ha eguali nell'immensità del creato.

    Nel prossimo mese di marzo ci saranno le elezioni per il rinnovo dei Consigli regionali e dei Presidenti delle giunte in scadenza. Si tratta di una normale tappa della nostra vita democratica, da considerare come tale. Nessun terremoto quindi, al massimo qualche scossa di assestamento che terrà conto di quanto è stato fatto nel corso del quinquennio in ogni Regione e degli eventuali cambiamenti da introdurre per far funzionare meglio le cose. Che ci siano sollecitazioni, accelerazioni e perfino fibrillazioni non deve stupire più di tanto: anzi, possono perfino segnalare vitalità. Le elezioni primarie per scegliere i candidati - cui fa principalmente ricorso il Partito Democratico - sono una buona pratica democratica che dà la parola agli elettori, evitando che i partiti eccedano rispetto alle loro funzioni - fino a stabilire "le teste di lista", quindi chi deve vincere - che sono principalmente quelle di stimolare la ricerca e il dibattito per trovare le migliori e più eque soluzioni ai problemi nell'interesse di tutti e concorrere ad attuarle nelle varie sedi. Occorre comunque evitare che le elezioni primarie alimentino e cristallizzino divisioni a priori. Quindi si facciano le primarie, chi le vince è il candidato di tutto il partito e tutti lavorano in unità di intenti per raggiungere il migliore risultato possibile.

    La vecchia logica dello "zoccolo duro", cioè i voti fidenti su cui i partiti possono comunque contare, sta perdendo appeal, attrattiva e aumenta la percentuale di elettori non più strettamente osservanti delle direttive dei partiti di riferimento. Di conseguenza i partiti devono guadagnarsi i voti offrendo idee, programmi e candidature di qualità, fra cui gli elettori possano scegliere. E produrre presto una nuova legge elettorale che riconsegni ai cittadini il diritto-dovere di poter decidere effettivamente chi eleggere.

    02 febbraio 2010

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    Natura e lavoro.

    Haiti: la natura ha espresso il peggio di sé in un paradiso dove la popolazione vive di poco e male. Aiutiamola a superare il dramma del terremoto ed a realizzare condizioni di vita migliori.

    "Altri posti di lavoro scompariranno. In Europa per la disoccupazione il peggio deve ancora venire. A dirlo non sono catastrofisti mossi da intenzioni politiche ma il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea".("La Stampa" 15.1.2010).

    Dobbiamo quindi attrezzarci per un 2010 durante il quale la crisi si potrà forse attenuare lasciando intravedere segnali di ripresa, senzaché finisca "ipso facto", subito, l'emorragia dei posti di lavoro che si sta verificando. Ognuno dovrà fare al meglio la parte che gli compete per contrastare il verificarsi delle negative condizioni che si prospettano, attivandosi nella situazione specifica in cui si trova ed esse si manifestano.

    Nel nostro caso ci riferiamo al territorio della provincia di Asti, dove operano l'Amministrazione provinciale, Asti comune capoluogo, altri Comuni di dimensioni ragguardevoli, parecchi di medie dimensioni, i più sotto i 1000 abitanti, la Camera di Commercio, le Banche, l'Unione industriale, la Prefettura, i Sindacati dei lavoratori, le Associazioni di categoria, i Partiti, l'Università, Enti e Organismi pubblici e/o che svolgono servizi di interesse generale nella Società. E' auspicabile che tutte queste realtà affrontino il problema coordinandosi tra loro, applicando concretamente i principi del federalismo e della sussidiarità, che consistono nell'affrontare a livello locale quanto lì si manifesta, ricorrendo all'aiuto dei livelli sovraordinati solo quando l'impegno profuso non produce i risultati desiderati. Operando in modo che le persone e le famiglie temporaneamente prive di lavoro dispongano del necessario per vivere, giovando così anche all'economia ed alla coesione sociale. Poi mettendocela tutta per evitare la chiusura di quanto rimane di produttivo in attività; infine promuovendo l'avvio di nuove iniziative, specie se capaci di eccellere con la qualità del prodotto sia sul mercato interno che per l'esportazione.

    Tenendo a mente che per beneficiare anche solo di barlumi di ripresa, il sistema produttivo deve farsi trovare pronto in ogni momento a dare impulso alla propria attività. Cosa non possibile se nel frattempo le aziende sono costrette a fermarsi ed i lavoratori restano a casa, disperdendo avviamento, conoscenze, esperienze e professionalità essenziali a tale scopo.

    26 gennaio 2010

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    Uno spettro s'aggira.

    Uno spettro, un fantasma s'aggira per l'Italia, l'Europa e il Mondo: è il lavoro sul quale la Costituzione fonda la nostra Repubblica Democratica. In Italia sono oltre un milione i posti di lavoro perduti dall'inizio della crisi e si stima che alla fine del 2010 saranno due milioni; trenta milioni in Europa, alcune centinaia di milioni nel Mondo.

    Senza lavoro la democrazia soffre, non c'è speranza né futuro e la dignità umana è offesa;

    Senza lavoro non c'è economia né nazione;

    Senza lavoro non c'è giustizia né solidarietà;

    Senza lavoro nostra Madre Terra non può dare cibo né ospitalità ai suoi attuali sette miliardi di abitanti.

    La crisi in corso è l'esito perverso del dissennato tentativo di sostituire alla ricchezza reale prodotta mediante il lavoro, una ricchezza fittizia di natura finanziaria (denari che producono denari attraverso un vorticoso e irresponsabile uso del medesimo). In cui c'entra il modello di mercato capitalistico di legare il benessere al consumo quantitativo di merci, indipendentemente dalla disponibilità dei denari per acquistarle, quindi indebitandosi, ed usando arbitrariamente dei beni comuni naturali: aria, acqua, suolo a vantaggio di pochi.

    Innescando e proseguendo una spirale malefica dal cui baratro finale si è appena scampati, per ora, attingendo - ironia della sorte - alle risorse reali prodotte dal lavoro dei più, rappresentate da fondi statali e risparmi privati profusi e mobilitati a piene mani dagli Stati coinvolti nel marasma.

    Mentre i soliti noti trasferivano illegalmente all'estero i proventi del loro malaffare, per un ammontare stimato, per l'Italia, in almeno 300 miliardi. Se si considera all'incirca pari a 150 mila euro il costo medio di un posto di lavoro, vengono fuori proprio i 2 milioni di posti persi, stimati per la fine del 2010.

    Sino a quando non saranno ricostituiti questi 2 milioni di posti di lavoro non si potrà dire che siamo usciti dalla crisi. Questo sarà possibile se ogni atto, da quello minuscolo personale di ciascuno, a quelli del Governo, passando per tutti i livelli della Società italiana e delle Istituzioni, avrà questa irrinunciabile priorità; con responsabilità proporzionate al potere di cui ogni soggetto dispone.

    Confermando al lavoro ed ai lavoratori la dignità che loro spetta e l'insostituibile funzione di rinnovamento della vita dei cittadini e delle Società del Mondo nuovo che si sta delineando.

    19 gennaio 2010

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    L'attimo fuggente.

    "L'attimo fuggente" film drammatico del 1989 con Robin Williams, Ethan Hawke e regia di Peter Weir. Un professore aiuta i suoi allievi a sviluppare le capacità personali con senso di responsabilità nella libertà (Raitre, 29/12/09).

    "Scrive, telefona, annuncia riforme. Berlusconi è già al lavoro ... Stavamo meglio quando stava peggio". (Jena. Meglio. "La Stampa" 29/12/09).

    Si tratta di espressioni in versione cinematografica e in chiave satirica che richiamano questioni di tutta attualità.

    "L'attimo fuggente" orienta al sano utilizzo della libertà per fare responsabilmente il proprio dovere ed in particolare "la cosa giusta al momento giusto".

    Nella realtà ci troviamo spesso di fronte a eletti a cariche pubbliche od a ricoprire ruoli istituzionali, che contravvengono questi principi, comportandosi in modo sciatto od occupandosi d'altro, rispetto al loro dovere di curare gli interessi generali e la soluzione dei problemi dei cittadini. Oppure non agiscono, quando le circostanze lo richiederebbero oltre ogni ragionevole evidenza, senza premurarsi neppure di addurre motivazioni di merito. Maldisposti nei confronti di chiunque rilevi inadeguatezze o azzardi critiche, fino a tacciarli di disfattismo o giù di lì. Comportamenti che la satira ha stigmatizzato a modo suo, come riportato all'inizio.

    Forse giova rammentare che essere preparati all'utilizzo responsabile de "l'attimo fuggente" significa saper scegliere tra opzioni diverse, che in politica si presentano sovente lì per lì, quella più congeniale, più utile per l'interesse generale e che per raggiungere questo obiettivo è necessario esprimere il meglio di sé, utilizzando anche quanto di buono si può ricavare dalle critiche ricevute.

    Del resto ricoprire cariche pubbliche e ruoli istituzionali non è una passeggiata ma un lavoro faticoso e impegnativo, perché si rappresentano i cittadini e ad essi si deve rispondere politicamente del proprio operato, in ogni momento e non solo al termine del mandato o della legislatura.

    Nello svolgimento dei compiti inerenti e nelle cose della vita si devono osservare le leggi vigenti e la Costituzione e chi vi contravviene deve sottoporsi al giudizio, perché "la legge è uguale per tutti".

    Qualunque artificio che intacchi o vanifichi la sostanza di quanto sopra, lede la democrazia ed i valori sui quali essa è fondata. In questo caso ogni cittadino ha il diritto-dovere di opporsi.

    12 gennaio 2010

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    Nulla.

    Si tratta di un caso emblematico delle difficoltà che segnano la vita delle persone nell'Italia di oggi, in cui molti si possono riconoscere.

    Uomo, cinquantacinque anni, laureato in legge, moglie che lavora, una figlia giovane. Il buon lavoro dipendente che svolge da oltre vent'anni viene meno senza evidenti segni premonitori. Nessuna possibilità di ricorso agli ammortizzatori sociali: fuori e basta. Bisogna reinventarsi tutto in fretta, perché la possibilità di pensione è lontana. Mette a profitto il buon bagaglio di professionalità acquisito, comprese buone conoscenze legislativo-informatiche. Curando tutte le opportunità che riesce ad esperire, per un po' rimedia una integrazione del reddito familiare sufficiente per vivere e far fronte a spese sanitarie familiari per prestazioni e medicine non erogate dal servizio pubblico.

    Dopo qualche tempo queste fonti di lavoro si inaridiscono a motivo della crisi e del fatto che la committenza temporeggia nell'ottemperare ad obblighi di legge e ad investire nella modernizzazione dei propri servizi di comunicazione informatica. Da qui incomincia il calvario. I risparmi finiscono, le spese sono già ridotte all'osso, quelle sanitarie sono incomprimibili: ne andrebbe di mezzo la salute.

    Il laureato è disponibile a svolgere qualsiasi lavoro dignitoso, bussa a tutte le porte che conosce e di cui viene a conoscenza, mobilitando amici e quant'altri in una inedita catena di Sant'Antonio. Curriculum, incontri, colloqui, Centri per l'impiego e Agenzie varie adite e coinvolte, ma nessuna porta si apre. Scoramento e sconforto superati con impennate d'orgoglio che consentono di non soggiacere ad una situazione personale e familiare pesante.

    Ormai sessantenne, bella presenza, in salute, non schizzinoso, voglioso di fare, anche per sentirsi utile oltreché per necessità ormai impellenti. Nulla.

    Indebitarsi ulteriormente per sopravvivere non è possibile. Ricorre a persone con ruoli importanti per essere aiutato a concorrere a condizioni di legge e di mercato con altri, per lavori che sappia fare o possa imparare. Nulla.

    Rivolgersi alla pubblica assistenza non può e non vuole. Come si fa a non uscire distrutti da una situazione del genere?

    Ogni aiuto è gradito, dice lui, purché abbia la concretezza che ridà speranza e dignità ad un uomo che cerca lavoro ed è in condizione di svolgerlo bene.

    05 gennaio 2010

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    Super partes.

    L'Italia ha bisogno di riforme per uscire in avanti dalla crisi in atto, per programmare politiche di sviluppo, per stare al passo dei tempi e per contribuire alla costruzione del mondo nuovo che si va delineando. Nulla è a aprioristicamente precluso, purché lo si persegua e attui nel rispetto della Costituzione, in cui tutti gli italiani si riconoscono e della quale e garante il Presidente della Repubblica e Capo dello Stato che rappresenta l'unità nazionale (art. 87 Costituzione).

    L'obiettivo delle riforme è di far funzionare meglio lo Stato a vantaggio dei cittadini, coinvolgendoli nella gestione democratica e valorizzandone l'impegno ed i contributi. Per realizzare le riforme è giusto ed utile che lavori tutto il Parlamento: maggioranza ed opposizione, ciascuno con il suo ruolo e le sue responsabilità, operando nell'interesse del Paese. E' compito del Parlamento far sì che, attraverso le riforme, trovi compiuta e concreta attuazione il dettato costituzionale.

    Nel nostro sistema istituzionale i cittadini delegano ai Parlamentari con il voto, parte della sovranità che la Costituzione riconosce loro (art. 1). Ogni Parlamentare rappresenta la Nazione ed opera senza vincolo di mandato (art. 67) e, come tutti i cittadini, ha il dovere di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e l'obbligo di espletare il mandato con disciplina ed onere (art. 54).

    Il Presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica (art. 92) al quale è pure riconosciuta la facoltà di, sentiti i loro presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse (art. 88). Può essere eletto Presidente della Repubblica qualsiasi cittadino che abbia compiuto 50 anni di età e goda dei diritti civili e politici (art. 84); vi provvede il Parlamento in seduta comune dei suoi membri (art. 83). Al Presidente della Repubblica è riconosciuto un agire imparziale e "super partes".

    Giova infine ricordare che le istituzioni democratiche sono patrimonio di tutti i cittadini e non degli eletti a governarle pro-tempore e che, mentre di autorità si è investiti, l'autorevolezza bisogna guadagnarsela.

    29 dicembre 2009

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    Perchè mi odiano ?

    Come "Opinione" propongo il testo integrale del "Buongiorno" di Massimo Gramellini, "La Stampa" del 15.12.09, perché mi pare rappresenti un contributo chiaro ed utile sul tema: amore, odio, politica.

    Non capisco perché mi odino, ha confessato a don Verzé in pieno trauma da giorno dopo, quando al dolore fisico si accompagna sempre la prostrazione morale. Berlusconi è l’opposto di Cyrano. Quello si disprezzava e, disprezzandosi, odiava essere amato. Silvio si adora, e adorandosi, desidera l’amore altrui, senza distinzioni. Non si rende conto che chi pretende l’amore attira con la stessa intensità anche l’odio.

    I veri politici non pretendono di essere amati e infatti la gente li apprezza. Li ignora o li disprezza: sentimenti medi, razionali, gestibili. Solo un terrorista può spingersi a odiare un politico, però inteso come simbolo. Non colpisce Moro perché è Moro, ma perché rappresenta lo Stato. Invece Berlusconi viene colpito proprio in quanto Berlusconi. Non un politico, ma un’icona, una rockstar. Uno che suscita sentimenti estremi: nei fan (l’inno della Dc tedesca non si intitola «meno male che Angela c’è») come nei detrattori. Lui parla alle viscere prima che ai cervelli: e le viscere sono incontrollabili, da esse può scaturire tutto il bene e tutto il male del mondo. Questo, ovviamente, non significa giustificare il gesto di uno squilibrato e la violenza verbale di chi lo esalta sul web. È solo il tentativo di dare una risposta alla domanda drammatica che Berlusconi ha posto a don Verzé.

    Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht. Ma sventurati anche gli eroi che hanno bisogno del popolo.

    Il testo originale è disponibile qui

    22 dicembre 2009

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    Banda larga.

    Non ci capisco granché ma avverto che si tratta di una cosa importante che, almeno per sommi capi, si deve conoscere. Colgo quindi l'occasione per rifletterci, prendendo a prestito termini, dati e riferendomi a ragionamenti svolti da Giuseppe Turani su "la Repubblica" del 6.12.09.

    Le bande hanno a che fare con internet ed il suo futuro. Con la definizione di super larga s'intende ciò che si può muovere a velocità superiore a 30 Megabyte, cioè che parte ed arriva quasi contemporaneamente, per essere trasformato dai computer in parole, suoni, immagini. Per ottenere questo risultato è necessario disporre di cavi in fibra ottica. Con questi internet diventa, di fatto, istantaneo e soprattutto lungo questi cavi si può ricevere anche la televisione di qualsiasi Paese del mondo, meglio che con le antenne o i satellitari. Tutti si possono collegare con tutti istantaneamente, tutti possono ricevere tutte le tivù e tutte le informazioni del mondo; ci si può parlare e fare come in presenza, stando a migliaia di chilometri di distanza. Fine di tutti i monopoli e libertà d'accesso all'informazione disponibile: l'attuale tripolio tivù, Rai, Mediaset e Sky non potrebbe più esistere.

    Per dare la banda super larga alla metà degli italiani che già usa internet è necessario un investimento di 12-13 miliardi di euro, cioè poco più di quanto si conta di spendere per costruire il ponte sullo Stretto di Messina, se si farà. Certo, non proprio una bazzecola, ma nemmeno una spesa impossibile per l'Italia, se ci proponiamo di stare al passo coi tempi e di partecipare alla costruzione del mondo nuovo che si va delineando. Ma non se ne parla; forse per non porre in discussione equilibri economico-aziendali esistenti, e/o perché alla democrazia responsabilmente partecipata si plaude quando riempie le piazze, ma fa ancora paura consegnare ad ogni cittadino gli strumenti per capire, decidere e realizzarla concretamente.

    15 dicembre 2009

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    La Signora in rosso.

    La Barbera ed il calcio: una virtuosa sintonia potrebbe rilanciare entrambi ed il laboratorio in cui realizzare questo miracolo potrebbe essere la città di Nizza Monferrato. Ma andiamo con ordine.

    La Barbera è in difficoltà sul mercato nonostante una vendemmia di qualità. Ci sono giacenze che devono trovare una collocazione accettabile e sollecita. Bisogna fare squadra per rilanciare questo vino d'eccellenza, rendendolo accattivante ad un "target" diffuso, che ambisce la novità in cui riconoscersi. Non mancano certo iniziative in proposito, occorre indirizzarle verso un obiettivo comune: che "La Signora in rosso" sia proposta al mondo con il meritato, accattivante e seduttivo "charme" senza età che la contraddistingue.

    Non è il caso di fare paragoni, ma in una situazione che presenta qualche analogia col presente, ci si trovò con il Moscato nel corso del quinquennio 1996-2001. In allora i Parlamentari dell'Ulivo eletti nel Monferrato in collaborazione con gli interessati - tra cui il presidente Satragno e il direttore Dezzani della Produttori Moscato d'Asti Associati - ottennero la distillazione di 120 mila ettolitri di prodotto semilavorato stoccato in alcune cantine, il cui solo costo degli interessi sull'acconto versato ai soci conferenti faceva tremare la vena dei polsi. Il corrispettivo che si ottenne dallo Stato (oltre 30 miliardi di vecchie lire) consentì di sanare la situazione. E di ripartire sul pulito.

    Due talentuosi calciatori: Diego Fuser e Gigi Lentini, si sono accasati a Nizza. Essi godono di una invidiabile freschezza atletica ed hanno una concezione della vita che li porta a divertirsi faticando. Ma come pare a loro, gratificandosi di poter esprimere il meglio di sé così come essi sono. Con ricadute positive non da poco nel contesto in cui essi operano e in quello più vasto e generale. In questo manifestarsi c'entra, eccome, la Barbera che in modo salutare libera energie che altrimenti resterebbero sopite, latenti, consentendo a chi vi fa ricorso di esprimere il meglio di sé, come in modo apprezzabile si verifica per Fuser e Lentini. In sintesi: la Barbera come filosofia di vita.

    08 dicembre 2009

    Ho ricevuto, su questo tema, un contributo da parte di Katia che potete leggere qui

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    Ancora sul lavoro.

    L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro (art. 1 della Costituzione). Di lavoro ce n'è sempre meno, quindi le fondamenta si indeboliscono e tutto l'edificio ne risente. Per evitare che la situazione prenda una brutta piega bisogna reperire risorse e incentivare energie volte a consolidare le fondamenta. Considerandola una priorità.

    Imprese e lavoratori soprattutto, chiedono al Governo di fare di più, affinché le aziende possano lavorare e produrre, intanto beni necessari per vivere e venderli a coloro che ne hanno bisogno e sono posti in grado di pagarli. Sotto questo profilo l'agire del Governo di destra è ritenuto inadeguato e insoddisfacente dagli interessati. Forse ci vorrebbe un colpo di reni del Paese nel suo insieme, stimolato da esempi in alto loco, purtroppo non alle viste.

    Intanto una parte la sta pagando cara e sono le famiglie con stipendi e salari sempre meno sicuri e comunque insufficienti, pensioni nella stragrande maggioranza ormai sotto il livello di sopravvivenza, singoli e coppie giovani privi di lavoro e reddito. Solo un tacito patto di solidarietà familiare consente di stare a galla, consumando i risparmi di generazioni. Questa parte sta già dando il massimo.

    A fronte c'è un'ancora troppa folta schiera di elusori e di evasori e non pochi dei responsabili della crisi, che con lo "scudo fiscale" sta facendo rientrare a fatica in Italia un terzo (forse) dei 300 miliardi di euro fraudolentemente esportati all'estero. Costoro hanno sottratto al Paese un' ingente quantità di risorse finanziarie, frutto del lavoro degli italiani, sulla quale quasi nulla, un'entità risibile, un'indecenza, (il 5%!) pagheranno del dovuto allo Stato. Né va dimenticata la presenza di Gruppi senza scrupoli che, dotati di ingenti quantità di denaro di provenienza illecita, compiono razzie tra le aziende in difficoltà lasciando cumuli di rovine materiali, professionali e umane, cui sarà lungo, difficile e costoso porre rimedio (Annozero, Raidue, 26/11/09).

    In mezzo ci sono molti cittadini seri che continuano a considerare l'Impresa e il lavoro proprio ed altrui, essenziale per la vita delle persone e dello Stato, nonché un titolo di merito che la tignola non intacca e che consente alla baracca di stare in piedi in attesa di tempi migliori. Tempi migliori il cui verificarsi dipende soprattutto dalla volontà di dedicarvisi, essendo ormai chiaro cos'è necessario fare e chi lo deve fare: il Governo a dare l'esempio, tutte le Istituzioni, Enti e Organismi vari nessuno escluso. Senza perdere tempo.

    01 dicembre 2009

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    Sorella Acqua.

    Acqua bene prezioso e vitale, per l'uso della quale ci si scontra già dove c'è penuria. In Italia l'attenzione si è acuita perché il governo ha deciso di introdurre le misure adottate dall'Unione Europea, in forza delle quali la gestione dell'acqua può anche essere affidata ai privati. Parliamo dell'acqua dolce che rappresenta meno del 3% di tutta l'acqua esistente che copre circa il 70% della superficie della Terra ed è sempre la stessa da milioni di anni. Acqua considerata bene pubblico per antonomasia, cioè nella disponibilità di ciascun cittadino che ha il diritto di fruirne per le proprie necessità nel rispetto nelle norme che ne disciplinano l'uso; sottratta alla legge di mercato della domanda-offerta in quanto bene unico e irrepetibile - cioè non riproducibile né incrementabile - il cui prezzo deve essere rappresentato dai soli costi di estrazione, potabilizzazione, distribuzione e da quelli per mantenere il sistema funzionale, secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità. Condizioni queste che solo la mano pubblica può garantire, tenendo certo distinte le decisioni "politiche" che le competono, dalla loro traduzione tecnica-esecutiva che può essere affidata a chi sul mercato offre questi servizi.

    Quindi acqua come bene pubblico sottratta alla logica di mercato per le ragioni esposte, attribuendo le decisioni "politiche" a organismi democratici, ed eventualmente a terzi da reperire sul mercato, le incombenze operativo-funzionali.

    Rispetto a quanto detto è essenziale stare alle calcagna del governo perché vada nella direzione giusta. Dovrebbe fare la sua parte anche la presidente della Provincia di Asti on. Armosino, sia per convincimento personale sia perché stimolata da una mozione del Partito Democratico, dall'Associazione Valle Belbo Pulita ed altri. Silenzio invece dall'Amministrazione Comunale di Asti, tutta intenta ad autopromuoversi con inserzioni che la ritraggono a piena pagina sui giornali, che, con l'occasione, hanno ripreso il tema Enolandia, suscitatore di speranzose fantasie da anni, che non hanno purtroppo trovato finora alcun riscontro concreto nella realtà.

    Ultima ora. La maggioranza di destra in Parlamento ha approvato con il voto di fiducia (cioè senza discussione) il decreto che consente di privatizzare la gestione degli acquedotti.

    Resta d'attualità l'iter del progetto della tangenziale Sud-Ovest di Asti. Se il Comune di Asti, la Provincia, la Regione e l'Anas fossero una famiglia che dovesse decidere come spendere i soldi per risolvere il problema di entrare comodamente in città da sud e raggiungere agevolmente le varie zone, oppure attraversarla in fretta per collegarsi con l'ex statale 10 in direzione di Torino, non trascurerebbe certo l'alternativa concreta rappresentata dalla strada di scorrimento veloce lungo il torrente Borbore, in grado da sola di soddisfare queste necessità spendendo il giusto: 80 milioni di euro contro i 400 della tangenziale progettata. Mentre per entrare in autostrada c'è il casello di Asti est raggiungibile agevolmente con la viabilità esistente e per accedere sollecitamente all'ospedale basta realizzare un varco dedicato, direttamente dall'autostrada.

    Da una recente indagine risulta infine che gli Astigiani stanno affrontando la crisi difendendo accortamente i loro risparmi e utilizzandoli con acume e competenza per fronteggiarla. Per certo nemmeno il ministro Tremonti poteva aspettarsi di più. E tutto con pudica riservatezza monferrina.

    24 novembre 2009

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    Ancora sulla tangenziale sud-ovest di Asti.

    Mi riferisco alla lettera del signor Gozzellino del 17/11 scorso per convenire con lui che la tangenziale sud-ovest di Asti è certo utile e necessaria per gli Astigiani della zona sud della Provincia e per tutti i cittadini che, provenienti da quella parte del territorio, devono entrare in città o raggiungere l’ospedale, o per altre destinazioni verso nord. Il progetto in discussione risolve queste esigenze con un costo di 400 milioni di euro, di cui 80 milioni di risorse pubbliche disponibili (Anas) e 320 milioni con trent’anni di pedaggi a carico degli utenti, “consumando” una cospicua quantità di terreno agricolo, bucando una collina ed altro ancora.

    C’è invece un progetto di strada a scorrimento veloce lungo il torrente Borbore che soddisfa altrettanto bene le esigenze di cui sopra, consentendo di entrare comodamente in Asti da sud, oppure attraversare la città in fretta per altre destinazioni verso nord. Mentre in una manciata di minuti si raggiunge il casello di Asti est con la viabilità esistente, e da qui, in altrettanto tempo l’ospedale di Asti, attraverso un “varco dedicato” dall’autostrada stessa, o qualunque altra destinazione. Costo di questo progetto 80 milioni.

    Perché dunque spendere 400 milioni, creando anche problemi territoriali e ambientali non da poco e pagare il pedaggio, per ottenere gli stessi risultati ?

    23 novembre 2009

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    Sulla tangenziale sud-ovest di Asti.

    L’Ordine degli Architetti di Asti e provincia ha recentemente spiegato in modo convincente e con dovizia di argomenti, perché la tangenziale Sud-ovest di Asti, così come è stata progettata, rappresenta uno sciupio di denaro, di territorio e di ambiente. Infatti il problema di accedere meglio ad Asti dal sud della provincia non verrebbe risolto, mentre una strada a scorrimento veloce lungo il torrente Borbore, risolverebbe questo problema e quello del traffico veicolare che deve baipassare la città per inserirsi nell’ex strada statale n. 10 in direzione di Torino. Per l’ospedale Cardinal Massaia, basterebbe invece un ingresso ad hoc direttamente dall’autostrada.

    Resta forse da ricordare che i 400 milioni di euro preventivati per quest’opera "vera cattedrale nel deserto" sarebbero stanziati così: per il 20% dall’Anas e per il restante 80% anticipati dalla società concessionaria, che rientrerebbe di quanto sborsato mediante i pedaggi pagati dai cittadini utenti per un periodo di trent’anni.

    Siccome per realizzare quanto effettivamente serve sia alla città di Asti che al territorio del sud provincia bastano i soldi Anas, al cospicuo risparmio finanziario si aggiungerebbe il vantaggio di mantenere l’integrità territoriale ed ecoambientale con la destinazione agricola, di un habitat di particolare pregio ed interesse generale.

    16 novembre 2009

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    Ci stiamo dirigendo a piccolo passi verso la barbarie ...

    Dalle pagine de "La Stampa" del 18 ottobre scorso il nostro conterraneo astigiano Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, leva un grido di dolore affermando che "ci stiamo dirigendo a piccolo passi verso la barbarie (...), non si tratta solo di assenza o di debolezza della cultura, ma di una ferita inferta da comportamenti indegni dell'uomo che non cercano la qualità della convivenza ma la oltraggiano (...). Assistiamo al piombare in un'epoca oscura, in cui è minacciata di sparizione la stessa democrazia (...). Basta accendere la televisione (...) per assistere a talk show in cui si misura da subito il sistematico non ascolto dell'altro, mentre il tono di voce gridato copre ogni opinione e passa sovente al disprezzo e dall'insulto che negano l'altro nella sua soggettività e dignità (...)". Questo modo di fare diventa così "la modalità consueta dei rapporti in famiglia, sul lavoro, nei luoghi di incontro: tutti si sentono non solo autorizzati, ma incoraggiati alla rissa, all'aggressione, al dileggio delle regole comuni (...). Alla vista di una persona di colore partono insulti e sputi, gli immigrati sono oggetto di minacce e di intimidazioni a tornarsene a casa loro (...). Questi sono anni in cui molti italiani si sentono autorizzati dagli esempi provenienti da quanti occupano posizioni di rilievo anche istituzionali a far uso non solo di espressioni violente, volgari, offensive dell'altro, ma di un profondo disprezzo per qualsiasi regolamentazione (...). In questo quadro sconsolante la società risulta afflitta da una progressiva perdita di memoria e un paese senza memoria (...) perde la capacità di vivere il presente con consapevolezza e il futuro con speranza e progettualità (...). Ora un individuo sradicato dal proprio passato, senza vera appartenenza che non sia quella localistica o quella dettata da meri interessi economici, non può essere un cittadino di una società autenticamente democratica (...). Va spezzata la contrapposizione tra cittadino e Stato, tra individuo e società e riscoperta la dialettica tra queste due polarità, perché l'"io", il "noi" senza "gli altri" depersonalizza e immiserisce: il "noi" assume la forma incontenibile dell'esclusione e, di conseguenza, l'altro assume i tratti della minaccia da scongiurare o da distruggere preventivamente. A questo punto la strada verso il razzismo è spalancata (...). Non si tratta tanto di auspicare una tregua verbale posticcia, di aggiustare i toni di un confronto che da tempo ha cessato di essere tale ma, ben più in profondità, di favorire il passaggio dall'individuo al soggetto politico, innescando una logica non solo di diritti ma anche di doveri verso gli altri e con gli altri (...) tesi a riscoprire valori comuni e principi etici condivisi, attraverso i quali edificare la polis, rifiutando che sia la forza a prevalere". E' questo "l'unico percorso per uscire dalle barbarie ed entrare nella civiltà". Senza la quale nulla può prodursi di buono e di durevole per una convivenza in pace e migliori condizioni di vita per tutti, a partire dai meno favoriti.

    10 novembre 2009

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    Il lavoro è vita.

    Il lavoro è vita e su di esso è costituzionalmente fondata la nostra Repubblica. Lavorare è un diritto-dovere di tutti i cittadini e chi ci governa deve operare affinché ciò si realizzi. Si tratta di compito primario. L'attuale situazione è pesante e sul lavoro e i lavoratori grava in particolare la crisi: centinaia di migliaia di posti di lavoro persi, la scuola lascia a casa gli insegnanti, una moltitudine di senza lavoro non sa a chi rivolgersi per sopravvivere e le famiglie sono travolte. Le aziende si fermano: saperi, risorse umane e finanziare si disperdono, mentre bisogni ed esigenze vitali di cittadini e famiglie restano insoddisfatte perché gli interessati non hanno i soldi per comprare ciò di cui hanno bisogno e che le aziende potrebbero produrre. E cosa si inventa il nostro governo di destra? Lancia lo slogan: "il posto fisso è un valore" e su questo si è sollecitati a portare l'attenzione! Diciamo che cadono le ...braccia, per non scadere nel turpiloquio. Dopodichè però, come la mettiamo ?

    La Regione Piemonte ha deciso di soprassedere all'esame del progetto della tangenziale Sud-Ovest di Asti annullando la Conferenza dei servizi che doveva occuparsene, già convocata il 28 ottobre prossimo. Si ha sentore che nel frattempo sarà approfondita la conoscenza di alcuni aspetti del progetto: valutazione di impatto ambientale, rapporto costi-benefici (350 milioni di euro per 5,2 chilometri di percorso paiono veramente un'esagerazione), possibilità di soluzioni alternative, utilizzando anche riflessioni, contributi e proposte fin d'ora disponibili, nonché la verifica della possibilità di poter contare sulle risorse che l'Anas dovrebbe mettere a disposizione, per realizzare eventuali interventi meno costosi e capaci di raggiungere risultati analoghi a quelli prefigurati dal progetto di tangenziale, per migliorare la viabilità a vantaggio della città di Asti e del territorio provinciale.

    C'è fermento al sud della provincia di Asti che gravita verso l'Acquese e si avverte l'esigenza di sviluppare conoscenze e competenze tra gli amministratori degli Enti Locali, affinché alla penuria di risorse che caratterizza la crisi in atto corrisponda un di più di capacità di previsione e di scelta, nonché un più accorto e costante utilizzo delle fonti di finanziamento cui ricorrere per realizzare e mantenere strutture e servizi necessari per le popolazioni, che vivono e gestiscono situazioni ambientali gradevoli ma economicamente e logisticamente molto impegnative. Siccome alla bisogna non pare si provveda diversamente, la Curia Vescovile di Acqui Terme ha offerto la disponibilità ad occuparsene, insieme ai volenterosi che vi pongon mano utilizzando competenze disponibili, iniziando con un ciclo di incontri "dove oltre a trattare di etica e politica e di impegno amministrativo per il bene comune" ci sarà la possibilità di approfondire temi concreti in cui ci si imbatte quotidianamente nello svolgimento dei compiti di pubblici amministratori.

    27 ottobre 2009

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    Per le elezioni primarie del Partito Democratico del 25 Ottobre 2009.

    Domenica prossima 25 ottobre 2009 ci sono in Italia le Primarie del Partito Democratico per eleggere il Segretario e l'Assemblea Nazionale ed i Segretari e le Assemblee Regionali. Possono votare tutti i cittadini, iscritti e non iscritti al Partito, che abbiamo compiuto i 16 anni, presentandosi ai seggi dalle ore 7.00 alle 20.00 muniti di un documento di identità e della tessera elettorale per coloro che ce l'hanno.

    Per sapere dove ci sono i seggi in cui votare in provincia di Asti, telefonare ai numeri 0141-593217; 338-7819650, oppure: www.partitodemocratico.it o infoline 84888800.

    Queste elezioni primarie capitano in un momento particolare in cui la crisi morde forte e sono sempre di più le persone e le famiglie in difficoltà che non ce la fanno a pagare affitto, bollette, cibo, vestiti ed altri beni e servizi di prima necessità. Con l'inverno alle porte che appesantisce ulteriormente la situazione. Si tratta di una priorità e come tale va affrontata. Occorre poi fornire ossigeno a chi boccheggia e rischia di soccombere strada facendo, come le aziende in difficoltà per il credito che non c'è o perché non vengono effettuati i pagamenti in tempi accettabili, con il rischio di perdere posti di lavoro anche laddove, paradossalmente, gli ordini ci sono.

    In questo senso andare a votare alle Primarie del Partito Democratico ha un doppio significato. Di dare una guida e organi democratici nuovi, moderni, vitali, operosi ai livelli regionali e nazionale del partito, con una partecipazione al voto ampia, convinta legittimante. Investire gli eletti di un compito arduo ma alla loro portata, di forte ed autorevole interlocutore sulla scena politico-istituzionale per dare le gambe alla soluzione dei problemi dianzi accennati e portare il nostro Paese fuori dalla crisi, integro, vitale, coeso, operante in grado di imboccare la strada di uno sviluppo inedito, ma che si avverte possibile, in cui al consumo quantitativo viene affiancato e promosso quello di qualità, in amicizia e con rispetto di nostra madre Terra.

    20 ottobre 2009

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    Lodo Alfano e Nobel per la pace.

    Lodo: da lodare, nel senso giuridico medievale "di approvare". Nicola Zingarelli, Vocabolario della Lingua Italiana, Zanichelli, 1970.

    Il "lodo Mondadori" e il suo successivo annullamento che determinò circa vent'anni fa l'attribuzione della proprietà della casa editrice alla Fininvest, portarono ad una causa civile approdata recentemente alla sentenza di primo grado, in forza della quale la società in cui è interessato Silvio Berlusconi è stata condannata a pagare alla Cir, società concorrente di Carlo Debenedetti, 750 milioni di euro perché nell'annullamento del lodo si verificarono pratiche corruttive che danneggiarono quest'ultima. La vicenda potrebbe concludersi qui oppure proseguire; è opinione diffusa che comunque vadano le cose essa riguardi solamente i soggetti direttamente interessati e l'ambito privato in cui essi operavano all'epoca.

    La legge nota come "lodo Alfano" stabilisce invece il blocco dei processi per le quattro più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei Deputati, Presidente del Consiglio dei Ministri, per tutta la durata del loro mandato. La Corte Costituzionale l'ha ritenuta in contrasto con gli articoli 3 e 138 della Costituzione. Di conseguenza è stata cancellata e le più alte cariche dello Stato possono essere processate come qualsiasi cittadino. L'unico a lamentarsi in modo esacerbato, veemente e istituzionalmente inedito della decisione della Corte Costituzionale, è stato il Presidente del Consiglio, il solo ad aver finora beneficiato del "lodo Alfano". Egli ha peraltro dichiarato che si difenderà nei processi per dimostrare la sua innocenza, senza che ne scapiti il suo lavoro istituzionale di Capo del Governo. Auguri.

    Il Nobel per la pace per l'anno 2009 è stato conferito al Presidente degli Stati Uniti. Barack Obama si è detto stupito per l'ambito riconoscimento e di non essere certo di meritarlo. In America e nel Mondo si conviene trattarsi di un premio in cui i buoni propositi enunciati, i primi risultati concreti ottenuti e il pungolo a proseguire lungo la strada intrapresa siano stati considerati un tutt'uno, capace di sostituire alla strategia bellica quella della diplomazia e delle intese possibili, nulla tralasciando perché siano queste ultime a prevalere.

    20 ottobre 2009

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    Gabbie.

    Riprendo integralmente uno scritto di Francesco Lena da Cenate Sopra Bergamo intitolato "Gabbie".

    In Italia non c’è bisogno di nuove gabbie, se mai bisogna toglierne, dal sud al centro e al nord, sia strutturali che mentali.

    C’è bisogno di liberarsi delle cause che provocano infortuni sui posti di lavoro, e negli incidenti stradali con tanti troppi morti e feriti, per riscoprire l’impegno alla responsabilità, per la libertà, il diritto alla vita, per la prevenzione.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie delle mafie, della malavita organizzata, per riscoprire il grande valore civile e sociale della legalità, del rispetto delle leggi, della trasparenza. Per riscoprire la cultura del rispetto delle regole e la bellezza del valore dell’onestà.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie del monopolio dell’informazione per far sì che essa non sia in mano a pochi, per superare il conflitto d’interessi, riscoprire l’importanza, culturale, civile e sociale del pluralismo, dell’obiettività, della libertà e dell’informazione a 360 gradi.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di tante pensioni da fame, della disoccupazione, per il diritto alla dignità di avere un posto di lavoro.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie dell’egoismo, per una cultura, che sappia aggregare, socializzare, per riscoprire il valore della vera solidarietà, dello stare bene insieme, della collaborazione.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie della fame, della sete, delle dittature, delle guerre, delle disuguaglianze nel mondo, con l’impegno di tutti i governi dei paesi sviluppati, per riscoprire il grande valore della vita, dell’aiuto all’altro, dei diritti universali, dell’uguaglianza dei cittadini del mondo, dei veri valori del bene comune e della pace.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie dell’abuso di droghe e di bevande alcoliche, con una cultura di prevenzione, per combattere trafficanti e spacciatori, per riscoprire il meraviglioso valore della vita in salute.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie delle divisioni, delle fantomatiche separazioni o devoluzioni, bisogna lavorare per un grande impegno democratico, per l’attuazione della Costituzione italiana, per riscoprire l’altissimo valore dell’Unità d’Italia, la libertà, i diritti-doveri uguali per tutti i cittadini italiani.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di slogan negativi, delle falsità, delle volgarità che troppe persone usano sia in pubblico che in privato; impegnarsi costantemente per elevare la cultura del rispetto, per riscoprire il valore della gentilezza, del dialogo pacato.

    C’è bisogno di liberarsi delle barriere architettoniche e mentali per i diversamente abili, gli anziani, i più deboli.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie della sottocultura, della disgregazione, del qualunquismo, del menefreghismo, dell’indifferenza che vanno combattuti con una cultura di alta civiltà sociale, per riscoprire i valori belli dell’impegno alla responsabilità. L’inno nazionale d’Italia, è uno di più belli del mondo che unisce gli italiani con amor di patria di cui dobbiamo andare orgogliosi. I dialetti esistono in ogni parte d’Italia e ogni cittadino è libero di parlarli quando e dove vuole, senza l’obbligo di gabbie imposte da lor signori che stanno al governo, a scuola o in altre sedi. La scuola se mai deve contribuire ad elevare la cultura di tutti i cittadini.

    Non c’è bisogno di gabbie salariali: al sud d’Italia i salari sono già inferiori dal 15% al 20%, i salari in Italia sono i più bassi in Europa; semmai bisogna corrispondere a tutti i lavoratori italiani salari superiori.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie delle tragedie umane degli immigrati, aldilà delle leggi internazionali, nazionali: vanno salvati e basta, la vita ha il valore più alto; quello che sta avvenendo è una grande offesa all’umanità.

    12 ottobre 2009

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    Maurizio Laudi.

    Maurizio Laudi Procuratore della Repubblica di Asti è morto di infarto a 61 anni. Quando venne tra noi, circa due anni fa, scrivemmo di un magistrato esperto, probo, attivo, vitale, che avrebbe fornito un importante contributo per il miglioramento della qualità della vita nell'Astigiano. Nel breve lasso di tempo trascorso erano arrivati segnali incoraggianti in questo senso. Ed eravamo solo agli inizi. Nel delicato ruolo che ricopriva, Laudi sollecitava con l'esempio ad agire in modo etico, a credere in quello che si fa e farlo bene, al meglio delle possibilità di ciascuno. Se assumiamo questi insegnamenti e li applichiamo personalmente nel nostro agire quotidiano ne continueremo l'opera e, per certo, gli rendiamo una testimonianza che avrebbe gradito.

    Tutte le sigle sindacali dei lavoratori di polizia hanno stilato un elenco congiunto dei problemi del comparto sicurezza. Dopo ironici ma significativi accenni all'ipotesi di aumenti contrattuali di stipendio per il biennio 2008-2009 di 1 euro al giorno e forse meno, si citano iniziative in atto per lo stanziamento di risorse per le Forze dell'ordine, tra cui l'approvazione unanime del Consiglio Provinciale di una mozione del Partito Democratico, i cui esiti concreti dipenderanno molto dall'utilizzo che la giunta e la presidente on. Armosino ne faranno. I sindacati si rivolgono poi a parlamentari astigiani Armosino, Fogliato, Fiorio elencando necessità cui rispondere sollecitatamene, tra le quali il ripianamento dell'organico del Personale fermo al 1989, le auto per i servizi di volante, apparati radio adeguati, giubbotti antiproiettile. L'invito finale è ad un confronto che li coinvolga con tutte le forze politiche per un impegno fattivo che aiuti a rendere più sicure la città di Asti e la provincia.

    Monsignor Francesco Ravinale Vescovo di Asti ha scritto la lettera pastorale "Nel mondo come cristiani" rivolta ai fedeli ed a tutte le persone di buona volontà della Diocesi. Non ho ancora letto il testo, ma dalle anticipazioni giornalistiche e dalle stesse parole dell'Autore che ne hanno riassunto il contenuto, si tratta di un documento che stimola ed aiuta a pensare e riflettere su verità di fede ed a praticare il Vangelo nelle situazioni concrete di ogni giorno, anche occupandosi di amministrazione pubblica e di politica. Non mancano accenni a problemi di attualità come la sicurezza, da affrontare non solo con la necessaria opera della Forza dell'ordine ma soprattutto con la pratica dell'ospitalità e dell'integrazione, che comporta un impegno faticoso ma i cui risultati sono duraturi e di qualità migliore. Circa la crisi in cui versa l'Italia padre Francesco ritiene che la si potrà considerare superata solo quando ogni persona avrà la possibilità di vivere con il frutto del proprio lavoro.

    13 ottobre 2009

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    "Scudo fiscale" e crisi.

    Da uomo della strada mi pare che tra questi due argomenti esistano relazioni che meritano qualche ragionamento.

    Chiamano "scudo fiscale" una legge recentemente approvata dal Parlamento, per fare rientrare in Italia i denari, gioielli, quadri e oggetti di valore in genere (o il loro equivalente in denaro), trasferiti illegalmente all'estero, pagando una tassa liberatoria del 5%. Siccome il governo prevede di ricavare da questa operazione almeno 5 miliardi di euro, si desume che dovrebbero rientrare almeno 100 miliardi di euro (200 mila miliardi di vecchie lire!), cioè tanti, ma appena la terza parte della somma che gli esperti stimano sia uscita in modo fraudolento dal nostro Paese (300 miliardi di euro).

    La crisi in atto ha origini finanziarie a causa di inconsulte operazioni speculative di banche e di enti finanziari (i cosiddetti derivati ed altri prodotti ed investimenti ad alto rischio) che hanno, in pratica, prelevato quattrini dalle tasche di una moltitudine di cittadini nei vari Paesi sviluppati del mondo, finiti poi nelle tasche di un ristretto numero di "beneficiati" che li hanno accantonati in attesa di condizioni favorevoli per rimetterli in circolazione. Si è generata sui mercati una penuria di liquidità, per rimediare alla quale e per evitare il panico e il tracollo del sistema finanziario e del connesso sistema economico-produttivo, i governi hanno sborsato a vario titolo ingenti somme di denaro, salvando il mondo dal crack insieme ai responsabili del disastro, rimasti per lo più impuniti. Denaro che ora manca dalle casse degli Stati per finanziare i servizi che ad essi competono.

    Da noi in Italia il problema è particolarmente sentito, perché abbiamo un elevato debito pubblico - nel frattempo salito da 1.08 a 1.20 del Pil (Prodotto interno lordo di un anno) - che ci costa già un occhio della testa di interessi. Per procacciare quindi un po' di soldi il governo di centrodestra poteva stanare gli evasori che hanno nascosto i quattrini ed altri valori all'estero e far loro pagare il dovuto. Invece con lo "scudo fiscale" in pratica li premia, facendogli pagare solo il 5% (mentre i risparmiatori pagano il 12,50% sugli interessi dei Bot e di altri titoli di Stato), sanando anche eventuali reati fiscali - esempio il falso in bilancio - in cui fossero incappati per procurarsi i denari e altri valori che si tenta di far rientrare e garantendo a chi si pente perfino l'anonimato.

    06 ottobre 2009

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    Soldati italiani.

    Funerale di Stato per i sei soldati italiani uccisi in Afghanistan da un'auto-bomba: onore ai caduti, cordoglio e solidarietà ai familiari. Soldati italiani lì per aiutare la popolazione e garantire condizioni di sicurezza sul territorio, con una guerra in corso cui occorre porre fine con un'iniziativa internazionale che coinvolga il mondo arabo e il gruppo allargato dei Paesi più industrializzati, tra cui in particolare Russia e Cina rimasti finora alla finestra.

    29 settembre 2009

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    Uva amara.

    Nonostante un'annata con uve di qualità e ottime rese i vignaioli non sono soddisfatti. Infatti notizie giornalistiche evidenziano cali del prezzo delle uve mediamente del 30% rispetto alla vendemmia dello scorso anno. Tiene l'uva moscato docg perché c'è stato l'accordo collettivo e il contratto con le case vinicole. Per le restanti uve si tratta di prezzi che rasentano i costi sostenuti per produrle. Per le barbere è ancora peggio, si parla di pagarle poco più della metà rispetto al 2008, cioè 40 centesimi di euro al chilo! Non c'è nemmeno un mercato degno di questo nome, cioè capace di formare un prezzo serio sulla base dell'incontro tra domanda ed offerta, in quanto la maggior parte del prodotto viene conferito alle cantine sociali o viene vinificato in proprio dai produttori. La presenza poi di una notevole quantità di invenduto di vino barbera non lascia presagire nulla di buono anche per coloro che trasformano direttamente la materia prima, o vengono pagati come conferenti con riferimento al prezzo che si spunterà per il vino venduto.

    Con uno scenario del genere e con i danni della flavescenza, il morale dei produttori è sotto i tacchi e si rischia l'espianto delle vigne con conseguenze non facilmente immaginabili sul piano economico ed ambientale. Infatti da uno studio recente risulta che la vite assume, elabora e trasforma una rilevante quantità di anidride carbonica (Co2) contenuta nell'atmosfera, riducendo così l'inquinamento.

    Urgono quindi provvedimenti per collocare le giacenze di barbera e partire sul pulito con la docg. Nel prosieguo serve interagire efficacemente con il mercato orientando conseguentemente la produzione. In questo senso è indispensabile migliorare la sinergia tra Regione Piemonte, Produttori e Consorzio, facendo comunque prevalere la qualità e scegliendo per la barbera una vinificazione che incontri le sensibilità ed i gusti di oggi, proponendola con un look e un marketing accattivanti che inducano i consumatori all'assaggio che conquista, insieme con la valorizzazione delle caratteristiche uniche e inimitabili dei nostri luoghi di produzione.

    29 settembre 2009

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    Uscire in piedi.

    Fini presidente della Camera dei Deputati esprime il malcontento nel centrodestra ma non affonda i colpi, probabilmente si prepara per una circostanza di cui non conosce i tempi né i modi di maturazione. Bossi è più esplicito, a parole minaccia le elezioni anticipate ma nei fatti sta dov'è, facendosi sentire ogni tanto per segnalare che c'è. Le polemiche tra i due evidenziano i limiti di entrambi: i giusti diritti propugnati da Fini per i migranti riguardano quelli che sono già in Italia, mentre il problema più grosso, che implica anche l'Europa, è cosa fare verso la moltitudine di coloro che continuano a fuggire da guerre, persecuzioni e condizioni di vita miserabili; mentre la proposta del Senatur di aiutarli a casa loro dimentica tutto ciò e addirittura che il governo, di cui egli è ministro, non paga il dovuto per cui s'era solennemente impegnato. Tremonti invece pontifica ovunque si trovi: sugli economisti che continuerebbero a non capire la crisi, mentre lui sì, afferma che nessuno sarà lasciato solo e che le risorse per provvedervi ci sono, senza dire dove e quante. Intanto le famiglie hanno ormai speso i risparmi di generazioni, il debito pubblico è alle stelle (è cresciuto di 100 milioni di euro), continuano ad aumentare i senza lavoro privi di tutele e di soldi, la Banca d'Italia deve attivarsi per limitare bonus e prebende varie ai manager bancari ed affini, che hanno ripreso l'andazzo già all'origine della crisi: farsi pagare profumatamente in base ai vantaggi immediati conseguiti con le loro decisioni sbagliate ed attuate con il lavoro di tutti, senza preoccuparsi delle conseguenze sopravvenute - addirittura previste ma inascoltate - e poste a carico del lavoro, dei lavoratori e delle imprese cioè dell'economia reale.

    Immaginare l'eventuale successore del Presidente del Consiglio e leader del centrodestra tra questi signori od altri con cui essi condividono responsabilità di governo e di gestione della finanza, è come giocare al lotto. Le opposizioni ed in particolare il Partito Democratico, per le responsabilità che loro competono, abbiano coscienza e si preparino per tempo ad ogni evenienza, cogliendo i segnali premonitori e pesando con proposte politiche proprie, concrete e praticabili.

    Trattando del lavoro che non c'è più e che probabilmente continuerà a mancare chissà per quanto tempo, siamo di fronte al paradosso che in Italia ci sono milioni di persone con bisogni ed esigenze vitali insoddisfatte ma che non hanno i soldi per acquistare i beni necessari. Massimo Riva, esperto di economia e finanza, ha ben tratteggiato la situazione del comparto automobilistico su "L'Espresso" del 2 luglio scorso. Ne riporto la sintesi. L'industria automobilistica mondiale ha una capacità produttiva di 90 milioni di autovetture all'anno, mentre il mercato è in grado di assorbirne 60 milioni. Questo conteggio applicato all'Europa dà 30 milioni di auto che si possono produrre con la possibilità di venderne 20 milioni. Quindi in Europa chiuderanno aziende per complessivi 10 milioni di auto prodotte all'anno. Le conseguenze saranno pesanti per tutti e anche per l'Italia. Certo uno scenario del genere non è applicabile paro paro ad altri comparti produttivi. Ma intanto bisogna prenderne responsabilmente atto a tutti i livelli, assumendo decisioni conseguenti, che in primo luogo tutelino il lavoro e la produzione di beni e servizi di importanza primaria per la vita delle persone e corrispondere a chi ne patisce la mancanza i soldi necessari per procurarseli. Applicando con serietà e determinazione le norme costituzionali in materia di lavoro, lavoratori, finalità dell'economia, progressività del sistema fiscale, stanando l'evasione e recuperando l'evaso (artt. 1, 3, 4, 35, 41,53 della Costituzione).

    Dopodichè saremo sulla buona strada per uscire in piedi e in avanti dalla crisi che continua a mordere.

    22 settembre 2009

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    Torre di Babele.

    Per non cadere nella trappola di una permanente "Torre di Babele" italiana dei linguaggi e dei comportamenti, giova assumere riferimenti autorevoli e/o sui quali si sia sostanzialmente d'accordo. Se ne propongono alcuni.

  • Il pesce puzza dalla testa (proverbio);

  • Chi semina vento raccoglie tempesta (proverbio);

  • Cogito ego sum (Penso quindi sono, esisto) (Cartesio, René Descartes, filosofo e matematico, 1596-1650);

  • I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge (Art. 54 Costituzione);

  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure (art. 21 Costituzione);

  • Ma sia il vostro parlare: sì, sì; no, no; quel che vi è di più viene dal Maligno (Vangelo, Matteo, 5,37);

  • La paressia. E' il parlar chiaro senza paura e senza tentennare di fronte alle minacce del potere, quando bisogna rendere testimonianza alla verità (don Tonino Bello, La teologia degli oppressi, pag. 226);

  • Nelle battaglie politiche non ci siamo certo tirati indietro (...). Ma quello che fanno le persone dentro le loro camere da letto (siano essi premier, direttori di giornali, editori, ingegneri, first lady, bodyguard o avvocati) riteniamo siano solo fatti loro. E siamo convinti che i lettori del Giornale non apprezzerebbero una battaglia politica che non riuscisse a fermare le barbarie e si trasformasse nel gioco dello sputtanamento sulle rispettive alcove. (Mario Giordano, direttore del Giornale. Avvicendato da Vittorio Feltri, cui è seguito l'attacco al direttore dell'Avvenire che si è successivamente dimesso);

  • Una delle rivoluzioni copernicane che potrebbe caratterizzare la nostra epoca è il passaggio dalla cultura come possesso del sapere e monopolio dell'informazione, alla cultura come ricerca della conoscenza dei processi e delle esperienze reali attraverso il dialogo, la riflessione, la condivisione (Ernesto Baroni, citato da Ivano Spano - Università di Padova).

    Dopo di che i problemi restano, ma se si conoscono meglio si sa dove incominciare per risolverli. Convinti che le soluzioni cui si perverrà saranno tanto più vicine alle attese dei più, se ciascuno ci metterà del suo.

    15 settembre 2009

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    Tangenziale Sud Ovest di Asti.

    (inviata anche a La Stampa di Asti il 09 settembre 2009)

    Il dibattito sul controverso progetto della tangenziale Sud-Ovest della città di Asti (TSO) si avvia all’epilogo in questo soporifero scorcio d’estate. E’ stato infatti formalmente presentato e pubblicato il progetto preliminare sul quale è prevista la presentazione di osservazioni e proposte da parte dei cittadini, che verosimilmente potranno anche riguardare le caratteristiche dell’opera, ma non porre in discussione la sua fattibilità, come invece sarebbe d’obbligo dopo le critiche cui è stato argomentatamente sottoposto il progetto da parte dell’Ing. Giuseppe Ratti nel suo intervento su La Stampa del 6/9 scorso.

    L’alternativa è rappresentata da una strada urbana di scorrimento veloce lungo il torrente Borbore, che però venne scartata a suo tempo – se ricordo bene e tra l’altro – perché non ritenuta ammissibile al finanziamento come parte integrante e sostanziale del sistema autostradale di riferimento.

    Forse tra le iniziative ancora possibili per evitare la realizzazione di quest’opera abnorme, sproporzionata rispetto al servizio che deve rendere, con costo stellare di 400 milioni di euro e un impatto ambientale tale da pregiudicarne addirittura la sicurezza in occasione di eventi alluvionali con ricorrenza media quarantennale, ci potrebbe essere quella di chiedere ulteriori necessari approfondimenti per evitare anche lo sciupio di risorse, in particolare ora che incombe una grave crisi economico-finanziaria. Riconoscendo infine all’alternativo asse viario lungo il torrente Borbore, fin’ora improvvidamente non considerato, la funzione equivalente agli effetti del completamento del sistema autostradale della città di Asti, consentendone così il finanziamento e la realizzazione con un costo ridotto ad un quinto (80 milioni di euro anzicchè 400).

    09 settembre 2009

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    Denari ben spesi.

    Nel suo intervento su "la Repubblica" del 27 agosto scorso la presidente della Provincia di Asti on. Maria Teresa Armosino afferma che il centrodestra si impegnerà con tutte le sue energie per conquistare il Piemonte nelle elezioni di primavera del 2010. Per raggiungere questo obiettivo la on. ritiene che l'alleanza con la Lega sia fondamentale per il centrodestra avendo avuto lei stessa modo di apprezzare l'impegno, la coerenza, la fedeltà all'alleanza dei politici e degli amministratori leghisti con i quali si lavora bene. Anche con l'Udc andrebbe sviluppato il confronto perché il suo elettorato sarebbe "naturalmente" orientato a un rapporto preferenziale con il centrodestra. Infine la on. ritiene che non si debbano sperperare denari pubblici in iniziative discutibili per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia, perché quando si amministra la cosa pubblica bisogna essere rigorosi.

    Brevi considerazioni in proposito.

    Per dare fondamento alle sue affermazioni la presidente della Provincia di Asti avrebbe dovuto citare qualche positivo, concreto risultato raggiunto dalla sua Amministrazione mediante la collaborazione tra Lega e Pdl. Nella realtà la situazione dell'Ente, ereditata non buona da precedente maggioranza dello stesso colore (centrodestra), continua ad essere sostanzialmente tale: anonimo tran-tran amministrativo a stecchetto, nonostante disponga di un Personale preparato, competente e dedito.

    Dopo che l'Udc decise di non continuare la collaborazione di governo con l'allora neo costituito Pdl, non s'è verificato nulla che accrediti la fantasiosa ipotesi espressa dalla on. di un suo rientro nel centrodestra per le prossime elezioni regionali. Anzi ancora recentemente l'Udc ha orientato il proprio elettorato a votare Antonio Saitta (centrosinistra), confermato al ballottaggio presidente della Provincia di Torino.

    Ed infine la garanzia che i denari destinati alla celebrazione dei 150 anni dell'Unità di Italia saranno ben spesi è fornita, oltreché dalle Amministrazioni coinvolte, dal ruolo di alta responsabilità ricoperto da Carlo Azeglio Ciampi nell'iniziativa e dall'attenzione con la quale essa è seguita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ancora recentemente ha richiamato il Governo a mantenere gli impegni assunti da tempo e a tutt'oggi non ancora onorati.

    08 settembre 2009

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    Fanfaluche e pessimi risultati.

    Se la nuova legge di contrasto dell'immigrazione clandestina, i cui pessimi risultati sono già sotto gli occhi di tutti - valga il caso più recente dell'omissione di soccorso in mare cui è seguita la morte di 73 persone - fosse giudicata alla stregua dell'immissione sul mercato di un nuovo tipo di auto, la casa costruttrice sarebbe costretta a ritirare il prodotto perché pericoloso per l'incolumità e la vita stessa dei cittadini. Nel nostro caso invece, nonostante le forti proteste levatesi da più parti: opinione pubblica, opposizione parlamentare, chiesa cattolica e non solo, ci si rimpalla la responsabilità tra Stati e con l'Unione Europea (UE) e tutto continua come se nulla fosse. Mentre il nostro Presidente del Consiglio festeggia con il leader libico e le Frecce Tricolori i 40 anni della rivoluzione che lo ha portato al potere, e dalle sue coste continuano a salpare barconi di disperati in barba alle intese solennemente siglate poco tempo fa con l'Italia. Se per accedere a fonti energetiche libiche ed ad altre opportunità in quel Paese occorre tutta questa manfrina lo si dica chiaramente, cosicché i cittadini italiani, i migranti e l'UE possano regolarsi di conseguenza.

    La Lega alza continuamente il prezzo della sua partecipazione al governo di centro-destra. Adesso mette in discussione l'inno di Mameli, rivendica l'utilizzo di simboli locali e l'insegnamento dei dialetti e della letteratura corrispondente, chiede di diversificare le retribuzioni tra nord e sud (gabbie salariali), ne dice di tutti i colori al Vaticano in tema di immigrazione ed altro, propaganda iniziative separatiste che costringono il Presidente della Repubblica a ribadire con inusuale frequenza che l'Italia è una e inscindibile. Il tutto definito dal Presidente del Consiglio "carinerie" di Bossi verso il proprio elettorato! Va da sè che il comune buon senso dovrebbe suggerire a ministri e parlamentari leghisti di dedicarsi di più e meglio ad affrontare la crisi, il lavoro che manca, l'evasione fiscale, le carceri che traboccano ed altre quisquilie del genere, ma i "padani" pare non se ne diano per intesi e proseguono imperterriti. Ricordo soltanto che tutto questo costa molto all'Italia e non giova certo allo sviluppo della nostra democrazia né al federalismo.

    Un silenzio assordante e infine l'appunto critico che si muove al Partito Democratico nell'attuale fase politica e a un suo supposto ripiegamento su temi domestici che susciterebbero scarso interesse tra i cittadini. Prendere un po' sottogamba (senza esagerare) le fanfaluche della Lega potrebbe segnalare capacità di discernimento, utile per orientare le proprie energie verso obiettivi prioritari già accennati. Specie se ci si propone di uscire in avanti dalla crisi, cioè facendo pagare il giusto ai responsabili, tra cui: speculatori finanziari, arricchiti senza merito, evasori fiscali e premiando in qualche modo coloro che più la patiscono: chi ha perso il lavoro, i giovani senza lavoro, i percettori di reddito fisso da lavoro, che pagano le tasse in anticipo e fino all'ultimo euro, la moltitudine di piccoli operatori economici, artigiani, professionisti, costretti a raschiare il fondo del barile per sopravvivere e i milioni di persone che devono fare i conti con le nuove povertà.

    E' perciò utile che arrivino segnali concreti in questo senso così da concentrarvi il lavoro del partito e di quant'altri ci stanno, per fare prevalere il diritto di cittadinanza per tutti rispetto all'elargizione di prebende a pochi per l'ossequio servile al potente di turno.

    01 settembre 2009

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    Caritas in Veritate.

    Dopo aver letto la recente Enciclica di Papa Benedetto XVI "Caritas in Veritate" e mentre m'accingevo ad esprimermi in merito mi sono ricordato del libro di Bruno Manghi "Fare del bene", Marsilio editore ed ho visto la riflessione sull'Enciclica di monsignor Vincenzo Paglia Vescovo di Terni sul "Corriere della Sera" del 6.8 scorso e l'articolo"Nazismo, nichilismo e l'errore di Ratzinger" "la Repubblica" 11.8.09. Quanto dirò risente di queste letture.

    L'Enciclica tratta della vita del nostro tempo sulla Terra e ci riflette argomentando, richiama altri scritti dell'Autore ed encicliche precedenti delle quali coglie visione profetica, limiti e l'influenza esercitata.

    Interloquisce sui problemi senza reticenze né pedanteria o insistenza dottrinale, evidenziando l'essenzialità del ruolo della trascendenza, per dare loro soluzioni più compiute ed avanzate.

    Riafferma la piena autonomia dell'umano operare, nel quale devono essere presenti culture e valori che lo connotino sempre più come tale e con un respiro che ricomprenda l'insieme della"famiglia umana".

    Amplia il concetto di carità non limitandolo all'ambito religioso o dell'aiuto verso i bisognosi o alla reciprocità (dare per ricevere), ma inserendolo nel processo economico e dell'equa distribuzione della ricchezza prodotta (ndr: s'avvertono consonanze con la nostra Costituzione).

    Stimola il processo di costruzione di una nuova società che a partire dalla "polis" greca (città governata dai cittadini) si sviluppi qualitativamente facendovi concorrere la sintesi del meglio delle differenze presenti nel consesso umano.

    Afferma che la Terra è un dono da utilizzare secondo principi etici e di responsabilità e solidarietà, da tramandare integro alle generazioni future.

    Si tratta di un documento molto denso di concetti ordinati a sistema, si legge e si comprende agevolmente e rappresenta un autorevole riferimento per riflettere ed agire consapevolmente.

    25 agosto 2009

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    Stillicidio.

    Abbiamo un Governo che sente tutti e ascolta solo chi gli conviene, che si indigna come qualsiasi cittadino per le cose che non vanno, ma si gira dall'altra parte quando deve occuparsene. Che con il suo Capo magnifica il proprio operato nella conferenza stampa prima delle vacanze, non ammette alcuna obiezione da parte degli astanti e mescola indebitamente e sfacciatamente ruolo istituzionale e quello di leader di partito, manifestando una preoccupante concezione proprietaria di ruoli pubblici per antonomasia, insieme ad una sconcertante ed inedita interpretazione del funzionamento della nostra giovane democrazia repubblicana, che attribuisce all'informazione un ruolo essenziale esplicitamente garantito dalla Costituzione (art. 21).

    Per dare meglio conto di quanto precede si citano ulteriori analoghi episodi:

  • strali nei confronti di giornalisti, giornali ed altri media non graditi, anche con invito esplicito a boicottarli;

  • richiamo alla tivù pubblica a non riportare critiche all'azione di Governo;

  • la comunicazione intesa non come servizio ai cittadini ma se ed in quanto utile e funzionale al perseguimento di scopi di parte;

  • dire tutto ed il suo contrario dall'alto della carica che si ricopre, dando poi la colpa agli altri di non avere capito, ingenerando un groviglio inestricabile, lesivo della dignità e credibilità di alte funzioni statuali.

    Si tratta di uno stillicidio di segnali anomali e considerati tali da autorevoli fonti italiane ed estere, che desta preoccupazione tra i cittadini e le forze politiche. Come si può uscire da questa situazione? Intanto con l'uso di strumenti democratici, tra cui primeggia la libertà di stampa e di espressione che consente di farci un'idea propria di come stanno le cose e agire di conseguenza. Quindi ricordandoci che la democrazia è un insieme di regole che richiedono di essere praticate continuamente e diffusamente a partire dagli alti livelli istituzionali, insieme a stili di vita consoni; perché solo così è possibile garantire ad ogni cittadino e famiglia affidabilità e una vita dignitosa e serena nell'ambito dei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione.

    18 agosto 2009

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    Aquiloni.

    Altro che nucleare, energivoro, dispendioso e in funzione tra 15 anni con tutti i problemi che si porta appresso. Con un'intervista al "Sole 24 ore" di qualche settimana fa Massimo Ippolito (fondatore della Sequoia Automation di Chieri e inventore del Kitigen) ha dichiarato che prossimamente si avvierà sulle colline di Berzano San Pietro in provincia di Asti un nuovo tipo di centrale eolica che sta nel cielo come un aquilone.

    Per quanto capisco si può sintetizzare così. Il sole e la rotazione della terra fanno sì che l'atmosfera sia sempre in movimento. Vicino a terra il movimento è - per fortuna - rallentato dai rilievi, dagli alberi e altri ostacoli, ma se si sale di qualche centinaio di metri il vento c'è sempre e basta imbrigliarlo. L'idea di Ippolito e di altri progettisti nel mondo è di far salire in alto una specie di vela-aquilone che trasmette il movimento a terra attraverso speciali funi. Appositi sensori installati sulle apparecchiature permettono di modificare il loro assetto secondo per secondo in funzione di come spira il vento.

    La centrale che entrerà in funzione a Berzano San Pietro è un prototipo già produttivo con una potenza elettrica di 3Mw, quanto serve per 1000 alloggi. Se tutto funzionerà secondo le previsioni si aprirebbero nuove ed interessanti prospettive per la produzione di energia da fonti rinnovabili, a basso impatto ambientale ed a condizioni economiche competitive rispetto al petrolio, carbone e nucleare.

    Fa piacere sia stato scelto l'Astigiano per provare questa tecnologia all'avanguardia nel mondo, pensata, progettata e costruita dal lavoro italiano, in un momento difficile come l'attuale ed in cui il Governo orienta le risorse verso il nucleare.

    L'iniziativa sollecita tutti a pensare come possibile un modo nuovo di vivere, parsimonioso ma di analoga e superiore qualità diffusa rispetto all'esistente e stili di vita in armonia con ritmi e regole cosmiche che governano il Pianeta. Rammentando che i problemi della Terra sono anche altri, come dimostrato da Aurelio Peccei quarant'anni fa ne "I limiti dello sviluppo": demografia, erosione del suolo, manomissione delle risorse idriche, esaurimento delle risorse minerarie, produzione e smaltimento dei rifiuti, tra i più urgenti. Tutti peraltro alla nostra portata se operiamo con intelligenza, acume e lungimiranza, perseguendo il bene comune come nel caso delle vele-aquiloni che producono energia pulita stando lassù nel vento.

    11 agosto 2009

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    Non sono un santo.

    Prima pagina de "La Stampa" del 23 luglio scorso, titolo su 5 colonne: "Il Premier: non sono un santo", sopratitolo: "In giro ci sono tante belle figliole. In Vaticano c'è chi spera si tratti di un primo "mea culpa". Il cittadino qualunque: ci mancherebbe! Ma non ha più l'età. Inguaribili ottimisti.

    Ma veniamo alla sostanza. E' stato votato per governare il Paese e lo faccia al meglio nel rispetto della Costituzione. In quanto al resto il voto non c'entra perché non era nel programma(!), ma ha a che fare con la dignità, l'etica, l'essere che vivono tempi grami. E' un'alta carica dello Stato cui si guarda con rispetto e che induce emulazione.

    A proposito del fare bene, nel Codice Civile - vigente dal 1942 - si cita il comportamento del "buon padre di famiglia" senza definirlo ulteriormente, perché a tutt'oggi si sa cosa vuol dire.

    Ha superato i 70 da un po' e nel Monferrato in questi casi si consiglia di "pissé pì curt". Da militari più di mezzo secolo fa per disciplinare l'eccesso di esuberanza ci somministravano consistenti dosi di bromuro. O forse basterebbe "fare la tara" cioè sottrarre la millanteria. Segni di resipiscenza? Sempre possibili anche se non di giocose distrazioni si tratterebbe ma di veri e propri "tour de force", vortici entro i quali ci si accomoda con piena avvertenza e deliberato consenso, dopo aver contribuito a pianificarli perfino nei dettagli.

    Giunti a questo punto non può bastare un "mea culpa" più esplicito o chissà cos'altro per far cessare l'uso inverecondo che si sta facendo del potere democratico. Occorre invece un sussulto di consapevolezza con la richiesta di applicare integralmente l'articolo 54 della Costituzione: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge".

    04 agosto 2009

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    Partiti nuovi.

    In Italia non abbiamo bisogno di nuovi partiti, semmai di partiti nuovi al passo con i tempi. Essi sono costituiti da cittadini che, oltre a sfangarsela nella vita personale e familiare, decidono di occuparsi anche di situazioni e interessi di portata più generale, così come previsto dalla nostra Costituzione (art. 49). I partiti hanno il compito di operare democraticamente affinché opinioni, esigenze, diritti e doveri dei cittadini trovino i giusti riconoscimenti nelle sedi in cui si assumono le decisioni che riguardano tutti, cioè dove si gestisce il potere. Fanno riferimento a valori condivisi su cui si fonda la società che li esprime (es. la Costituzione) e si differenziano sui modi e tempi con cui attuarli concretamente, cioè su come distribuire i vantaggi ed i sacrifici tra i cittadini in modo che ciascuno disponga del necessario per esprimere il meglio di sé. La rappresentatività dei partiti è riferita non soltanto al numero degli iscritti o dei voti alle elezioni, ma alla loro capacità di promuovere e sviluppare il protagonismo dei cittadini nella vita politica, tenendo presente che la democrazia è una importante modalità, suscettibile di miglioramenti, mediante la quale si governano società umane dinamiche.

    Il Partito Democratico può avvicinarsi a questi standard se in ogni fase del suo farsi e divenire sono concretamente visibili e praticati i principi che ne animano l'azione, non dimenticando mai che l'esempio vale più di molte parole. Cosicché le persone, i cittadini lo utilizzino per fare meglio le cose che reputano utili per sé e gli altri e ne traggano soddisfazione. Facendo prevalere la qualità che è infinita e consumando quantità materiali compatibili con la finitezza ed i ritmi vitali del Pianeta, nel quale è stato generato l'eccezionale accidente che è l'essere umano, autore e primo fruitore ad un tempo di quanto può mutare il contesto dato.

    In questa prospettiva anche la crisi che travaglia il mondo e nella quale l'Italia è dentro fino al collo può, paradossalmente, rappresentare un'opportunità per collaudare la capacità e l'efficacia del Partito Democratico di contribuire ad uscirne in avanti, vaccinati, migliori, più giusti, solidali, in pace.

    28 luglio 2009

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    Neve e democrazia.

    Asti e l'Astigiano possono agevolmente aiutarsi andando al sodo nelle cose che gli riguardano e non disperdendo le proprie energie in mille rivoli che non portano da alcuna parte. E le Istituzione e gli Enti con funzioni pubbliche siano di esempio, operando con saggezza e lungimiranza. Alcuni esempi.

    Proloco, Agriturismi, Ristoranti. Se ciascuno fa la sua parte non ci pesta i piedi, il sistema funziona e tutti se ne giovano. Dal "chilometro zero" giustamente caro a Carlin Petrini e Giorgio Ferrero, alla promozione e valorizzazione del buono di ogni paese, al consumo dei prodotti genuini delle aziende agricole con integrazione del loro reddito, alla più specifica dedicata e insostituibile attività dei ristoratori, ce da fare per tutti. Fondamentale come sempre parlarsi tra operatori e organismi di categoria e osservare le regole. Agli enti pubblici territoriali: Comuni, Provincia, Comunità Montana e Collinari il compito di garantire un'agevole accessibilità a tutte le parti del territorio, affinché se la filiera funziona o meno sia per suo merito o demerito e non per altre ragioni.

    Termovalorizzatore. Quelli esistenti e previsti in Piemonte sono sufficienti e non occorre costruirne altri. Nell'Astigiano non ne sono previsti. La disponibilità del Sindaco di Asti e della Presidente della Provincia ad ospitarne uno è quindi superata. Lo si dichiari esplicitamente, si incrementi la raccolta differenziata e si lavori la porzione residua in modo da ridurre all'essenziale la dimensione della nuova discarica, necessaria ma ancora di là da venire.

    Enofila. La trasformazione del rudere della ex-Vetreria in Centro per la valorizzazione della qualità di Asti e dell'Astigiano è un obiettivo raggiunto, mercè l'impegno di chi ha deciso e di chi vi ha posto concretamente mano. Chi di dovere si prenda ora a carico della fase di messa a regime della struttura, indicando cosa rimane da fare, in che tempo e con quali e quanti denari occorrenti. Con onori e oneri relativi e senza tergiversare oltre.

    Neve. Lo scorso inverno le precipitazioni nevose sono state numerose ed abbondanti, come ben sanno tutti i Comuni che hanno dovuto occuparsene. La città di Asti non fa eccezione; la stessa Provincia ha avuto il suo da fare per garantire l'agibilità degli oltre 1400 chilometri di strade di competenza e non solo. Stupisce che Asti non abbia ancora chiuso i conti dando ragione di come sono andate le cose e chiarendo eventuali aspetti controversi. Ricordando che quanto più si fa ricorso alla discrezionalità tanto più si incorre nell'obbligo di spiegare il proprio comportamento, dimostrando la convenienza e l'utilità delle scelte operate.

    Democrazia. Il confronto vigoroso ed anche aspro tra maggioranza ed opposizione ne rappresenta il sale, l'essenza, la garanzia. Il tempo dedicato alla pratica della democrazia è un investimento suscettibile di produrre cose buone e utili nelle situazioni specifiche e il miglioramento reale dei rapporti nel tempo a venire. Proprio come auspicato recentemente ed insistentemente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Va da se che tutto ciò presuppone un concetto alto del ruolo pubblico, il rispetto concreto e sostanziale degli interlocutori e la reciproca e ben riposta fiducia nel senso di responsabilità che ciascuno dei protagonisti è chiamato ad esprimere in ogni circostanza.

    21 luglio 2009

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    Menare il can per l'aia.

    Mettere la sordina ai comportamenti irrituali del nostro Presidente del Consiglio per la durata del G8 all'Aquila è l'esortazione del Presidente della Repubblica Napolitano, per non appesantire ulteriormente la non brillante immagine che l'Italia sta dando sé. Purtroppo i guai combinati restano, né vale inveire contro i media meno remissivi che li ricordano e ne misurano le incongruenze rispetto a quanto ci s'attende da persone investite di così impegnative responsabilità pubbliche. E si chiedono con insistenza fino a quando la democrazia italiana - cioè i cittadini sovrani - è disponibile a catalogare comportamenti così anomali, tra gli eccessi che appartengono alla sfera privata di chi li pratica, mentre in tutte le democrazie mature per molto meno si viene rispediti a casa.

    C'è, eccome, la crisi che morde in particolare lavoratori, precari, pensionati, famiglie, aziende; ad Asti e provincia nei primi 3 mesi del 2009 le esportazioni sono calate del 30% (dati Istat e Camera di Commercio). Finora gli italiani si sono arrangiati, grattando il fondo del barile. Adesso non ne possono più e chiedono al governo di fare la sua parte per rilanciare il lavoro, impegnando chi può e deve (es. Banche ma non solo) e mettendoci la faccia. Altrimenti che ci sta a fare ?

    Alcuni dei temi in discussione al G8. E' necessario porre le basi per un nuovo ordine economico-finanziario globale che, intanto, tenga a bada i persistenti nefasti effetti della crisi in atto, coinvolgendo i Paesi ricchi e, al loro interno, chi più può (vedasi Giuseppe Turani "la Repubblica" 5.7.09 e Mario Deaglio "La Stampa" 9.7.09). Perché l'Africa da problema diventi un'opportunità è necessario che i suoi abitanti dispongano dei beni vitali come l'acqua, il cibo e le cure sanitarie, mentre l'Italia non sta versando il contributo dello 0,52% del Pil come s'era impegnata a fare.

    La Terra si surriscalda e corrono gravi rischi molte specie viventi e noi facciamo poco per contenere e ridurre presto la produzione di anidride carbonica che è tra le principali cause. Anziché sviluppare la produzione di energie alternative rinnovabili, il nostro Governo ha rilanciato il nucleare che costa più di quanto rende in termini energetici e non sappiamo come stoccare le scorie in sicurezza.

    Pace, libertà, diritti umani, migranti: le nostre leggi fondate sulla paura dell'altro contravvengono gli elementari principi di umanità, la nostra Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dicembre 1948), ed i nostri stessi interessi ad uno sviluppo sano ed equilibrato dei popoli che vivono nel bacino del mare Mediterraneo.

    L'Italia è annoverata tra i grandi del mondo e non può "menare il can per l'aia" sui questi temi all'ordine del giorno. Quindi dobbiamo occuparcene e mantenere gli impegni, insieme a quanti capiscono l'importanza di fornire buone soluzioni per la vita delle popolazioni che insieme a noi abitano la Terra. Operando perché ogni persona possa vivere dignitosamente, lavorare e mettere su famiglia nel Paese ov'è nata, se così desidera, o altrove se necessita.

    14 luglio 2009

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    Il dito del piede di un putto.

    Libertà, speranza e senso di responsabilità, un trittico il cui concreto esercizio innerva la vita delle persone e contribuisce allo sviluppo della qualità dei rapporti tra le genti, per accennare al quale prendo spunto da avvenimenti e circostanze attuali o più lontane nel tempo.

    Colle del Falchetto di Santo Stefano Belbo, domenica 28 giugno scorso. Il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha commemorato i cinque Partigiani trucidati sul posto a raffiche di mitra dai fascisti di Salò, in una notte di giugno del 1944. All'interrogativo su cosa può avere indotto sessantacinque anni fa ragazzi poco più che ventenni a decidere di partecipare ad uno scontro impari con il nazifascismo che opprimeva l'Italia, mettendo nel conto la possibilità di morire, la risposta è stata: la speranza di riconquistare la libertà perduta, da protagonisti, con ideali, passioni, impeti, dubbi e timori proprii della giovane età. E scelsero ritenendo che ne valesse la pena.

    Massimo Gramellini (La Stampa 24.6.09) afferma che esiste la donna "che conserva intatto il mistero femminile e intriga l'uomo che cerca di entrarvi in comunione (….), esiste e cammina ogni giorno accanto a noi (….). Basta solo ripulire un po' lo sguardo per riuscire a cogliere la sua meraviglia". Certo le cose stanno così e non solo per la donna, ma per una moltitudine di umani che rifuggono gli stereotipi, che si piacciono e piacciono così come sono, unici e irripetibili; disponibili ad emozionarsi esprimendo il meglio di sè per sé e verso gli altri, solo che non li si ostacoli in questa danza della vita che si svolge nella normalità degli atti quotidiani, pudica e schiva, praticata con chi vi corrisponde per quanto vuole, sa e può; fruendo gioiosamente della libertà propria e relazionandosi con quella altrui in modo rispettoso e consapevole. Ed anche l'autostima se ne giova.

    Aneddoto. Michelangelo Buonarroti (1475-1564) sta affrescando la volta della Cappella Sistina in Vaticano ed è pressato nell'esecuzione del lavoro da Papa Giulio II (1443-1513) che spesso va a controllare di persona. Un mattino il Santo Padre arriva in cantiere e vede il Maestro lassù sul ponteggio, supino, intento a dipingere un dito del piede di un putto e lo interpella: "Ancora lì? Non mi pare sia il caso di insistere oltre, dopotutto si tratta di un dettaglio che da quaggiù nemmeno si vede". "Ma da quassù sì", gli risponde l'Artista.

    07 luglio 2009

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    Pollice verso.

    Riflessioni sul referendum riguardante parti della legge elettorale per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e sui ballottaggi nei Comuni con oltre 15.000 abitanti e nelle Province in cui nessun candidato a sindaco o a presidente ha raggiunto il 50% più 1 dei voti, svoltisi il 21-22 giugno scorso.

    Referendum. Ha votato solo il 23% circa degli aventi diritto, quindi non essendo stato raggiunto il quorum (doveva votare almeno il 50% più 1) il referendum non è valido. Giova comunque ricordare che dei 10 milioni circa di votanti, il 90% ha votato per il sì e il 10% per il no. Si tratta della più bassa affluenza alle urne nella storia dei referendum; nell'Astigiano l'affluenza è stata ancora inferiore perché non c'erano ballottaggi. Questo disamore degli elettori per un importante istituto di "democrazia diretta", come il referendum, va anche ricercato nel fatto che parecchi partiti, la Lega tra questi, se ne sono lavate le mani o hanno addirittura propagandato l'astensione. In alcuni casi il referendum è stato oggetto di "do ut des", do perchè tu dia, per accaparrarsi i voti al ballottaggio dei partiti esclusi al primo turno. Di evidenza pubblica in questo senso l'intesa tra il leader del Pdl e quello della Lega.

    In definitiva resta in piedi tal quale la legge elettorale "porcellum", o più prosaicamente "porcata" come l'ha definitiva il coestensore on. Calderoli ora ministro per la semplificazione legislativa! Proprio Calderoli dovrebbe assumere quindi l'iniziativa per approdare ad una nuova buona legge condivisa, come imporrebbe la negativa esperienza sin qui condotta e la richiesta implicita di milioni di elettori che hanno votato perché ne fossero almeno abrogate le parti più indegne.

    Ballottaggi. Ha votato poco più del 40% degli aventi diritto. Su 22 Province in 13 ha prevalso il centrosinistra e in 9 il centrodestra. Su 16 Comuni capoluogo 11 sono andati al centrosinistra e 5 al centrodestra.

    Il centrosinistra ha puntato i piedi ed ha invertito la tendenza del primo turno confermandosi in importanti realtà: Bologna, Firenze, Bari, Padova, tra queste ed in numerosi altri centri. In Piemonte in evidenza la tenuta nelle Province di Torino e Alessandria, nel Comune di Rivoli e l'affermazione nelle città di Alba, Saluzzo, Bra, Fossano e Savigliano.

    Alle conquiste del primo turno il centrodestra ha aggiunto la Provincia di Venezia e, per una manciata di voti, anche quella di Milano, rimarcando così che complessivamente ben 32 amministrazioni tra Provinciali e di Comuni capoluogo, già di centrosinistra, sono passate al centrodestra. Un risultato di tutto rispetto, ma senza sfondare com'era nelle aspettative alimentate in particolare dal leader del Pdl appoggiandosi a sondaggi che non hanno trovato riscontro nella realtà.

    Si può arguire che, visti i risultati del primo turno, molti elettori abbiano ritenuto di riequilibrare le sorti della contesa nel ballottaggio, anche per non offrire il destro ad interpretazioni ad usi impropri e spregiudicati della loro volontà, che già si andavano profilando.

    Ora a fare la differenza sarà la capacità delle Amministrazioni elette di rispondere concretamente alla crisi che martella l'economia, il lavoro, le imprese ed i meno favoriti nella nostra società. Quindi se alle promesse non seguiranno fatti concreti capaci di rispondere a queste esigenze reali, il "pollice verso" nei confronti di chi sgarra dovrà essere senza appello.

    30 giugno 2009

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    Come le cose dovrebbero essere.

    Senza nessuna pretesa di portare il verbo a chicchessia, sento l'esigenza di richiamare alcuni temi che si sono riproposti per le difficoltà di vita dovute alla crisi in atto, nel recente dibattito politico e nelle tornate elettorali svoltesi nel corrente mese.

    la democrazia. E' la forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo che la esercita secondo la Costituzione (art. 1 Costituzione);

    i partiti. Sono organizzazioni di persone che concorrono in modo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49 Costituzione):

    le elezioni. E' l'atto con il quale si eleggono delle persone a svolgere funzioni pubbliche pro-tempore;

    i parlamentari. Rappresentano l'Italia ed esercitano le loro funzioni senza vincoli di mandato. I membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni (artt. 67-68 Costituzione);

    diritti e doveri. Sono riconosciuti e garantiti i diritti inviolabili dei cittadini e ad essi si richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Tutti i cittadini hanno diritto al lavoro e lo Stato deve promuovere le condizioni che rendono effettivo questo diritto (artt. 2-4 Costituzione). I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore (art. 54 Costituzione);

    libertà di pensiero e di stampa. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure (art. 21 Costituzione);

    iniziativa economica. E' libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. E deve essere indirizzata e coordinata a fini sociali (art. 41 Costituzione).

    In base a questi brevi richiami ogni cittadino può valutare lo scarto esistente tra come le cose dovrebbero essere e come in realtà esse sono, e farsi un'idea di quanto lavoro occorra per colmarlo e rendere la nostra democrazia adulta e coesa. Un patrimonio da cui le nuove generazioni attingano quanto serve e vi aggiungano il frutto del loro lavoro e delle loro conquiste, per il benessere di tutti, nel rispetto di nostra madre Terra e di quanto su di essa vive.

    23 giugno 2009

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    Referendum.

    C'è un'appendice non da poco alla tornata elettorale del 6-7 giugno scorso. Si tratta del referendum sulla legge elettorale vigente, definita "porcata" dal coestensore on. Calderoni ora ministro, e dei ballottaggi nei Comuni con oltre 15.000 abitanti e nelle Province, in cui nessuno dei candidati a sindaco o a presidente ha superato il 50% dei voti. Si voterà domenica 21 giugno tutto il giorno e lunedì 22 fino alle ore 15. Il referendum ha 3 schede con un quesito ognuna. In sintesi e nella sostanza i quesiti sono i seguenti:

    Volete che il premio di maggioranza per l'elezione della Camera dei Deputati venga attribuito solamente alla lista che ottiene il maggior numero di voti e non anche alla coalizione tra più liste, com'è adesso ?

    Volete che il premio di maggioranza per l'elezione del Senato della Repubblica venga attribuito solamente alla lista che ottiene il maggior numero di voti e non anche alla coalizione tra più liste, com'è adesso ?

    Volete che i candidati alle elezioni politiche ed a quelle europee si possano presentare in un solo collegio o circoscrizione elettorale e non in più collegi o circoscrizioni elettorali, com'è adesso ?

    Votando SI si abroga la parte della legge elettorale vigente che estende il premio di maggioranza anche alle coalizioni formate da più liste per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e si abroga anche la possibilità di presentare le stesse candidature in più collegi o circoscrizioni elettorali. Votando NO la legge elettorale "porcata" resta com'è adesso. Perché il referendum sia valido occorre che vada a votare oltre il 50% degli elettori. Per quello che può contare il mio parere, ritengo che si debba andare a votare e votare SI su tutte e 3 le schede, perché così la legge sarà un po' meno "porcata" ed il Parlamento, stimolato dal voto, potrà approvare una legge diversa, almeno decente.

    I ballottaggi sono indispensabili per eleggere le Amministrazioni ove è andata buca al primo turno. Ed è anche - per dirla tutta - un'occasione per riflettere ulteriormente sui "maneggi" e sulla serietà e affidabilità di chi vi ricorre per accaparrarsi il voto degli elettori le cui liste sono escluse dal ballottaggio. In proposito ricordo che il leader del Pdl per tenersi buona la Lega nei ballottaggi, ha cambiato idea sul referendum, assecondandola di fatto nella decisione di farli fallire, ovvero di far prevalere i NO.

    Pochi cenni per concludere. Nell'Astigiano non ci sono ballottaggi, quindi gli elettori tornano alle urne solo per il referendum. In altre realtà come nelle province di Torino e di Alessandria, ma non solo, c'è un ulteriore motivo per tornare a votare, confermando le Amministrazioni che hanno operato in modo soddisfacente o, in caso contrario, avvicendandole con altre che offrano garanzie di saper fare meglio, per l'interesse generale ed il bene comune.

    16 giugno 2009

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    Elezioni del 6 e 7 giugno 2009.

    Ci sarà tempo per analizzare in dettaglio i risultati della tornata elettorale del 6-7 giugno. Intanto si constata che le elezioni in oltre 4000 Comuni e in più di metà delle Province italiane e per il rinnovo del Parlamento dell'Unione Europea, hanno visto un significato calo dei votanti, più marcato nel voto europeo in cui un elettore su due è rimasto a casa. La destra vince ed è maggioranza nel Parlamento di Strasburgo, mentre in Italia il Pdl è rimasto al di sotto delle sue aspettative fermandosi al 35,26%. Il Partito Democratico puntando i piedi si è attestato al 26,13%. La Lega, l'Idv e l'Udc raggiungono rispettivamente il 10,2%, l'8% ed il 6,51%. A queste percentuali corrispondono europarlamentari eletti come segue: Pdl n. 29, Pd n. 21, Lega n. 9, Idv n. 7, Udc n. 5.

    Nella circoscrizione Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia gli europarlamentari eletti sono n. 21 di cui: Pdl n. 8, Pd n. 5, Lega n. 5, Idv n.2, Udc n. 1. L'astigiano Giorgio Ferrero risulta tra i primi non eletti del Partito Democratico con oltre 30000 voti di preferenza. Le due liste dell'ultrasinistra: Rc, Sinistra e Libertà e la lista radicale non hanno raggiunto il quorum del 4%, quindi non hanno eletti. Non c'è stato lo sfondamento in Europa perseguito dalla destra al governo in Italia nei confronti dell'opposizione.

    Si è votato per il rinnovo delle amministrazioni di n. 61 Province e n. 30 Comuni capoluogo di provincia. Le liste di centrodestra si sono confermate maggioranza nelle realtà loro affidate ed hanno superato il centro sinistra in numerosi centri ov'erano all'opposizione. Domenica 21 giugno e lunedì 22 si effettueranno i ballottaggi dove nessun candidato a presidente della provincia o a sindaco ha conseguito più del 50% dei voti. Dopodichè si potranno fare i conti definitivi.

    I piccoli comuni fanno storia a sé, in quanto i candidati sono perlopiù espressi direttamente dalle comunità di appartenenza e non dai partiti. Nell'Astigiano insieme a numerose conferme si sono verificati avvicendamenti e interessanti sorprese, con i giovani in evidenza.

    La crisi morde tra le imprese, i lavoratori, le famiglie, i precari e disoccupati, i pensionati, i terremotati, i migranti, e non consente indugi; al nuovo europarlamento, alle Amministrazioni locali confermate o rinnovate ed al Governo competono perciò decisioni sollecite eque e responsabili alle quali non è possibile sottrarsi.

    09 giugno 2009

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    Nello Silvestri e Ercole Grosso.

    Nello Silvestri medico, astigiano, da tempo impegnato in Sud Africa ha incontrato laggiù dei giovani italiani ed hanno parlato di politica. E' stato "molto interessante, in primo luogo perché uno non sa dell'altro/a, storia e adesione di idee, quindi le opinioni devono venire fuori dal discorso".

    Infatti così è stato partendo da lontano: fallimento della Bicamerale per le riforme istituzionali presieduta da D'Alema (legislatura Ulivo 1996-2001); la legge elettorale "porcata" del centro destra (legislatura 2001-2006), debolmente contrastata dalle opposizioni. Prodi rimesso per acclamazione "primaria" candidato a governare e disarcionato dalla sua stessa coalizione dopo aver vinto le elezioni, così da ritenere che "il problema della politica ... è che ci siamo abituati a non criticare le nostre stesse parti politiche e poi, spinti dall'emergenza e dalla contingenza, a fare comunque perché ... il prossimo turno elettorale è decisivo ... e pur perplesso (continua Nello) nei riguardi del Partito Democratico ... non vedo di meglio".

    Silvestri accenna infine a quanto si sta facendo in Sud Africa: la "banca del tempo", la banca Graennen, la protezione dell'ambiente, la riconversione dell'industria degli armamenti e di quella inquinante, tutti esempi di buona politica e ci sarebbe ancora tant'altro da fare. L'auspicio di Nello è che il Partito Democratico colga queste istanze, assecondando i giovani italiani ad impegnarsi, insieme a quanti come lui che già vi si dedicano.

    Ercole Grosso ha raggiunto la Casa del Padre dopo pochi mesi dalla scomparsa dell'amata moglie Graziana, stimata insegnante. Villafranchese da generazioni, Partigiano nella lotta di Liberazione dal nazi-fascismo, operò per il bene di Villafranca e della sua gente, svolgendo il ruolo di Giudice Conciliatore, presiedendo il Consiglio di amministrazione della locale casa di riposo "Venanzio Santanera", promuovendo importanti iniziative che portarono al recupero e riuso della ex chiesa di S. Giovanni, attualmente destinata a teatro. Studioso e cultore della buona letteratura amava i classici da cui traeva alimento e stimoli esistenziali. Sobrio e discreto nello stile di vita, disponibile ed alla mano, apparteneva al novero delle persone che parlano chiaro ed operano coerentemente con i principi etici e civili che reggono la convivenza tra i cittadini e la nostra democrazia fondata sulla Costituzione. Con Ercole Grosso se n'è andato un testimone e protagonista della villafranchesità aperta al mondo, nella sua espressione più schietta. Ci resta il suo esempio cui attingere per proseguire il nostro cammino.

    La campagna elettorale è entrata nella fase finale; si voterà infatti il 6 e 7 giugno prossimo. Per l'elezione del nuovo Parlamento dell'Unione Europea è candidato l'astigiano Giorgio Ferrero che sta riscuotendo consensi per il lavoro serio e concreto in corso con i cittadini, per i temi trattati e per l'immediatezza del suo modo di fare che punta al cuore dei problemi e fornisce risposte convincenti per affrontarli e risolverli, senza farsi condizionare da chicchessia. Restano alcuni giorni per estendere la stima che Giorgio Ferrero si è conquistata, una sorta di sprint per il suo approdo in Europa con voto di preferenza ampio che rispecchi quant'egli vale,con l'impegno profuso da una moltitudine di persone e il sostegno del Partito Democratico nella cui lista - capitanata da Sergio Cofferati - Giorgio Ferrero si presenta.

    Nella circostanza si può affermare che l'elezione di Giorgio Ferrero in Europa è un regalo che il Monferrato può farsi ed i cui i positivi risultati per la nostra vita saranno presto evidenti e si protrarranno nel tempo.

    02 giugno 2009

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    Enzo Bianchi e Giorgio Ferrero.

    Da come vanno le cose ad Asti si rafforza l'ipotesi che il sindaco Galvagno si prefigga di trascorrere la legislatura facendo annunci, curando rapporti, intessendo relazioni, senza dare a queste attività sbocchi concreti, operativi, limitandosi cioè a fare dell'ordinaria amministrazione. Infatti l'Enofila è in stallo costoso, l'Asp non ha stimoli dal Comune suo azionista e ci sono tensioni sul bilancio, alla Fiera è diminuito il numero dei visitatori, Enolandia - Alleanza langue, l'Università non ha certo nel Comune un interlocutore che l'assilli e l'elenco potrebbe continuare. Del resto si sa che amministrare la cosa pubblica in questo tempo di crisi, richiederebbe di darsi delle priorità che impegnino e coinvolgano il Comune, per aiutare chi patisce di più e stenta a farcela, persone, famiglie, aziende. Certo, nessuna norma lo impone, si tratta cioè di una discrezionalità di fare o non fare, ma se non si fa la mancanza si avverte molto ed a soffrirne è la vita dei cittadini, dei lavoratori e quella dei meno favoriti.

    Meno male che a portare note positive c'è Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, nato e cresciuto a Castel Boglione e diventato persona di riferimento per questioni non da poco, come: la vita, l'ospitalità, il consumismo, l'etica, Dio e molto altro ancora. Temi sui quali egli si esprime con mente aperta e parole chiare e, soprattutto, con un coerente modo di vivere. La città di Asti e l'Astigiano gli hanno tributato un entusiastico riconoscimento in occasione della recente presentazione del suo ultimo libro: "Il pane di ieri" al Teatro Alfieri.

    Enzo Bianchi, uno di noi che utilizza appieno il carisma di cui è dotato per giovare alle persone e lo fa con naturalezza, acume, gioia e letizia contagiose.

    La tornata elettorale del 6-7 giugno prossimo propone alla ribalta un'altra persona di spicco: Giorgio Ferrero candidato al Parlamento dell'Unione Europea nella lista del Partito Democratico. Agricoltore (mi guadagno da vivere producendo vino, usa dire nel corso della campagna elettorale), già Sindaco di Pino d'Asti e Presidente provinciale e regionale della Coldiretti, ha svolto anche altri ruoli impegnativi di rilevanza pubblica, sposato con due figli ha deciso di giocarsela in Europa (mia moglie è d'accordo, mi sostiene ed aiuta, conferma lui). Astigiano tutto d'un pezzo non lesina impegno, energia e spirito di servizio per riuscire nell'intento, sostenuto da una miriade di "catene di S. Antonio" che si sono formate e continuano a formarsi tra gli elettori della vasta circoscrizione elettorale - che comprende ben 4 Regioni: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia - per promuoverne la candidatura in modo diffuso e capillare (non ho centinaia di migliaia di euro da spendere, poi credo nell'efficacia dell'impegno personale, risponde Giorgio alla domanda "dove prendi i soldi?"). Chi vuole saperne di più può visitare il suo sito.

    Per conoscenza diretta e per la stima nei confronti di Giorgio Ferrero, affermo convinto che una delle tre preferenze alle elezioni europee data a Giorgio Ferrero onora e aiuta l'Astigiano e lo colloca in Europa, nostra seconda casa da cui dipende la qualità della vita ed il futuro di ciascuno di noi.

    26 maggio 2009

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    India, Fiat e migranti.

    Nelle recenti elezioni in India il Partito del Congresso (UPA) di cui è leader Sonia Gandhi, ha sconfitto l'ultradestra dei nazionalisti indù, conquistando 256 seggi nel nuovo Parlamento su un totale di 543. Con questa vittoria più ampia del previsto, viene confermata e rafforzata la coalizione riformista che già governava il Paese, ribadita la concezione laica della politica e respinta la logica dello scontro di civiltà portata avanti dal partito d'opposizione Bharatiya Janata (BJP).

    "Annozero" su raidue di giovedì 14 maggio ha trattato delle iniziative che la Fiat ha in corso per ristrutturare la produzione di autoveicoli nel medio periodo in occidente. In questa prospettiva hanno assunto grande rilievo le trattative con l'americana Chrysler (conclusa) e con la tedesca Opel (in corso). E' stata data la parola ai protagonisti, management e lavoratori Fiat in particolare. E' emerso che la vera sfida è produrre mezzi di trasporto con minore impatto ambientale e di qualità, ponendo al centro la salvaguardia del lavoro e la tutela dei lavoratori. L'Italia può fornire un notevole contributo perchè ciò si realizzi e il governo deve occuparsene con impegno prioritario, svolgendo senza reticenze il ruolo di coordinamento che gli compete, mettendoci le risorse necessarie, lavorando con le parti sociali: Sindacati e Organizzazioni imprenditoriali e coinvolgendo il Parlamento.

    Successivamente c'è stata a Torino una manifestazione con migliaia di operai Fiat per ribadire che il lavoro ed i lavoratori hanno già dato e che nessuno può essere licenziato per le ristrutturazioni, nel corso delle quali deve valere più che mai il principio che il lavoro che c'è va distribuito fra tutti, utilizzando il tempo che resta per prepararsi al futuro, che esige conoscenze e disponibilità nuove. Consapevoli che dalla crisi si può uscire in piedi solo facendo tesoro degli insegnamenti che se ne traggono e cioè: equa ripartizione della ricchezza prodotta, riconoscimenti per le persone che dimostrano concrete capacità e volontà di realizzare obiettivi di interesse generale e per il bene comune, applicazione della Costituzione.

    E infine i migranti: problema o risorsa? Certamente risorsa se si praticano politiche coordinate di integrazione a livello europeo e nazionale, per una cittadinanza con diritti e doveri, nel rispetto reciproco dei principi di ospitalità, umanità e giustizia. In Italia siamo già su questa strada da tempo e la nostra economia e la comune convivenza se ne giovano, seppur con differenze non da poco tra le varie aree del Paese e nonostante recenti scelte legislative che non aiutano o addirittura nuocciono. Prenderne correttamente atto e proporsi di migliorare la gestione di questa realtà sarebbe la decisione giusta. Diversamente, anziché in autostrada, si può finire in un cul del sac.

    22 maggio 2009

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    Ragionamenti condivisibili.

    Non ho resistito alla tentazione di riportare ragionamenti altrui che condivido e che non saprei esprimere altrettanto bene, presi qua e là e riguardanti temi di attualità.

    "Il sindaco Galvagno (che) da anni propone il tormentone di Enolandia: il circuito virtuoso e fiabesco con il quale dare slancio all'economia del territorio …. A dire il vero ultimamente non lo chiama più Enolandia ma Alleanza …. Ma la Provincia di Asti, regnante Roberto I°, non ha già speso qualche centinaio di migliaia di euro nel mitico progetto Creso? Che ne è stato? Forse non ha funzionato? E se non ha funzionato non è forse meglio provare a chiedersi il perché?" (Giovanni Pensabene, La Stampa 8.5.09).

    "La grande crisi nasce dall'aver lasciato fare alla grande finanza quasi tutto quel che voleva; ma alla radice sta la crescente disuguaglianza sociale degli ultimi 25 anni …. Poiché i ricchi rispetto ai poveri spendono una quota, inferiore di quello che guadagnano, mancano ora sufficienti stimoli alla ripresa". Gli economisti Stiglitz (Usa) e Fitoussi (Francia) ritengono che per i capi di governo dei Paesi più sviluppati l'alternativa "è tra uscire dalla crisi con un futuro di crescita più sostenibile più amica dell'ambiente, e dai frutti distribuiti in modo più equo, oppure essere giudicati per avere mancato al loro dovere …. E se il problema di fondo è la disuguaglianza occorre accrescere la progressività del sistema fiscale in modo coordinato tra i vari Paesi, nonché restituire ai sistemi pensionistici un ruolo di perequazione" (Stefano Lepri, La Stampa 8.5.09).

    "L'ottimismo, comprensibilmente, trionfa in Borsa e nei discorsi dell'Autorità ... Tra le opinioni delle Autorità spicca quella di Ben Bernanke, il capo della Federal Riserve, cioè della banca centrale americana. Quello di Bernanke è un curioso destino, come professore ha studiato per decenni le crisi finanziarie, arrivato poi alla testa della Fed gli è toccato gestire la più grande crisi finanziaria mai verificatasi. All'inizio, dicono i suoi critici, non ha capito niente. Pensava di trovarsi di fronte solo alla bolla immobiliare. E aveva anche calcolato che si sarebbero rovesciate sul mercato perdite per un centinaio di miliardi di dollari. Cifra che il mercato avrebbe assorbito senza troppe scosse. Quando poi capì che di ben altro si trattava, si è mosso con tutta la velocità possibile, ma ormai, come direbbero a Tortona, i buoi erano scappati dalla stalla e siamo finiti nei guai che sappiamo" (Giuseppe Turani, la Repubblica 10.5.09)

    "Aggiungo soltanto che nella sua lettera all'Ansa la signora Berlusconi-Lario denuncia il clima di omertà che circonda e protegge le malefatte dell'Imperatore. Ne abbiamo avuto una prova eloquente durante la trasmissione di Santoro con la prestazione dell'avvocato e deputato Niccolò Ghedini …. Il vero spettacolo di quella trasmissione è stato lui, …. ; nella sua doppia qualifica di avvocato di un solo cliente e di rappresentante del popolo e legislatore molto si è detto e scritto ma non abbastanza. E' perfino peggio di Previti che nelle sue malefatte ostentava almeno una sua grandezza. Il suo più giovane collega sembra piuttosto un pretoriano, perfettamente appropriato all'aria di basso impero che circola con tutte le sue flatulenze nei palazzi del potere" (Eugenio Scalfari, la Repubblica 10.5.09).

    19 maggio 2009

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    Comprerei un trattore usato da Giorgio Ferrero.

    Il 7-8 giugno si andrà a votare per eleggere oltre 5.000 Consigli Comunali ed altrettanti Sindaci, più della metà dei Consigli Provinciali con i rispettivi Presidenti e il Parlamento dell'Unione Europea, che ha raggiunto i 27 stati membri. Per Comuni e Province si tratta di realtà vicine e ben conosciute dagli elettori, così come i candidati in lizza, talché ci si orienta agevolmente nell'espressione del voto di lista e nell'attribuzione delle preferenze. Tenendo conto che si tratta di Enti che hanno significativa influenza nella vita quotidiana dei cittadini e sempre di più ne avranno in futuro per le competenze che saranno via via loro assegnate.

    Diverso è il discorso sull'elezione del Parlamento dell'Unione Europea. Intanto per le dimensioni molto grandi delle Circoscrizioni elettorali che, nel nostro caso si chiama "Italia Nord Occidentale" e comprende ben 4 Regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d'Aosta. Va da sé che la conoscenza e la valutazione dei candidati e delle liste di cui essi fanno parte, è fondamentale per esprimere un voto convinto, consapevole, determinante. Ci sono liste il cui capolista, se eletto, non farà il parlamentare europeo (es. Berlusconi con il PdL, Di Pietro IdV) ma si farà sostituire da un candidato non eletto, in pratica a sua discrezione, distorcendo di fatto la volontà degli elettori.

    In questa elezione europea l'Astigiano gode di un'occasione non facilmente ripetibile, perché esprime un candidato di cui conosciamo "vita e miracoli", la qualità e l'impegno che ci mette nelle cose che fa, l'attenzione per i problemi della nostra terra e il benessere dei cittadini, per il lavoro, l'economia solidale, l'energia pulita, la salubrità dei prodotti alimentari, la salute come bene prioritario, la tutela dell'agricoltura e dell'ambiente, la cittadinanza con diritti e doveri: questo candidato è Giorgio Ferrero agricoltore, già Sindaco di Pino d'Asti e Presidente Provinciale e Regionale della Coldiretti, una persona dalla quale si comprerebbe sicuri …. un trattore usato!

    Giorgio Ferrero sta conducendo una campagna elettorale generosa, limpida, efficace e moderna. Merita di essere eletto e può farcela con l'aiuto di tutti quelli che già lo stimano e di quanti si aggiungeranno da qui al 7-8 giugno. E nella lista del Partito Democratico. Attribuendogli una delle tre preferenze disponibili si vota per una persona che si farà in quattro per ripagare, non solo i suoi elettori ma tutti i cittadini che rappresenterà nel Parlamento dell'Unione Europea, nel quale già oggi si assumono molte delle decisioni da cui dipende la vita e il futuro di ciascuno di noi.

    14 maggio 2009

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    Ottimismo della volontà.

    Il 1° Maggio - Festa del Lavoro - di quest'anno alle profonde, radicate, intangibili motivazioni che lo contraddistinguono da sempre, si sono aggiunte quelle relative alla difficile situazione che stiamo vivendo, tra speranze ed un vago ed indistinto senso di inanità, quasi di frustrazione. Sarebbe comodo toglierci di impiccio affermando che l'ottimismo, la speranza attengono alla volontà, mentre il pessimismo alla ragione (Antonio Gramsci). Si tratta certo di concetti che mantengono intatta la loro validità ma che, oggi più che mai, hanno forse bisogno di essere riferiti a qualcosa di concreto che ci riguardi da vicino.

    Senso di inanità e di frustrazione nascono dal prendere atto che il nostro tempo è gravido della consapevolezza diffusa, che per fare un passaggio di qualità epocale e globale occorra ripartire più congruamente le risorse naturali di cui dispone il pianeta e quelle prodotte dal lavoro degli umani, donne e uomini. E che ad un mondo senza confini debba corrispondere una giustizia planetaria, per realizzare la quale ognuno deve potervi concorrere apportando il meglio di sé. E che questi concetti siano già sufficientemente chiari e condivisi dalla maggioranza dei viventi, che basterebbe poco per praticarli concretamente. Mentre invece si constata che cose ormai insopportabili frenano, o addirittura fanno indietreggiare dal punto in cui s'era già arrivati. E gli esempi in questo senso si sprecano, tanto che possono far fede quelli vissuti da ciascuno sulla propria pelle.

    La speranza è, come si dice, l'ultima a morire, ma nel nostro caso è anche ben riposta, se si organizza e sostanzialmente converge verso l'obiettivo; vissuta coerentemente ed applicata con perseverante tenacia da parte di ognuno nel proprio operare quotidiano. Accentuando la qualità del proprio fare, in modo che esso contenga almeno un po' di quanto occorre per realizzare il cambiamento desiderato, che è in fieri, cioè in potenza, ma che ha bisogno di una spinta per diventare attuale, manifestandosi nei modi più appropriati e comprensibili ad ognuno, così da spronare i tiepidi e confermare i convinti che si sta operando sulla strada giusta.

    Gli strumenti a disposizione non mancano, così come non mancano le occasioni. Tra le organizzazioni che operano per tradurre questi principi in fatti concreti in Italia si va dai Sindacati a …. Vasco Rossi, passando per il Partito Democratico, costruendo strada facendo percorsi comuni con quanti ci stanno. Mentre la tornata elettorale del 7-8 giugno prossimo rappresenta un importante banco di prova per eleggere oltre 5.000 Consigli Comunali ed altrettanti Sindaci, e oltre metà dei Consigli Provinciali con i rispettivi Presidenti. C'è poi l'importante rinnovo del Parlamento dell'Unione Europea. Bisogna quindi eleggere cittadini che condividano e sostengano gli obiettivi dianzi citati e che, a partire dai ruoli specifici cui saranno eletti, lavorino con le comunità di riferimento e con il mondo per conquistarli, difenderli e svilupparli.

    12 maggio 2009

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    Ora è sempre Resistenza!

    Il 25 Aprile 1945 è il giorno della Liberazione nel quale i Partigiani, popolo in armi, hanno dato la spallata che fece cadere il fascismo di Salò e costrinse alla fuga o alla resa l'occupante nazista. Un evento che non ha eguali nella storia d'Italia e che mantiene intatto nel tempo il suo significato e il suo valore: capacità individuale e collettiva di assumersi responsabilità di altissimo livello, di praticarle e svilupparle sul campo per 21 mesi, pagando un prezzo elevato in vite umane per riscattare l'Italia dall'ignominia fascista e costruendo i presupposti sostanziali per la nascita della nostra Repubblica Democratica fondata sul lavoro (art. 1 della Costituzione). Una generazione di italiani ha conquistato la democrazia che le generazioni successive sono chiamate a difendere, alimentare, consolidare e sviluppare operando nell'alveo della Costituzione. Si può dire che si tratta di un cantiere sempre aperto, ben espresso dal motto: Ora è sempre Resistenza!, che significa appunto fare in ogni tempo la propria parte, affinché la nostra democrazia consenta ad ogni cittadino, ad ogni famiglia di avere lavoro, risorse, servizi e opportunità per una vita soddisfacente.

    Una democrazia viva e partecipata, che non si esaurisce nei pur importanti appuntamenti elettorali, ma che sollecita, stimola, aiuta, premia chiunque si impegni e si ingegni per giovare all'interesse generale, cioè di tutti, nel quale c'è posto per i giusti e legittimi interessi di ognuno. Una democrazia in cui diritti e doveri siano praticati con naturale convinzione ed adesione da quanti più cittadini possibili, perché quanti più cittadini possibili siano attori nello stabilire le regole di volta in volta più appropriate per il loro pieno esercizio.

    Che infine la Festa della Liberazione susciti stimoli, emozioni e aspettative tali da indurre ravvedimenti o addirittura conversioni non deve stupire più di tanto, e men che mai destare preoccupazione. E' già capitato sulla via di Damasco a tal Saulo (Paolo) di Tarso, persecutore dei suoi simili ed in viaggio per questo. Tanto allora che oggi il metro con cui valutare questi accadimenti sono e restano i fatti. Seguire quindi con attenzione se al ravvedimento - conversione seguono fatti concreti e coerenti o meno e comportarsi di conseguenza. Per Paolo la coerenza fu eccelsa, come sappiamo; per Silvio staremo a vedere.

    Intanto conviene proseguire nel lavoro che ad ognuno tocca: dall'opposizione o in maggioranza se eletti, comunque tra e con i cittadini per costruire proposte utili a risolvere i problemi, resi più impegnativi dalla crisi che non dà tregua, guidati dai valori maturati nella Resistenza e nella lotta di Liberazione ed accolti nella Costituzione Repubblicana.

    05 maggio 2009

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    Notizie cattive e buone.

    Siamo tutti d'accordo che le emergenze non sono prevedibili, compreso il terremoto in Abruzzo. Siamo altresì d'accordo che le emergenze si possono (devono?) affrontare preparati per limitarne i danni. Siamo infine d'accordo che si può (deve?) imparare dagli errori commessi, quindi individuarli e indagarli sollecitamente badando alla sostanza, per capire dove, perché e chi ha sbagliato e trarne le conseguenze.

    Ma allora su quali basi e perché il Presidente del Consiglio ha inopinatamente dichiarato che in Abruzzo non è il tempo delle indagini della Magistratura ma della ricostruzione, e che solo dopo avervi posto mano chi di dovere se ne potrà occupare? Aggiungendo di ritenere impensabile che le imprese edilizie abbiano costruito male, magari per bramosia speculativa, sorvolando sul fatto che edifici recenti hanno subito gravi danni o sono addirittura crollati, seppellendo nel sonno gli ignari cittadini, mentre altri di più antica datazione hanno subito meno danni e non sono crollati.

    Sono tra coloro che ritengono si debba far tesoro della drammatica lezione che il terremoto ci ha impartito. E che ciò non confligga, anzi, con la ricostruzione ed il consolidamento del patrimonio edilizio con modalità antisismiche, prevedendo inoltre cosa fare e come nell'ipotesi di dover ancora affrontare eventi simili. Il tutto con l'obiettivo di ridurre drasticamente il numero dei morti e dei feriti.

    Adesso una buona notizia. Giorgio Ferrero ha accettato la proposta del Partito Democratico astigiano di candidarsi alle elezioni europee del prossimo mese di giugno. Agricoltore, già sindaco di Pino d'Asti e presidente della Coldiretti provinciale e regionale, ha al suo attivo un lungo e positivo lavoro a beneficio dell'agricoltura e dell'ambiente. Promotore della produzione di derrate alimentari sane e di qualità, dotate di "pedigree" a garanzia dei consumatori e per un consumo sempre più prossimo ai luoghi di produzione. Unitamente al riconoscimento, anche economico, della multifunzionalità dell'attività agricola, vale a dire come produttrice di beni di importanza primaria, con modalità rispettose dei cicli naturali e della compatibilità ecoambientale, insieme al buon governo del territorio. Giorgio Ferrero è il candidato che ben esprime la realtà in cui vive ed opera, forte della stima guadagnata con la coerenza tra pensare, dire e fare, testimoniata nelle attività di ogni giorno.

    La scorsa settimana, dialogando con i cittadini che affollavano il salone della Parrocchia di S. Paolo in Asti, ha dichiarato che conta di farsi conoscere dagli elettori del suo vasto collegio che s'estende in Piemonte, Lombardia e Liguria, non disdegnando certo l'uso di strumenti informatici e di altri adatti allo scopo, ma soprattutto con la formazione di virtuose "catene di S. Antonio" costituite da cittadini, attori in prima persona di una miriade di capillari iniziative elettorali, capaci di giungere nelle zone più remote della circoscrizione con il suo messaggio di valori, proposte, obiettivi ed impegni, a garanzia dei quali egli offre e mette in gioco la sua storia ed il suo vissuto personale, giovandosi dell'importante supporto del Partito Democratico.

    28 aprile 2009

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    Grattacieli a Dubai (Emirati Arabi Uniti), Torino ... passando per Asti.

    Nel capoluogo del Piemonte saranno realizzati due grattacieli: uno in corso Inghilterra alto 160 metri i cui lavori sono già in corso, l'altro in via Nizza al Lingotto alto 180 metri , progettati rispettivamente dagli architetti Renzo Piano e Massimiliano Fuksas. Si tratta di progetti sui quali si è molto discusso e nei loro confronti sono state sollevate obiezioni di varia natura, tra cui l'altezza ritenuta eccessiva - anche rispetto alla Mole Antonelliana - è alterante il profilo della città con le Alpi sullo sfondo; poi l'addensarsi dei volumi e conseguentemente di persone e traffico in aree della città non adeguatamente infrastrutturate per la bisogna. C'è stato anche da ridire sulle soluzioni architettoniche adottate, peraltro consuete per questo tipo di edifici. Tra le ragioni addotte a sostegno dei due progetti c'è quella che essi rappresenterebbero "un segno forte" in un contesto urbano ritenuto carente di stimoli e attrattive moderne.

    Per Asti le dimensioni e caratteristiche architettoniche dei manufatti che si prevedono nell'ex Saffa, risponderebbero a canoni diciamo così più tradizionali (altezza meno di 50 metri), ma comunque tali da destare perplessità nei cittadini, cui ha dato voce "la Stampa" del 15. 4 scorso ospitando la lettera della sig.ra Enrica Binello, che non nasconde il suo "sconcerto per un progetto che vuole imporre alla città una tipologia abitativa da Emirati Arabi Uniti".

    A Dubai l'architetto David Fischer ha disegnato una torre alta 400 metri, in cui i singoli piani sono costituiti da moduli prefabbricati assemblati a piè d'opera e fissati ad un cilindro di cemento armato di 32 metri di diametro, intorno al quale essi possono ruotare. Con questo sistema l'edificio cambierà continuamente la sua forma nello spazio. Esso inoltre produrrà l'energia necessaria per sé e per un intorno più vasto, utilizzando fonti rinnovabili come il sole e il vento. Si tratta di innovazioni che mutano radicalmente il modo di costruire e di abitare e che introducono nello spazio un oggetto curioso, attraente ed energetico, la cui cangiante forma sarà determinata dalle persone che lo abiteranno, perché i vari piani potranno mutare posizione rispetto ai punti cardinali a seconda dei loro desideri. Innovazioni di qualità che rappresentano il "quid novi", la vera novità che, a prescindere dall'altezza, non pare connotare i progetti di Piano e Fuksas.

    Ancora una considerazione. Un conto è realizzare "macchine per abitare" in contesti nuovi che le prevedano espressamente, altro è inserirle in realtà fortemente caratterizzate come quelle delle nostre città, rischiando di alterarne gli equilibri e snaturarne l'identità, con esiti imprevedibili.

    21 aprile 2009

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    Maledetto terremoto.

    Maledetto terremoto che ha colpito nel sonno, devastando, uccidendo e ferendo nel territorio della provincia di l'Aquila. Adesso è l'ora dell'aiuto e della solidarietà. Appena possibile occorrerà chiedersi perché un evento sismico di media intensità, da noi causa tragedie che non hanno riscontro altrove in circostanze analoghe.

    Ancora sulla crisi. Carlo Azeglio Ciampi manifesta il timore che essa "possa aggravare le disuguaglianze: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri" (l'Unità 4.4.09). "Meno male che Fini c'è" ha scritto Scalfari in uno dei suoi editoriali su "la Repubblica", mentre in quello di domenica 6.4 afferma che dalla crisi non si esce se non ridistribuendo secondo giustizia la ricchezza che tutti contribuiamo a produrre, per rilanciare la domanda di beni, il cui valore d'uso (comperare per soddisfare un bisogno reale) prevalga su quello di mero scambio (denaro per merce). Mentre Aldo Schiavone nel libro "L'Italia contesa", editore Carocci, sostiene che può diventare egemone - cioè vincere - una comune forte e credibile proposta culturale e politica sul concreto esercizio della cittadinanza, cioè del diritto-dovere di ogni persona, in Italia e nel mondo, di contare nelle decisioni che la riguardano.

    Se ho ben capito si tratta, nel suo insieme, dell'impegnativo compito di aggiungere a quanto di buono già c'è, il di più che ancora serve per uscire dalla crisi più capaci e consapevoli, con una considerazione del lavoro in linea con la Costituzione per quanto riguarda l'Italia, e con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948 per il mondo globale. Diversamente corriamo il grave rischio che le nuove regole della finanza mondiale siano scritte con le stesse logiche che ci hanno portati allo sconquasso. Logiche secondo le quali la ricchezza non si crea con il lavoro per soddisfare reali esigenze dei cittadini, ma "truschinando" con il denaro, cioè con la carta, non importa se di credito o filigrana, o anche più banalmente un segnale elettronico.

    La priorità deve essere che nessuno sia lasciato a casa perché manca il lavoro ma distribuire il lavoro che c'è, ingegnandosi a trovarne altro, praticando filoni nuovi come la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili e la riqualificazione della filiera che la utilizza. Puntando ad elevare il valore aggiunto, cioè la qualità. Assumendo a misura del fare (e, perché no, anche come componente del Pil) il risparmio energetico per unità di prodotto, incentivandolo e premiandolo.

    I sacrifici devono essere equamente ripartiti fra tutti, ed ognuno deve disporre del necessario; in proposito non c'è nulla da inventare, basta applicare la Costituzione, in particolare l'art. 53.

    Le banche devono fornire credito a chi fa bene, tra questi al tessuto di artigiani e piccole e medie imprese, che costituisce il 90% della realtà economica viva del Paese. A quanti svolgono ruoli di particolari responsabilità e dimostrano capacità, impegno, dedizione, e conseguono risultati positivi, siano riconosciuti anche vantaggi economici, ma in proporzione equa ed accettabile rispetto agli altri lavoratori. Corrispettivi di centinaia di volte superiori a quelli di cui dispone una famiglia per vivere decorosamente suonano ingiusti e provocatori e non sono ulteriormente tollerabili.

    14 aprile 2009

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    3,32.

    E' l'ora del dolore, della solidarietà nazionale e della riflessione. Nelle settimane precedenti le drammatiche 3,32 di lunedì 6 aprile, nell'area ad alto rischio sismico della provincia dell'Aquila, s'erano susseguite scosse che avevano destato tra la popolazione apprensione e preoccupazione. Si sa che i terremoti non sono scientificamente prevedibili, ma criteri di prudenza e/o dettati da ragione e buon senso, suggeriscono in queste circostanze di fornire ai cittadini coinvolti informazioni utili e istruzioni su come comportarsi per limitare rischi e pericoli alle persone. Non risulta si sia agito così, ma chi lo fa notare viene additato come corvo o mestatore. Come se da un'esperienza così tragica, con centinaia di morti, migliaia di feriti, e ingenti danni materiali, fosse vietato trarre insegnamenti utili, per non ripetere gli stessi errori. Certo nel dolore per le vittime e partecipi della generosa gara di solidarietà verso gli scampati.

    09 aprile 2009

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    Il Belbo.

    C'è convegno e convegno. Quello su "Il bacino del torrente Belbo tra presente e futuro" tenutosi il 28 marzo scorso a Canelli nel salone della Cr di Asti, ha trattato il tema in modo incalzante, non deludendo le attese del folto pubblico presente. Recentemente infatti il corso d'acqua è stato oggetto di persistente inquinamento con esalazioni che hanno creato apprensione e timore tra la popolazione e per la stessa salute pubblica, come ha ricordato Gian Carlo Scarrone, presidente dell'associazione "Valle Belbo pulita" nata in tale occasione, e che in poco tempo ha raccolto oltre 800 adesioni e svolto un meritorio lavoro di informazione e stimolo per la soluzione del problema e, più in generale, per promuovere la salubrità del sistema.

    Le relazioni di Giancarlo Scarrone, Claudio Riccabone, Carmen Gatti, Mariuccia Cirio, Orazio Ruffino - moderatrice Enrica Cerrato, conclusioni di Giovanni Saracco - hanno tratteggiato le caratteristiche dell'asta fluviale, la sua modesta portata media (5-6 metri cubi d'acqua al secondo) che aumenta fino a 100 volte tanto in occasione di eventi alluvionali che hanno costellato la sua storia, da ultimo quello disastroso del 1994. Di essi sono state indagate le cause ed indicati i rimedi, a partire dalla cura del bacino imbrifero (terreni collinari e montani che convogliano nel Belbo mediante i suoi affluenti, l'acqua meteorica di esubero), e dell'intero suo corso, per prevenire e contenere i danni e migliorare la qualità dell'acqua e dell'ecosistema, che intorno al Belbo s'è realizzato nel tempo.

    E' emerso con chiarezza, il principio che l'elevato grado di antropizzazione raggiunto (trasformazioni operate dall'uomo allo stato di natura dei luoghi) non deve intaccare gli equilibri ecoambientali vitali, e che vanno costantemente mantenute in efficienza le opere realizzate.

    Siccome l'acqua è l'elemento costitutivo prevalente dei viventi, animali e vegetali, ed è sempre la stessa dagli albori della terra, e così sempre sarà, essa va utilizzata con riguardo e restituita al suo corso nelle migliori condizioni possibili. Alla sua depurazione a monte di Canelli, provvedono impianti appositi, tra cui quello di S. Stefano Belbo, che, così com'è, non risulterebbe in grado di immettere nel Belbo acqua in condizioni accettabili; se poi ci sono, come pare, scarichi che lo baipassano, cioè finiscono direttamente nel torrente, è ancora peggio. Inoltre all'impianto di depurazione bisogna recapitare reflui con caratteristiche note, e non è certo che ciò avvenga.

    I controlli sono quindi essenziali per far sì che tutti gli scarichi vengano effettuati nella fognatura che li convoglia al depuratore, e per conoscere le caratteristiche degli stessi; di norma questo compito viene svolto da Enti e Servizi preposti, e dai Comuni stessi.

    Rimarcata infine l'importanza della partecipazione dei cittadini per raggiungere l'obiettivo complessivo e duraturo di rigenerare il corso del Belbo, iniziando dall'immissione di acqua correttamente depurata, elemento essenziale per la vita in salute del torrente e del suo habitat, e delle persone che lì abitano e lavorano.

    07 aprile 2009

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    ... perché le parole hanno un valore e bisogna studiare per crescere ...

    Sabato 21 marzo "l'Unità" ha pubblicato due servizi meritevoli di citazione, perché il confronto tra loro la dice lunga sul concetto che destra e sinistra hanno della democrazia in Italia e degli strumenti per praticarla concretamente.

    Il primo è un'intervista a Giuseppe Ciarrapico, già eclettico e ricco imprenditore, ora senatore del Pdl, epigono del fascismo d'antan, che chiama Mussolini "il principale" e "padreterno" Berlusconi, il quale, secondo lui, "è entrato nel cuore dei fascisti da tempo e non è mai andato a festeggiare il 25 aprile, e sul fascismo ha mai detto una parola contro". Afferma inoltre che i partiti non servono più e che per vincere basta il Cavaliere. E rivendica il saluto romano con il quale si rivolge ai soldati che montano la guardia all'ingresso del Senato.

    Nel secondo Baldina Di Vittorio, figlia di Giuseppe, storico leader sindacale della CGIL, prendendo lo spunto dalla fiction trasmessa recentemente da raiuno sulla vita di suo papà, racconta che con la sua famiglia sono stati fuggiaschi e clandestini ed hanno patito stenti e prigionia sotto il fascismo, che Di Vittorio si doleva enormemente per non aver potuto studiare regolarmente e di aver imparato da autodidatta, anche scrivendo gli articoli per "L'Internazionale", "con invito a chi li riceveva di rileggerli e rimandarglieli con le correzioni, per capire dove aveva sbagliato e non rifarlo più". Convinto dell'importanza dello studio "perché le parole hanno un valore e bisogna studiare per crescere", e che solo con il sentire comune e la condivisione si raggiungono risultati giusti e duraturi.

    Utili indicazioni sull'argomento si possono anche trarre dal modo con cui procede il lavoro di costruzione del Partito Democratico al tempo di Franceschini e l'assemblaggio del Popolo della libertà con Berlusconi.

    Fermo restando che al Paese servono due forze accorpate capaci di aggregare di volta in volta maggioranze diverse che si avvicendano alla sua guida, nell'alveo tracciato dalla Costituzione. Forze politiche che si formano e crescono tra i cittadini e traggono dalla vita di tutti i giorni la linfa vitale che alimenta il loro stesso esistere, poi l'azione concreta per realizzarne obiettivi e priorità che democraticamente ci si dà. Per una democrazia in progress, che cioè diviene mentre si affrontano e risolvono i problemi. Una democrazia inclusiva, aperta e solidale, che considera le differenze un'opportunità, il lavoro un diritto-dovere, le persone e le famiglie un valore fondamentale da promuovere e tutelare.

    Concetti basilari su cui ci deve essere condivisione, e con riferimento ai quali i cittadini elettori avvicendano le forze politiche alla guida delle istituzioni - dai Comuni allo Stato - mentre la crisi stessa fa meno paura.

    31 marzo 2009

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    Parco di Valmanera.

    Ad Asti si discute animatamente sulla costituzione del Parco di Valmanera. Stando alla lettera di Giuseppe Vigna responsabile e portavoce del comitato spontaneo antiparco, pubblicata da "La Stampa" del 18 marzo scorso, gli abitanti del territorio non lo vedrebbero di buon occhio. Da parte sua la maggioranza in Consiglio comunale di Asti ha sbrigativamente rimesso in discussione la deliberazione del 2005 che ne avviava l'iter, mentre le opposizioni, gli ambientalisti, gli esperti e non pochi cittadini propendono perché si faccia, evidenziandone i vantaggi da parecchi punti di vista, tra cui quello prevalente agroambientale. Se n'è ancora parlato nell'incontro pubblico del 21/03: "Chi ha paura del bosco?" presso il salone parrocchiale di S. Paolo in Asti, al quale ha partecipato il sindaco Galvagno con un amletico intervento.

    L'auspicio è che si continui a riflettere senza preconcetti tra chi è veramente interessato a contemperare punti di vista e interessi diversi, ricercando una sintesi nella quale si riconosca il meglio delle ragioni che si confrontano.

    Poche parole ancora per inquadrare il possibile da farsi.

    Finora il territorio su cui si discute è stato frequentato, diciamo alla buona, dalle persone che avevano interesse a conoscerlo ed a goderne, nel rispetto delle attività che vi si svolgono, in primis quella agricola. Se si fa il Parco, l'Ente Parchi se ne prenderebbe cura, mentre le scelte di fondo resterebbero saldamente nelle mani dei Comuni interessati: Asti, Castell'Alfero, Cossombrato, Villa S. Secondo. La sua frequentazione per diletto, studio od altro verosimilmente si intensificherebbe, senza penalizzare, né tanto meno impedire, quant'è in atto da parte dei residenti e dei proprietari dei terreni. Sul Parco sarebbero investite risorse regionali per migliorarne le caratteristiche naturali (si parla di 400.000 € all'anno). Gli interventi di conservazione e adeguamento degli edifici esistenti troverebbero idonea soddisfazione, così come la coltivazione dei boschi e quant'altre pratiche agricole. Nessun ulteriore vincolo si aggiungerebbe a quelli già esistenti, anzi alcuni passaggi burocratici potrebbero essere sveltiti.

    Esistono quindi i presupposti perché una ragionevole intesa possa essere perseguita e raggiunta dai Comuni interessati con la Regione Piemonte, tale da soddisfare quanti hanno veramente a cuore un futuro migliore per i 2.200 ettari di territorio interessato; tra questi vanno annoverati fin d'ora gli abitanti che ci vivono ed i proprietari dei terreni; quindi i cittadini, le scuole, gli studiosi, i ricercatori che a vario titolo frequentano il sito e ne apprezzano e promuovono le peculiarità.

    24 marzo 2009

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    Tasche.

    Per affrontare con possibilità di successo la crisi in cui ci troviamo, abbiamo bisogno di capire come stanno veramente le cose, via via che essa si dipana. Gli spot, l’ottimismo di facciata, che fanno a pugni con la realtà ormai sotto gli occhi di tutti, non solo non servono ma deprimono, impedendo a ciascuno di fare al meglio la propria parte.

    Chi è investito di responsabilità pubblica ad ogni livello, a partire dal governo, deve quindi produrre informazioni e soprattutto fatti, capaci di dimostrare che i sacrifici sono distribuiti in modo sostenibile e che nessuno: persona, famiglia, sarà abbandonato a se stesso nel corso della crisi, e tutti disporranno del necessario per vivere decorosamente.

    Per ottenere questi risultati è indispensabile evitare l’emorragia dei posti di lavoro; e se per un po’ di lavoro ce ne sarà meno, pazienza: lavoreremo meno ma lavoreremo tutti.

    Non è che la crisi è sopravvenuta perché i soldi che c’erano prima si sono volatilizzati. No, i soldi continuano ad esserci ma hanno cambiato tasche e vi rimangono, cioè non vengono rimessi in circolazione. Siccome si tratta di soldi che sono il frutto del lavoro di tutti, è un’ingiustizia insopportabile che essi danneggino in questo modo la stragrande maggioranza dei cittadini. Quindi il governo deve scovarli, individuando le tasche dove sono finiti, e tassarli applicando i criteri di progressività stabiliti dall’art. 53 della Costituzione, recuperando così altre risorse da utilizzare nei modi e forme più efficaci per conseguire gli obiettivi prioritari di cui si è detto.

    Le banche devono contribuire a fare chiarezza, ripulendo i propri conti dei titoli "tossici" in portafoglio, riprendendo con lena a svolgere il loro lavoro, fornendo liquidità al sistema economico. Tutte le energie disponibili devono essere utilizzate per uscire dalla crisi, dando vita a convergenze di intenti tra maggioranze ed opposizioni ai vari livelli istituzionali, Parlamento in testa, caratterizzando i rispettivi ruoli con le capacità di contribuire alla buona uscita dalla crisi. Operando perché da essa scaturisca una giustizia inesorabile nel premiare i meritevoli e nel sanzionare i reprobi, dando altresì vita a un nuovo ordine che eviti il ripetersi di eventi così spregevoli, posti in essere dal capitalismo senza regole, attraverso una sorta di cupola dotata di abnormi poteri, con ramificate connivenze; il tutto improntato ad una logica immorale, avida e irresponsabile.

    17 marzo 2009

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    Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

    In occasione del 60° anniversario della proclamazione può essere opportuno rileggerne il testo

    10 marzo 2009

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    Donne.

    Al teatro Alfieri di Asti - Sala Pastrone - è di casa il protagonismo femminile con un ciclo di film su temi di pregnante attualità: lavoro, sessualità, coraggio, scelte difficili, solidarietà. S'è iniziato il 3 marzo scorso e si proseguirà con cadenze settimanali, alle ore 21.00 di ogni martedì (no il 17.03). La serata inaugurale è stata introdotta da un appello a concorrere per l'acquisto di 650 paia di robuste ciabattine (costo totale euro 585!) per altrettanti bimbi di un villaggio in India, che vanno a scuola a piedi nudi.

    Il lavoro è stato trattato con la proiezione del film "North Country - Storia di Josey". Una vicenda reale ambientata sul finire degli anni '70 del secolo scorso, in un distretto minerario del Minnesota (Usa). Dopo la sentenza della Corte Federale che costringe la società che gestisce una miniera di carbone ad assumere anche donne per svolgere lavori da uomini, un gruppetto di esse si trova alla mercè del maschilismo imperante, che si manifesta con atteggiamenti ed azioni derisorie, vessazioni e vere e proprie violenze personali, cui nessuno, né i dirigenti e nemmeno il sindacato, pone rimedio. Con molta fatica una delle donne (Charlize Theron, la protagonista), promuove un'azione legale che sfocia in un processo, che fa finalmente giustizia.

    La storia raccontata sollecita considerazioni e ragionamenti.

    Intanto fa un po' specie scoprire che negli Usa esistessero ancora nella seconda metà del secolo scorso, rapporti così "pesanti" tra donne e uomini negli ambienti di lavoro; e che un tacito ed esteso atteggiamento delle persone e realtà interessate, o comunque coinvolte, li coprisse ipocritamente.

    Per farsi riconoscere il diritto ad una dignitosa condizione di vita sul posto di lavoro, un gruppetto di donne che pagava sulla propria pelle (in senso reale e non figurato) un prezzo ormai insostenibile, ha affrontato una situazione disperata, costruendo con intelligenza e coraggio, passo dopo passo, uno sbocco positivo per se stesse e per tutti.

    Ulteriore conferma che lo sviluppo, inteso come accrescimento delle capacità tecnico-scientifiche, non porta automaticamente al progresso, che, per essere veramente tale, deve avvantaggiare le persone e la società nel suo complesso, e realizzarsi attraverso un uso sempre più responsabile e diffuso di ciò che si sa, e si sa fare.

    Perché alla fine è la capacità di ragionare con la propria testa che fa la differenza, ed è la vera ricchezza di ogni persona, "l'ultima speranza (estrema ratio) per la salvaguardia della specie umana e delle altre specie viventi" (Rita Levi Montalcini - L'asso nella manica a brandelli - Baldini&Castoldi, 1998)

    10 marzo 2009

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    Dario.

    L'elezione di Dario Franceschini a Segretario Nazionale del Partito Democratico è una buona notizia, è conforta la sua praticata e ribadita fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana.

    Il generoso e inconsueto passo indietro di Walter Veltroni (per la verità già D'Alema si dimise a suo tempo addirittura da Presidente del Consiglio, quando il suo impegno diretto in una tornata elettorale regionale non portò i risultati previsti), denota il suo rispetto per il ruolo della politica e l'intatta convinzione che la compiuta realizzazione del Partito Democratico debba avere la priorità.

    Tra le priorità rientra a pieno titolo l'attenzione per la crisi che stiamo vivendo, perché è in ballo la sorte di centinaia di migliaia di persone e famiglie, per le quali si profila una consistente perdita di reddito perchè manca il lavoro, e il governo di destra sta facendo poco. I soldi stanziati in Italia a questo proposito sono infatti pari a mezzo punto del nostro Pil contro ad almeno il doppio e fino a quattro volte tanto dei governi dei Paesi più sviluppati dell'Unione Europea (prof. Luigi Spaventa a "Ballarò" del 24 febbraio scorso). Diventa sempre più chiaro che questo modo di fare non va bene, perché scarica sul lavoro il maggiore peso della crisi, mentre i sacrifici andrebbero equamente distribuiti, e chi ha di più deve dare di più, applicando i criteri di progressività di cui art. 53 della Costituzione. Tenendo conto che l'Italia non sta peggio di altri Paesi, perché il tessuto economico e sano ed efficiente, ed il debito aggregato (cioè quello pubblico più quello privato di cittadini e famiglie) è nella media europea.

    E' doveroso che le banche parcheggino in un apposito istituto che se ne occupi, i titoli "tossici" che hanno in portafoglio e chiamino i responsabili a risponderne, mantenendo indenni i risparmiatori, aldilà di garanzie ad essi altrimenti prestate, e riprendano a fare bene il loro mestiere. Ricordando che la crisi ha la sua origine nelle dissennate iniziative per far indebitare persone e famiglie, cui è stato fatto credere che potevano spendere e vivere al di sopra delle loro effettive possibilità; iniziative che, per fortuna, in Italia hanno attecchito poco.

    E con questi problemi che il Governo è chiamato a misurarsi, per garantire a chi non ce la fa un reddito sufficiente ed i servizi essenziali, insieme al flusso finanziario per l'economia, per tutta la fase critica; ridando così fiducia alla solidarietà sociale, che promuove consapevolezza e maturità democratica. Valori che hanno la loro matrice nella nostra Costituzione fondata sul lavoro, che, per chiunque governi ed a qualsiasi livello, rappresenta il riferimento irrinunciabile. Al resto provvederà il libero dispiegarsi del confronto democratico tra maggioranza ed opposizione, ed il loro alternarsi al governo delle istituzioni attraverso il voto dei cittadini.

    03 marzo 2009

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    Cede, smotta, frana.

    Il territorio astigiano cede, smotta, frana, si sgretola. Sono queste le parole ricorrenti nei titoli dei giornali dopo le piogge delle scorse settimane, che poco o nulla avevano di straordinario per causare così diffuse e pesanti conseguenze. Sta di fatto che bastano ormai uno o due giorni di pioggia per alterare il precario equilibrio in cui si regge il sistema ecoambientale e territoriale, con conseguenze e danni gravi.

    Delle cause prime e generali di questo stato di cose, ne ha trattato da par suo Giovanni Pensabene in una lettera pubblicata su "La Stampa" del 12 febbraio scorso, alla quale si rimanda. Quanto segue riguarda invece consuetudini e pratiche ordinarie, terra-terra, ma essenziali e preventive, in carenza delle quali il pericolo da generale diventa prossimo, particolare, reale e qualche volta drammatico. Ci riferiamo al nostro territorio profondamente modificato dall'opera dell'uomo (attività antropica), la cui manutenzione ed equilibrio sono demandati all'uomo stesso. Del resto i nostri vecchi che di ecoambiente e di territorio vivevano, in quanto agricoltori per oltre l'80%, conoscevano bene queste cose e ponevano grande cura nel disciplinare e regolare il deflusso dell'acqua meteorica sui loro terreni, orientandola attraverso un sistema di fossi verso il torrente più a valle, da qui al fiume e al mare. Inoltre nei periodi di minore impegno in campagna gli agricoltori organizzavano corvè tra loro per lo spurgo dei fossi interpoderali. Si trattava di un insieme di pratiche essenziali per prevenire il verificarsi di eventi localmente gravi, che oggi andrebbero riconosciute agli agricoltori magari attraverso sgravi fiscali e/o altre provvidenze.

    Con il tempo la metodicità di queste operazioni è venuta meno, specie nei terreni boscati, incolti, improduttivi, abbandonati. Perdipiù le arature dei terreni collinari vengono eseguite spesso con modalità che incentivano anziché contrastare il ruscellamento dell'acqua verso valle, che non tergiversa e divaga più sul terreno il tempo sufficiente per percolare in falda, ma corre via veloce, scavando, erodendo, danneggiando e fornendo un apporto anomalo al ricettore: fosso, torrente, fiume, che contribuisce agli straripamenti. S'aggiunga che i bacini imbriferi dei grandi corsi d'acqua non sempre hanno il terreno dotato di adeguata copertura arborea (piante) che attenua l'impatto della pioggia sul suolo e ne favorisce il fisiologico assorbimento attraverso lo strato agrario.

    Il quadro delineato da questi ragionamenti dimostra l'assunto, che cioè i disastri spesso attribuiti a circostanze naturali, sono invece dovuti a omissione di atti da parte dell'uomo, non infrequentemente per colpa e qualche volta addirittura con dolo. Porvi rimedio dipende soprattutto dalla consapevolezza di come stanno le cose e dalla volontà di decidere in merito. La crisi con la quale stiamo facendo i conti potrebbe, paradossalmente, aiutarci a superare eventuali titubanze, rendendo disponibili capacità umane e risorse finanziarie, che così investite sarebbero anche utili per la ripresa dell'economia.

    24 febbraio 2009

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    Elezioni regionali in Sardegna.

    Detto fuori dai denti, anche l'orgoglio sardo ha ceduto alle lusinghe della destra. Non riconoscendo a Renato Soru, uomo di questa terra, la capacità di interpretarne e realizzarne le aspirazioni. Ha quindi scelto Berlusconi, spesosi a tutto campo ed in prima persona, che governerà per il tramite del suo uomo Cappellacci, sul quale è riuscito a travasare i consensi indirizzati indubbiamente alla sua persona.

    Non ha pagato in termini elettorali il buon lavoro svolto da Soru come presidente uscente della Giunta regionale, per quanto riguarda la tutela e la valorizzazione del patrimonio ecoambientale dell'isola, anche nella prospettiva della sua fruizione turistico-compatibile, con ricadute sull'economia, capaci di protrarsi nel tempo e produrre sviluppo. Né ha rappresentato un valore aggiunto per Soru l'impegno generosamente profuso dal leader del PD Veltroni nella campagna elettorale.

    Nessuna remora è venuta dalla gestione governativa della crisi, con le sue incertezze, inadeguatezze, iniquità. Paiono non aver influito sul voto i comportamenti arroganti del premier nei confronti del Capo dello Stato e del Parlamento circa l'uso spropositato dei decreti, né la definizione di "filosovietica" attribuita recentemente alla nostra Costituzione. Acqua sulla pietra l'emergenza clandestini, l'accentuata insicurezza e la recrudescenza delle aggressioni alle donne, che molto avevano pur pesato nell'ultima campagna elettorale per le politiche e nelle elezioni comunali di Roma.

    Nessuna ricaduta positiva a vantaggio del PD (di cui poteva beneficiare Soru) dall'inizio della gestione Obama negli USA, pur significativa per quanto riguarda, tra l'altro, la realizzazione delle promesse elettorali: chiusura di Guantanamo, interventi contro la crisi, aperture in politica estera, rapporti con leader nel mondo tra cui Veltroni.

    Vien da pensare che gli elettori siano smaliziati al punto da affidare a questa destra il potere, purchè il controllo sul suo operato sia esercitato dal centrosinistra; ritenendo di prendere così i classici due piccioni con una fava: cioè il meglio - o il men peggio - di una e dell'altro. In attesa della crescita del Partito Democratico e alleati per un avvicendamento che ne valga la pena.

    P.S.: Veltroni si è appena dimesso da Segretario Nazionale del Partito Democratico.

    17 febbraio 2009

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    Cogito ergo sum.

    Si legge che l’Amministrazione Comunale di Asti e quella Provinciale stanno operando di conserva per disporre di una televisione che trasmetta - si presume - notizie sull’attività istituzionale, utili ai cittadini per meglio fruire dei servizi e delle opportunità che da esse promanano. Per adesso la somma da investire sarebbe di 100.000 (centomila) euro. Per il Comune è già in atto la presenza in radio del Sindaco, in rapporto diretto con i cittadini e con frequenti riscontri sulla stampa locale coinvolta nell’iniziativa, oppure l’utilizzo del sito del Comune per interventi web-tv. Per non parlare della copiosa comunicazione cartaceo-murale, come per le recenti nevicate, o di messaggi sulla sicurezza con immagini di vigili urbani centauri. E tanto parrebbe sufficiente alla bisogna.

    D’altro canto il comune di Asti e l’Amministrazione provinciale stanno facendo dell’ordinaria amministrazione con bilanci ridotti all’osso. Né sono di pubblica conoscenza o alle viste iniziative di importanza o complessità tali da dover ricorrere alla tv per informarne. Si devono quindi evitare costi sproporzionati rispetto al servizio che si rende ai cittadini, alle realtà produttive, all’economia. Per di più la stretta in atto sollecita un uso parsimonioso e mirato delle risorse disponibili, privilegiando persone, famiglie e categorie in difficoltà, affinché nessuno resti solo ed in balia della sorte avversa. E se questo vale in generale, deve avvertirsi come particolarmente vincolante per l’Amministrazione Comunale di Asti e per quella Provinciale.

    "Cogito ergo sum", penso quindi sono, affermò Cartesio (1596-1650) e su questo principio basò ulteriori, importanti riflessioni. Nel nostro tempo, dal pensiero come prova dell’esistenza, si è passati “all’apparire per esistere”. E’ qui c’entra la tv, strumento tra i più diffusi ed efficaci, il cui disinvolto utilizzo ha influito non poco su questo nuovo corso. Si bada più alla forma che alla sostanza delle cose, alla realtà si sostituisce l’immaginario, alla ricerca della verità si preferisce il relativismo di giornata: dire, disdire, contraddire. La psiche umana è sottoposta ad un martellamento che la costringe a riorientarsi senza sosta, o ad estraniarsi per non soccombere.

    Subire passivamente questo stato di cose, considerare superfluo opporvisi attivamente, prelude all’assuefazione, all’indifferenza, alla rassegnazione, privando le persone e la società civile dei necessari anticorpi senza i quali esse diventano prede inermi di qualsivoglia aggressione. L’alternativa democratica è quella di usare di più e meglio la libertà, esercitando responsabilmente la propria capacità di analisi e di proposta, impegnandosi a diffondere questa pratica, unitamente alla tolleranza e solidarietà tra quanti sono coinvolti. Traendo ispirazione, legittimazione e tutela dalla nostra Costituzione (garante il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), fonte primaria, certa e condivisa dei diritti e dei doveri di ogni cittadino italiano, e di quanti decidano e possano trovare ospitalità a pieno titolo nel nostro Paese.

    17 febbraio 2009

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    Francesco Novara.

    Il 27 gennaio è il "Giorno della memoria", istituito dal Parlamento italiano nell'anno 2000 (XIII legislatura, governo di centrosinistra). Nello stesso giorno del 1945 le avanguardie dell'Armata Rossa (Unione Sovietica) liberarono i prigionieri superstiti nel campo di sterminio nazista di Auschwitz.

    La ricorrenza serve per ricordare che l'uomo, anche civilmente evoluto, può perdere il lume della ragione e scatenare gli istinti più perversi nei confronti dei suoi simili: ebrei, nomadi, disabili, omosessuali, oppositori politici, diversi, uccidendone milioni in modo efferato: di fatica, di stenti, nelle camere a gas, usandoli come cavie per macabri esperimenti medici, impiccandoli, fucilandoli. Prima annientandoli come persone con la riduzione a cose, a numeri, anticamera del nulla. E se tutto ciò è capitato - com'è capitato - potrebbe ancora capitare. Per evitarlo dobbiamo innanzitutto mantenerne memoria, ricordare, non dimenticare. Poi difendere e sviluppare la libertà e farne buon uso, operando secondo giustizia, sempre; affinché la scritta che c'è nelle aule giudiziarie: "La Legge è uguale per tutti", diventi pratica di vita.

    Tutto questo si può sintetizzare in poche parole: battersi perché la nostra Costituzione, che contiene tutti gli anticorpi per non perdere mai più il bene dell'intelletto, sia concretamente attuata, vissuta, rispettata.

    Venerdì 23 gennaio scorso è morto il prof. Francesco Novara. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Villafranca d'Asti, paese delle sue origini. Aveva 85 anni. E' stato uno dei precursori della psicologia del lavoro in Italia, con il professor Musatti suo maestro. Ha lavorato per quarant'anni all'Olivetti di Ivrea, contribuendo all'esperienza d'avanguardia di "Comunità" voluta da Adriano Olivetti. Docente universitario e convinto assertore dell'importanza del lavoro e della possibilità di disalienarlo affinché diventi " espressione e sviluppo delle facoltà umane, di legami sociali, di identità individuale collettiva". Autore poliedrico e vitale di numerosi libri e di altri scritti, da cui emerge la sua personalità di psicologo per vocazione, capace di rinunciare ad una promozione per poter continuare nel suo lavoro di libero "intelligere" psicologico, volto a promuovere e sviluppare consapevolezza. Il suo saggio dal titolo "Liberare il lavoro", Guerini & Associati, 1997, può essere considerato una sorta di testamento. Lo ebbi in dono da Lui nel marzo del 1998, con la seguente dedica: "Caro Sindaco del paese delle mie origini, ricordando gli incontri invero assai fugaci con Lei (...) e la condivisione di idee, Le invio l'ultimo mio scritto: un libricino un po' narcisistico (...) la cui parte originaria è il testo "Liberare il lavoro". Sperando di aver presto occasione di incontrarLa, la saluto cordialmente. Francesco Novara".

    Persona di valore da tutti i punti di vista, il professor Novara, lascia un patrimonio di sapere e di esperienza che tocca a noi valorizzare.

    10 febbraio 2009

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    Il dito e la luna.

    Guardare la luna e non il dito che la indica. Una saggia e sempre attuale esortazione, utile per orientarsi nella crisi in cui ci troviamo, da cui uscire con impegno comune, ma pesando di più sui responsabili e su coloro che se ne sono giovati, incrementando addirittura il loro già cospicuo patrimonio. Cogliendo l'occasione per riconoscere il dovuto ai cittadini che hanno sempre fatto il loro dovere lavorando e pagando le tasse, addirittura prima di ricevere il corrispettivo, come capita ad un rilevante numero di lavoratori e di pensionati.

    Il Presidente del Consiglio ha un ruolo importante nell'orientare la politica del Governo di destra e nell'applicare - auspicabilmente - i criteri sopra accennati. Non gli manca la capacità decisionale, e si avvale di un'ampia maggioranza parlamentare, disciplinatamente operante. Egli ama esprimersi - anche su problemi importanti - con icastiche battute, aforismi ed anche barzellette. Diventa quindi particolarmente importante guardare la luna e non il dito.

    Prendiamo alcuni esempi recenti tratti dalla vita quotidiana.

    E' aumentato a dismisura il numero dei "clandestini" che approdano in Italia, in fuga dalla miseria; per contenere il loro numero a nulla è valso l'accordo stipulato qualche mese fa con il leader libico Gheddafi, dalle cui coste salpano barconi carichi di umanità dolente. Il Centro di permanenza temporanea (Cpt) di Lampedusa, ov'essi per lo più approdano, trattiene questa massa di diseredati in attesa di rispedire indietro i non aventi titolo a restare in Italia. Il timore di subire questa sorte ha indotto molti di loro a manifestare civile contrarietà per le vie della cittadina, insieme e con la solidarietà dei residenti. Saranno usciti per bersi una birra, è stata la battuta con cui il nostro Presidente del Consiglio, ha spiegato la vicenda. In questo caso il dito è la battuta, mentre la luna è il problema che resta e dal quale si vuole distogliere l'attenzione.

    La recrudescenza di aggressioni e violenze subite recentemente dalle donne, hanno riproposto il tema della sicurezza nelle nostre città, dopo che da mesi 3.000 soldati vi sono stati variamente dislocati per coadiuvare le Forze dell'Ordine. Pensiamo di portare a 30.000 (trentamila) i militari sul territorio, ma non possiamo mettere un soldato a guardia di ogni donna, è stata la sintesi con la quale il Presidente del Consiglio ha espresso il suo pensiero in proposito. Forse non è superfluo ricordare che la luna-sicurezza fu cavalcata strumentalmente dalla destra contro l'ultimo governo Prodi, e nella campagna elettorale che seguì la sua crisi, nonché nelle amministrative a Roma che portarono all'elezione del sindaco di destra Alemanno.

    E per finire, l'invito rivolto agli italiani di consumare di più per aiutare l'economia, dimentico forse che non è la riduzione dei consumi che ha portato la crisi, ma è la crisi stessa che costringe un sempre maggior numero di incapienti a ridurre all'osso i consumi.

    Quindi al Presidente del Consiglio chiediamo di non aumentare le nostre angustie, inducendoci a guardare e discutere del suo dito, mentre il problema - come lui ben sa - è la luna-crisi nelle sue varie espressioni, le cui responsabilità vanno ricercate e sanzionate, mentre i costi li devono pagare in primis coloro che ne hanno tratto vantaggio, applicando i criteri di progressività disposti dall'articolo 53 della nostra Costituzione Repubblicana.

    03 febbraio 2009

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    Michele.

    Alla festa per l'insediamento alla Casa Bianca di Barack Obama, nuovo presidente Usa, ha partecipato tutta l'America ma non la Borsa, che lo stesso giorno a New York ha perso il 4% circa. Ulteriore segnale che risalire la china non sarà una passeggiata.

    A Gaza non si spara più e speriamo duri. E' quindi il tempo di rimettersi all'opera e costruire la pace, fondandola sulla libertà e sulla giustizia con due Popoli e due Stati, ponendo in primo piano la soluzione del problema della quantità di territorio e di acqua necessaria per poterci vivere, evidenziato anche da Nello Silvestri medico di Asti, in una sua corrispondenza dall'Africa dove attualmente si trova per lavoro.

    Lettera aperta a Michele Santoro. Caro Michele, partigiano, passionale, eccessivo e via discorrendo, hanno detto di "Annozero" del 15 gennaio scorso su Gaza. Se fosse stata musica, se pur tragica, sarebbe andata bene così, perché ciascuno avrebbe potuto attingervi secondo la propria sensibilità, capacità, necessità. Invece erano parole e immagini di nefandezze, di morte, di vite terrorizzate; oggettive, dure, intransigenti, come i fatti che testimoniavano. Se in trasmissione si fosse letta la poesia di Pietro Ingrao "L'inutile strage", "Annozero", il tuo lavoro sarebbe diventato, forse, un po' musica, senza perdere efficacia, anzi. Ciao.

    A "Che tempo che fa" del 18 gennaio il ministro Giulio Tremonti, intervistato da Fazio, ha letto alcune righe di un recente articolo di Romano Prodi circa la crisi in cui ci troviamo, apprezzandolo. Ha inoltre ribadito che, anche se l'Italia sta meno peggio di altri Paesi europei, è controindicato spandere ottimismo, che non si può uscire dai debiti facendo altri debiti (come ha fatto Bush), che occorre adottare comportamenti e stili di vita sobrii ed essenziali (certo dal punto di vista della quantità, ma anche più selettivi per una migliore qualità, mi permetto di aggiungere). Che servono nuove regole globali che, tra l'altro, incapsulino e rendano inoffensivi i prodotti marci ed i loro responsabili, salvaguardino il risparmio, il lavoro e le imprese, per una ripartenza sul pulito. Intenti condivisibili, ma finora non seguiti da iniziative adeguate che dimostrino la volontà del governo di destra di voler praticare seriamente gli obiettivi enunciati.

    Il malumore dei viaggiatori per le insufficienze del servizio reso dalle Ferrovie dello Stato non è certo una novità: ritardi, sporcizia, rotture dei materiali rotabili, altro. Esso serpeggia anche tra il Personale che si reputa poco considerato professionalmente ed esposto in prima linea a fare da parafulmine, a ranghi sempre più ridotti. Ci sarebbero poi aumenti del prezzo dei biglietti effettuati solo mutando il nome dei treni (es. da Intercity ad Eurostar City) senza alcun sostanziale miglioramento del servizio rispetto a prima. Valorizzare chi lavora e portare rispetto "ai signori viaggiatori" dovrebbero essere i presupposti minimi su cui basare la gestione di Ferrovie al passo coi tempi, cui è affidato il compito di realizzare un'efficiente ed ecocompatibile mobilità di persone e merci sul territorio.

    27 gennaio 2009

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    Dio in autobus.

    A Gaza la diplomazia medio orientale, l'Europa e la nuova segretaria di stato Usa Hillary Clinton sono al lavoro perché la ragione prevalga sulle armi, e si ritorni alla trattativa palestino-israeliana per la pace e per due Popoli, due Stati. Del resto è lì che si deve approdare, e prima sarà meglio è.

    I sondaggi dicono che Asti e l'Astigiano sono migliorati rispetto ad un anno fa, e che i cittadini hanno confermato il gradimento nei confronti della presidente della Provincia Maria Teresa Armosino, e accresciuto quello per il sindaco Galvagno. Risultati apprezzabili appena scalfiti dai disagi dei cittadini a seguito delle abbondanti nevicate affrontate con qualche sfasatura, e, per Asti, anche dagli intempestivi ed enfatici manifesti sulla sicurezza, con i vigili urbani in motocicletta. Per chi governa un buon viatico per fare ancora meglio, per l'opposizione che propone e controlla, la conferma della validità del suo ruolo.

    Sui bus pubblici di Genova e Londra, ed anche in Spagna e negli Stati Uniti, sono apparse scritte che mettono in dubbio l'esistenza di Dio, con invito a godersi quindi la vita. Trattandosi di un dubbio e di una speranza che accompagnano da sempre l'umanità, non risulta evidente l'attualità dell'iniziativa. Forse si tratta di una burla globale, posta in atto da bontemponi che si sollazzano e che desiderano continuare a farlo in barba a tutti, Supremo compreso, cercando però di toglierselo di torno. Sarebbe interessante conoscere in proposito il parere dei molti impediti dal godersela non dal Padreterno, ma dalla più prosaica condizione di indigenza in cui versano.

    A "Ballarò" su raitre del 13 gennaio scorso è emerso che della crisi in atto potrebbe beneficiare la criminalità organizzata che, disponendo di ingenti capitali, può comperare in tutto il mondo immobili sul mercato depresso, e azioni di aziende sottoquotate in Borsa. Il presidente dell'antimafia senatore Pisanu e un Magistrato presenti nella trasmissione, hanno affermato che occorre vigilare perché non si sviluppi un capitalismo del malaffare. Per evitare, come si dice, di cadere dalla padella nella brace!

    20 gennaio 2009

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    Stile di vita.

    Nei loro messaggi di fine d’anno il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il Papa Benedetto XVI hanno espresso, tra gli altri, alcuni indirizzi cui attenersi nella vita delle persone e dei popoli in questi anni di avvio del terzo millennio. Tenterò di evidenziarne la sostanza.

    Stile di vita. Deve essere improntato alla sobrietà, ecocompatibilità e qualità. Sobrietà nel senso di bandire gli sprechi; ecocompatibilità perché la nostra vita non può prescindere dalla Terra con la quale siamo in simbiosi, il suo respiro è anche il nostro, così come i suoi ritmi e i suoi tempi; qualità perché essa non ha limiti e possiamo produrne all’infinito. La quantità no, perché ha il suo limite evidente nella finitezza della Terra. Il Pil può crescere sempre solo se fondato sulla qualità.

    Giustizia. Sostanziale soprattutto nell’accezione di accesso alle opportunità senza le quali non è possibile l’esercizio dei diritti e dei doveri personali, né la vita delle società umane ad elevato grado di integrazione e di sviluppo.

    Esercizio della responsabilità. Nel mondo totale ognuno è responsabile di quanto avviene: da un po’, a di più, fino a molto a seconda del ruolo che vi si svolge; impossibile chiamarsene fuori. E’ particolarmente meritorio operare per rendere possibile ed effettivo l’esercizio della responsabilità personale, espressione avanzata e gratificante della personalità e giovevole al progresso civile.

    Povertà. Da superare rimuovendo le cause che la determinano, perché di ostacolo alla migliore espressione di ogni persona (felicità), il cui contributo alla storia del proprio tempo è essenziale perché unico e irrepetibile.

    Solidarietà. Non sostitutiva del concreto riconoscimento ed esercizio dei diritti, ma complementare, da esercitare all’interno delle società nei singoli Stati e tra gli Stati stessi.

    Condivisione. Partecipare a idee, sentimenti e vicende esistenziali altrui, permeando i rapporti tra le persone e le famiglie; come lievito per l’integrazione rispettosa delle differenze considerate di stimolo e come valore aggiunto.

    A prima vista possono parere proposizioni ovvie e scontate, anche perché contenute in documenti fondativi di Stati (Costituzioni) o espressioni della Comunità mondiale (ONU o altri Organismi sovranazionali), ma per la prima volta richiamate come attuali e possibili nel loro insieme da due autorevoli personalità come il Pontefice Benedetto XVI e il nostro Presidente della Repubblica Napolitano. Lasciando addirittura intendere che porvi concretamente mano sia condizione non rinunciabile per uscire bene dalla crisi in cui ci troviamo, e per vaccinarci contro il pericolo di eventuali ricadute.

    13 gennaio 2009

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    Che fare.

    L'imperativo è far tacere subito le armi tra Israeliani e Palestinesi e tornare alla trattativa per giungere alla soluzione di due Popoli, due Stati. Europa, Russia, Stati Uniti, Paesi Arabi moderati innanzitutto, con l'Onu, devono fare la loro parte per pacificare il Medio Oriente. E su questo risultato misurare la credibilità e l'autorevolezza che essi meritano nel Mondo.

    Tornare al protezionismo come rimedio alle stragi sulle nostre strade? Questa parrebbe essere in concreto la proposta escogitata dal nostro governo, che infatti opina di ridurre da 0,50 a 0,20 la quantità massima di alcol per poter guidare un veicolo a motore. L'equivalente cioè dell'innocente e salutare bicchiere di vino che accompagna i nostri pasti e che ripaga i produttori e l'intera filiera del lavoro profuso. Formuliamo voti affinché il senso del ridicolo riprenda il sopravvento e distolga i governanti dall'improvvida iniziativa, gravida solo di possibili danni, e mera foglia di fico per mascherare l'assenza di idee valide per contrastare efficacemente i drammatici abusi di intrugli alcolici e di droghe di ogni genere.

    Duemila "clandestini" sono approdati in Italia durante le recenti festività di Natale e Capodanno. In barba alle boriose e vacue affermazioni del governo di destra, ed alle sbandierate intese raggiunte dal nostro Presidente del consiglio con Gheddafi, dalle cui coste salpano i barconi dei disperati.

    E veniamo alla crisi in cui ci dibattiamo, che presenta più di un punto oscuro, se è vero com'è vero quanto afferma l'economista Massimo Riva su "l'Espresso"del 4 dicembre scorso, che per fare ripartire i consumi utili e rimettere in moto l'economia bisogna prendere il denaro dov'è andato a finire e spostarlo dove manca. Quindi Berlusconi deve riformulare il suo invito anziché ai cittadini, al suo ministro dell'economia Tremonti, affinché provveda al necessario spostamento di risorse a beneficio della maggioranza degli italiani cui mancano, dopodichè le cose potranno mettersi un po' meglio.

    Giuseppe D'Avanzo su "la Repubblica", nell'edizione on-line del 22 dicembre scorso, ci aiuta a riflettere sulla repubblica presidenziale di cui è cenno della conferenza di fine anno tenuta da Berlusconi, e sul fatto che essa possa non essere solo una sua personale aspirazione, ma una sorta di "necessità", con risvolti autoritari, per tenere a freno situazioni che potrebbero verificarsi se non si risolvono in modo equo e democratico le sperequazioni vigenti all'interno delle società sviluppate, tra cui quella italiana. Per non dire delle sperequazioni esistenti tra gli Stati sviluppati e quelli in via di sviluppo, o ancora più indietro nella corsa per accedere alla ripartizione delle risorse globali.

    Non deve infine sorprendere più di tanto il fatto che sia l'insostenibilità economica dell'attuale modo di operare (guerre in Iraq e Afghanistan, scontri tribali in Paesi africani), a costringere i protagonisti a cercare altre soluzioni. Attraverso un di più di democrazia e di giustizia distributiva, come emerge dal voto che a portato Barack Obama alla Casa Bianca. Oppure rispolverando l'idea del "maestro venerabile" della P2 Licio Gelli, che intervistato recentemente da Klaus Davi ha detto: "Nel mio piano di rinascita prevedevo la creazione di una repubblica presidenziale, perché dà più responsabilità e potere a chi guida il Paese, cosa che nella repubblica parlamentare manca".

    Ancora una volta in democrazia la scelta del che fare è quindi nelle nostre mani.

    06 gennaio 2009

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    Medioriente.

    In questi giorni Israele ha bombardato obiettivi di Hamas nella striscia di Gaza, coinvolgendo anche la popolazione palestinese e causando centinaia di morti e migliaia di feriti. L'intervento militare è stato effettuato come ritorsione alla rottura della tregua da parte di Hamas, che ha lanciato missili e sparato colpi di mortaio verso insediamenti israeliani, costringendo i cittadini nei rifugi, uccidendone alcuni e ferendone altri. Va ricordato che in precedenza rimase inascoltata la richiesta palestinese di rimuovere il blocco che rende penosa la vita a Gaza. Tutto questo dopo che iniziative e trattative israelo-palestinesi avevano creato le premesse per giungere alla pace, non solo tra palestinesi e israeliani, ma anche tra questi ultimi e il mondo islamico.

    Ora tutto è rimesso in discussione, con l'aggravante dei nuovi lutti e distruzioni. D'altro canto c'è diffusa consapevolezza che l'uscita dall'attuale drammatica situazione sia una sola: un compromesso che magari non soddisfa del tutto i contendenti ma che comunque pone fine alla belligeranza e riconosce due Popoli e due Stati. Compromesso che va ricercato con rinnovato impegno da tutte le parti in causa, Europa compresa, ed è possibile, anche se preceduto da asprezze dolori ed anche crudeltà come quelle in atto. E senza pretendere che esso sani come per incanto il male finora arrecato, che solo col tempo e le recuperate condizioni di pace e serenità potrà trovare rimedio.

    30 dicembre 2008

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    Il pesce puzza dalla testa.

    Il pesce puzza dalla testa, aforisma che non ha certo bisogno di spiegazioni particolari. Si deve semmai solo aggiungere che proprio dalla testa bisogna partire quando un organismo degenera, e chiedere che la testa stessa ne risponda, diciamo politicamente. Ciò vale in particolare per chi nella pubblica amministrazione si cerca i collaboratori in Giunta, cioè i Sindaci ed i Presidenti delle Province e delle Regioni. Risponderne significa in concreto por mano alla ramazza e far pulizia se ed ove possibile, oppure dimettersi affinché siano gli elettori a decidere democraticamente chi dovrà farsi carico dell'incombenza. E ciò indipendentemente da eventuali responsabilità di natura giuridica, che chi di dovere accerterà e sanzionerà. I partiti coinvolti devono operare perché questa procedura si attui concretamente e sollecitamente, a partire dalle realtà di cui gli organi di informazione hanno trattato diffusamente in questi ultimi tempi, comune di Napoli tra queste. Per quanto concerne il Partito Democratico il segretario nazionale Walter Veltroni, ha ribadito che proprio questa è la strada maestra che si percorrerà.

    Il Sindaco di Asti Galvagno s'è appellato all'opposizione affinché si affrontino in consiglio comunale i grandi temi che investono la città, individuando strumenti, risorse e possibili interlocutori, anche nella classe dirigente imprenditoriale, con una visione aperta all'interesse pubblico. La risposta del Partito Democratico non s'è fatta attendere e il capogruppo Fabrizio Brignolo ha dichiarato che si può iniziare già orientando in questo senso il confronto sul bilancio del prossimo anno, e proseguendo il lavoro in sedute successive.

    In questo difficile momento per l'economia è il lavoro, che incide negativamente sulla vita quotidiana di cittadini e famiglie, dare forza e autorevolezza delle scelte che la Città è chiamata ad operare può giovare, specie se l'interesse generale è l'orizzonte entro cui ciascuno fa la sua parte. Consapevoli che da una situazione difficile e inedita come quella in atto, si può uscire indenni se ci si danno obiettivi comuni e su di essi si fanno convergere energie e risorse disponibili. Essenziali in questo senso quelle rappresentate dal mondo del lavoro.

    30 dicembre 2008

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    Natale 2008. Capodanno 2009.

    Auguri alla Terra, punta di spillo nell’universo immenso, con l’acqua salata (molta) per i pesci, e quella dolce (poca) per piante, animali, persone.

    Auguri fraterni agli abitanti che la fecondano con il loro lavoro, ed a quant’altro di vivente esiste.

    Auguri ai continenti: Europa, Asia, Africa, America, Oceania affinché il cibo e le possibilità di vita buona siano rese equamente disponibili, e non ci sia chi s’ingozza e chi muore di fame.

    Auguri ai Paesi sviluppati, a quelli in via di sviluppo, a quelli arretrati, perché colmino le disuguaglianze che discriminano, e tutti siano posti nella condizione di esprimere il meglio di sè.

    Auguri alle religioni perché stimolino la riflessione nella tolleranza, così che le differenze concorrano alla comprensione del tutto per il benessere personale e comune.

    Auguri agli operatori di pace, capaci di dirimere gli inevitabili contrasti senza il ricorso alla guerra.

    Auguri alla conoscenza, alla ricerca, alla scienza perché aiutino a capire di più per vivere meglio.

    Auguri a te donna e uomo, ricordando che la Terra di te può fare a meno, mentre tu di lei no.

    Auguri a coloro che hanno un pensiero per l’altro.

    Auguri perché ognuno possa essere ciò che merita.

    23 dicembre 2008

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    Il tombino.

    Secondo Igor Man (La Stampa 12.12.08) gli allagamenti nelle strade di Roma tirano in ballo il mancato funzionamento dei tombini, sì, proprio quelli con la griglia di ghisa vicino ai marciapiedi.

    Perchè sul più bello anzichè inghiottire l'acqua della pioggia e mandarla in fognatura, si intasano e la rifiutano, e la capitale va in tilt.

    Proprio Roma che è stata maestra in opere idrauliche deve subire quest'onta!

    Semplice ma esigente ad un tempo, il tombino richiede accuratezza costruttiva e ricorrente, dedita pulizia. Altrimenti sono guai seri e qualche volta anche tragedie.

    D'altro canto "avere un bel tombino" vuol dire godere di buona sorte. Buona sorte che bisogna in qualche modo meritare; in questo caso prestando al tombino l'attenzione dovuta.

    16 dicembre 2008

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    Travi e pagliuzze.

    Nel Partito Democratico c'è maretta e coinvolge non solo chi si riconosce in esso, ma anche un numero considerevole di altre persone che s'attendono miglioramenti sostanziali della loro vita, auspice le sue iniziative ed il suo lavoro, specialmente dopo che l'Italia è incappata nella crisi che la travaglia.

    Si tratta di una maretta più evidente nelle grandi città, che si avvievolisce mano a mano che ci si allontana da esse. Anche Asti e l'Astigiano non ne sono immuni. Determinata da un confronto impegnativo non privo di difficoltà, ambiguità ed asprezze al proprio interno, nella ricerca di modalità inedite di presenza e di rappresentanza politica, capace di rispondere alle nuove domande che emergono dalla società, valorizzando i contributi dei cittadini di territori e realtà diverse, e facendoli confluire in un progetto unitario, il Partito Democratico per l'appunto, nella sua versione compiuta. Soggetto politico cui compete raccogliere e amalgamare le esigenze dei cittadini trasformandole in progetti da consegnare alle istituzioni: Comuni, Province, Regioni, Stato che decidono autonomamente quali realizzare e le relative priorità. Quindi da una parte il Partito Democratico che aiuta i cittadini a far valere i loro diritti ed a praticare il dovere di esserci, di fare la propria parte, dall'altra le istituzioni distinte ed autonome mediante le quali gli eletti gestiscono democraticamente il potere.

    E' convincimento diffuso che, sia l'esercizio della politica che la gestione del potere decisionale, necessitino dell'etica, intesa come valore, costume e norma di vita al servizio dell'interesse generale e del bene comune. Di questo valore il Partito Democratico ha fatto la sua bandiera.

    Mentre nel Partito Democratico si sta svolgendo il confronto su questi temi, nelle Amministrazioni comunali di Firenze e di Napoli si sono verificati fatti di cui si sta occupando la Magistratura. Segnali ai quali va prestata la massima attenzione, ricercati e adottati gli opportuni rimedi in base al codice deontologico del partito, indipendentemente dalle conclusioni cui perverrà la Magistratura stessa.

    L'intransigenza sui principi etici dovrà essere confermata anche in questa circostanza, e ciò rappresenterà anche la migliore risposta a chi pesca nel torbido, alla ricerca del bruscolino nell'occhio altrui, immemore della trave che acceca il proprio.

    16 dicembre 2008

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    Uscire dalla crisi.

    "Chi avesse grandi capitali e li tenesse fermi anziché investirli per creare ricchezza da condividere con tutti, ovvero nuovo lavoro, commetterebbe un grave peccato". E' il monito che il Vescovo di Prato Gastone Simoni ha lanciato ieri, al termine dell'omelia nella Cattedrale di Prato. " Chi ha più responsabilità, chi ha più potere, chi ha più soldi deve adoperarsi per il bene della comunità. Non si esce dalla crisi se non insieme, tutti siamo responsabili di tutti". (La Stampa del 30/11/2008).

    "Aumentano i poveri ovvero i consumatori senza potere di acquisto: bisogna riequilibrare lo spreco, utilizzando quello che il mercato butta via." Così Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria di Bologna. "Un adulto spende in media 6,76 euro al giorno per mangiare a casa. Un consumatore senza potere di acquisto ha bisogno di almeno 150 euro al mese. La social card da 40 euro del Governo risulta un contributo modesto" (l'Unità del 01/12/2008).

    "L'iniziativa economica è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". (Art. 41 della Costituzione Italiana).

    Uscire dalla crisi in avanti si può, basta volerlo. La Costituzione ci indica la strada: tutelare e valorizzare il lavoro e fare in modo che i vantaggi della produzione di beni siano equamente ripartiti, e non ci sia chi stenta e chi s'ingozza.

    La Germania ha raggiunto con 4 anni di anticipo gli obiettivi di Kyoto, cioè ridurre la produzione di anidride carbonica del 5% entro il 2012 rispetto al 1990, mentre per l'Italia gli obiettivi di Kyoto si allontanano perché l'anidride carbonica è addirittura aumentata del 10% circa. Al di là delle parole contano i fatti, e questi la dicono lunga sul perché rischiamo di essere il fanalino di coda in Europa.

    Il Parlamento del Burundi (Africa Centrale) ha abolito la pena di morte. Tutti i condannati in carcere in attesa dell'esecuzione avranno la pena commutata nell'ergastolo. A questa decisione sono giunti anche a seguito della partecipazione del Ministro della Giustizia del Burundi agli incontri organizzati dalla Comunità di sant'Egidio negli anni più recenti. Un Paese in via di sviluppo sulla strada giusta.

    La nevicata dei giorni scorsi, un po' in anticipo ma ampiamente prevista, ha mandato in tilt il nord Italia, Asti e l'Astigiano compresi, con cittadini e traffico in difficoltà e le Amministrazioni sotto tiro per manifesta inadeguatezza nella circostanza. C'è però una novità: il Sindaco di Asti Galvagno si è scusato sui giornali e con un apposito manifesto. Cosa buona e giusta, se egli ha pagato le spese di tasca propria e/o di chi ha mancato; riprovevole se no. Siccome però ai cittadini preme che queste cose non si ripetano, non sarebbe il caso di prendere atto che l'autosufficienza non ha retto la prova, e praticare la responsabilità condivisa, fermo restando la distinzione e il rispetto dei ruoli istituzionali di maggioranza e di opposizione?

    09 dicembre 2008

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    Crisi.

    Ringrazio tutte le persone che leggono queste note e quelle (numerose) che vi collaborano interloquendo.

    La crisi in cui siamo entrati metterà alla prova la nostra capacità di reazione per uscirne, certamente diversi, magari cresciuti e irrobustiti, come dicevano e dicono i genitori ai loro figli in età puberale dopo un'influenza che li costringe a letto.

    Riflessioni e obiettivi utilmente perseguibili nella circostanza.

    Porre particolare accortezza nelle decisioni e nelle scelte che normalmente ognuno deve operare, con un di più di consapevolezza e impegno, senza farsi condizionare dall'incertezza o dal timore che possano verificarsi eventi che superino le personali possibilità di padroneggiarli, perché di questi si devono occupare i pubblici poteri e mantenere indenni i cittadini e le famiglie.

    La riduzione di sprechi e inefficienze consente risparmi fino al 30%. Questo vale a partire dalle famiglie, passando attraverso le pubbliche amministrazioni, ai vari livelli, fino allo Stato. Migliorare efficienza ed efficacia dei servizi pubblici, specie quelli prossimi e più fruiti dai cittadini, anche valorizzando fior di professionalità lì esistenti.

    Premiare comportamenti, iniziative e innovazioni che ottimizzino l'uso dell'energia, la producano attraverso fonti rinnovabili, riducano l'inquinamento.

    Nessuno dev'essere lasciato in balia degli eventi. Pensioni e stipendi vanno commisurati almeno al minimo vitale. Chi li percepisce paga le tasse fino all'ultimo euro con prelievo mensile dal corrispettivo. Non succede così per le attività in cui si annidano elusione ed evasione fiscale, che vanno perseguite con efficacia e senza intenti punitivi, ma per equità e giustizia.

    I manager pubblici siano valutati in base alla loro capacità di raggiungere concretamente gli obiettivi- accennati sopra in modo esemplicativo -, e su questa base commisurare i loro emolumenti, che comunque non potranno superare di "tot" volte lo stipendio medio dei lavoratori dipendenti. Analogamente per quanto riguarda la valutazione delle politiche, dei politici, dei pubblici amministratori e di chiunque ricopra ruoli di pubblica responsabilità.

    L'occasione è appropriata per ribadire l'importanza e la centralità del lavoro umano che la nostra Costituzione assume a base dell'ordinamento repubblicano, e la priorità di potervi accedere per sviluppare la propria personalità, trarvi il necessario per vivere bene, formarsi una famiglia e contribuire così alla costruzione permanente di una convivenza civile giusta e solidale.

    02 dicembre 2008

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    Se il ceto medio ruba per fame (di Silvia Ballestra, da l'Unità del 10 novembre 2008)

    Non siamo così lontani dagli Stati Uniti della Grande Crisi, dal capolavoro di Sidney Pollack "Non si uccidono così anche i cavalli" ambientato nel 1931, se a Torino, al teatro Alfieri, va in scena la lotteria per ottenere un mutuo agevolato ... [click qui per leggere l'intero articolo di Silvia Ballestra apparso sull'Unità del 10 novembre 2008 (formato PDF)]

    25 novembre 2008

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    Paressia

    Dove sta andando il Partito Democratico di Asti è una domanda politica, che cioè riguarda ognuno e tutti. Infatti la politica è il faticoso lavoro mediante il quale le opinioni personali diventano progetti, cioè risposte ai problemi di interesse generale: ci si mette insieme, ciascuno dice la sua, si distilla il meglio e si trovano le risposte adeguate. Considerando le differenze una ricchezza, attenti a quanto dicono gli altri, affinando il proprio punto di vista nel confronto, accettando le persone così come sono, sanno e fanno, ciascuna con la propria storia, desideri, aspirazioni, preoccupazioni, speranze. Osservando le regole che ci si è dati, con un'organizzazione che aiuti a svolgerlo e a collegarlo con altre realtà consimili ai vari livelli: nazionale, europeo, mondiale. Riconoscendosi nei principi e valori comuni che trovano la loro sintesi nella Costituzione repubblicana, e operando perché essi si affermino concretamente nella vita quotidiana dei cittadini.

    Convinti che tra politica e vita ci deve essere corrispondenza di intenti, perchè lo scopo della politica è far sì che ciascuno possa esprimere al meglio se stesso con la propria irripetibile unicità e vivere bene, per contribuire così al benessere di tutti.

    Consapevoli che il filosofo Michel Foucault nei suoi scritti sulla democrazia, assegna esemplarità etica alla "paressia" cioè il parlar chiaro con il coraggio della verità che, anche rischiando, afferma il diritto della critica come principio di una pratica di libertà (il Manifesto 16/11/2008). E che secondo Bertolt Brecht ci sono persone che lottano un giorno e sono brave; ce ne sono altre che lottano un anno e sono più brave; altre che lottano molti anni e sono ancora più brave; ce ne sono infine che lottano tutta la vita e sono persone imprescindibili.

    Ecco, il PD di Asti sta praticando tutto questo con impegno, non scevro di fatica, difficoltà, contraddizioni, limiti, ma anche gustando soddisfazioni apprezzamenti, riconoscimenti e, soprattutto, l'intimo personale piacere di esserci, di fare la propria parte da protagonisti in questo tempo di profondi cambiamenti nella società accelerati dalla crisi in atto, da cui si può uscire in avanti se si realizzano eque condizioni di vita per tutti ed un più stretto e rispettoso rapporto con gli elementi naturali essenziali: aria, acqua, suolo, biodiversità, su cui si basa l'esistenza e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta.

    25 novembre 2008

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    I have a dream ...

    Oddio, un nero alla Casa Bianca, Barack Obama primo Presidente di colore degli Usa. Ha promesso un mondo più giusto ed equo a partire dall'America, affrontando la crisi con lavoro e paghe migliori, e aiuti a chi sta peggio. Bene.

    Tornando a casa nostra.

    Canelli è la città di marchi famosi e delle "Cattedrali sotterranee" Gancia, veri scrigni in cui i prodotti di eccellenza della vitivinicoltura che primeggia nel mondo trovano compimento, secondo una tradizione che affonda le sue radici nel tempo. Queste presenze sono integrate nel progetto presentato all'Unesco per il riconoscimento come "Patrimonio dell'Umanità", insieme a consistenti porzioni di territorio ed alle presenze di qualità: produttive, paesaggistiche-ambientali e storico-architettoniche. I comuni interessati operano affinché nei territori di competenza si realizzino le condizioni che consentano di raggiungere questo obiettivo, e il comune di Canelli ha fatto la sua parte con impegno, in particolare per la sicurezza idraulica del torrente Belbo che attraversa il territorio.

    Senonché da qualche tempo il corso d'acqua emana odori sgradevoli e persistenti, le cui possibili cause sono state discusse in Consiglio comunale, senza però giungere a decisioni operative per la loro eliminazione. Nel frattempo è nata l'associazione "Valle Belbo Pulita" che ha sviluppato iniziative per informare la popolazione sulle conseguenze che ne possono derivare per l'integrità delle acque, la salute e l'ecoambiente. Ora s'attende che l'Amministrazione comunale operi perché questa emergenza venga risolta in modo definitivo, rimuovendo le cause che l'hanno determinata, e si eserciti la necessaria vigilanza perché non abbia a ripetersi nel tempo, in quanto di nocumento per la qualità della vita e per la considerazione di cui godono i prodotti che si richiamano alla città di Canelli ed al suo territorio.

    Siccome è ormai partita la corsa per le elezioni amministrative del 2009, sarebbe auspicabile e del tutto pertinente che il tema del risanamento del torrente Belbo e del sistema naturale di cui esso è parte, fosse inserito nel programma elettorale che i candidati sindaci sono tenuti a presentare ed al quale essi dovranno attenersi qualora eletti. Il tutto a valere anche come fattivo contributo per conseguire l'ambito riconoscimento Unesco, supporto importante per estendere la conoscenza e la promozione dell'unicità dei luoghi interessati e l'importanza della loro economia sulla ribalta mondiale.

    25 novembre 2008

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    Città di Asti, Amministrazione comunale, Sindaco Galvagno: parole e fatti.

    Parole. Città tappezzata di manifesti in cui si pubblicizza la disponibilità del Sindaco a parlare con i cittadini per il tramite di una radio e di un conduttore lì operante. Il primo cittadino non perde poi occasione per dichiarare la sua disponibilità ad accogliere contributi da parte di chiunque, in particolare dall'apposizione, purché nell'interesse dei cittadini.

    Fatti. In Consiglio Comunale l'opposizione ha presentato un "ordine del giorno" per sostenere la riduzione del carico fiscale sulla tredicesima mensilità ai lavoratori dipendenti, la maggioranza (il Sindaco?) si è opposta a che venisse posta in votazione. Per rendere più efficienti i lavori del consiglio comunale la maggioranza vuole ridurre i tempi per gli interventi dei consiglieri a poco più di una manciata di minuti. Si noti che in sala consiliare si decidono soprattutto gli indirizzi generali dell'attività del Comune, perché tutto il resto è di competenza della Giunta e del Personale dell'ente.

    Quindi o alle parole del Sindaco seguono fatti coerenti, oppure resterà una chimera la realizzazione dell'auspicata, utile e possibile convergenza su temi che riguardano da vicino la vita della città in tempi non facili come quelli cui andiamo incontro, e che di seguito si delineano.

    La crisi in cui versiamo è di origine finanziaria che riverbera i suoi malefici effetti sull'economia reale. Cioè, in buona sostanza, chi opera ha bisogno di liquidità per svolgere il proprio lavoro, perché oggi nessuna impresa è in grado di autofinanziarsi. Questa liquidità o arriva dalla Borsa con i risparmiatori che comprano i titoli delle attività quotate, o dalle banche. Adesso della Borsa non ci si fida, quindi da lì le risorse non arrivano; mente le banche - in particolare quelle implicate nel fallimento dei prodotti fasulli - sono tentate di tirare i remi in barca (scottate dall'acqua calda temono anche quella fredda), e anziché rischiare il giusto rendono più difficile l'accesso al credito.

    Certo le imprese vanno aiutate a disporre della liquidità occorrente, mentre salari e pensioni devono essere aumentati, ed attuati gli ammortizzatori sociali, altrimenti il consumo, gli investimenti, la disoccupazione andranno in crisi ancora di più (Eugenio Scalfari, la Repubblica 09/11/2008).

    Trarre la giusta lezione dalla situazione in cui ci troviamo significa rimuovere le cause che l'hanno generata, che, secondo Guido Rossi (la Repubblica citata), coinvolgono la Federal Riserve (Banca centrale Usa) che ha lasciato totale libertà alle banche di agire come volevano, escludendo dal controllo di tutte le attività di vigilanza i derivati ed altri prodotti finanziari "spazzatura". Si è creato in sostanza un sistema bancario occulto, non controllato, senza trasparenza e senza regole, che va smantellato.

    Dopodichè "tutto quello che serve per vedere le Borse rinascere è solo un minimo di tranquillità (politica e finanziaria). Poi, la propensione al rischio si riformerà nel giro di una notte o due e torneranno tutti a comprare i titoli che nel frattempo sono scesi a valori ridicoli e quindi molto convenienti". (G. Turani, la Repubblica citata).

    E, aggiungo io, una maggiore, tenace attenzione all'economia reale ed al lavoro, in particolare quello volto a produrre beni materiali e immateriali per una vita di qualità.

    18 novembre 2008

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    25 ottobre.

    Alla manifestazione "Salva l'Italia" del 25 ottobre scorso a Roma, indetta dal Partito Democratico, ha partecipato una marea di persone, una rilevante parte della quale è poi confluita al Circo Massimo e dintorni per sentire l'intervento finale di Veltroni.

    S'è trattato di un esemplare esercizio di democrazia di massa, che la nostra lungimirante Costituzione riconosce esplicitamente agli articoli 17 e 21: "I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente [...]. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero [...]". Se si pone poi mente alle difficoltà in cui versa l'Italia, con un cittadino su quattro sotto la soglia della povertà, l'esemplarità va attribuita anche al comportamento civilmente consapevole ed austero dei partecipanti, reali protagonisti della giornata e oggetto delle considerazioni svolte da Mario Deaglio su "La Stampa" del 22 ottobre: " Se gli sgravi fiscali non saranno più indirizzati ai redditi medio-alti ma a quelli medio-bassi, si otterranno contemporaneamente due benefici: sostenere il livello dei consumi, tenendo lontana la recessione, e diminuire il rischio di spaccatura sociale"; e da Tito Boeri su "La Repubblica" del 26 ottobre: "Non c'è tempo da perdere per evitare che questa nuova recessione porti ad un ulteriore e brusco incremento della povertà e delle disuguaglianze [...]. Chi non sa dare risposte a questi disagi diffusi si condanna a perdere le prossime elezioni. Bene non farsi ingannare da sondaggi effettuati prima della tempesta, quella vera. C'è una legge delega per le riforme degli ammortizzatori sociali. E' tempo di esercitarla".

    La priorità che emerge è quindi occuparsi di chi sta peggio, insieme ai problemi del lavoro, delle imprese, della scuola (!), sapendo di poter contare su coscienza e senso di responsabilità nel compimento dei propri atti da parte dei cittadini, di cui la manifestazione di Roma è stata espressione viva e concreta. Si tratta di energie e disponibilità nuove da utilizzare per rimediare ai guasti provocati dall'agire fraudolento di gruppi di potere, che per arricchire se stessi hanno gravemente danneggiato i cittadini ed i Paesi coinvolti, tra cui l'Italia, e che per questo vanno isolati, perseguiti e posti nella condizione di non nuocere più.

    4 novembre 2008

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    Costituzione, Carlo & Carlin.

    Chiamata dal Parlamento della Repubblica ad esprimersi su un provvedimento già passato per la Corte d'Appello di Milano e per la Cassazione e riguardante Eluana Englaro, la giovane che da sedici anni sopravvive artificialmente in stato vegetativo, la Corte Costituzionale ha ribadito un importante orientamento già assunto cinquant'anni fa con una sua celebre sentenza, che cioè in assenza di leggi che disciplinino la fattispecie sulla quale il Giudice è chiamato a pronunciarsi, è giusto applicare direttamente i principi della Costituzione, in attesa che il Legislatore, cioè il Parlamento colmi la lacuna.

    Questo significa che la Costituzione oltrechè madre di tutte le leggi, è anche legge essa stessa, nei casi in cui non vi siano nell'ordinamento norme ad essi applicabili.

    Circa Eluana Englaro la Corte Costituzionale ha dato ragione ai magistrati della Cassazione che, non rinvenendo nell'ordinamento norme appropriate al caso loro sottoposto, si sono rifatti direttamente alla Costituzione, stabilendo che è legittima la sospensione dei trattamenti che la mantengono artificialmente in vita.

    Mercato, finanza e cibo hanno tenuto banco da Fazio a "Che tempo che fa" su rai3 nel terzo fine settimana di ottobre, per merito rispettivamente di Carlo De Benedetti e Carlin Petrini.

    Carlo De Benedetti ha spiegato con parole semplici che il mercato è un miracolo che si rinnova ogni giorno e che i protagonisti sono i cittadini, non sempre coscienti di svolgere un ruolo così influente. Egli ha poi aggiunto che il tonfo di Wall Street negli USA è un fatto storico come la caduta del Muro di Berlino, e che ciò indurrà cambiamenti profondi, di sostanza, perché ha fatto crescere nei cittadini del mondo la consapevolezza che nulla di quanto li riguarda deve passare sulla loro testa. Il suo libro "Centomila punture di spillo" scritto con Federico Rampini contiene notizie, riflessioni, stimoli su: mercato, capitalismo, finanza, recessione e sviluppo, utili per approfondire questi temi.

    Carlin Petrini ha esortato a difendere il terreno agricolo e la biodiversità vegetale e animale come patrimonio dell'umanità e beni essenziali per la vita, ricordando che al piacere di alimentarsi con frutta, verdura ed altri prodotti locali e di stagione, s'accompagna la virtuosa riduzione di elementi inquinanti perché le merci vengono movimentate solo per l'indispensabile. Ha poi informato che la crisi finanziaria ed economica in atto - all'interno della quale si continua a speculare sui prezzi dei generi alimentari penalizzando produttori e consumatori - ha ancora peggiorato la condizione di 850 milioni di persone che nel mondo patiscono la fame, e che basterebbero 30 miliardi di dollari all'anno per un decennio, per dimezzare il loro numero. Miliardi che non si trovano, mentre se ne sono trovati oltre 2.000 per tamponare i buchi più vistosi aperti dalla crisi, molti dei quali sono stati distribuiti a banche che quest'ultima (crisi) hanno dolosamente contribuito a determinare.

    28 ottobre 2008

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    Travisamenti.

    Mi riferisco alla lettera dell'Onorevole Ghigo pubblicata da "La Nuova Provincia" del 14/10 scorso. Ero presente all'incontro con la Presidente Bresso che ha concluso la I^ Festa del Partito Democratico ad Asti ed ho sentito il suo intervento con, tra l'altro, accenni alla riforma della scuola del ministro Gelmini, ed alle difficoltà cui si andrebbe incontro in Piemonte se i provvedimenti "in itinere" non terranno conto di quanto emerge dal dibattito e dalle manifestazioni in corso, che coinvolgono il mondo della scuola, famiglie comprese già colpite dalla crisi economica in atto.

    Il tono dell'intervento della Bresso è stato colloquiale, pacato, istituzionale; i ragionamenti piani e senza forzature.

    Nel suo dire, che ha sostanzialmente anticipato quanto emerge dall'inchiesta de "La Stampa" del 17/10, pagine 1,20,21, non ho ravvisato le bufale, le menzogne, gli allarmismi che l'Onorevole Ghigo nella sua lettera attribuisce avventatamente alla presidente Bresso.

    17 ottobre 2008 (inviato a Direttore Nuova Provincia F. Duretto - Asti)

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    Vacche magre.

    Ai motivi che hanno fatto scivolare in basso Asti nella speciale classifica sulla qualità della vita, egregiamente ricordati dal consigliere comunale Anna Bosia nella sua lettera a La Stampa del 22 ottobre scorso, si possono aggiungere le ambiguità dell’Amministrazione comunale rispetto all’Università e l’assenza di orientamenti amministrativi attendibili, riassunti in un quadro programmatico delle principali cose da fare, con indicate scadenze e risorse occorrenti. Cosicché cittadini ed imprese possano tenerne conto e relazionarvi le proprie scelte, concorrendo così a realizzare convergenze e sinergie, particolarmente utili nel periodi di "vacche magre" nel quale ci troviamo ad operare e che verosimilmente si protrarrà nel tempo.

    Siccome a queste cose non fatte ed a quanto rilevato dalla geometra Bosia si può porre rimedio facendole, occorre insistere nel pressare propositivamente l’Amministrazione comunale.

    Diversamente non sarà solo pregiudicata la nostra posizione in classifica, ma anche la concreta possibilità per Asti e l’Astigiano di proseguire nell’intrapreso percorso per inserirsi stabilmente in una dimensione di mercato consona alle loro possibilità ed all’impegno profuso.

    24 ottobre 2008 (inviato a La Stampa - Redazione di Asti)

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    Gabriele.

    Da questo numero "L'Opinione" arriverà anche a Gabriele, 13 anni, III^ media, buon nuotatore, ci sa fare con il computer, gli piace giocare, va bene a scuola, riflette con naturalezza, sobrio con le parole, non ama le performance fisiche, conosce i 10 Comandamenti e la Costituzione, sta bene con gli altri ma da solo non si stufa, ha deciso di proseguire gli studi (liceo scientifico, poi chissà) per darsi una base su cui innestare ciò che la vita gli proporrà. Il futuro non è così fosco, c'è speranza.

    Ha avuto successo l'iniziativa dei governi nel mondo, compreso quello italiano, di fornire garanzia ai risparmiatori e di stanziare denaro sufficiente per dare respiro all'attività economica. Così è tornata la fiducia, la Borsa è ripartita, cioè i cittadini hanno ripreso a comperare azioni finanziando le imprese quotate. Ma la bramosia speculativa che si annida nelle pieghe del sistema finanziario può ancora colpire (i repentini su e giù delle Borse e la loro entità lo segnalano) quindi la guardia non va abbassata né dagli organismi preposti, né dai cittadini resi più consapevoli ed accorti. Perché le cause che hanno determinato la crisi sono ancora lì. E se le conseguenze negative per l'economia si protrarranno troppo nel tempo a patirne di più sarà ancora Pantalone. A chi di dovere, governo in testa, compete quindi aggiornare i cittadini sugli sviluppi della crisi e sui provvedimenti che saranno via via assunti, perché essi possano capire di più per orientarsi meglio.

    Sull'Università di Asti ci sono posizioni diverse tra le forze politiche - ancora confermate nel confronto tra il Sindaco di Asti Galvagno e l'Avv. Brignolo, capogruppo PD in Consiglio Comunale, durante la recente prima Festa del Partito Democratico - che di massima si possono riassumere così: critica e tentata dal disimpegno la Destra, con l'Amministrazione provinciale più possibilista, per ora solo a parole. Centrosinistra, convinto da sempre della sua utilità, e disposto ad appoggiare decisioni che sviluppino corsi di laurea interagenti con il territorio, così da produrre un diffuso sapere di qualità, subito percepibile e utilizzabile a beneficio di quanti sul territorio stesso vivono ed operano.

    E' in corso la raccolta di firme promossa dall'Italia dei Valori (Di Pietro) per indire un referendum abrogativo del "Lodo Alfano" più noto come "Legge salva-premier", che ferma i processi nei confronti dei presidenti: della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati e del Consiglio dei Ministri, per tutta la durata del loro mandato. Ad oggi solo Berlusconi è nella condizione di poterne beneficiare. L'iniziativa ha fatto venire l'orticaria a parecchi, ma in pochi giorni sono state raccolte decine di migliaia di firme, segno che i cittadini lo approvano e lo appoggiano. Più impegnativo sarà ottenere il quorum, cioè superare come votanti il 50% degli aventi diritto al voto, perché l'esito sia valido.

    21 ottobre 2008

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    Sterco del diavolo.

    Il denaro non è lo sterco del diavolo ma un mezzo convenzionale per misurare la ricchezza e far funzionare le società sviluppate. Mentre il risparmio è ricchezza prodotta dal lavoro umano e non consumata, e serve per affrontare le circostanze della vita con meno apprensione. La pratica del risparmio è incoraggiata dalla Costituzione (art. 47) perché considerata economicamente e socialmente utile.

    La ricchezza prodotta dal lavoro di tutti andrebbe equamente distribuita, invece questo obiettivo non è ancora stato raggiunto in alcun Paese del mondo, anzi la crisi finanziaria che stiamo attraversando è proprio figlia dell'insostenibile, iniquo accumulo nelle mani di pochi della ricchezza prodotta da tutti.

    Per mettere una pezza al grosso guaio combinato dal capitalismo arrembante, nei cui confronti, poco nulla ha saputo o potuto fare il mercato, adesso intervengono i governi degli Stati interessati, tra cui l'Italia, ponendo a carico dei cittadini, compresi quelli già defraudati, ulteriori gravami. Mentre i marpioni delle malefatte, perché di ciò si tratta, i cosiddetti "maghi della finanza creativa" e la loro "corte dei miracoli" faranno di tutto per svicolare e farla franca, cercando anche connivenze tra chi ha beneficiato del loro malaffare. Ma questo non dev'essere permesso.

    Quindi a fare sacrifici per salvare la baracca devono essere chiamati tutti i cittadini in proporzione alla loro capacità contributiva, applicando i criteri di progressività prescritti dalla Costituzione (art. 53), senza intaccare i redditi vitali, mentre quelli insufficienti devono essere integrati, ed ogni garanzia dev'essere disposta per il risparmio.

    Le persone responsabili di operazioni che ci hanno portato sull'orlo del baratro devono risponderne a tutti gli effetti. Baratro nel quale non precipiteremo se utilizziamo insieme le energie e le risorse di cui disponiamo, convincendoci che la ricchezza reale è rappresentata dal lavoro e dalla produzione di beni e servizi necessari per una vita di qualità, e non dalla girandola di cose fasulle, compreso il disinvolto ed irresponsabile maneggio del denaro, e degli abusi dolosamente compiuti anche per l'assenza di regole appropriate. E su queste nuove basi reimpostare i rapporti del vivere civile nel mondo globale.

    14 ottobre 2008

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    Crisi Waya e Università.

    Nel dibattito in corso sul futuro immaginabile per Asti e l'Astigiano, i temi del lavoro e dell'Università occupano un posto di rilievo.

    Il primo è all'ordine del giorno con la crisi infinita della "Waya" e le difficoltà del comparto, accentuate dagli scossoni del mercato azionario a seguito della bolla mutui negli Usa e delle sue conseguenze sulla finanza e sul credito nel mondo. Per l'Università si tratterebbe di un problema di indirizzi disciplinari, che si ritiene possa risolversi tenendo meglio conto delle esigenze del territorio e dello sviluppo delle attività già presenti e di quelle di cui si intende favorire l'insediamento. Tra gli attori principalmente interessati ci sono le imprese, i lavoratori, e gli Enti locali, con in testa la città di Asti e la Provincia. Le posizioni ad oggi paiono essere le seguenti.

    L'Unione industriale s'è espressa nel corso della sua recente Assemblea generale, rilevando che le aziende produttrici di beni sono essenziali e che il terziario da solo non genera sviluppo, che le aziende presenti, compresi gli arrivi recenti, dispongono di posti di lavoro insufficienti a soddisfare la domanda, che le relazioni industriali debbono tenere conto della centralità delle imprese (ndr, e del lavoro, elemento fondativo della nostra Repubblica democratica Art. 1 della Costituzione), nonché dell'importanza della collaborazione con l'Università.

    I sindacati dei lavoratori sono alle prese con una situazione difficile per l'aggravarsi delle difficoltà di vita di un aumentato numero di famiglie. Essi sono consapevoli da sempre che la soluzione di questo problema si intreccia con la salute e la competitività delle imprese e, più in generale, dell'economia del nostro Paese. In questo quadro il ruolo del lavoro è quindi importante e può diventare determinante se quest'ultimo viene praticato con modalità che sviluppino e riconoscano la professionalità e la capacità di assumersi responsabilità. Mentre accedere al lavoro deve diventare opportunità concreta, costituzionalmente riconosciuta, nella vita di ogni persona.

    Per la città di Asti, la Provincia, i Comuni e quant'altri hanno mano in queste cose (di indubbio interesse il polo tecnologico agroalimentare Astigiano-Cuneese su progetto regionale, di cui si occupa la Camera di Commercio), si sottolinea l'importanza della loro partecipazione al dibattito in corso, affinché le conclusioni cui esso perverrà rappresentino punto di riferimento condiviso per indirizzare le attività di rispettiva competenza. In particolare Asti e la Provincia dovrebbero farsi carico di iniziative coordinate riguardanti gli sviluppi dell'Università e la promozione del territorio.

    7 ottobre 2008

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    Turbocapitalismo

    Tra le innumerevoli manifestazioni settembrine di Asti e dell'Astigiano le Sagre ed il Palio hanno tenuto alto il loro blasone, sorrette da entusiasmo, capacità e intraprendenza diffuse. Calato il sipario s'è riaperto il dibattito, se non sia il caso di porvi mano per ridar loro slancio verso il futuro, nel quale si può immaginare che ogni iniziativa concorra al meglio di sè in un progetto comune tra tutti coloro cui compete e/o hanno a cuore la promozione di Asti e dell'Astigiano.

    Ha detto la sua anche il sindaco del capoluogo Galvagno con un'intervista a "La Stampa" del 23.09. Non inventando carrozzoni ma intanto coordinando al meglio chi già ci lavora e le risorse finanziare complessivamente disponibili.

    Un'iniziativa di questo genere non può che partire dalla Città di Asti, Provincia e Camera di Commercio, coinvolgendo le realtà interessate, soprattutto quelle locali. Poi le presenze istituzionali ai vari livelli: l'On. Maria Teresa Armosino nella duplice funzione di parlamentare e presidente della Provincia, On. Massimo Fiorio, Mariangela Cotto, vice presidente del consiglio regionale e consigliera provinciale, Angela Motta consigliera regionale: un potenziale di rapporti e di esperienze aggiuntive che possono contribuire al salto di qualità. Una sfida stimolante e un banco di prova significativo su cui misurarsi e misurare le concrete capacità realizzative di quanti sono investiti di responsabilità pubbliche, nonché di fare squadra a beneficio e vantaggio della nostra terra.

    Negli USA - ma non solo - falliscono banche e società di assicurazione, ed alcune vengono salvate dallo Stato pesando sui cittadini contribuenti, gli stessi che, nella veste di risparmiatori, sono già danneggiati dai fallimenti: come dire che se Pantalone non si istruisce di testa sua, e presto, uscirà cornuto e mazziato!

    Che le cose stiano così lo ha spiegato in modo succinto e chiaro il Prof. Mario Monti - esperto della materia, docente universitario, già commissario europeo con Prodi presidente - al telegiornale delle 20.30 del 21.09 scorso: il mercato da solo non c'è la fa a tenere a bada il turbo-capitalismo, ormai senza contrappesi dopo il venir meno del comunismo, e con regole inadeguate in realtà permissive come gli Stati Uniti, dove pure il mercato moderno è nato ed ha precorso i tempi del suo sviluppo; cosicché il capitalismo può generare serie patologie, come accade adesso. Fino a diventare, se lasciato a fare i comodi suoi, un "insaziabile divoratore di risorse e di umanità" ("Il Manifesto" 21.09 scorso).

    30 settembre 2008

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    Germi fascisti.

    Colgo l'invito di Ottavio Coffano (La Nuova Provincia 9 settembre scorso) per dire la mia circa la presenza in Italia di manifestazioni e/o situazioni riconducibili in qualche modo a concezioni totalitarie, nel nostro caso al fascismo, nella versione di cui conosciamo le espressioni concrete: autoritarismo, intolleranza, razzismo, populismo, insofferenza verso chi la pensa diversamente; violenza fisica e di altro genere; richiami diretti, propagandistici e strumentali al popolo; insofferenza per la pratica concreta della democrazia, uso improprio del potere, e mi pare basti per capirci.

    Fascismo come malattia i cui germi sono sempre presenti, e se gli anticorpi del sistema immunitario - la democrazia - non sono in grado di contrastarli, il pericolo dell'insorgere di patologie è dietro l'angolo. Quindi la vera domanda cui rispondere è: come sta la nostra democrazia, così da capire se i germi fascisti hanno spazio per diventare infezione grave, oppure possono essere tenuti a bada come fa l'aspirina contro il raffreddore e l'influenza, noiosi certo, che a volte fanno anche star male, e magari richiedono la somministrazione preventiva di vaccini per allertare il sistema immunitario, o di antibiotici per le complicazioni, dai quali riusciamo però a difenderci e uscire indenni, diciamo normalmente.

    Secondo me la nostra democrazia è sensibile ai colpi d'aria, anche perché la Costituzione su cui si fonda, a distanza di sessant'anni dalla sua promulgazione non è ancora stata accettata da tutti come base unificante del nostro Paese. Cosicché in modo più o meno velato, o malizioso, o ambiguo, anche pezzi grossi del governo di destra e di altre istituzioni, si permettono di contraddirla - pur avendole giurato fedeltà - affermando, ad esempio, che il fascismo ha fatto anche cose buone, ovvero che dei repubblichini di Salò sono stati coraggiosi patrioti, per certi versi cose ovvie, se espresse in seminari di studi nei quali il confronto consente le opportune messe a punto, ma sconvolgenti e pericolose se dette da importanti cariche istituzionali in sedi ufficiali, per la perentorietà che ad esse si attribuisce. Infatti l'estremismo politico di stampo squadrista si giova, come abbiamo già visto, anche di queste cose per insinuarsi ed estendere le sue azioni nefaste.

    Per buona sorte c'è il presidente Giorgio Napolitano che tiene ferma la barra sulla rotta giusta, ma è necessario che anche noi cittadini facciamo la nostra parte, ribadendo con forza che il fascismo è male assoluto in sé, perché negatore dei diritti fondamentali, in primis della libertà, da esercitarsi entro i paletti e con modalità stabilite dalla Costituzione, che condanna il fascismo in modo radicale, definitivo, irrevocabile.

    23 settembre 2008

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    Dignità.

    La lettera a "La nuova Provincia" del 27 agosto scorso, con la quale la moglie di Luciano Cussotto tratteggia la figura di lui, operoso, altruista sereno e vitale, investito dall'auto di uno sconosciuto e non più ripresosi, è, insieme, struggente dichiarazione d'amore muliebre e amara, dolorosa testimonianza di quanto abbia pesato sull'animo del marito il venir meno nei suoi confronti del più elementare senso di umanità e di responsabilità da parte dell'investitore. Il quale potrebbe ancora, in un sussulto di dignità, farsi vivo per lenire in qualche modo lo strazio che il suo gesto ha causato e di cui chiediamo comunque perdono.

    Asti ha vissuto con l'Amministrazione di centrosinistra, sindaco Voglino, una stagione di grande fervore operativo, in particolare per quanto riguarda la cultura, l'urbanistica , l'ambiente, i lavori pubblici, con miglioramenti e vantaggi di cui godono i cittadini, le attività produttive e quant'altri che a vario titolo frequentano la città.

    L'Amministrazione Galvagno può quindi ripartire da quanto di utile e positivo è già stato fatto, proponendosi ulteriori traguardi al raggiungimento dei quali è utile un mix di iniziative, che non trascuri il rilancio delle attività produttive nei settori tradizionali e la promozione di presenze di più elevato contenuto tecnologico, offrendo come incentivo un sistema-città contraddistinto da alta qualità ambientale e da efficienti servizi, in particolare municipali, ricettivi e culturali per i cittadini, le attività di lavoro e il turismo.

    In questo senso il dilemma inceneritore sì, inceneritore no ad Asti è stucchevole, ed il perché lo spiega con competenza Anna Bosia nella lettera a "La Stampa" del 29 agosto. Infatti anche se, malauguratamente, si decidesse oggi di costruirlo, nella migliore delle ipotesi, sarebbe operativo tra sette-otto anni. E nel frattempo cosa si fa dei rifiuti urbani, con la discarica di Cerro Tanaro ormai colma, se non c'è uno straccio di decisione per costruirne una nuova, che è la vera urgente priorità per non aumentare i costi che gravano sui cittadini?

    16 settembre 2008

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    Cucciolo di balena.

    Uno sperduto cucciolo di balena scambia lo scafo tondeggiante di un piccolo natante alla rada, per il ventre di sua madre, della quale cerca invano le poppe per suggervi il latte necessario per sopravvivere. Nemmeno lo sciamano riesce a convincerlo a prendere il largo e noi non si sa fare altro che ucciderlo prima che muoia d'inedia.

    Le cause di questo disagio? Nuove e più nocive onde radar, l'inquinamento, il riscaldamento dei mari e degli oceani e/o chissà cos'altro. Nella sostanza un ulteriore episodio di una serie ormai statisticamente rilevante, a conferma che qualcosa di importante, che disorienta, è presente nell'ecosistema terrestre di cui tutto è parte, specie umana compresa. Che a sua volta non ne esce indenne, anzi.

    A pagare lo scotto sono in particolare i giovani, per natura vitali, immediati, vulnerabili, oggi pervasi da una sorta di malessere esistenziale, per indotta inadeguatezza vien da pensare. Infatti gli esempi, i modelli di vita che vanno per la maggiore sono quelli di imporsi, di prevalere, arricchirsi non importa come, per emergere, essere considerati e potersela godere. Non accorgendosi che si tratta di miraggi ai quali non si può arrivare, i giovani profondono tesori di energie senza pervenire all'esito desiderato. Cosicché subentra la delusione e la perdita di fiducia in se stessi, nelle proprie capacità, che sono le qualità essenziali senza le quali la gioventù è castrata, cioè privata del potenziale di cambiamento che la contraddistingue.

    Eppure non mancano comportamenti che puntano a sviluppare i talenti con l'impegno, filtrando conoscenza e cultura attraverso la volontà e sensibilità personale, sperimentando nel fare concreto, cioè nel lavoro, quanto appreso. Attivando un virtuoso circuito lavoro- studio- lavoro, ovvero prassi- teoria- prassi di gramsciana memoria, che diventa tutt'uno con la vita stessa.

    Per rendere appetibili, desiderabili questi comportamenti ed estenderli e svilupparli, bisogna ripartire dalla scuola ed attuare la Costituzione, rendendo effettivo il diritto dei cittadini alla formazione permanente ed al lavoro. Di strada in questa direzione se n'è già fatta; occorre proseguire di buona lena senza cercare scorciatoie, se ci sta veramente a cuore il futuro dei giovani, delle balene e dell'ecosistema terra.

    9 settembre 2008

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    Cazzeggio (serio) intorno al fico.

    Liguria, caratteristico borgo di pescatori, ora moderna cittadina con il centro storico che non ha perso i propri connotati. Di fronte al mare un piccolo cortile con una pianta di fico, germoglio adulto del genitore secolare che ancora vidi quasi mezzo secolo fa: U fîgu dé Balalè. Intorno un gruppo di giovani che "cazzeggiano" dicendo la loro sulla vita. Argomento, il carattere delle persone e la possibilità che esso cambi nel tempo e come. Passato, presente e futuro: nessun doppione, solo miliardi di originali. La selezione darwiniana della specie, senza intaccare l'unicità dei soggetti. Fin qui tutti d'accordo. Però se si vogliono fare cose importanti insieme, come diventare amici, mettere su famiglia, lottare per valorizzare se stessi e il proprio lavoro, essere socio in qualche iniziativa, scalare montagne, impegnarsi nel sociale, fare politica, od anche solo abitare in condominio, bisogna trovare il modo di intendersi.

    Già, è vero, ma ciò non presuppone dover cambiare il proprio carattere, semmai affinarlo, tenerlo a bada, disciplinarlo perché si possa collaborare con gli altri per raggiungere obiettivi comuni.

    Eppure numerosi sono i rapporti, specialmente di coppia, che vanno a ramengo, vengono meno, per l'irriducibile diversità di carattere delle persone coinvolte, nonostante si ritenga che le differenze si possono limare, purché si eviti di farlo a proprio comodo, cioè intervenendo poco su se stessi e pretendendo molto dagli altri.

    Ora la discussione si fa serrata e non priva di asprezze.

    Ma sì, è possibile migliorare i caratteri ma ciascuno deve iniziare da sé, agendo sugli elementi primordiali con un lavoro che è tutt'uno con la vita, per accogliere quanto delle differenze altrui può contribuire al miglioramento del tutto, migliorando contemporaneamente se stessi ed aiutando gli altri a fare altrettanto.

    Il gruppo conviene che la sperimentazione personale delle modalità accennate consentirà ad ognuno di giovarsi di queste prime conclusioni in vista di ulteriori approfondimenti.

    12 agosto 2008

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    Adulti e vaccinati.

    Le persone adulte e vaccinate sanno che un governo di centrodestra come l'attuale non può fare una politica di centrosinistra. Anzi, nell'anomalia tutta italiana, capita addirittura che per una parte politica ci siano problemi, nemmeno riconosciuti come tali dall'altra, come nel recente caso dell'immunità per le più alte cariche dello Stato, votata dal Parlamento con maggioranza di centrodestra per favorirne una: l'attuale presidenza del consiglio dei ministri.

    Gli stessi adulti e vaccinati sanno inoltre che senza un'equa distribuzione delle risorse tra tutti coloro che contribuiscono a produrre la ricchezza del Paese, non si realizza la coesione sociale necessaria perché tutti remino nella stessa direzione con l'energia e l'impegno di cui ciascuno è capace. Quindi in democrazia l'equità sociale come bene in sé va perseguita sempre da chiunque governi.

    Premesso questo, ragioniamo nel merito.

    La maggioranza degli italiani vive di reddito fisso, che mediamente non supera i 1300 euro mensili pro-capite: operai, impiegati, tecnici e quant'altri del settore privato; dipendenti pubblici e parapubblici, tra cui le Forze dell'ordine. Ci sono poi i pensionati con in media 1000 euro al mese, ma molti non superano i 600. Per alcuni milioni di questi lavoratori e pensionati il loro reddito è l'unico che arriva in famiglia, e tutti pagano le imposte fin all'ultimo euro, addirittura in anticipo! Siamo la cenerentola d' Europa per quanto resta in tasca: sotto rispetto ad altri Paesi del 20%!

    Economisti capaci e responsabili con in testa Mario Draghi, Governatore della banca d'Italia, ci dicono che sarebbe non solo possibile ma necessario intervenire, anche per aiutare la ripresa dell'economia con la produzione di beni capaci di soddisfare bisogni diffusi ed essenziali. Assistiamo invece all'inverecondo balletto della speculazione sugli aumenti del prezzo del petrolio, cui il ministro dell'Economia oppone la "Robin tax" con discutibili risultati pratici. Analogamente per i generi alimentari di prima necessità, complice l'elevato numero di passaggi dal produttore al consumatore: il più alto in assoluto tra i Paesi sviluppati!

    Va da sé che una così pesante situazione che coinvolge una moltitudine di persone non può durare, e il suo risanamento è quindi improcrastinabile. Se ne devono far carico innanzitutto coloro cui compete politicamente ed istituzionalmente. Vero banco di prova per Governo e Parlamento.

    05 agosto 2008

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    Beatrice e Renzo.

    Incontro Beatrice, due anni e mezzo, a passeggio con mamma e papà, mentre sta scartando una piccola confezione per curiosarvi. Sosto osservando il suo armeggiare, e subito m'affida un pezzetto di carta rimastole tra le dita. Guardo interrogativamente i genitori: fin da piccina le abbiamo insegnato a non buttare roba per terra, adesso è naturale per lei comportarsi così, mi risponde la giovane mamma, eloquio tranquillo ma fermo, ingegnere, dedita all'insegnamento nella scuola media superiore. Opero così anche nel mio lavoro con i giovani, afferma, ci salutiamo in piedi all'inizio e al termine delle lezioni, offro la mia piena disponibilità e chiedo facciano la loro parte. Nel reciproco rispetto personale e delle diverse responsabilità che devono convergere per raggiungere l'obiettivo comune: apprendere quanto serve per esprimere se stessi al meglio nella vita. Sollecito e pratico l'indispensabile coinvolgimento dei genitori e delle famiglie in questa nostra impresa, ed i risultati ripagano dell'impegno profuso.

    Tutto questo si può già fare nella scuola che c'è, mentre si lavora perché essa corrisponda sempre meglio alla sue finalità, accorta a cogliere i segni dei tempi.

    Renzo, uno dei rampolli di Bossi il senatur, è stato bocciato per il secondo anno consecutivo all'esame di maturità scientifica al quale s'era presentato come privatista. Conosciuti i risultati il padre, ministro della Repubblica, si è lanciato in un intemerata politica nei confronti degli insegnanti terroni che vengono qui da noi e tolgono lavoro a quelli del nord, e pretendono di giudicare senza conoscere il contesto nel quale sono stati destinati a prestare la loro opera.

    I giornali riferiscono che la commissione esaminatrice chiamata ad esprimersi, tra l'altro, sulla tesina presentata dal candidato dal titolo: "La valorizzazione romantica dell'appartenenza e dell'identità" secondo Carlo Cattaneo (1801-1869. Patriota milanese, storico, politico, economista e saggista), era composta in modo assortito sia dal punto di vista della provenienza geografica che nel rapporto tra membri esterni ed interni al plesso scolastico sede d'esame. Mentre le valutazioni dei professori non sarebbero state influenzate in alcun modo dalla paternità del candidato, né da altre ragioni extra scolastiche.

    Che è come dire che il ragazzo potrà farcela la prossima volta se saprà fare tesoro dell'esperienza vissuta e trasformarla in stimolo a migliorarsi, aiutato dalla famiglia e dalla scuola. Diversamente non ne verranno a capo né lui né i Renzo di domani, chiamati ad esprimere il meglio di sé per conseguire la maturità scolastica e/o gli altri obiettivi che la vita proporrà loro.

    29 luglio 2008

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    Press kit.

    Tutto è iniziato alla partenza del Air Force One (ndr, aereo presidenziale Usa) di Bush per il Giappone, quando l'ufficio stampa della Casa Bianca ha consegnato ai giornalisti il nuovo "press kit", con le informazioni biografiche sugli altri leader del G8.

    Ma le pagine relative a Silvio Berlusconi avevano contenuti talmente aspri da sembrare volutamente offensivi.

    "Il premier italiano Silvio Berlusconi è stato uno dei più controversi leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio" esordiva il testo, descrivendo il premier italiano come "uomo d'affari con massiccie proprietà e grande influenza nei media internazionali" ovvero con meriti più economici che politici. Nelle righe seguenti il testo distribuito dalla Casa Bianca aggiungeva: "Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006".

    Trattandosi di un documento redatto a cura del team che prepara i viaggi presidenziali il "press kit" ha fatto sobbalzare i cronisti al seguito, soprattutto per gli accenni alla ricchezza personale di Berlusconi come volano del potere politico: "E' odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua "bella figura", ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata e la sua posizione di persona più ricca del Paese".

    Nelle ultime righe la biografia terminava ricordando episodi giovanili con toni macchiettistici: "guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso, si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e anche i compiti di altri studenti in cambio di soldi".

    La protesta italiana è stata inevitabile. L'ambasciata a Washington ha fatto conoscere alla Casa Bianca tutto il proprio disappunto a Tony Fratto, vice assistente del presidente, dopo ha diffuso un formale comunicato di scuse in merito ai "documenti di background che sono stati consegnati ai reporter al seguito del presidente".

    (Tratto testualmente dall'articolo de "La Stampa" dell'8 luglio scorso).

    22 luglio 2008

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    Lassismo.

    E' impressionante come ci si adegui in fretta a sopportare trascuratezze e lassismo e le loro degenerazioni, fino a quando non coinvolgano un qualche interesse di singoli o di gruppi che sono in grado e decidono di farsi sentire. Ad esempio per chi viaggia in treno gli avvisi sonori prevalenti sono ormai quelli che segnalano i ritardi, seguiti dalla formula di rito: "ci scusiamo per il disagio" e, quando ricorrono le condizioni, da qualche rimborso per il disservizio patito. Prima domenica di luglio, stazione di una certa importanza, acquisizione allo sportello di biglietto intercity plus per un treno che dovrebbe arrivare da lì a poco. Attesa nell'apposito spazio, riparandosi dall'acqua di un temporale sopravvenuto, che gocciola dal soffitto costruito da poco. Ora sul tabellone luminoso in corrispondenza del treno compaiono le lettere "ind", che la gentilezza dell'adita signora dello sportello traduce in "ritardo indeterminato". Saranno 45 minuti e non ricordo se nell'avviso sonoro ripetuto con martellante, provocatoria cadenza, c'erano anche le rituali, inutili scuse. Per i treni dei pendolari non consta che le cose vadano meglio; per non parlare della vetustà di una parte del materiale rotabile, della pulizia e via discorrendo. Si è in attesa di conoscere quando chi di dovere - spiegando perché succede - vorrà porvi rimedio.

    Tra i datori di lavoro dell'Astigiano spiccano per importanza l'Amministrazione provinciale ed il comune di Asti. Ne fanno fede la consistenza, la professionalità e l'importanza dei ruoli svolti dagli organici dei due Enti. Valorizzarne le potenzialità nell'interesse generale, dovrebbe rappresentare la priorità di chi vi si dedica. Invece la presidente della Provincia, costretta al tempo pieno in Parlamento, all'Astigiano non può che dedicare le briciole che, anche se di qualità, paiono insufficienti rispetto alle attese ed alle reali necessità.

    Da parte sua il sindaco di Asti pare aver scelto cadenze che lo portino alle quiescenza senza patemi, fidando sulla buona eredità ricevuta e sulla indubbia esperienza e capacità di dettare temi e priorità di suo gradimento. Sapendo di poter contare su un apparato collaudato, che intanto le cose di competenza le sa fare e fa come si deve, cosicché ai cittadini i conti paiono comunque tornare.

    In ambedue i casi resta il rammarico per l'occasione perduta.

    15 luglio 2008

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    Congresso mondiale degli architetti a Torino.

    Bondi ministro, Poletto Cardinale di Torino ed altre insigni persone sono intervenute al Congresso mondiale degli architetti che s'è tenuto nel capoluogo piemontese tra fine giugno e inizio luglio 2008, per censurare esacerbatamente le brutture architettoniche realizzate negli ultimi 60 anni, il primo, e per stigmatizzare l'inadeguatezza abitativa e sociale del nostro patrimonio edilizio, il Presule.

    Bruno Vespa, decano dei conduttori tv, vigile e professionale, non s'è certo esimito dal distribuire pillole di sapere nell'occasione.

    Intraprendenti e coraggiosi gli architetti italiani che hanno portato a Torino migliaia di colleghi da tutto il mondo, sapranno fare tesoro dei contributi emersi nel corso del riuscito confronto planetario, consapevoli che si guarda loro come interpreti di rilevanti interessi generali, condizionati peraltro dal consistente mercato delle seconde case usate per poche settimane all'anno, da scelte politiche poco lungimiranti di edilizia sociale e dalla speculazione fondiaria, volta a lucrare la rendita di posizione dei terreni, maturata a seguito dell'espansione di infrastrutture e servizi pubblici disposti dalle pubbliche amministrazione del corso del tempo.

    Brevi cenni personali a margine del congresso.

    E' irrimediabilmente contraddittorio ritenere che si possa continuare a costruire manufatti occupando terreni sottratti all'uso agricolo, mentre le bocche da sfamare aumenteranno dagli attuali 6,5 miliardi ad oltre 10 miliardi, nei prossimi 20-25 anni.

    E' la Terra come tale che l'Unesco dovrebbe dichiarare "patrimonio dell'umanità" e sottoporla a tutela e disciplina confacente.

    Pensare ad un Piano Regolatore dell'uso della Terra e di tutte le risorse che vi sono , iniziando ciascuno da casa propria e ripromettendoci di individuare coordinati equilibri generali più avanzati possibili.

    Esprimere il prodotto interno lordo (PIL) con unità di misura che tenga conto della quantità di energia necessaria per produrre i beni che concorrono a determinarlo, premiando chi riesce a risparmiare di più.

    10 luglio 2008

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    Tirare la cinghia.

    Per una fascia sempre più ampia di cittadini il costo della vita sta andando fuori controllo, specialmente per quanto riguarda i beni di prima necessità, i trasporti, le bollette dei servizi: luce e gas in testa. I motivi sono tremendamente semplici: sul mercato globale è aumentata la domanda di cereali ed il prezzo del petrolio continua la sua corsa verso l'alto secondo una logica ineludibile: se non si decide un uso intelligente di quel poco che c'è ancora, resteremo presto senza, e se mancano soluzioni alternative saranno … cavoli acidi! E tutto questo si abbatte intanto e subito come uno tsunami sui consumatori a reddito fisso: salari, stipendi, pensioni, lasciando dietro di sé iniquità umane e sociali inaccettabili. Infatti l'aumento dei prezzi è incessante e tempestivo, mentre l'adeguamento dei redditi fissi impiega mesi, se non anni, a mettersi in moto. Come se non bastasse aumenta anche l'inflazione - siamo ormai al 4% e anche oltre all'anno - falcidiando anche quel poco messo da parte per affrontare le emergenze. Se poi c'è il mutuo della casa da pagare, le cose si mettono veramente male.

    Si taglia non solo il "superfluo" ma anche il "necessario", ma non s'avvertono miglioramenti significativi, né s'intravedono tentativi seri ed efficaci da parte di chi di dovere per contenere questa escalation, che impoverisce sempre più chi già non ce la fa, lasciando indenne una parte della nostra società, portata a ritenere erroneamente che le priorità siano altre: immunità per le alte cariche dello Stato, sospensione dei processi per alcuni tipi di reato, limiti alle intercettazioni telefoniche disposte dai magistrati e restrizioni alla libertà di stampa per la loro pubblicazione, schedatura dei diversi solo perché tali e via discorrendo.

    Da questa situazione si può uscire in avanti utilizzando gli strumenti democratici per rappresentarla a chi se ne deve occupare: governo e parlamento di centro destra, proponendo cosa si dovrebbe fare per porla intanto sotto controllo, poi per rimetterla sui binari giusti, attribuendo la priorità a chi è messo peggio, ed applicando i principi costituzionali, prosaicamente traducibili in: da ciascuno secondo le rispettive capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni.

    Quindi dobbiamo essere tutti molto interessati a capire ed a fare del nostro meglio per affrontare l'attuale, difficile, passaggio storico, che per dimensioni ed implicanze ha caratteri di assoluta novità, e potrà determinare modi di vita ed equilibri sociali nuovi, ed anche una diversa e più equa distribuzione di risorse e di opportunità tra i cittadini del mondo, a partire dalle specificità di ogni singola realtà nazionale.

    08 luglio 2008

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    Salutarsi.

    Le cronache di questi giorni riportano due notizie di ordinaria quotidianità, ma dalle quali si rileva una sorta di inversione di competenze tra i protagonisti: l'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi e il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, che induce a riflettere.

    Il Presule ha infatti esortato a ridare slancio alla saggia e civile pratica del saluto, quando ci s'incontra per strada o in altre circostanze, mentre il Cavaliere ha colto l'occasione dell'inaugurazione di un nuovo campanile in Sardegna, per chiedere al Vescovo di Tempio Pausania durante la S. Messa, quando la Chiesa cambierà la regola che vieta la comunione ai divorziati come lui.

    L'autorevole richiamo di monsignor Tettamanzi coglie indubbiamente nel segno, e conferma che lo scambio dei saluti, già insegnato in famiglia e nelle scuole, consuetamente praticato ed ora trascurato, è un valore moderno ed attuale che aiuta a conoscersi e a ben disporsi gli uni verso gli altri, e rappresenta la necessaria premessa per sviluppare amicizia, fiducia, socialità, solidarietà e, perché no?, anche migliori condizioni di sicurezza per sé, la famiglia e i propri beni.

    Quanto alla domanda di Berlusconi - escludendo che sottintenda una banale perorazione - essa riguarda la sua coscienza, cioè intimamente se stesso, ed il suo rapporto con Dio. Il Signore buon pastore ama le sue pecore, e non si negherà certo a chi brama poterLo accogliere con animo limpido e retto, onorarlo con la preghiera e osservando i suoi comandamenti. Siccome non è dato conoscere quando ciò avverrà, occorre prepararsi e confidare nella Sua infinita bontà e misericordia, consapevoli che "solo i puri, coloro che non sono macchiati dal peccato possono ricevere l'ostia consacrata" (così il Papa Benedetto XVI° nell'omelia di domenica 22 giugno scorso).

    02 luglio 2008

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    Madre Terra.

    I produttori di petrolio membri dell'Opec hanno risposto no alla recente richiesta degli 8 Paesi più industrializzati del mondo, fra cui l'Italia, più Cina, India e Corea del Sud, di estrarre più petrolio per contenerne il prezzo. Non è una buona notizia, e comunque vadano le cose sarà difficile che in futuro il prezzo del greggio scenda, stante il fatto che ce n'è sempre meno, mentre la richiesta cresce in continuazione.

    Cosa può fare l'uomo della strada, il cittadino qualunque, di fronte ad una situazione del genere ?

    Intanto attrezzarsi per risparmiare, iniziando dagli impianti di riscaldamento, utilizzando caldaie a gas più moderne, che hanno un rendimento elevato in qualunque condizione di esercizio, mettendo i doppi vetri alle finestre e coibentando i solai, perché disperdano meno calore e adottando ogni altro accorgimento utile, compreso quello di non superare negli alloggi i 20 gradi di temperatura. Si può così risparmiare fino al 30%, e le spese sostenute per i miglioramenti possono essere detratte dall'Irpef fino al 55% del loro ammontare e "spalmate" in 10 anni, se utile.

    Per l'illuminazione utilizzare lampade a basso consumo: danno una buona luce ed i benefici si vedono già dalla prima bolletta.

    Ricordare che anche la raccolta differenziata dei rifiuti urbani contribuisce a risparmiare energia, perché consente di recuperare e riutilizzare materiali che ne hanno richiesta parecchia per la loro produzione.

    Ove possibile installare pannelli solari per riscaldare l'acqua sanitaria: bastano alcuni metri quadrati per garantire il fabbisogno di un appartamento. Se si vuole proseguire su questa strada, si può arrivare all'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (5-7 metri quadrati producono un kilowatt). Anche in questi casi si può godere di considerevoli contributi pubblici.

    Resta il punto interrogativo del nucleare. Le centrali attualmente esistenti sulla Terra e destinate alla produzione di energia elettrica, sono poco più di 400 e contribuiscono per meno del 10 % al totale di quella prodotta. Per di più la disponibilità di uranio necessario per il loro funzionamento è limitata. Inoltre non si sa come smaltire in condizioni di sicurezza e per centinaia di anni le scorie prodotte, ed occorre un mare di energia per costruirne di nuove.

    Dovendo decidere in che direzione utilizzare il petrolio che ci rimane, pare ragionevole sviluppare ricerche e tecnologie per l'utilizzo di risorse rinnovabili, che potrebbero fornire in tempi ragionevoli (anno 2020) fino al 20% del totale dell'energia necessaria. Sollecitandoci ad adottare, comunque e fin da subito, consapevoli, indispensabili e generalizzati comportamenti virtuosi, in sintonia con le conoscenze scientifiche più avanzate e nel rispetto di nostra Madre Terra.

    15 giugno 2008

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    Il Tempo.

    L'ultimo sabato di maggio scorso Monastero Bormida ha ospitato un convegno sull'esperienza di cinque anni della locale "Banca del Tempo" e sulle sue prospettive future. Si tratta di una Banca particolare che gestisce un bene immateriale, il Tempo per l'appunto, depositato gratuitamente dai soci secondo le personali disponibilità, ed utilizzato attraverso un circuito virtuoso da chiunque ne abbia bisogno. Il funzionamento della Banca del Tempo è emerso in tutta la sua originalità dagli interventi dei protagonisti, mentre la risorsa Tempo è stata efficacemente investita per soddisfare esigenze personali e comuni manifestate dai soci. Ne ha tratto altresì giovamento e sviluppo la socialità delle persone coinvolte, mentre le diversità umane e di vita hanno concorso positivamente alla realizzazione di sé e degli obiettivi perseguiti.

    Il Tempo come dono, schiude prospettive inedite di civiltà, di cui si alimenta la qualità dell'esistenza, fondata su valori antichi e sempre attuali come la solidarietà, il rispetto della persona, la condivisione, la fiducia e la stima reciproca, il piacere di stare insieme a fare cose a beneficio di ciascuno e di tutti.

    Le basi teoriche e culturali della Banca del Tempo sono contenute nel documento del Convegno: "Il tempo tra dono e scambio" curato da Susy Zanardo del Centro Interuniversitario per gli Studi sull'Etica (Venezia).

    Alle recenti affermazioni del Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che le crisi finanziarie che coinvolgono l'Occidente potranno essere risolte entro un anno, hanno fatto riscontro le motivate considerazioni del giurista Guido Rossi, formulate in occasione del Festival dell'Economia a Trento, che i tempi saranno ben più lunghi ed aspro il cammino per giungervi. Infatti in sofferenza non ci sarebbero solo i mutui Usa per l'acquisto dell'abitazione, ma anche altri strumenti per l'ammontare si oltre 45 mila miliardi di dollari, pari a cinque volte il debito pubblico americano. Come se non bastasse, egli aggiunge che a determinare questo stato di cose è la mutata natura del capitalismo, nel quale non si investe più in azioni, cioè nell'acquisto di porzioni di aziende che producono beni, bensì in strumenti finanziari di ogni genere, mentre quanto si sta facendo per tamponare le crisi in atto non raggiunge lo scopo. Rossi ribadisce infine che alla Banca d'Italia compete, tra l'altro, la vigilanza e la difesa dei diritti dei risparmiatori.

    Occhio dunque, affinché a lasciarci le penne non sia ancora una volta Pantalone con i risparmi di una vita!

    10 giugno 2008

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    Patrimonio dell'Umanità.

    La Regione Piemonte ha diffuso recentemente un documento sull'andamento dei flussi turistici, da cui risulta per l'Astigiano una situazione di attesa, cui s'aggiunge la constatazione che una parte del potenziale di cui dispone il comparto resta inutilizzato. Chi s'occupa di queste cose (esauriente in proposito la lettera di Giuseppe Bracciale, Presidente Atl Astiturismo pubblicata da "La Stampa" del 27 maggio scorso) saprà trarvi elementi utili per individuare nuove prospettive e migliorare il funzionamento del sistema, mentre sono fin d'ora possibili alcune riflessioni.

    La convenienza reciproca per l'Alessandrino, l'Astigiano e il Cuneese ad operare di concerto pare scontata. Occorre dunque proseguire e sviluppare i rapporti in corso e attuare le iniziative già possibili, giovandosi anche del lavoro svolto per ottenere dall'Unesco il riconoscimento di "Patrimonio dell'Umanità" per porzioni di territorio e manufatti destinati alla vitivinicoltura e situati nelle rispettive Province. Sono chiamati a fare la loro parte con più determinazione i Comuni (specie quelli capoluogo) e le Province, che, insieme agli Enti economici e finanziari e di servizio ed altre realtà interessate, potranno darsi indirizzi comuni, sostanziando il tutto con impegni formali e stanziamenti nei rispettivi bilanci; cosicché gli operatori sul territorio possano contare su elementi certi per agire di conseguenza.

    Con i prezzi del petrolio e degli altri combustibili fossili che aumentano incessantemente, per la forte richiesta proveniente da India e Cina - le cui economie viaggiano con incrementi da capogiro - e per lo smodato prelievo effettuato dalla seconda metà del secolo scorso, è difficile ipotizzare dove si andrà a parare. Tornano prepotentemente d'attualità diffuse iniziative volte a risparmiare energia ed a produrla attraverso fonti rinnovabili: acqua, vento, sole, maree e quant'altre già disponibili, o che la ricerca via via individuerà. Si torna a parlare del ricorso al nucleare, senza aver dissipato i legittimi timori sulla sicurezza degli impianti e sulla possibilità di stoccaggio delle scorie, che portarono a suo tempo al referendum con il quale i cittadini bloccarono la costruzione di queste centrali in Italia. Fior di studiosi, scienziati ed esperti ritengono che ci troveremo presto a fare i conti con l'esaurimento dei giacimenti formatisi nel corso di milioni di anni, e saranno guai seri se non prepariamo per tempo alternative, che consentano alla Terra ed a tutti i suoi abitanti di realizzare ambite condizioni di vita, possibili solo se fondate sulla qualità che può essere sviluppata senza limiti, purché s'attinga l'energia necessaria da fonti rinnovabili secondo i cicli vitali che regolano l'Universo.

    03 giugno 2008

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    Ernesto Baroni.

    Ernesto Baroni non è più tra noi.

    Medico, Partigiano, Terziario domenicano, è scritto nel suo necrologio.

    Nato nel 1921. Dopo la morte della moglie qualche anno fa, viveva con la famiglia di una nipote. Ha fatto il medico della mutua fino a 75 anni. La persona incaricata dei manifesti che ne annunciavano la morte non sapeva bene dove affiggerli nella zona in cui egli aveva l'ambulatorio. Entrata in un bar per chiedere informazione s'è trovata ben presto circondata da persone che in men che non si dica hanno comunicato la ferale notizia, memori e depositari di aneddoti che ne tratteggiavano con immediatezza, umanità, professionalità, generosità, sapienza, dedizione, che la dicevano lunga sulla profondità dei rapporti intercorsi con lui.

    Per me e per il gruppo di giovani con i quali iniziai ad occuparmi di politica, Ernesto fu un maestro di vita. Anni intensi di studio e di iniziative, "prassi, teoria, prassi", diventò familiare come modo concreto di operare, e si innestò con naturalezza nella mie esperienze di lavoro in fabbrica e le nobilitò.

    L'unitarietà e unicità della persona, gli aspetti morali, culturali, politici, economici e giuridici, sotto i cui profili esaminare avvenimenti e problemi, furono acquisizioni essenziali, che mantengono intatta la loro validità e utilità.

    Profuse il meglio di sé per aiutarci a crescere, tenendo conto delle caratteristiche di ognuno di noi, esprimendo un'autorevolezza che gli derivava non dalla carica o da un ruolo, ma dalla validità che l'interlocutore riconosceva agli insegnamenti che riceveva.

    La fede vissuta come dono da condividere e partecipare nei rapporti e relazioni con le persone. Lo stimolo all'impegno implicito nella logica stringente con la quale comunicava il suo pensiero e la coerenza personale con cui lo praticava.

    I partiti come strumento importante ma non esaustivo dei modi di fare politica. La Resistenza e la lotta di Liberazione contro il nazifascismo come occasione storica, per la pratica dei principi e valori continuamente vissuti e alimentati di libertà, solidarietà, lealtà, esercizio della responsabilità, nella gratificante continua ricerca e pratica del vero e del bene, intesi come contributo di ognuno e di tutti per vivere meglio ed in pace nel mondo.

    Grazie, Ernesto.

    16 maggio 2008

    Qui alcuni cenni biografici su Ernesto Baroni.



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    1° Maggio.

    Il 1° Maggio è stato festeggiato in tutto il mondo il lavoro, sul quale è fondata la nostra Repubblica Democratica (art. 1 della Costituzione).

    Nel ballottaggio per le elezioni provinciali ha prevalso l'Armosino con Pdl e Lega, su Peretti del Partito Democratico e l'Idv. In Asti città, lo scarto di voti a favore della vincente è stato modesto, più netto in provincia. Risultato finale 58% a 42%. Buon lavoro alla nuova Presidente stacanovista, ed alla maggioranza che la sostiene, nell'impegnativo compito di rimettere in moto l'Ente su obiettivi concreti, che contribuiscano, tra l'altro, a sostenere i nostri piccoli Comuni sempre più in difficoltà a districarsi tra la congerie di adempimenti, e ponendo un'attenzione particolare alla difficile situazione occupazionale ed all'economia in sofferenza.

    Resta ancora aperto l'interrogativo sul perché Marmo abbia inopinatamente interrotto la legislatura dimettendosi, e costringendo l'Astigiano a nuove elezioni, di cui nessuno sentiva il bisogno. Infatti è fare torto alla sua capacità manovriera in termini di potere, ritenere che egli abbia agito così per candidarsi in Parlamento senza alcuna possibilità di essere eletto e, perdipiù, facendo litigare e dividere elettoralmente il partito cui era riapprodato dopo non poco tergiversare, per restare alla fine con un pugno di mosche. Anche Roma è stata conquistata dalla destra con la vittoria di Alemanno su Rutelli al ballottaggio. Le parole con le quali Alemanno s'è espresso sulla sicurezza in campagna elettorale, pare abbiano fatto pendere il piatto della bilancia dalla sua parte. Il centrosinistra ha guidato le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi lustri ottenendo risultati che hanno riscosso il consenso dei cittadini, come il patrimonio di opere pubbliche ed il salto qualitativo dell'economia capitolina, di cui continueranno a beneficiare i romani ed i milioni di persone accolte ogni anno e provenienti da ogni parte del mondo.

    Veda la destra di fare altrettanto e meglio, specie per quanto riguarda la realizzazione delle promesse fatte in campagna elettorale, colmando anche eventuali lacune attribuite alle amministrazioni passate.

    Da come sono andate le cose, si constata che il voto espresso in questa tornata elettorale, ha confermato che la "rendita politica" perde peso a vantaggio dell'uso del voto più diretto, libero e "spregiudicato". Cioè gli elettori premiano e puniscono andando dritti allo scopo, sempre meno influenzati da fideismi o remore ideologiche. Si tratta di un comportamento nuovo che, se si coniuga con una maggiore consapevolezza e capacità di assumersi responsabilità, non potrà che giovare alla vita democratica del nostro Paese.

    06 maggio 2008

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    Buon lavoro.

    Nell'astigiano le elezioni avranno una coda: il ballottaggio in Provincia tra Armosino (già rieletta alla Camera) e Peretti, che si terrà l'ultima domenica di aprile. Ritornare a votare, e farlo senza defezioni, s'impone per chi non desidera ripetere la gestione Marmo, centrodestra, dimessosi inopinatamente, che ha utilizzato le notevoli risorse di cui dispone l'Ente più per apparire che per fare, quindi con deludenti risultati concreti per l'interesse generale.

    Mariangela Cotto ha seguito con tenacia un percorso elettorale irto di difficoltà, conseguendo un risultato di tutto rispetto, che può ancora giocare un ruolo non da poco nel ballottaggio. Analogo ragionamento vale per Dino Scanavino che ha concorso significativamente a tenere la Sinistra Arcobaleno oltre al 6%, che, se ottenuto nazionalmente, avrebbe consentito di superare lo sbarramento (4%) e di costituire un gruppo parlamentare alla Camera.

    La destra composta dal Popolo della libertà, dalla Lega e dal Movimento per le autonomie al sud, ha vinto le elezioni politiche con onore e oneri relativi. L'onore di essere alla guida del Paese; gli oneri: di perseguire e realizzare l'interesse generale ed il bene comune, avendo come stella polare la Costituzione, patto tra gli italiani su cui si regge la nostra Repubblica Democratica fondata sul lavoro, nata dalla Resistenza nella vittoriosa lotta di Liberazione contro il nazifascismo.

    Il Partito Democratico ha svolto un rilevante lavoro per la semplificazione e modernizzazione del quadro politico e istituzionale. Insieme all'Italia dei valori ha conseguito un buon risultato elettorale che consentirà di svolgere un efficace opposizione e prepararsi all'alternanza di governo, propria del sistema bipolare che si sta realizzando.

    L'Udc è presente alla Camera con un significativo gruppo di deputati, e al Senato con un esigua "presenza testimoniale". La Sinistra Arcobaleno non ha superato lo sbarramento e non è entrata in Parlamento, determinando una situazione inedita che pone, non solo ai diretti interessati, interrogativi che non possono rimanere senza risposta.

    L'astigiano ha espresso tre deputati: Armosino (Pdl), Fiorio (PD), Fogliato (Lega). Calabrese (PD), primo non eletto al Senato, potrebbe entrarci se la Bonino andrà a fare il Commissario europeo.

    Chi ritiene di aver ricevuto meno di quanto meritava potrà rifarsi alla prossima tornata. Intanto c'è da fare per tutti. Buon lavoro!

    22 aprile 2008

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    Schegge.

    Grazie a Dio tutto è ... com'è.

    Libertà non è liberarsi della vita ma nella vita.

    Saggezza è non chiamare battaglia ciò che è "soltanto" esistenza.

    Loro morivano di fame, ma anche noi avevamo i nostri problemi: l'auto faceva le bizze!

    Se l'interruttore della luce è in mano ad altri, quando meno te l'aspetti puoi restare al buio.

    Ed il vecchio grillo smise improvvisamente di cantare: non era un capriccio ma un segnale.

    Ora che anche le api muoiono a migliaia, non capisci ancora?

    Lo stridio di freni non valse a fermare ... la morte.

    Ognuno può essere padrone di tutto ciò che non si compra col denaro.

    La quantità ha un limite, la qualità è infinita.

    Nemmeno la forza di venti tir riuscì a spostarlo di un millimetro: era un preconcetto.

    Rimani pure indifferente piuttosto di portare fiele al fiume dei veleni.

    Non è peccato rubare un pizzico di cielo per tingere un animo di sereno.

    L'inutilità del parlare è dimostrata dalla mancanza di ascolto.

    A pensarci bene è meglio essere che apparire.

    Non sempre vincere giova alla salute.

    Correre, correre, correre: dove? perché?.

    Compatibilità è vivere in armonia con gli altri e con la Terra che ci ospita.

    16 aprile 2008

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    Villafranca d'Asti.

    Messaggio per l'incontro elettorale del 10.04.08 a Villafranca (latore Paolo Volpe).

    Vorrei poter essere ubiquo, cioè da voi e a Bubbio, dove sono per promessa fatta in precedenza. Qualche anno fa forse ci avrei provato sul serio: un po' là e un po' qua. Ora non è più il tempo e sto con voi cari amiche ed amici, ... per corrispondenza!

    Viviamo una stagione che mi ricorda l'Ulivo del 1996, quando ci accorgemmo di potercela fare verso la fine della campagna elettorale. E ce la facemmo alla grande grazie a tante donne, uomini, molti giovani, infervorati ed entusiasti di interpretare da protagonisti la prima fase di una vicenda che ha innovato profondamente la politica nel nostro Paese; politica che domenica e lunedì prossimi è messa alla prova. In mezzo, nazionalmente parlando, c'è stato l'ingresso nell'euro con i primi, 12 punti ridotti al debito pubblico (da 1,24 a 1,12), snelliti gli adempimenti nella vita dei Comuni, introdotti elementi importanti di federalismo modificando la seconda parte della Costituzione, liberalizzato il commercio, e molto altro ancora.

    La vittoria del centrosinistra con "il Grappolo" in provincia di Asti, e Pino Goria che s'avvia alla presidenza con suo figlio, ancora ragazzo, sulle spalle.

    No, niente "amarcord" anche se qualcosa che gli assomiglia mi trapela dal cuore e dalla mente. Contemporaneamente la seconda legislatura, 1995 - 1999, qui a Villafranca, realizzando opere pubbliche ed altre importanti iniziative attese da decenni. Tutto per merito di un faticoso ed esaltante lavoro di squadra, in cui il carisma e l'impegno di ciascuno ha concorso in modo determinante a conseguire gli obiettivi promessi e perseguiti, ed alla ineguagliabile partecipazione della popolazione in ogni fase di questo lavoro.

    Quel tempo può tornare, rinnovato. C'è il Partito Democratico, meno partito e più servizio ai cittadini, alle famiglie, a partire dalle loro esigenze di vita, di salute, di lavoro, di sicurezza, di più equa ripartizione delle risorse che tutti concorriamo a produrre.

    Veltroni si è fatto un tombino così, su e giù per l'Italia: è giovane, bravo, si impegna, ci crede e si vede. Ma c'è bisogno di noi, del nostro impegno e del consenso dei cittadini per proseguire.

    Il banco di prova è rappresentato dalle elezioni, sia politiche che provinciali. Tutti i voti sono importanti, quelli dei giovani e delle donne avranno però un significato particolare perché esprimeranno la tendenza della modernità. I programmi non sono tutti uguali: quelli seri dicono quanto costano le promesse e dove si prendono i soldi per realizzarle. In provincia il presidente Marmo si è dimesso per presentarsi candidato alle politiche con la destra, con una posizione in lista che nemmeno un miracolo può consentirgli l'elezione! Le due Marie hanno rotto l'ex Casa della libertà (ora Popolo) e vanno alle elezioni divise: per una è addirittura in corso l'espulsione dal partito! Ci sono nostri concittadini in lista, con una o con l'altra, che ripromettono il casello autostradale (senza poterlo garantire, si precisa!), oppure sciorinano mutande non si sa bene con quale intento.

    Per noi gli obiettivi sono chiari: battere la destra alle politiche, dopo una rimonta entusiasmante, votando Partito Democratico, Veltroni Presidente. Andare al ballottaggio con Roberto Peretti e la sua lista in provincia, poi vincere al ballottaggio.

    Il programma del Partito Democratico per l'Italia è noto; quello di Roberto Peretti in provincia anche. Se vinciamo abbiamo assunto con gli elettori l'impegno di realizzarli entrambi, stabilendo anche le priorità.

    L'Astigiano ha sempre fatto la sua parte, specie nelle circostanze importanti come l'attuale. Sono convinto che anche stavolta non verrà meno all'appuntamento.

    Saluto con affetto e simpatia tutti voi presenti, e per vostro tramite la terra che mi è cara ed ai cui destini sono fiero di partecipare insieme a voi tutti.

    10 aprile 2008

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    Vademecum per le elezioni.

    Vademecum per le elezioni del 13 -14 aprile 2008. Rinnovo del Parlamento ed elezione del Presidente e del Consiglio della Provincia di Asti.

    Tutti i voti sono importanti, quelli dei giovani e delle donne avranno però un significato particolare, perché esprimeranno la tendenza della modernità. Per cambiare in meglio le cose non c'è altra strada all'infuori dell'impegno politico democratico, e le elezioni rappresentano una tappa importante di questo impegno. I programmi non sono tutti uguali: quelli seri dicono quanto costano le promesse e dove si prendono i soldi per realizzarle. Altrimenti contano nulla. Con l'attuale legge per le elezioni nazionali, definita "porcata" o "porcellum" dagli stessi estensori del centrodestra, saranno eletti i candidati inseriti in alto nelle varie liste formate dai partiti: se non piacciono non resta che negare il voto alla lista che li propone. Vincerà le elezioni il partito (singolo o apparentato) che otterrà almeno un voto in più della concorrenza. Alla Camera dei Deputati chi vince (su base nazionale) sarà premiato con alcune decine di parlamentari in più. Al Senato il premio è calcolato su base regionale, che si stima produrrà maggioranze più risicate. Alla Camera le liste che non supereranno lo sbarramento del 4% dei voti non eleggeranno deputati; la stessa cosa capiterà al Senato per chi non supererà l'8% dei voti. Il centrodestra ha perso per strada il centro, il centrosinistra - Partito Democratico è il competitore nuovo. In scena ci sono altri soggetti che non accettano il ruolo di comprimari o comparse, a priori. Come e più di sempre occorre quindi votare con la testa sveglia ed i piedi per terra.

    Per cambiare in meglio le cose in provincia di Asti conterà la preparazione, l'entusiasmo la generosità, la voglia di fare dei candidati giovani, che rappresentano la vera novità di queste elezioni. Vince chi ottiene almeno 50% più uno dei voti. Altrimenti se la giocheranno al ballottaggio le due formazioni che otterranno più voti.

    Urge ridare slancio all'Amministrazione provinciale e ricercare intese con le diverse presenze istituzionali (Comuni, Comunità montane, Unioni collinari) ed altre realtà operanti sul territorio, per promuovere e valorizzare il lavoro, sostenere qualità e innovazione del sistema produttivo, utilizzare appieno le irripetibili peculiarità che caratterizzano l'astigiano: paesaggio, accoglienza, cultura, arte, folclore e storia, coinvolgendo Scuola e Università. Va in questa direzione l'impegno per il riconoscimento da parte dell'Unesco di consistenti porzioni del nostro territorio vitivinicolo e delle strutture relative, come "Patrimonio dell'Umanità".

    Coraggio quindi, potrebbe essere la volta buona.

    8 aprile 2008

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    Bieca convenienza.

    Quella che stiamo vivendo è una campagna elettorale strana, che pare condotta per lo più sui sondaggi usati come clave, come se non bastasse la legge "porcata" o "porcellum" voluta dal centrodestra, in forza della quale sono i partiti a decidere chi viene eletto inserendolo in alto nelle liste dei candidati. Quindi dovremmo anche votare come prevedono i sondaggi (sic!), e non come la testa di ciascuno di noi deciderà, magari all'ultimo momento sulla base di ragionamenti che a nessun altro è dato conoscere.

    Probabilmente saranno ragionamenti di "bieca convenienza", nel senso che ciascuno sceglierà la formazione politica che ritiene interpreti meglio i proprii interessi materiali, i desideri, le idealità, la visione della vita, e che possa far pesare tutto questo nei momenti in cui si decide democraticamente. E si agirà così, certo riferendosi ai programmi elettorali, ma soprattutto ricordando il comportamento concreto tenuto dalla formazione politica nel corso del tempo, specie se essa ha avuto ruoli di responsabilità in governi nazionali o locali. E tutto ciò potrà ribaltare, stravolgere i sondaggi, com'è già successo, perché gli elettori colgono a pelle quand'è giunto il tempo di impuntarsi e dire la loro in modo anche spavaldo, mandando gambe all'aria, saccenza, supponenza e disistima di chi crede di poterli manipolare a proprio piacimento.

    Per certo questa volta i cittadini non cadranno in due trappole: votare per fare dispetto o contro qualcuno o qualcosa, votare senza tenere conto degli esiti concreti che il loro voto determinerà.

    Infatti la legge elettorale "porcata" è stata costruita per produrre maggioranze esigue in Senato, mentre gli interessi del Paese richiedono la formazione di governi che dispongano nelle due camere (dei Deputati e Senato) di maggioranze che consentano di lavorare sodo e per tutta la legislatura, come s'è verificato solo due volte nel corso delle ultime quattro legislature: al centrosinistra - Ulivo nel 1996-2001, ed al centrodestra - Polo delle Libertà nel 2001-2006. Gli esiti concreti di queste due legislature sono ancora nella memoria recente dei cittadini, così come la capacità e i limiti delle forze politiche che vi svolsero ruoli di governo. Confrontare queste esperienze per trarne elementi che aiutino nelle scelte prossime venture, potrebbe rappresentare un esercizio tutt'altro che inutile.

    18 marzo 2008

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    Ancora morti bianche.

    Altra strage sul lavoro a Molfetta.

    Quattro operai e il titolare della ditta vittime di esalazioni venefiche formatesi nella cisterna di un autotreno che si apprestavano a pulire. Si parte da casa per andare al lavoro e non si sa se si ritornerà vivi. Situazione inaccettabile, e che confligge drammaticamente con il diritto alla vita e alla salute, sancito dalla nostra Costituzione Repubblicana.

    Le leggi ci sono, ne faranno altre più cogenti, magari con sanzioni più pesanti per chi trasgredisce. Ma sappiamo già fin d'ora che non basterà, se ad esse non si accompagna una seria e competente vigilanza sulla loro applicazione, ed una preparazione accurata e aggiornata dei lavoratori circa la prevenzione concretamente attuata. La stabilizzazione del rapporto di lavoro consente poi ai prestatori d'opera ed agli imprenditori (uso categorie un po' datate ma non desuete), di investire reciprocamente nel medesimo, anche in termini di sicurezza e preparazione, certi che delle positive ricadute se ne potranno giovare entrambi nel tempo.

    Far convergere quindi energie, risorse e disponibilità ad operare nel senso di cui sopra, è la strada da percorrere per realizzare i idonei e diffusi standard di sicurezza, capaci di sconfiggere la piaga delle "morti bianche" che affligge il nostro Paese.

    6 marzo 2008

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    Thyssen Krupp.

    Doveva verificarsi la tragicità indicibile alla Thyssen Krupp di Torino ed esserci una magistratura che ci sa fare e fa, perché fosse applicato lo spirito e la lettera dell'architrave della nostra Costituzione Repubblicana: il lavoro come elemento fondativo e diritto - dovere di tutti i cittadini, lo sviluppo della persona umana come obiettivo, i lavoratori quale componente essenziale della vita del Paese (articoli 1, 2,3 e 4).

    In buona sostanza il sostituto Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello ha concluso in meno di tre mesi l'inchiesta sull'incendio nello stabilimento della Thyssen Krupp di Torino, a seguito del quale hanno perso la vita sette operai. Sulla base di quanto accertato è indagato di omicidio volontario con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale, l'amministratore delegato Harald Espenhahan che, insieme a cinque suoi dirigenti, avrebbe omesso di attuare le prescritte norme antinfortunistiche atte a prevenire l'incendio e ad evitare la strage.

    Non v'è dubbio che sarà il processo a chiarire e definire come sono andate le cose e a sanzionare gli eventuali reati. Già fin d'ora però, si può asserire che è stato compiuto un importante passo avanti nel riconoscere concretamente il diritto alla sicurezza sul posto di lavoro; sicurezza che va garantita innanzitutto a tutela e salvaguardia dell'integrità personale dei lavoratori. E ciò non può venir meno per nessuna ragione, pena l'assunzione di gravi responsabilità penali a carico dei preposti che non vi adempiano.

    Le dimissioni di Marmo da presidente della Provincia sono definitive: costernazione tra i collaboratori stretti, sollievo per il bilancio. L'interessato sarebbe in attesa di conoscere il suo destino circa la candidatura alle elezioni politiche del 13 - 14 aprile prossimo. Marmo "senza rete", da non crederci, questa è la notizia!

    La Sinistra Arcobaleno, è la nuova formazione politica che assembla Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra Democratica. Si è costituita anche ad Asti e provincia come esperienza nuova, unitaria e plurale, con l'intento di dire la sua già nella prossima tornata elettorale.

    Recenti ricerche inglesi dimostrerebbero che il seme maschile che si ottiene dopo aver assunto Viagra, non è gradito dagli ovuli femminili, in difficoltà a scegliere lo spermatozoo da cui farsi fecondare. Ne consegue che l'artificioso potenziamento della virilità sarebbe controindicato per le coppie che desiderano avere figli. Se fosse così, è proprio vero che non si finisce mai di imparare!

    4 marzo 2008

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    La moglie di Cesare.

    Prende corpo e diventa concretamente applicabile un pensiero comune, trasversale alle forze politiche, che cioè chi si candida alle elezioni per svolgere un qualsivoglia ruolo politico di natura istituzionale "debba essere al di sopra di ogni sospetto, e vale per Giulio Cesare e per sua moglie", e "che se uno è indagato o, a maggior ragione, condannato per reati particolarmente odiosi, come la corruzione, o che abbiano a che fare con l'associazione mafiosa, opportunità vorrebbe che nella composizione delle liste ci fosse più rigore e più scrupolo. Parlo anche solo di opportunità: in attesa di sentenza definitiva, si può anche saltare un giro" (Gianfranco Fini La stampa 20.02.08).

    Si tratta di una presa di posizione assunta da tempo dal Partito Democratico astigiano e ribadita di recente con il "candidato etico", cioè in lista non ci devono essere condannati per reati gravi anche solo in primo grado, né patteggianti. Una sorta di autodisciplina dei partiti dunque, più restrittiva delle norme di legge che regolano la materia. Anche per non ricadere nella riprovevole tentazione di candidare e fare eleggere persone per sottrarle in qualche modo al giudizio della legge, che, giova ricordarlo, è uguale per tutti, quindi non ammette sotterfugi o privilegi di alcun genere.

    Un comportamento siffatto assume particolare significato nella prossima tornata elettorale del 13 - 14 aprile, perché in forza della legge "porcata" o "porcellum" (ereditata dal centrodestra), la collocazione nelle "teste di lista" dei candidati che possono venire eletti, è delegata ai partiti, cosicché gli elettori, non potendo influire diversamente su tale scelta, potranno almeno biasimare i partiti corrivi non votandoli.

    Che si tratti di materia sensibile, risulta dall'attenzione che vi pongono i cittadini con la loro partecipazione attiva alle iniziative che ne trattano, non ultima in ordine di tempo la manifestazione della scorsa settimana con Marco Travaglio al Teatro Alfieri di Asti, la cui capienza non è stata sufficiente ad accogliere tutti quelli che avrebbero desiderato essere presenti.

    Tra i tradizionali elementi distintivi della politica, mantiene quindi il primo posto il programma, ma si ripropone con forza l'etica, assunta come discriminante.

    Ridando ai cittadini il senso che occuparsi della cosa pubblica presuppone certo la fedina penale pulita, ma significa soprattutto porre a disposizione il vissuto di persone normali che praticano il valore antico e sempre attuale della probità, con le competenze e le capacità di cui esse dispongono, il tutto esercitato nell'interesse pubblico e generale e del bene comune, entro cui devono trovare soddisfazione le legittime attese di ciascuno, secondo i principi sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana.

    26 febbraio 2008

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    Walter Veltroni ha già vinto perchè il futuro gli appartiene

    Riporto qui di seguito l'articolo di Gabriele Polo apparso sul Manifesto di ieri, domenica 17 febbraio 2008.

    Una vincente aporia (di Gabriele Polo)

    Walter Veltroni ha già vinto. "Il futuro gli appartiene", scrivevamo dopo il suo intervento all'ultimo congresso dei Ds, quasi un anno fa. Ieri, con il discorso programmatico che ha aperto la campagna elettorale del Pd, ha definitivamente imposto il suo stile all'intero panorama politico.

    Perché il veltronismo è la prosecuzione del berlusconismo con tutt'altri mezzi: la nuova autobiografia nazionale. Se Berlusconi incarnava lo spirito aggressivo di una società impaurita e perciò egoisticamente violenta, Veltroni raccoglie il desiderio di normalità di un'Italia spossata e stanca, indebolita dall'impoverimento economico, parcellizzata dalla disgregazione sociale, provata fino all'estremo dagli scontri istituzionali, svuotata dal consumo delle idealità.

    Walter Veltroni per provare a vincere (e può vincere) il prossimo 13 aprile non ha nemmeno bisogno di nominare il suo avversario. Anzi, non deve nominarlo, perché quel nome è sinonimo di lacerazioni e conflitti non previsti nella costituzione materiale del "partito unico" (il raccoglitore che può tenere insieme l'operaio della Thyssen con il presidente dei giovani industriali). E, al tempo stesso, il leader del Pd sa bene quanto, più ancora che la solitaria scelta di Casini, conterà il meccanismo del "voto utile" per far convogliare su di lui ciò che resta dell'antiberlusconismo elettorale (anche grazie a Di Pietro).

    Walter Veltroni ha presentato un programma stringato e ovvio, comprensibile e generico: perfetto. Perché fa sembrare un evento la buona amministrazione dell'esistente, evoca come un sogno realizzabile la coesione sociale a sorreggere la stabilità politica. Riesuma l'orgoglio nazionale degli italiani brava gente da valorizzare nel mondo dell'ingerenza umanitaria. Rilancia lo sviluppo della comunità produttiva da realizzare nell'interesse comune di capitale e lavoro. Ipotizza la figura dello stato soccorritore, che riduce la pressione fiscale sia per l'impresa che per i lavoratori, che rassicura i cittadini sul piano della sicurezza personale, che ammoderna le infrastrutture e gestisce gli attriti ambientali. Un'efficace aporia elettorale che parla a un paese bisognoso di conforto.

    Poco importa, ai fini della contesa del 13 aprile, che glissi sui nodi della laicità, dei diritti, dei conflitti sociali, delle risorse limitate. Ciò che conta è la sua immediata spendibilità. Sapendo che dopo le elezioni, chiunque sia il vincitore lo sarà di misura e dovrà accordarsi con lo sconfitto: ma il terreno di quel compromesso è ora già scritto. In dodici punti.

    Walter Veltroni ha aperto la sua stagione. Lascia un ampio spazio a sinistra. Più in prospettiva che nell'immediato, più sulla carta che nella realtà. Per occuparlo non basta affermare la necessità (ovvia) dell'esistenza di una sinistra parlamentare se non si mette in campo un'idea alternativa di società. Ma questo è un altro discorso, tutto da fare. Non riguarda il candidato del Pd. E nemmeno gli interessa.

    18 febbraio 2008

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    Porcellum.

    Di riffa o di raffa la "porcata" o il "porcellum" che dir si voglia, continuerà ad essere la legge che disciplina le elezioni politiche anticipate che si terranno il 13 e 14 aprile prossimo.

    A nulla sono valsi infatti i lodevoli tentativi del Capo dello Stato Napolitano e del Presidente del Senato Marini, di trovare una maggioranza parlamentare disponibile a cancellare l'obbrobrio, approvato dal centrodestra sul finire della scorsa legislatura.

    Per comprendere di che astruseria si tratta, basta considerare che nelle elezioni del 2006 con 24 mila voti in più, alla Camera dei deputati s'è potuta insediare una maggioranza consistente, mentre in Senato questo non è stato possibile, ragion per cui ne è scaturita una maggioranza di soli 3 seggi, che ha lavorato per meriti propri, e non certo perché aiutata dalla legge in base alla quale essa s'è costituita!

    Quindi se dalle urne delle prossime elezioni politiche uscissero ancora risicate maggioranze parlamentari saremmo di nuovo daccapo. Con l'aggiunta di una ulteriore debolezza per il parlamento, in quanto risulterebbe eletto con una legge che, in un modo (riforma parlamentare), o nell'altro (prevedibile abrogazione con il referendum già ammesso dalla Corte Costituzionale e rinviato al maggio 2009), sarebbe cancellata dall'ordinamento nel corso della legislatura stessa.

    Per non trovarci in un siffatto pasticcio serve un vigoroso colpo di reni, che cioè dalle urne delle prossime elezioni esca una significativa maggioranza nei due rami del Parlamento (Camera e Senato), per l'uno o per l'altro polo. Centrosinistra o centrodestra. Tutto campo o tutto prato. Non valgono mezze misure.

    Non facendoci fuorviare da specchietti per le allodole, ma valutando con i piedi per terra a chi affidare il governo del Paese per la prossima legislatura, che si presenta in una fase delicata della nostra giovane storia repubblicana.

    Gli elementi per decidere consapevolmente si possono ricavare dai risultati di questi anni, in cui centrodestra e centrosinistra si sono avvicendati alla guida del Paese. Valutando capacità dimostrate e risultati ottenuti, per quanto riguarda gli interessi generali ed il bene comune degli italiani. Con un occhio di riguardo per quanto è stato fatto, in particolare: per mettere in ordine i conti dello Stato, le provvidenze per le persone e le famiglie in difficoltà, il lavoro, la sicurezza, la giustizia e la coesione sociale. Diritti e doveri costituzionalmente riconosciuti resi democraticamente più praticabili, anche con nuovi strumenti che aiutano i cittadini a far bene la loro parte.

    12 febbraio 2008

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    Lavoro: pietra angolare.

    Prendo lo spunto da "L'Unità" di sabato 26 gennaio scorso: "Mio padre, 55 anni operaio da sempre, ieri mattina era uscito per andare a lavorare, come ogni giorno. Eppure questa sera eccolo là, occhi bassi e in silenzio. Sapete perché ? Perché un uomo adulto sembra morto ? Nella pausa pranzo il direttore lo chiama e gli dice:"Firma. E' il tuo licenziamento". Tagli del personale. Senza nemmeno un preavviso. Non è giusto. Non lo è per un uomo. Non lo è per nessuno. Martina Corradi, lettera a L'Unità, 25 gennaio".

    Se il lavoro è, com'è, vita e pietra angolare sulla quale è fondata la nostra Costituzione Repubblicana, quindi inalienabile diritto - dovere di ogni persona, esso merita l'attenzione che gli presta la Carta stessa e le tutele ivi previste.

    Nella realtà vigono invece bassi salari e stipendi e condizioni di precarietà e di insicurezza, che con quanto enunciato hanno poco a che vedere. Se poi s'arriva a considerare il lavoro come una merce qualsiasi e a disporre a piacimento delle persone che lo prestano, ritenendo di possedere questo immenso potere, che nessuno può e deve avere, e che nessuno costituzionalmente ha , allora c'è qualcosa di grosso che deve essere chiarito e messo a posto.

    E questo qualcosa è, a mio parere, la non attuazione di parti della Costituzione, madre di tutte le leggi, carta dei diritti e dei doveri, compendio del meglio che siamo riusciti ad esprimere giusto sessant'anni fa, i cui principi mantengono intatta ed attuale la loro validità, per disciplinare la convivenza civile e la vita del nostro Paese.

    Che per quanto concerne il lavoro, le cose stiano così, lo si deduce dalla lettera sopra riportata e da molti altri fatti che succedono quotidianamente. I più drammatici dei quali sono: i morti sul lavoro, la difficoltà a campare per un numero rilevante di persone e di famiglie, la trascuratezza nella cura dell'interesse pubblico e del bene comune, le manifestazioni di opulenza e scialo che offendono (in Italia il dieci per cento delle famiglie possiede quasi la metà della ricchezza nazionale - La Stampa 29.01.08).

    Paiono queste le discriminanti da tenere ben presenti nelle scelte che saremo chiamati a fare per uscire dalle secche politiche in cui siamo finiti navigando a vista, anziché farci guidare dalla bussola rappresentata dalla Costituzione, cui il Capo dello Stato si rifà continuamente, non solo per dovere istituzionale, ma per invitarci a partire da lì per ricuperare il mare aperto e giocarcela alla pari, per il pieno riconoscimento del diritto al lavoro e del suo esercizio e l'assunzione delle responsabilità e dei doveri che ne conseguono.

    5 febbraio 2008

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    Crisi di governo e futuro possibile

    In poco più di un anno e mezzo il governo Prodi ha risanato i conti pubblici facendo pagare le tasse a chi non le pagava o pagava meno del dovuto, riducendo a meno del 3% il passivo di bilancio, diminuendo il debito pubblico di quattro punti e pagando quindi meno interessi, ricostituendo l'avanzo primario, cioè i risparmi cui attingere per attuare iniziative in favore delle persone e delle famiglie con redditi bassi. Sono risultati che hanno richiesto sacrifici ma i cui benefici incominciavano a manifestarsi concretamente e molti avrebbero capito che era in corso il rilancio dell'economia e una più equa ridistribuzione del reddito nazionale, tra chi ha già molto e chi stenta a farcela. La crisi di governo e le dimissioni di Prodi hanno interrotto questo percorso virtuoso.

    Adesso siamo al dunque e possiamo verificare chi è d'accordo di continuare su questa strada, e chi invece è per l'andazzo che ci aveva portato ad una situazione economico-finanziaria non più sostenibile. Infatti il confronto che si è aperto vede da una parte il centrodestra che vorrebbe andare subito alle elezioni anticipate per eleggere un nuovo Parlamento con la vigente legge elettorale definita "porcata" dagli stessi che l'hanno fatta nella scorsa legislatura, e che al senato ha determinato una esigua maggioranza costretta, non solo al suo interno, a mediazioni insostenibili per tirare avanti. Dall'altra parte c'è il centrosinistra che chiede di eleggere presto un nuovo Parlamento, modificando però prima la legge elettorale, in modo da consentire la formazione di maggioranze stabili, che esprimano un governo di legislatura. Nello stesso senso si sono dichiarate le parti sociali, imprenditori, sindacati, ed anche rappresentativi uomini di Chiesa, affermando che l'interesse generale ed il bene comune devono prevalere sulle logiche di parte.

    Il presidente Napolitano ha incaricato il presidente del senato Marini di verificare se è possibile formare un governo che abbia in Parlamento una maggioranza idonea per approvare una nuova legge elettorale con le caratteristiche di cui si è detto.

    Si tratta di un passaggio delicato della nostra storia repubblicana, perché da un lato si possono aprire sbocchi inediti e positivi con normali avvicendamenti alla guida del Paese e sviluppo e miglioramento delle condizioni di vita e della democrazia. Dall'altro lato possiamo invece restare vittime di miopie ed avarizia politica, chiusi nella difesa del nostro orticello, con il mondo che ci passa accanto e va, costringendoci, per bene che vada, a continue, estenuanti rincorse.

    1 febbraio 2008

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    Tre buone notizie per l'Astigiano.

    La prima riguarda contributi regionali per mettere in sicurezza e migliorare circoli, oratori ed altri "presidi sociali", molto diffusi dalle nostre parti e che attraversano un momento di difficoltà. Essi sono punti di riferimento per giovani, anziani e famiglie, per la pratica delle più disparate attività: sportive, culturali, religiose, per il tempo libero e chi più ne ha più ne metta. I contributi possono essere richiesti anche per aprire nuove sedi laddove le circostanze lo richiedano. Sono disponibili 850 mila euro, che l'Amministrazione provinciale è stata delegata ad assegnare con apposito bando, cui si partecipa presentando domanda documentata entro il 12 aprile 2008. L'entità dei contributi sarà del 60% per interventi con costo fino a 10 mila euro. Per interventi di costo superiore il contributo coprirà il 40% della spesa fino a un massimo di 50 mila euro. Per informazioni si può telefonare al 0141-433272.

    La seconda buona notizia è la conferma di Massimo Cotto a direttore artistico di "Asti Musica". Infatti l'amministrazione comunale, che pareva essersi diversamente orientata, è tornata sui suoi passi, anche perché molti voci si sono levate in città per sostenere la manifestazione e il meritorio e qualificato impegno del giovane concittadino, nonché il buon lavoro d'insieme svolto in questi 12 anni. Ora è un appuntamento importante per la musica di qualità che consente di annoverare Asti tra le sedi di eccellenza nel panorama degli eventi nazionali.

    Ed infine la nomina da parte del Csm (Consiglio superiore della magistratura) del magistrato Maurizio Laudi come nuovo Procuratore della Repubblica di Asti, sede vacante da circa un anno e mezzo. Ora s'attende la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, dopodichè il dott. Laudi inizierà il suo lavoro tra noi. Una carriera, la sua, che s'è forgiata a Torino in inchieste e processi molto importanti contro il terrorismo e la criminalità organizzata, in cui egli ha profuso impegno, dedizione, professionalità e umanità, maturando un bagaglio di esperienze di cui potrà giovarsi il Foro e tutto l'Astigiano.

    Il dott. Laudi ha dichiarato che ad Asti troverà colleghi magistrati e collaboratori molto preparati, con i quali proseguire e migliorare il buon lavoro svolto finora. Bene, così sia.

    29 gennaio 2008

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    Patrimonio dell'Umanità

    Per collaborare alla ripresa dello sviluppo nella nostra realtà, ai cittadini si può chiedere, oltre a quello che già fanno, un di più di consapevolezza, mentre ai preposti a far funzionare le istituzioni: Comuni, Provincia, e altri Enti d'interesse pubblico: Camera di Commercio, Agenzia Territoriale per la Casa, Università, Biblioteca Consortile, ma non solo, che concertino priorità ed obiettivi rientranti nei rispettivi compiti d'istituto.

    Ogni cittadino oltre ad esprimere il meglio nel proprio lavoro, è anche chiamato ad operare con rigore, efficienza, efficacia ed economicità al perseguimento degli interessi generali e del bene comune, quand'è eletto nelle istituzioni o designato in altre realtà che svolgono compiti di servizio pubblico. E sulla base di questi principi e del conseguimento degli obiettivi fissati, chiunque deve rendere conto del proprio operato nel corso e al termine del mandato.

    Se ho ben inteso si tratta dell'auspicio formulato da Ottavio Coffano nella rubrica "Punto di vista" su questo giornale l'8 gennaio scorso, con l'aggiunta di praticare, accanto alla logica assertiva e perentoria dei numeri (c'è la maggioranza!), anche quella più includente e stimolante del confronto delle idee, per giungere a decisioni migliori e condivise (con l'opposizione), ferma restando la distinzione di ruoli e competenze.

    Convengo con Coffano e ritengo meritorie iniziative in questo senso, e plaudirei a segnali concreti che giungessero dai Consigli del Comune di Asti e della Provincia.

    Finora ciò non è avvenuto. Né le maggioranze che governano questi due Enti, sono andate oltre le dichiarazioni di carattere generale e di intenti nei loro rapporti con realtà di altre province, con le quali è reciprocamente utile collaborare. Soprattutto adesso che l'Unesco ha in corso il riconoscimento come "Patrimonio dell'Umanità" di significativi ambiti vitivinicoli del nostro territorio provinciale, con le positive ricadute che ne conseguiranno se sapremo organizzarci per beneficiarne, intanto presentandoci come realtà coesa, cooperante e determinata.

    22 gennaio 2008

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    Prendere il toro per le corna

    A Napoli e nella regione Campania i rifiuti e la camorra la fanno da padroni. Ma solo per poco ancora. Per arrivare a questo obiettivo è stato nominato dal Governo un nuovo Commissario nella persona dell'ex capo della polizia, e si fa intervenire l'esercito. Perché? Perché la regione Campania è diventata la pattumiera d'Italia dove si sotterra di tutto e di più, di varia provenienza, anche dal nostro settentrione (trasmissione "Ballarò" su rai 3 dell'8.01 scorso). Pare che nemmeno il Vesuvio sia indenne, mentre i rifiuti urbani del posto sono esportati in Germania! Togliere l'osso dei rifiuti alla camorra può costare caro a chi ci prova, quindi ci provano in pochi e non sempre si riesce a garantire la loro sicurezza. Mentre i napoletani pagano la tassa rifiuti tra le più alte d'Italia.

    Quindi è il caso di cogliere l'occasione al volo e rimboccarsi le maniche tutti, prendere il toro per le corna con intrepida pazienza e perseveranza, facendo fino in fondo la propria parte.

    Ripristinate le normali condizioni di vita, esse andranno consolidate nel tempo con una virtuosa collaborazione istituzionale, il costante coinvolgimento dei cittadini, il tangibile affermarsi del principio di legalità e di efficienza, efficacia ed economicità nell'esercizio del potere ad ogni livello. Perché se non ora, quando?

    Ed ora un salto dalle nostre parti.

    Per la curva del Cristo al centro di Calliano pare aprirsi una concreta possibilità di soluzione. Infatti l'assessore provinciale Spandonaro s'è impegnato a realizzare l'intervento risolutivo entro il 2008. Mentre per la costruzione della Variante, una specie di bretella che toglierà dall'abitato il traffico di attraversamento, i lavori inizieranno nel 2009 (La Stampa 19 dicembre scorso ). Lo si prenda seriamente in parola in quanto persona che conosce e sa fare queste cose, fissando delle tappe che portino a questi obiettivi e controllandone l'attuazione strada facendo.

    Per il presidente Marmo invece il grande divario tra promesse fatte e cose realizzate può essere la causa prima della perdita di molti punti nella speciale classifica di gradimento stilata ad ogni fine d'anno da Il Sole 24 Ore. Come a dire che per lui potrebbe essersi esaurita la spinta propulsiva, ovvero la pazienza di attendere da parte dei cittadini.

    Al sindaco di Asti Galvagno l'onore e l'onere di dimostrare che la vagheggiata Enolandia non è uno specchietto per le allodole ma un concreto obiettivo da praticare, iniziando a dare qualche tangibile segnale già nel bilancio 2008 in discussione, quale tappa di un programma di legislatura coerente, strutturato e noto. Altrimenti la proposta non alletta.

    15 gennaio 2008

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    Comprensione, aiuto e solidarietà.

    Con gli auguri per le Festività la mia amica Maria Teresa, pimpante sessantenne, m'accennava alle difficoltà di poter godere insieme, come sarebbe possibile, delle cose buone e belle che nonostante tutto sono alla nostra portata, iniziando dai rapporti umani di condivisione con le persone. Presi come siamo a voler sempre altro, di più e subito, e a non fruire intanto di ciò che già c'è, parendoci poco a causa della situazione difficile in cui dicono che siamo. E lo dicono spesso soprattutto coloro che vivono da nababbi a quelli che avrebbero ragione di dirlo, e che invece ce la mettono tutta per ritagliarsi una fetta, non dico di felicità, ma almeno di serena esistenza in questa valle di lacrime.

    Un gesto esemplare in questo senso ci viene dalle famiglie dei morti nel rogo della Thyssen Krupp, che dopo aver pianto affrante i loro cari insieme alla Città, li hanno onorati ridando corso alla vita nel migliore dei modi possibili, e attendendo che chi di dovere faccia concretamente la propria parte, possibilmente presto e bene, l'azienda in testa perché la vita dei lavoratori se l'è presa. Gli accenni in questo senso contenuti nel messaggio di fine d'anno del Presidente Napolitano agli italiani, la dicono lunga sul vulnus, sulla ferita inferta dalla tragedia alla nostra Costituzione, che all'art. 1 sancisce:"L'Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro". Ferita che si rimargina solo lenendo le drammatiche conseguenze dell'accaduto e operando perché non accada più da nessuna parte. E sarebbe un buon segno, tale da alimentare speranza e, forse, ottimismo.

    Poi chi ha un qualche potere legato al ruolo che svolge, o alle risorse e ai mezzi di cui dispone, la smetta di attizzare il pessimismo dell'emergenza continua, che inibisce addirittura ad ognuno di fare quanto è alla sua portata. Infatti si tratta di una partita che dobbiamo poter giocare tutti, posti nella condizione di dare il meglio. Quindi nessuno ha titolo per espellere chicchessia a nome degli italiani, se non gli italiani stessi, secondo le regole e con le modalità in vigore.

    Consapevoli che le difficoltà delle vita si affrontano con naturalezza se si sa di poter contare su comprensione aiuto e solidarietà, qualora le nostre singole forze non siano sufficienti per superarle. La tranquillità che ne conseguirà genererà fondato ottimismo, cui attingere per lavorare e vivere meglio oggi e costruire insieme il domani che si desidera.

    8 gennaio 2008

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    Thyssen Krupp

    I morti sul lavoro scandiscono drammaticamente il nostro tempo: in Italia nel 2007 sono stati più di milletrecento, cinque in un giorno solo poco prima di Natale. Immigrati e precari frettolosamente destinati a lavori di cui non hanno esperienza né preparazione adeguata, ma anche operai coi fiocchi, come nel recente caso Thyssen Krupp di corso Regina Margherita a Torino, dove hanno perso la vita bruciati dal fuoco sette lavoratori: sei giovani e il loro "papà" di fabbrica Rocco Marzo di 54 anni.

    Eppure il loro lavoro non aveva a che fare con il fuoco di fonderia, perché la produzione consisteva in laminati d'acciaio a freddo. In condizione di normale sicurezza, l'incendio verificatosi per una perdita d'olio si sarebbe potuto spegnere senza correre pericoli. Invece una serie di concomitanti manchevolezze, riportate dai mezzi di informazione e rimarcate dagli operai durante le trasmissioni televisive de La7 del 12 dicembre e di "Annozero" su Rai 2 del giorno dopo, ed ancora successivamente: carente manutenzioni degli impianti, inosservanza delle norme sulla sicurezza e dei controlli relativi, estintori inefficienti, manichette da cui non esce l'acqua, telefoni non funzionanti, porte che non si aprono, produzione incombente con orari protratti anche di parecchie ore per turno, hanno concorso a determinare la tragedia.

    Stipendi da "tirare la cinghia" - 1200 euro al mese circa - inducevano gli operai allo straordinario per arrotondare e a lavorare in condizioni anomale, disagiate, pericolose, ripetutamente denunciate, ma trascurate da chi doveva provvedere.

    La tedesca Thyssen Krupp opererebbe con margini di profitto consistenti e in crescita, quindi in condizioni ottimali per far fronte agli impegni e obblighi di competenza, la sicurezza innanzittutto. Ma a Torino questo non è successo, nonostante i dirigenti del Gruppo asseriscano che negli oltre 60 stabilimenti disseminati sul pianeta, alla sicurezza si dedichino attenzioni e risorse, con differenze però di non poco conto a seconda della loro localizzazione.

    Imponente cordoglio, profonda commozione e "rabbia" trattenuta ai funerali nel Duomo di Torino dei primi quattro giovani operai morti, poi gli altri in un tragico stillicidio. Ora si deve garantire sostegno morale e materiale alle famiglie delle vittime, e la Thyssen Krupp deve fare la sua parte E chi di dovere accerti sollecitamente le responsabilità per quanto è accaduto.

    Facciamo però insieme tesoro degli insegnamenti che si ricavano dalla drammatica vicenda, per ribadire che la sacralità della vita e la sorte dei lavoratori e delle loro famiglie stanno al primo posto, poi viene tutto il resto. Ed il lavoro deve garantire queste condizioni. Altrimenti viene intaccata in modo inammissibile l'essenza stessa della nostra Costituzione, che all'articolo 1 sancisce: "L'Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro".

    1 gennaio 2008

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    Sulla politica astigiana.

    La politica astigiana si rifà in qualche modo al quadro nazionale mantenendo però una sua specificità. Come la sollecitudine con la quale dal lavoro preparatorio, comprese le elezioni primarie, s'è giunti alla costituzione nel centrosinistra del Partito Democratico, cui ha fatto recentemente seguito il 3° congresso di Forza Italia, che concepisce nel suo seno un nuovo soggetto politico (partito o popolo della libertà?), non si sa ancora se sostitutivo o aggiuntivo.

    Inevitabili in questi frangenti i distinguo, i riposizionamenti e le polemiche nelle e tra le due nuove formazioni, che si ripropongono di portare all'impegno ed alla ribalta politica energie nuove, coinvolgendo in particolare persone giovani e motivate, per rinvigorire il sistema democratico e la sua capacità operativa.

    Già avanti nella definizione degli aspetti programmatici e organizzativi il Partito Democratico, che domenica 25 novembre scorso ha eletto l'avv. Fabrizio Brignolo coordinatore provinciale. Segue la nuova formazione di centrodestra, ancora sul crinale tra presente e futuro, costretta a rincorrere le iniziative del suo leader nazionale. Con dichiarazioni polemiche del Sindaco di Asti Giorgio Galvagno (La Stampa del 25.11) secondo il quale il recente congresso degli azzurri "va azzerato perché non rappresenta l'intero partito e tutte le anime del centrodestra". Risulta altresì che importanti incarichi nel nuovo partito sarebbero affidati alla consigliera regionale Cotto (recentemente nominata vice - presidente del Consiglio Regionale), in vista di una sua candidatura alla presidenza della Provincia nelle elezioni amministrative del 2009.

    Di certo questi argomenti stuzzicano la curiosità dei cittadini, i quali però sono altrettanto, e forse di più, interessati a conoscere se e quali progressi per la loro vita possono scaturire dai cambiamenti politici in atto, compresi segnali tangibili di attività concreta, efficiente e capace da parte delle due amministrazioni di centrodestra in Comune di Asti ed in Provincia, quest'ultima ancora alle prese con problemi di riassetto della Giunta.

    L'opposizione di centrosinistra, a sua volta, dovrebbe cogliere l'invito del Presidente Napolitano e ridare vigore nei due Enti citati al suo ruolo, caratterizzandolo con stringente capacità propositiva, che "costringa" la maggioranza ad un confronto serrato sulle priorità delle cose da fare a vantaggio di Asti e di tutta la realtà provinciale.

    11 dicembre 2007

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    Colpo di teatro

    La politica vive giorni febbrili. La puntata di "Annozero" su Rai 2 del 22.11 scorso ha trattato, tra l'altro, il tema della presunta collusione Rai - Mediaset, di cui si sta occupando la Magistratura. Per Berlusconi sarebbe un'azione contro di lui con "in giro iene e sciacalli" che ne approfitterebbero.

    Cresce trasversalmente tra le forze politiche e nel Paese l'esigenza di porre seriamente mano alla legge di riforma del sistema elettorale e di quello radio-televisivo, e si reputa non più dilazionabile quella per disciplinare il conflitto di interessi.

    Come se non bastasse il Cavaliere, con "un colpo di teatro", ha annunciato la nascita di un nuovo partito (del popolo della libertà?) che prenderebbe il posto di Forza Italia giunto a fine carriera. Gli alleati della Casa della Libertà che non c'è più, non l'hanno presa bene, affermando con Fini (An) e Casini (Udc) che anzicché proclami occorrono programmi, ai quali l'ex presidente del Consiglio ha risposto seccato: "allora noi ci teniamo gli elettori e loro i programmi" (Tg Rai 2 delle 20.30, del 23.11 e l'Unità del 24.11 in prima pagina). Da queste battuta emerge una concezione riduttiva della politica, considerata mero strumento per raccogliere comunquessia il consenso di chi già c'è e così com'è, per incanalarlo a proprio comodo, anzicché valutarla lavoro operoso e paziente per far crescere nella società sapere, consapevolezza, etica e competenza, qualità indispensabili perché la politica sia di reale aiuto per la soluzione dei problemi.

    "L'Economist" settimanale inglese ci va duro, ritenendo che il nuovo partito del Cavaliere costituisca un diversivo per distrarre l'attenzione dal fallimento della sua politica. Si ironizza poi sulla signora Michela Vittoria Brambilla presidente dei Circoli della libertà, definita la nuova amica politica del leader (La Stampa e altri giornali del 23.11).

    C'è anche chi ricorda la Bicamerale costituita per fare le riforme durante la XIIIa legislatura (1996-2001) e presieduta da D'Alema, e come essa finì malamente per un repentino ed inconsulto volta-faccia del Cavaliere, allora capo dell'opposizione, che vanificò un anno e mezzo di impegnativo lavoro istituzionale.

    Non mancano infine le indiscrezioni, che cioè nel corso di questi avvenimenti il quotidiano "Il Giornale" avrebbe attribuito al Cavaliere la frase: "dalle fogne li ho fatti uscire e nelle fogne li faccio tornare", riferita ad Alleanza Nazionale e smentita dall'interessato per smorzare i toni (La Stampa 23.11).

    Gli stracci dunque volano ed in questi casi è difficile per i protagonisti esprimere il meglio di sé. Ma se tutto questo servisse a far chiarezza e andare avanti sul pulito, ben s'attaglierebbe l'adagio che "non tutto il male vien per nuocere".

    4 dicembre 2007

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    Pakistan, editti bulgari ed altre vicende.

    Pakistan, le quattro menzogne. Così titolava l'editoriale di Barbara Spinelli "La Stampa" dell'11 novembre scorso. Si tratta della tormentata storia recente di questo Paese nel quale un perverso intreccio di rapporti e situazioni continuerebbe ad alimentare il terrorismo internazionale, con il coinvolgimento di militari golpisti, il ruolo ambiguo degli Usa, il ritorno sulla scena politica della già premier signora Benazir Bhutto, la restrizione delle libertà costituzionali, la persecuzione dei dissidenti, con i talebani annidati da quelle parti, probabilmente con lo stesso Bin Laden. Per saperne di più la giornalista indica il libro: Steve Coll "La guerra segreta della Cia", - Rizzoli 2004.

    Non esiste alcun dubbio che l'onorevole Berlusconi, al tempo presidente del Consiglio, abbia dichiarato dalla Bulgaria (il cosiddetto "editto bulgaro") che Biagi, Santoro e Luttazzi avevano fatto un uso criminoso della televisione pubblica, ragion per cui essi vennero estromessi dalla Rai, dove tornarono solo parecchi anni dopo (Luttazzi non ancora). Perché allora non prendere atto che s'è trattato di un errore, rimediarvi, per quanto ancora possibile, completando il reintegro, e attrezzarsi perchè non abbia a ripetersi in futuro?.

    Ad Asti intelligenza batte delinquenza. Tre incalliti malviventi sono stati sorpresi mentre rapinavano una Banca in corso Alessandria durante l'orario di apertura. Nella delicata circostanza le Forze dell'ordine hanno agito con acume ed impeccabile professionalità costringendo i delinquenti ad arrendersi, riuscendo ad evitare l'uso delle armi e riscuotendo l'incondizionato apprezzamento dell'opinione pubblica.

    Nel Pianalto villanovese l'Amministrazione provinciale ha individuato 8 delle 13 aree in cui è possibile costruire la nuova discarica per rifiuti solidi urbani, essendo quella di Cerro Tanaro quasi colma. I Sindaci di questa parte della provincia dissentono e ricorrono al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) per far bocciare la scelta.

    E' mai possibile che l'esperienza passata abbia insegnato così poco e che si ripeta la stucchevole telenovela che tanti soldi è costata all'astigiano in passato, prima di approdare alla costruzione della discarica di Cerro Tanaro?. Che cioè tra i siti ritenuti adatti quello da scegliere va convenuto con il Comune interessato e questa responsabilità se la devono assumere tutti gli Enti coinvolti, in primis l'Amministrazione provinciale, evitando di comportarsi come Ponzio Pilato.

    20 novembre 2007

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    Immigrazione

    Tiene banco il problema sicurezza, in relazione alla percezione che ne hanno i cittadini, alle conseguenze indesiderate del condono, a recenti e tragici fatti di cronaca, all'incremento di taluni reati. Lo si pone anche in relazione al rilevante flusso migratorio verso l'Italia, verificatosi negli ultimi uno o due anni, ed al fatto che il nostro Paese sarebbe visto come il "bengodi", dove si può fare e disfare (o peggio) a proprio piacimento "senza pagare dazio" o cavandosela con poco. Si tratta di un problema di dimensioni nazionali e non solo, con particolare sfaccettature nelle singole realtà territoriali.

    Recentemente il governo ha dato un "giro di vite" con l'approvazione di un decreto - legge che attribuisce poteri a prefetti e questori per intervenire nei confronti di cittadini che contravvengono alle leggi, compresa la rapida espulsione dei colpevoli ai loro paesi d'origine, laddove determinino situazioni di particolare danno e pericolo per la sicurezza e l'ordinato e normale svolgersi della convivenza civile. Il tutto nel rispetto delle disposizioni dell'Unione Europea e della libera circolazione delle persone negli Stati che ne fanno parte, nonché della nostra Costituzione.

    In buona sostanza tutti i cittadini che si trovano sul territorio italiano devono osservare, com'è ovvio, le leggi vigenti e chi vi contravviene deve sapere che ne pagherà il fio. Non occorrono leggi particolari, bastano quelle che ci sono, messe ulteriormente a punto se del caso, com'è stato fatto. La certezza della pena e la sua sollecita applicazione sono un deterrente importante, senza dimenticare che essa deve servire a ricuperare il reo. Ed è su questi punti che bisogna lavorare per migliorare il funzionamento delle strutture preposte, con la necessaria collaborazione tra gli Stati, in particolare tra quelli che fanno parte dell'Unione Europea.

    Ricordandoci che la responsabilità è sempre personale, cioè ciascun cittadino risponde delle proprie azioni. E' quindi sbagliato e fonte di distorsioni che possono avere gravi conseguenze, coinvolgere nella responsabilità interi gruppi, nazionalità, etnie, ecc. cui appartengono gli autori di reati.

    Le esperienze recenti suggeriscono poi di verificare con attenzione la disponibilità di normali mezzi di sussistenza per i cittadini che vengono legittimamente in Italia. La condizione di clandestino non è consentita e deve essere contrastata con efficacia, senza che venga meno il dovere dell'accoglienza verso quanti si trovano nella condizione di poterne fruire.

    Facendo proprio il ragionamento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che cioè l'immigrazione è fonte di ricchezza per i Paesi verso i quali essa è diretta, purché abbia luogo in modo disciplinato, nel rispetto delle leggi e dei diritti umani di quanti vi sono coinvolti.

    13 novembre 2007

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    Ratatouille e cloache

    "La Destra" del sen. Francesco Storace fuoriuscito da Alleanza Nazionale, ha fatto recapitare un paio di grucce a Rita Levi Montalcini senatrice a vita e premio Nobel, per biasimare il suo sostegno al governo Prodi. Sull'episodio s'è espresso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con queste parole: "Mancare di rispetto, infastidire, tentare di intimorire la senatrice Rita Levi Montalcini, che ha fatto e fa onore all'Italia, è semplicemente indegno". Lapidario.

    Quest'anno il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice Doris Lessing, nata in Iran 88 anni fa e residente in Inghilterra, con la definizione di "Cantrice dell'esperienza femminile che con scetticismo, passione e forza visionaria ha sottoposto una società divisa a un attento scrutinio". Una produzione letteraria immensa che spazia tra vari generi: romanzi, racconti, fantascienza, autobiografia. La notizia del Nobel l'ha appresa di ritorno dalla spesa dai giornalisti che l'attendevano davanti casa sua a Londra. Troppo di sinistra non s'è lo aspettava, ha dichiarato Inge Feltrinelli suo editore italiano.

    Il Nobel per la Pace è invece andato ad Al Gore, il vice di Bill Clinton già presidente degli Stati Uniti. Gli è stato conferito per il suo impegno ambientalista insieme al Comitato delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici. Bush ha già dichiarato che non cambierà la sua politica contraria all'accordo di Kyoto sulla riduzione della produzione di anidride carbonica (CO2), responsabile del surriscaldamento della Terra, ma per L'America, che inquina più di ogni altro Paese al mondo, può essere un'occasione di riflessione critica.

    Da noi, Douja, Sagre e Palio hanno primeggiato; folclore e tradizione fanno la loro parte sul territorio con iniziative gradevoli e diffuse; la vendemmia è stata di ottima qualità.

    Dopo gli annunci pare aver messo la sordina l'Amministrazione comunale di Asti, da cui s'attende l'avvio di qualcosa di sostanzioso del programma presentato. Deboli segnali di esistenza in vita dalla Provincia del presidente Marmo: letargo, senilità precoce e/o cos'altro?

    Tra i lavoratori e i pensionati astigiani, il referendum sul welfare ha vinto seppur di poco: un passo in avanti rispetto al passato, ma perdurano situazioni di malessere (ex Waja Assauto ora Astigiana Armonizzatori, ma non solo) al superamento delle quali dev'essere interessato tutto il contesto nel quale esse si manifestano. La sensazione è che per fare progredire lo sviluppo sia necessaria una "massa critica", cioè scommettere sulla possibilità - capacità di fare alcune cose importanti individuate d'intesa e perseguite con concorde determinazione.

    23 ottobre 2007

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    Il clima Malato e il Tempo Perduto (di Vaclav Havel)

    Mi sembra che questo articolo di Vaclav Havel sia un punto di riferimento. Lo riporto integralmente.

    Il clima Malato e il Tempo Perduto (di Vaclav Havel)

    Negli ultimi anni pochi interrogativi sono stati così pressanti come la possibilità o meno che i cambiamenti climatici possano avere un andamento ciclico naturale, in quale misura l’uomo contribuisce a questi cambiamenti, quali rischi ne derivano e cosa possiamo fare per impedirli.

    Gli studi scientifici dimostrano che qualunque variazione della temperatura e dei cicli dell’energia su scala planetaria può comportare un generalizzato pericolo per tutti gli abitanti di tutti i continenti. È anche ovvio, sulla base dei lavori di ricerca pubblicati, che l’attività umana causa cambiamenti di cui però ignoriamo l’entità.

    È comunque necessario conoscere con assoluta precisione in che misura incide l’attività dell’uomo? In attesa di una precisione incontrovertibile, non stiamo semplicemente perdendo tempo mentre potremmo prendere delle misure relativamente poco dolorose in confronto a quelle che potremmo essere costretti ad adottare in futuro?

    Forse dovremmo cominciare a pensare al nostro soggiorno sulla terra come ad un prestito. Non v’è dubbio che almeno negli ultimi secoli, il mondo euro-americano ha accumulato debiti e ora altre parti del mondo stanno seguendo il suo esempio.

    La natura sta lanciando qualche segnale di allarme e ci chiede non solo di non far ulteriormente crescere il nostro debito, ma di cominciare a restituire quanto dovuto. Ha poco senso chiederci se abbiamo preso in prestito troppo o cosa potrebbe accadere se rinviassimo il momento di restituire il prestito. Chiunque abbia un mutuo o abbia avuto un prestito da una banca può facilmente immaginare quale è la risposta.

    Le conseguenze di eventuali cambiamenti climatici sono di difficile valutazione. Il nostro pianeta non è mai stato in una situazione di equilibrio alterata dall’uomo o da altre influenze e alla quale, col tempo, deve tornare.

    Il clima non è come una sorta di pendolo destinato a tornare nella sua posizione originaria dopo un certo lasso di tempo. Il clima si è andato evolvendo in maniera turbolenta nell’arco di miliardi di anni fino a diventare un complesso di reti e di reti all’interno di altre reti dove tutti gli elementi sono interconnessi in modi diversi.

    Le sue strutture non torneranno mai allo stesso stato in cui si trovavano 50 o 5.000 anni fa. Troveranno un equilibrio diverso che, sempre che il cambiamento sia modesto, non necessariamente minaccerà la vita.

    Cambiamenti più profondi, tuttavia, potrebbero avere effetti imprevedibili sull’ecosistema globale. In tal caso dobbiamo chiederci se sarebbe possibile la vita dell’uomo sulla terra. Stante la grande incertezza che ancora regna, e’ necessaria una notevole quantità di umiltà e cautela. Non possiamo continuare all’infinito ad illuderci che tutto va bene e che possiamo continuare allegramente con il nostro stile di vita consumistico ignorando le minacce climatiche e rinviando una soluzione. Forse non c’è alcun pericolo di una gigantesca catastrofe nei prossimi anni o decenni. Chi lo sa? Ma questo non ci solleva dalle nostre responsabilità nei confronti delle future generazioni. Non concordo con coloro che alle possibili minacce reagiscono agitando lo spettro della limitazione delle libertà civili. Si dovessero realizzare le previsioni di alcuni climatologi, le nostre libertà sarebbero paragonabili alla libertà di una persona appesa al parapetto, al ventesimo piano di un edificio.

    Viviamo in un mondo costituito da un’unica civiltà globale comprendente varie aree di civiltà. Ai giorni nostri la maggior parte di queste aree di civiltà hanno una cosa in comune: la tecnocrazia. Si accorda priorità a tutto ciò che è calcolabile, quantificabile o valutabile. Questa è, tuttavia, una concezione molto materialistica che spinge la nostra civiltà verso importanti svolte e dilemmi.

    Ogni qual volta rifletto sui problemi del mondo contemporaneo, che riguardino l’economia, la società, la cultura, la sicurezza, l’ecologia o la civiltà in generale, finisco sempre per pormi un interrogativo morale: quale azione è responsabile o accettabile? L’ordine morale, la nostra coscienza e i diritti umani: questi sono i temi più importanti all’inizio del terzo millennio. Dobbiamo tornare e tornare ancora alle radici dell’esistenza umana e valutare le nostre prospettive nei secoli a venire. Dobbiamo analizzare tutto con mente aperta, lucidamente, senza ideologie e senza ossessioni e tradurre il nostro sapere in politiche pratiche.

    Forse non si tratta più soltanto di promuovere energie a basso consumo energetico, ma piuttosto di introdurre tecnologie ecologicamente pulite, di diversificare le risorse e di non affidarci solo ad una invenzione come ad una panacea.

    Inoltre non credo che un problema complesso come il cambiamento climatico possa essere risolto da una sola branca della scienza.

    Le misure e le normative tecnologiche sono importanti, ma altrettanto importanti sono la promozione dell’istruzione, la formazione ecologica e l’etica ecologica - la coscienza del comune destino di tutti gli esseri umani e il senso della responsabilità comune.

    O prenderemo coscienza di quale è il nostro posto nell’organismo vivente e creatore di vita del nostro pianeta, oppure dovremo rassegnarci al rischio che il nostro viaggio evoluzionistico possa tornare indietro di migliaia o milioni di anni. Per questo dobbiamo considerare con grande serietà questo tema e convincerci che la nostra sfida consiste nel comportarci in maniera responsabile e non come messaggeri della fine del mondo.

    La fine del mondo è stata prevista molte volte nel corso della storia e, ovviamente, le previsioni non si sono mai realizzate. E non si realizzeranno nemmeno questa volta. Non dobbiamo temere per il nostro pianeta. Era qui prima di noi e, con ogni probabilità, sarà qui dopo di noi. Ma questo non vuol dire che la specie umana non è a rischio.

    A causa della nostra attività e della nostra irresponsabilità, il sistema climatico potrebbe determinare condizioni di invivibilità per l’uomo. Perdere tempo vorrebbe dire ridurre considerevolmente gli spazi decisionali e quindi la nostra libertà individuale.

    *** Vaclav Havel è l’ex presidente della Cecoslovacchia

    (Traduzione di Carlo Antonio Biscotto) (da l`Unità del 30.09.2007)

    (Grazie a Proteo Fare Sapere per la conversione in elettronico)

    30 settembre 2007

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    Dodici chili di grano.

    Negli ultimi 50 anni in Italia il caldo è aumentato mediamente di oltre 1 grado centigrado. Un incremento che non ha eguali altrove sulla Terra. Questi sono dati che emergono dalla 1° Conferenza nazionale sul clima, tenutasi recentemente a Roma presso la sede della Fao (istituzione dell'Onu, per migliorare l'alimentazione umana sviluppando la produzione agricola).

    Mentre sulle cause dell'aumento di temperatura si discute ancora, è certo il negativo contributo fornito dalle emissioni di anidride carbonica (CO2), che secondo l'accordo di Kyoto dovrebbero diminuire del 6,5% entro il 2012 rispetto al 1990; risulta invece che esse nel frattempo sono aumentate in Italia del 12%! Queste emissioni di CO2 sono dovute alla combustione di prodotti fossili: carbone, petrolio, gas che non sono rinnovabili se non con cicli di durata epocale. Dalla Conferenza è emerso che il nostro Paese è in ritardo nella produzione di energie ecocompatibili, cioè senza emissioni di CO2, né di altri inquinanti. Già fin d'ora è possibile ed auspicabile utilizzare meglio e risparmiare energia adottando semplici accorgimenti ormai alla portata di tutti, mentre la riduzione delle emissioni di CO2 e la loro trasformazione attraverso una corretta e razionale forestazione del territorio, sono gli obiettivi che devono avere priorità vitale.

    Argomenti che hanno a che fare con il clima e la produzione di beni per l'alimentazione, sono stati trattati nel "Forum sull'agricoltura piemontese" organizzato dai Democratici di Sinistra del Piemonte due settimane fa a Spinetta Marengo con la presenza di tecnici, amministratori pubblici e operatori economici, quotidianamente alle prese con il funzionamento di questo comparto.

    Agricoltura multifunzionale, capace di caratterizzarsi territorialmente con la produzione di materie prime di qualità per la confezione di alimenti che compendino il meglio della tradizione e della convivialità e si coniughino con il piacere e l'equilibrio nutrizionale.

    Per dare sintetica ragione dei contenuti del Forum, si riportano alcune espressioni raccolte nel corso dei lavori e nelle conclusioni tratte da Carlin Petrini presidente Slow Food Italia: il costituendo Partito Democratico sappia trarre da incontri come questo stimoli e alimento per la politica nuova con la gente. Produrre materia prima di qualità e cibo buono e un atto d'amore, goderne è piacere e convivialità sacrale; compensare chi li produce è doveroso. Rafforzare le economie locali e consumare il cibo più vicino possibile ai luoghi di produzione delle materie prime. Bandire passaggi e intermediazioni non necessarie. I produttori coordinino tra loro strategie produttive e di mercato. Il piacere non è crapula ma moderazione. Etica ed estetica è binomio inscindibile: infatti le cose buone sono anche belle.

    Infine una constatazione che fa riflettere: 30 anni fa con il ricavato di 1,5 kg di grano, il produttore comperava un kg di pane, oggi di kg. di grano ne occorrono 12. Così non va!

    25 settembre 2007

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    Aria, Acqua, Suolo, Rifiuti (da un documento del 5 aprile 1986)

    Ho recuperato un documento del 1986 che, riletto a oltre vent'anni di distanza mi sembra di stretta attualità.
    Lo ripropongo così come lo scrissi allora.

    L'aria

    (1.) Paragonato agli altri settori ecologici, come il terreno e l'acqua, l'aria è il più importante perchè abbraccia l'intera estensione del globo, ed è influenzato nel modo meno diretto dall'attività biologica. In natura l'aria è notevolmente uniforme quanto a composizione: 80% circa di azoto gassoso; 20% circa di ossigeno gassoso; circa 0,03 di anidride carbonica, percentuali molto inferiori di gas rari come l'elio, il neon, e l'argo, oltre a quantità variabili di vapore acqueo.

    Ai nostri fini è importante tenere presente che il tempo atmosferico è mezzo per muovere la massa d'aria che copre, ad esempio, una città, e per diluire alcuni materiali contenuti nell' aria come le sostanze inquinanti. La formazione del vento avviene pressappoco in questo modo: l'acqua evaporando ingloba 536 calorie per ogni grammo di vapore acqueo. Quando il vapore acqueo. si condensa in pioggia ogni grammo cede 536 calorie di energia. Questa energia riscalda l'aria facendola innalzare; l'aria fresca si precipita in basso a sostituire quella calda che è salita e si formano i venti.

    Il tempo atmosferico mantiene quindi l'aria pulita e tutto ciò che fluttua nell'aria viene prima o poi portato sulla terra dove entra a far parte dei cicli ambientali che operano nell'acqua e nel terreno. Le variazioni atmosferiche coinvolgono principalmente le zone basse dell'atmosfera, cioè lo strato tra la superficie della terra ed un'altezza variabile fra i 12.000 ed i 15.000 metri. Al di sopra di questa fascia inizia la stratosfera dove non esistono quasi più umidità, nubi, pioggia o neve. Quindi tutto ciò che ci coinvolge dal punto di vista delle variazioni atmosferiche avviene in una fascia intorno alla terra che ha uno spessore come da Asti a Villafranca; uno spessore esiguo ma determinante per la nostra vita.

    L'anidride carbonica contenuta nell'aria ha un effetto particolare perchè è trasparente alla maggior parte delle radiazioni solari; a eccezione della regione infrarossa dello spettro. A questo riguardo l' anidride carbonica si come il vetro che trasmette prontamente visibile, ma riflette l'infrarosso. Per questa ragione il vetro è tanto utile nelle serre durante il periodo invernale. L'energia visibile infatti passa attraverso il vetro, viene assorbita dal terreno della serra comporta la luce e trasformata in calore, che viene nuovamente irradiato dal terreno sotto forma di energia infrarossa, la quale, raggiunto il vetro della serra, rimbalza e viene trattenuta sotto forma di calore. L'anidride carbonica nell'aria si comporta come il vetro, cioè come una gigantesca valvola energetica. Infatti l'energia solare visibile l'attraversa facilmente e nel raggiungere la terra molta di questa energia si trasforma in calore, ma l'energia infrarossa viene trattenuta entro la coltre d'aria terrestre (quei 12-15 km. cui si è detto)per il fenomeno della riflessione del calore dovuto all'anidride carbonica.

    Succede così che tanto maggiore è la concentrazione di anidride carbonica nell'aria, tanto maggiore è la quantità di radiazioni solari che vengono trattenute dalla terra sotto forma di calore. Questo spiega perchè sulla terra, alle sue origini, quando la concentrazione di anidride carbonica nell'aria era molto più elevata di adesso, la temperatura media della terra si avvicinava a quella tropicale. Poi, quando grandi masse di piante trasformarono gran parte dell' anidride carbonica in vegetazione, (per mezzo della fotosintesi) che, a sua volta, si fossilizzò dando luogo al carbone, al petrolio e al gas naturale, la terra si raffreddò.

    Ora noi stiamo bruciando in breve tempo (alcuni decenni) questi combustibili fossili ritrasformandooli in anidride carbonica, facendo aumentare la concentrazione di quest'ultima nell'aria, con effetti sulla terra che non è agevole prevedere. (2) In proposito occorre ricordare che studi recenti hanno accertato che il contenuto di anidride carbonica nell'aria all'inizio dell'era industriale era di 260 parti per milione, mentre attualmente siamo arrivati a 340 parti per milione.

    Altro componente importante dell'aria è l'ozono che è un buon assorbente delle radiazioni ultraviolette. L'ozono si forma dall'ossigeno ed è importante per la vita delle persone in quanto le radiazioni ultraviolette altererebbero gravemente il delicato equilibrio di reazioni chimiche che avvengono nelle cellule. L'esistenza continuativa della vita sulla terra dipende quindi dallo strato di ozono della stratosfera. Se questo strato dovesse diminuire la vita sulla terra sarebbe seriamente minacciata dalle radiazioni ultraviolette. Una minaccia alla riduzione dello strato di ozono arriva, ad esempio, dall'uso di velivoli supersonici.

    Suolo

    L'ecosistema, nella sua globalità, è il prodotto di una trasformazione evolutiva della 'durata di miliardi di anni avvenuta nella composizione strutturale dell'epidermide terrestre. La terra ha un' età che può essere compresa fra quattro miliardi e mezzo e cinque miliardi di anni.

    E' probabile che la vita sulla terra sia nata dalla trasformazione di ingredienti semplici della primitiva atmosfera, in composti organici alla cui formazione ha concorso la luce ultravioletta ampliamente disponibile grazie alla radiazione solare che colpiva la superficie terrestre primitiva. Si formò una specie di "zuppa organica" sul sostrato della quale due o tre miliardi di anni fa si svilupparono i primi esseri viventi che divennero potenti produttori di modificazioni geochimiche. Si svilupparono le piante che trasformarono l'anidride carbonica in carbonio organico, che, col tempo, divenne carbone, petrolio, gas naturale. La funzione fotosintetica delle piante scisse la molecola d'acqua liberando l'ossigeno, parte del quale divenne ozono che funzionò da schermo per i pericolosi raggi ultravioletti. Gli esseri viventi uscirono dall' acqua, in cui si riparavano dai raggi ultravioletti e popolarono il pianeta utilizzando l'ossigeno libero che innescò forme più efficienti di metabolismo vitale.

    La vita è una potentissima forma di chimismo che, una volta sulla terra, ne ha modificato rapidamente la superficie. Da vita nasce vita; perciò non appena nuove forme nacquero in questo ambiente favorevole esse poterono espandersi fino ad occupare ogni nicchia ambientale conveniente entro la propria portata fisica dando luogo ad un sostrato fisico, la crosta terrestre, che noi conosciamo e che è ormai stabilizzato da tempo.

    La terra e la vita che su di essa si svolge va intesa come un grandioso sistema fortemente interconnesso, in cui cioè ogni specie vivente dipende da molte al tre ed in cui le azioni di ognuna incidono vi talmente sulle altre. Scomporre il sistema in singole parti elementari e considerarlo semplice sommatoria di queste è un errore. E' invece necessario cogliere le strette relazioni che legano ciascuna di queste parti tra loro e tenerne massimo conto.

    L'inquinamento atmosferico

    (3) Le cause principali della contaminazione dell' aria sono tre: riscaldamento domestico e industriale, la combustione nei motoveicoli e le attività industriali.

    Il riscaldamento che utilizza idrocarburi provoca particelle e residui vari ma soprattutto anidride solforosa che è contenuta come impurità nei combustibili e viene liberata nell' aria durante la fase in cui questi vengono bruciati. Combinandosi con l'acqua meteorica l'anidride solforosa da luogo a piogge acide che sono la causa della distruzione di intere foreste in Germania (2.600.000 ettari) e di malattie dei boschi anche in Italia, nonché del deterioramento di monumenti ed altri manufatti. Più semplicemente basta ricordare che mentre un tempo le gronde, i faldali da tetto, ecc. si costruivano in lamiera zincata e duravano per decenni, ora si bucano in pochi anni, per cui si usa addirittura l'acciaio inossidabile.

    L'insidia maggiore è rappresentata dagli scarichi degli autoveicoli che contengono anidride carbonica, ossido di carbonio, piombo e residui di combustione incompleta alcuni dei quali: antracene, fenantrene e benzopirene, noti per la loro azione cancerosa; ossidi di azoto che in presenza di altri elementi determinano lo smog fotochimico. E' dell' estate scorsa l'iniziativa di vendere in alcuni distributori lungo le autostrade benzina priva di piombo.

    Dell' inquinamento proveniente dalle attività industriali non è agevole fornire accenni generalizzabili; in proposito basti ricordare la fuga di diossina dall' ICMESA di Seveso in Lombardia nel 1976 e la tragedia di Biopal in India nel 1984 con oltre 2000 morti e 50.000 intossicati per una fuga di gas forgene cioè di gas asfissiante che in contrasto con ogni convenzione, si usa anche in guerra.

    Accenni alla vigente legislazione sull'aria.

    La legge n. 615 del 1966 prescrive norme generali per le riduzioni dell'inquinamento determinato dagli impianti termici, dai veicoli a motore e dalle industrie.

    Disposizioni specifiche per ognuno di questi tre settori sono contenute in altrettanti decreti attuativi della legge stessa: D.P.R. 22.12.1970 D.P.R. 15 .o 4,.1971 n. 1391 per gli impianti termici; n. 322 per il settore industriale; D.P.R. 22.2.1971 n. 323 per i veicoli Diesel.

    La Regione Piemonte ha un Ente il CRIAP (Comitato Regionale centro l' inquinamento atmosferico del Piemonte) che esprime pareri circa gli impianti di depurazione ed altri aspetti della complessa materia.

    Circa le aziende insalubri si può utilizzare il Testo Unico delle leggi sanitarie del 1934; trattasi comunque di strumento obsoleto e inadeguato.

    Le caratteristiche del suolo.

    Il suolo, cioè la crosta terrestre, su cui viviamo è caratterizzato dagli elementi geologici cioè dalle caratteristiche intrinseche di cui è costituito, dagli elementi morfologici, cioè dalla forma: pianure, colline, montagne, dal suo grado di stabilità sia dal punto di vista delle frane che da quello dei rischi sismici cui va soggetto, dall'alluvionabilità, cioè se ed in quale misura esso è soggetto ad essere allagato dai corsi d'acqua che lo solcano, ed infine dalle risorse naturali di cui dispone.

    Si riporta la sintesi delle ere di formazione della terra: Quaternario o Neozoico: 1,5 - 2 milioni di anni; Terziario o Cenozoico : 63 milioni di anni; Secondario o Mesozoico: 160 milioni di anni; Primario o Paleozoico : 345 milioni di anni. Tutto quanto si immette nell'aria e nell'acqua ritorna sul suolo, sotto varie forme ed entra nel complesso ciclo biologico provocando rifiuti, rotture, guasti,se biologicamente non compatibile.

    La vita che si svolge sul suolo è sensibile a ciò che avviene intorno ad essa. La illustrazione di questi aspetti è stata fatta da Luciano Montanella a me compete accennare agli effetti delle azioni umane sul territorio, cioè agli effetti indotti dalle manipolazioni che l'uomo opera sul territorio.

    (4) Sul territorio sono localizzate la vita e le attività delle persone e tutto ciò che ad esse attiene. Sul territorio si realizzano quindi le strutture e le infrastrutture idonee a soddisfare le seguenti funzioni vi tali: abitare, lavorare, divertirsi, amarsi, spostarsi, informarsi, comunicare, ricercare, istruirsi, riprodursi, curarsi, ecc.

    Il territorio della Provincia di Asti è già profondamente segnato dalla presenza umana. Ciò significa che quanto esiste su di esso (strade, agglomerati urbani, ferrovie, corsi d'acqua, linee elettriche, fognature, acquedotti, linee telefoniche, condutture del gas, aziende agricole con relativi indirizzi colturali, ecc.) ha caratteri fortemente sedimentati da cui non si può prescindere nel progettare gli interventi futuri che devono essere orientati a migliorare complessivamente la qualità della vita delle persone che sul territorio vivono piuttosto che ad incrementare solamente la quantità delle cose prodotte.

    Sono tra quelli che asseriscono che ciò che esiste sul territorio può e deve essere trasformato dall'uomo per meglio rispondere alle esigenze di cui s'è detto. Queste trasformazioni non possono però essere lasciate alla improvvisazione dei singoli ma devono essere orientate dalla mano pubblica ai vari livelli di competenza (ai vari livelli problematici fare corrispondere poteri decisionali adeguati) con idonea articolazione, affinché si ottenga il massimo di efficienza e funzionalità.

    Riflessioni sull'attuale situazione e proposte di metodo.

    Il lungo sviluppo post bellico si sta esaurendo; la sua crisi determinerà stagnazione, recessione, disoccupazione assieme ad uno squilibrio lacerante del rapporto uomo-ambiente e del rapporto economia risorse naturali. Il vecchio modo di produrre e di consumare (come se si potesse produrre all'infinito sempre di più, sulla terra fisicamente finita e di cui si conoscono per gran parte la quantità di risorse di cui dispone) sta minando se stesso.

    Sfugge tuttavia ancora ai più la stretta interdipenndenza fra i problemi dell'economia, dell'ambiente, delle risorse.

    Si continua ancora ad affrontare separatamente la crisi ambientale quella energetica,quella economica, mentre esse sono invece tre aspetti di un'unica crisi. Infatti se le scelte del sistema economico, soprattutto nell'ultimo trentennio, sono all'origine della "patologia ambientale" una concausa complicante è stata l'assenza di una cultura di governo, dell'ambiente, di uso razionale delle risorse naturali, in primo luogo del territorio.

    Per equilibrare il rapporto uomo-ambiente è necessaria una politica ambientale nuova, finalizzata alla soluzione della crisi ambientale non separabile da quella economica. A questo punto è necessario fare avanzare anche nel campo dell' economia e della produzione la cultura e la politica della prevenzione primaria, cioè individuare e rimuovere dal sistema economico i 'moventi" e da quello produttivo gli "agenti" nocivi all'ambiente.

    Ma quali sono le novità ed i fatti nuovi che dovrebbero indurre quantità considerevoli di persone ad operare in modo sostanzialmente diverso da come operano adesso ? Da dove trarre gli stimoli ideali e materiali per operare una inversione di marcia che senza nulla perdere di quanto s'è faticosamente costruito finora, circa la migliore qualità della vita, accresca e non diminuisca la opportunità e disposizione di tutti e di ognuno ?

    Sembrerà paradossale ma la prima e inconfutabile considerazione è che la terra su cui viviamo ha una dimensione finita, così come hanno dimensione finita gran parte delle risorse che su di essa si trovano. Circa le risorse non riproducibili non è razionale nè possibile pensare ad un loro utilizzo per la produzione illimitata di beni e, per di più, secondo incrementi crescenti, come s'è fatto finora. Circa le risorse riproducibili esse dipendono in larga misura da come trattiamo il pianeta terra.

    Mi piace e credo si possa paragonare la terra ad un grande insieme, un grande sistema, in delicato equilibrio, non più solo naturale ma progettato, formato da tanti sottosistemi che si influenzano reciprocamente e continuamente.

    Compito di chi si trova a vivere storicamente (nel nostro caso noi, adesso) è quello di usare di questo immenso bene con la cura "del buon padre di famiglia" per usare un concetto radicato nell'ordinamento giuridico del nostro Paese. Se quà e là vengono meno le cure, si forzano le situazioni, si determinano squilibri, tutto il sistema ne risente negativamente e questo meraviglioso meccanismo si inceppa, e, pur impegnandosi a rimediare ai guasti con reazioni fisiologiche affidate spesso a risorse endogene, cioè interne ad esso, naturali, i cui tempi di attuazione e i costi spesso mal si conciliano con la gravità e profondità delle ferite inferte, non ce la fa ed entra in crisi. Da qui malessere per la vita. Possiamo quindi dire che è là finitezza della terra e delle sue risorse vi tali non rinnovabili, unitamente all'esigenza di sviluppare, qui sì senza limiti, la qualità della vita, che rappresentano i fatti sostanziali di cui s'è detto e che richiedono ed inducono il coinvolgimento di sempre più estese porzioni di società, di persone, nella ricerca, elaborazione e costruzione delle soluzioni.

    Ragioniamo ora da dove e come suscitare le energie per un compito così grande ed impegnativo, ricordando peraltro che alla dimensione planetaria, che potrebbe spaventarci un po', si arriva per aggregazione di sottosistemi ideali la cui dimensione è alla portata delle nostre forze, di ognuno di noi.

    Fino a poco più di mezzo secolo fa la vita delle persone sul nostro pianeta, anche nei Paesi industrializzati, si può dire che fosse affidata ad equilibri, diciamo così, naturali.

    Fino ad allora cioè il sistema terra, che ha una età compresa tra i 4,5 ed i 5 miliardi di anni e sulla quale da 2 o 3 miliardi fa si svilupparono i primi esseri viventi, è stato in grado di metabolizzare, di digerire, di smaltire fisiologicamente, cioè attraverso processi che possiamo definire naturali, quanto prodotto dalla vita che si svolgeva sulla terra. Infatti sulla terra erano presenti materie che un lungo, millenario processo aveva selezionato e che erano passate attraverso l'inesorabile collaudo del tempo e solo quelle di accertata utilità e compatibilità sono state ammesse a far parte della vita. La stessa distribuzione delle attività sul territorio erano diffuse e l'autosufficienza e persone e delle relativamente più l'equilibrio vi tale aree di dimensioni venivano raggiunti coinvolgendo abbastanza contenute. A condizioni di vita meno complesse corrispondeva un'adeguata capacità media di gestione da parte delle persone interessate anche perchè cambiamenti sostanziali si verificavano attraverso processi lunghi, cosicchè le persone avevano più tempo per capirli e impratichirsi.

    Negli ultimi decenni le cose sono radicalmente cambiate. Migliaia di prodotti sintetici sono stati realizzati ed immessi nell'ecosistema senza che se ne conoscesse la loro compatibilità nè l'impatto ambientale. Tra di essi parecchi hanno migliorato la qualità della vita (es. vaccini, antibiotici), molti si sono dimostrati pericolosi o nocivi (es. DDT, taledomite che ha provocato focomelitici, polveri per lavare che uccidono i mari, plastiche ed altri derivati del petrolio non biodegradabili) altri (es. concimi inorganici, fitofarmaci) hanno caratteri ambigui ed è piuttosto il loro uso dissennato a collocarne alcuni tra i prodotti sconsigliabili.

    La logica che guida la produzione dei prodotti di sintesi non è tanto volta al soddisfacimento di bisogni reali delle persone, quanto piuttosto alla realizzazione del profitto, talchè il loro uso viene spesso praticamente imposto con iniziative pubblicitarie sempre più aggressive, che puntano soprattutto sulla disinformazione e sulla ineducazione dei consumatori. Un esempio di questi giorni valga per tutti: due grandi manifesti vicini; l'uno: "il metano è qualità di vita" contro l'azzurro del cielo; l'altro: "nessuno si è mai spaventato per una fuga di petrolio", con la figura di un bimbo che dorme beato. Parallelamente le persone si sono concentrate a milioni in aree determinate del territorio sia per abitarvi che per svolgervi le loro attività. I beni e le merci prodotte soddisfano esigenze di persone ben lontane dai luoghi di produzione, sempre più spesso collocate addirittura su altri continenti.

    Tutto ciò rende più complessa ed interdipendente la vita delle persone e non consente più di affidare ai soli meccanismi naturali il mantenimento degli equilibri dell'ecosistema.

    Ad una accentuata e spinta modificazione delle originarie condizioni naturali di vita devono corrispondere progettate soluzione che realizzino equilibri a livello adeguato alle nuove situazioni. Per progettare occorre conoscere, occorre cioè possedere il maggior numero possibile di dati del problema: questo si ottiene attraverso la raccolta delle esigenze vere, vi tali delle persone; si forniscono così risposte complessivamente adeguate e coerenti.

    In una parola è sempre più necessario progettare continuamente le nostre azioni ed i nostri interventi sul territorio e nell'ambiente. Dobbiamo cioè rispondere col progetto alla complessità dei problemi che ci propongono le profondamente mutate condizioni di vita. Il progetto risulta dalle esigenze delle persone che sono note, conosciute. Si ha la migliore percezione e conoscenza delle esigenze se chi ne è portatore può partecipare in qualche modo alla formazione del progetto. Ne consegue che un buon progetto è quello che riesce a rispondere in modo positivo al maggior numero di esigenze possibili. Progettare significa produrre e sviluppare lavoro umano per eccellenza, se si conviene che il progetto è intellettualità applicata, intesa nella sua tanto più rispondente alle quanto più queste esigenze accezione più ampia. Partecipare alla ricerca, preparazione ed elaborazione del progetto, inteso come attività continua, processuale, che diviene e si sviluppa senza limiti qualitativi nel tempo, può dunque rappresentare il necessario stimolo ideale e materiale per tutti coloro che vogliono concorrere direttamente a costruire la nuova realtà. Realtà che in questo caso, è sintesi di composite decisioni comuni che hanno recuperato il massimo degli apporti di ogni persona che ha concorso a determinare le decisioni stesse.

    Alcune proposte operative ed il ruolo dell'Ente Provincia

    Per quanto attiene l'inquinamento atmosferico il D.P.R. 616/1977 conferisce ai comuni le competenze amministrative per il controllo dell'inquinamento provocato da motoveicoli.

    Occorre intanto realizzare e utilizzare combustibili senza piombo, migliorare la combustione dei motori e dotarli di dispositivi atti a ridurre la nocività dei gas di scarico. Provvedimento modesto utile e di possibile, immediata adozione sarebbe l'obbligo per i camion di collocare il tubo di scappamento verticale a lato della cabina di guida e con sbocco sovrastante ad essa.

    Rendere più efficiente il trasporto pubblico dotandolo di aree riservate di scorrimento veloce. Allontanare dagli abitati le strade destinate al traffico di scorrimento, specie quelle percorse da traffico pesante.

    Inibire la circolazione dei motoveicoli privati negli agglomerati urbani (vecchi nuclei e centri storici) dotati di rete viaria inadeguata. Localizzare servizi di interesse generale a forte affluenza di pubblico in zone non congestionate e di agevole accessibilità coi mezzi pubblici.

    Posa a dimora di alberi di alto fusto di essenza forte negli agglomerati urbani.

    Per quanto riguarda la città di Asti va nella direzione indicata la pedonalità del Centro Storico e il progetto presentato in Comune dal gruppo P.C.I. di parcheggio sotterraneo pluripiano in p.zza Alfieri e di collegamento veicolare sotterraneo della piazza del Palio con la parte alta di corso Dante.

    Circa gli interventi sull' inquinamento da centrali termiche la competenza è ancora dei Comuni (D.P.R. 616/1977). Tra le iniziative di maggior rilievo c'è quella di dotarsi dell'impianto di distribuzione del gas metano, combustibile i cui residui della combustione sono quasi nulli; praticamente assente l'anidride solforosa che provoca le piogge acide. Il lavoro di Levio Bottazzi, già citato da Fontanella, è illuminante in merito.

    Il settore industriale è quello che presenta una problematica più complessa.

    La legge che disciplina le immissioni è la 615/1966 e relativo decreto attuativo 15.4.1971 n. 322. La competenza è dei Comuni e della Provincia, mentre i pareri tecnici sulle caratteristiche degli impianti sono affidati al CRIAP (Comitato Regionale contro l'Inquinamento Atmosferico del Piemonte).

    Possibili iniziative sono le seguenti: - agire sui processi produttivi per ridurre la produzione e l'immissione nell'aria di fumi e di elementi nocivi; adottare dispositivi e tecnologie depurative per l'abbattimento dei fumi e la trattenuta degli elementi nocivi; - allontanamento dagli agglomerati urbani delle lavorazioni che producono immissioni anche solo moleste; - attrezzare aree idonee per attività di lavoro di livello artigianale di produzione e industriale, dotandole di piante di alto fusto essenza forte in numero adeguato alla loro superficie. La loro localizzazione deve preferire zone con venti di buona intensità con direzione a grandi prevalenze affinché le emissioni che comunque hanno luogo possano diluirsi nell'aria circostante con ricadute su aree più vaste possibili per evitare concentrazioni.

    La Regione Piemonte disciplina l'uso del suolo con la legge 5.12.1977 n. 56 e successive modifiche e integrazioni.

    Altre leggi sono quelle nazionali n. 1089 e n. 1497 del 1939 sulla tutela delle cose storiche ed architettoniche e delle bellezze naturali e paesaggistiche, nonchè la legge sulla tutela idrogeologica e forestale.

    La recente legge Galasso (n. 431/1985) sottopone a più severo controllo estese aree collinari e montane ed altre situate nei pressi di importanti elementi naturali (fiumi, laghi, ecc.) Il principio deve essere che nessun intervento sul territorio e, possa peggiorare e che, anzi gli più in generale, nell'ambiente, la situazione preesistente, interventi debbano concorrere al miglioramento di tale situazione.

    Le attività di trasformazione del suolo debbono ridurre al minimo il "consumo" del medesimo. Per "consumo" di suolo si intende quello sottratto alle normali operazioni coltura1i agricole.

    Negli ultimi 20 anni in Italia una superficie di suolo pari a quella della Regione Puglia è stata sottratta all' uso agricolo, perchè destinata all' edificazione, oppure occupata da strade e da altri manufatti o lasciata in abbandono. Questo fatto è doppiamento grave vista la penuria di suolo piano ed agevolmente accessibile nel nostro Paese, i due terzi del quale sono collinari o montani. (5)

    Occorre riconoscere all'agricoltura, specialmente a quella collinare e montana, la funzione di notevole interesse pubblico e generale per quanto attiene le operazioni e pratiche agricole che concorrono alla corretta manutenzione e conservazione del suolo.

    E' necessario porsi primariamente il problema del ricupero e del piano utilizzo degli oltre 10 milioni di camere non utilizzate in Italia (Centri Storici e seconde case al mare ed in montagna) e di milioni di metri quadrati di strutture per attività di lavoro, inutilizzati o sottoutilizzati (6).

    Avere il coraggio di affermare che, per intanto occorre fare subito e bene gli interventi semplici ma assai utili.

    L'aratura dei terreni collinari si effettuava con il sistema a giropoggio, col risultato di frenare il ruscellare dell'acqua meteorica che incontrando un solco ogni 40 centimetri circa rallentava il suo impeto verso valle e percolava naturalmente nel sottosuolo con indubbi benefici agronomici, idraulici e per la stabilità del terreno.

    Attualmente è praticata sempre più frequentemente l'aratura secondo la retta di massima pendenza (a ritocchino) (più comoda con i mezzi meccanici ordinari), specialmente da parte di chi opera per conto terzi. Questo sistema facilita il ruscellamento dell' acqua meteorica, causa il dilavamento superficiale dei terreni, crea le condizioni per l'instabilità e lo scoscendimento dei pendii, impedisce la percolazione dell'acqua meteorica nel sottosuolo, riempie di terra e intasa i fossi ai piedi dei rilievi collinari. Occorre ripraticare con metodo la regimazione superfiale dell'acqua meteorica, provvedendo al ripristino ed alla manutenzione della rete dei fossi esistenti, così da consentire il disciplinato deflusso di quelle eccedenti, adottando tecniche che consentano di trattenerne in sito le quantità necessarie.

    Consolidare ripe, scarpate e sponde fluviali con specie vegetali adatte a curare la manutenzione delle medesime. Evitare le arginature con manufatti di pietre, cemento, ecc.

    Provvedere alla coltivazione dei boschi, sia per il loro miglioramento qualitativo, sia per la difesa attiva del suolo e per la produzione del legno.

    Orientarsi a canalizzare i capoluoghi dei Comuni della nostra Provincia con fognature a sistema separato (acque nere da una parte acque bianche dall'altra), utilizzando per lo smaltimento di queste ultime fuori dagli abitati la rete di fossi esistenti.

    Si ottiene così il vantaggio di lasciare percolare in falda l'acqua meteorica, di ridurre la portata di acqua nell'affluente e di non convogliarla in un solo punto, di essenzializzare il dimensionamento degli impianti di depurazione, di prolungare la vita delle tubazioni, di risparmiare risorse. Rispetto al sistema misto (un'unica grossa tubazione) il sistema separato richiede maggior attenzione e impegno progettuale.

    Circa le comunicazioni sul territorio sono dell'avviso che si debba realizzare un sistema integrato gomma-rotaia tenendo nel massimo conto le interconnessioni tra le reti stradali ai vari livelli. Reputo un errore grave ridurre l'utilizzo delle linee ferroviarie esistenti perchè ben si prestano all'introduzione di tecnologie avanzate atte a rendere più sicuro e veloce il traffico ed a contenere i costi di gestione e perchè hanno impatto ambientale pressoché nullo.

    Sul sistema stradale esistente effettuare accorti interventi migliorativi e dì razionalizzazione. Particolare attenzione va posta alla realizzazione dell'asse stradale (non autostradale) Cuneo-Milano per quanto riguarda i collegamenti della Città di Asti con queste due realtà.

    A mio modo di vedere, oltre a quanto espresso in precedenza, all'Amministrazione Provinciale fa carico di: (4) - assolvere bene ai propri compiti di istituto intesi in modo evolutivo, cioè tenendo conto del mutare delle situazioni e delle esigenze; - aiutare le comunità stanziate sul territorio ad esprimere in modo sempre più compiuto e consapevole le proprie esigenze; raccogliere ed ordinare le esigenze espresse e determinare i criteri sulla base dei quali individuare gli interventi di interesse generale di propria competenza e stabilirne dialetticamente le priorità; - comunicare, cioè esplicitare, le scelte operate e gli obiettivi che con esse si intendono perseguire, affinchè le comunità ovvero la società, ovvero le singole persone operanti, vi si possono riferire e possano concorrere alla loro realizzazione; - organizzare le cose affinchè quanto sopra elencato dia luogo ad un processo reiterante, in cui la Provincia, gli organismi e le persone interagiscano positivamente in un rapporto dialettico. - convincersi di essere preposta a svolgere funzioni pubbliche di supporto allo sviluppo generale, fornendo servizi, operando sintesi ed individuando priorità che stimolino e valorizzino il lavoro delle singole persone e della Società nel suo complesso.

    Nel suo recente libro Sylos Labini (7) riporta la seguente frase del suo maestro Josept Schumpeter: "Non c' é nulla di più impercorribile di una strada che una lunga schiera di pellegrini, passandosi la voce l'un l'altro ma senza percorrerla, dichiarano impercorribile". Per parte sua egli conclude poi affermando "che chi riesce a non farsi suggestionare dagli altri può scoprire, con sorpresa, che la strada é, bensì, lunga e faticosa, ma che gli ostacoli non sono affatto insuperabili".

    Note nel testo

    (1) Molto di quanto qui riportato è stato tratto dal libro di Berry Commoner "Il cerchio da chiudere". Garzanti editore.

    (2) Articolo di Giuliano Cannata della Lega Ambientale su l'Unità, nov. 1985.

    (3) Mi sono riferito alla "Relazione sullo stato dell'ambiente nella Prov.di Modena" Stampata nel 1983.

    (4) Tratto dalle "Linee programmatiche" del Gruppo Consigliare del P.C.I. alla Provo di Asti nov. 1985.

    (5) Nella Regione Piemonte è vigente ma poco utilizzata una legge sulle terre incolte o mal coltivate.

    (6) Miei articoli su "Note e Informazioni" bimestrale degli Archi tetti del Piemonte e della Valle d'Aosta. 2° sem. 1983 e 2° sem. 1984.

    (7) Sylos Labini - Le classi sociali negli anni "80"_ Sagittari Laterza. Bibliografia essenziale.

    Libri

    Berry Commoner Il cerchio da Chiudere Garzanti
    E.F.Schumacher Piccolo è bello Mondadori
    A A,V V. I limiti dello sviluppo Mondadori
    G.B. Zorzoli Il dilemma energetico Feltrinelli
    AA.VV. Verso un equilibrio globale Mondadori
    A.B. Lovins Energia dolce Bompiani
    A. Koyrè Dal mondo del pressapoco all'universo della precisione Nuovo Politecnico Einaudi

    Riviste

    Acqua ed Aria
    Scienza ed esperienza
    La nuova Ecologia
    Quale energia
    Le scienze
    Agenzia Stampa Po 1
    da: Incontro-dibattito su: Aria, Acqua, Suolo, Rifiuti. (Esperienze e proposte a confronto sui rischi ecologici nell'Astigiano) - Camera di Commercio di Asti - 5 aprile 1986 - Comunicazione di Giovanni Saracco (Sinistra Indipendente) Consigliere Provinciale Asti. 20 settembre 2007

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    Fine della luna di miele.

    I 100 giorni della "Luna di miele" del nuovo corso dell'amministrazione Galvagno sono finiti e se ne possono trarre le prime indicazioni. Dall'articolo - editoriale de "La Nuova Provincia" del 31 agosto scorso a firma del primo cittadino, non si desumono idee, indicazioni, proposte, progetti su quanto potrebbe fare il Comune rispetto ai problemi - invero di carattere generale - di cui è cenno, come se, per intenderci, Galvagno scrivesse da cittadino che espone a chi di dovere perché provveda, senza farsi carico di alcunché. Mentre la composita compagine amministrativa di cui è alla guida, dopo qualche inevitabile scossa di assestamento sta cercando un suo equilibrio, volto a conciliare quanto scritto nel programma elettorale con le esigenze reali che via via emergono dalla vita dei cittadini e dall'operosità del sistema economico e produttivo. Non potendosi giovare più di tanto per una qualche sponda politica di Forza Italia, uscita dal suo recente congresso comunale con esigue proposte di sviluppo per la città e con qualche scollatura rispetto alla sua coesione interna.

    Roberto Marmo presidente della Provincia naviga a vista, costretto com'è a delegare di volta in volta collaboratori diversi a rappresentare l'Ente nelle realtà territoriali con problematiche di un certo peso, come nel caso del pianalto villanovese, gravato dall'individuazione di uno spropositato numero di siti per la costruzione della nuova discarica dei rifiuti urbani in vista dell'esaurimento di quello di Cerro Tanaro, previsto per la fine del corrente anno.

    Da parte loro i Democratici di sinistra, la Margherita ed altri stanno lavorando alla costruzione del Partito Democratico con i cittadini, la cui prima fase si formalizzerà il 14 ottobre prossimo con l'elezione dei Delegati all'Assemblea Costituente del nuovo soggetto politico, cui potranno partecipare tutti i cittadini che condividono idealità e anelito che lo caratterizzano.

    L'intento è di rinnovare la politica dando spazio a chi vuole impegnarsi, specialmente ai giovani, promuovendo il merito e la competenza attraverso il saper fare.

    Se ne potrà giovare la qualità della vita delle persone e l'interesse generale nel suo complesso, nonché la dinamica e l'efficienza della pubblica amministrazione, Comune di Asti e Provincia tra i primi.

    11 settembre 2007

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    Pratibha Patil

    Per la prima volta nella sua storia l'India ha un presidente donna: Pratibha Patil, 72 anni, avvocato, ha vinto con il 65,82% dei voti, suscitando anche polemiche perché due suoi parenti sono indagati per corruzione. Nel secondo Paese più popoloso del pianeta dove sono presenti forti contrasti tra le caste in cui è articolata la società, la neo eletta dovrà lavorare per l'unità dello Stato laico e repubblicano e per uno sviluppo più equo ed equilibrato.

    Impegni che diventano realtà in Valle Belbo. Fiammetta Mussio su "La Stampa" ricorda il buon lavoro svolto dall'assessore regionale alla sanità Mario Valpreda (in convalescenza) che si sta concretando nella costruzione della Casa della salute a Canelli e nel nuovo ospedale a Nizza Monferrato, con risorse debitamente stanziate per ambedue le strutture e inizio dei lavori a breve per quella ubicata nella città spumantiera. Intanto il presidio sanitario nicese proseguirà pro-tempore la sua attività in condizione di piena efficienza.

    Continua il tormentone rifiuti nell'astigiano. In ritardo e con non poche titubanze e numerose riprovazioni, l'Amministrazione provinciale di Asti ha presentato un documento sulla base del quale individuare il sito per costruire una nuova discarica, tenuto conto che quella di Cerro Tanaro sarà colma nel 2008. Siccome per tale data non c'è tempo di realizzare alcunché, è necessario individuare fin d'ora una accettabile soluzione transitoria. Permane inoltre l'annoso problema se continuare a costruire discariche oppure decidere modalità di smaltimento più consone e rispettose delle caratteristiche del nostro territorio, già praticate con successo altrove.

    L'Amministrazione Galvagno ad Asti sta consumando i cento giorni di "luna di miele" che si riconoscono ai nuovi eletti, nel crescendo di calura che contraddistingue la più calda estate da due secoli a questa parte, tanto che si vendemmierà già da agosto.

    Alle parole non è purtroppo seguito granché: "l'etica in politica" ridotta dalla maggioranza di centrodestra (qualche scheletro nell'armadio?) all'asettico rispetto della norma; ad "Asti Musica" un novello assessore s'è inopinatamente espresso su cosa e come dovrebbero fare i cantanti; qualche scaramuccia in Consiglio comunale; propositi di ritoccare la viabilità e riportare le automobili in centro città. Altro non c'è per ora. Speriamo nel dopo vacanze. Speriamo.

    31 luglio 2007

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    Diritti, doveri e senso di responsabilità.

    Bisogna continuare a dirlo a chiare lettere, ed a praticarlo: il trittico che innerva le democrazie moderne è diritti, doveri e senso di responsabilità diffusi. Partendo dalla concretezza della nostra realtà nazionale, inserita a pieno titolo nell'Unione Europea, che assume il mondo come orizzonte "naturale" verso il quale spingere il proprio sguardo.

    A noi, al nostro modo di vivere come viene presentato o immaginato, all'Europa, guarda con desiderio una moltitudine di persone di realtà diverse, pensando al "bengodi". Vi approdano perlopiù attraversando in qualche modo il mediterraneo, non pochi tragicamente restandoci. Ritenendo, nonostante tutto, che ne valga la pena. Ce la fanno i più dotati.

    Ben presto però si rendono conto che la realtà non è quella che immaginavano, ma che comunque un passo avanti l'hanno fatto, e che per godere con noi di ciò che ha richiesto migliaia di anni di lavoro, impegno, dedizione, lotte, fatica e sacrifici, nella sostanza i diritti, occorre farsi carico anche di doveri, permeando il tutto di senso di responsabilità man mano acquisito.

    Si tratta di un pezzo di strada che, con una partenza avvantaggiata, coinvolge anche noi indigeni, del luogo. Perché la democrazia si sviluppa in modo adeguato ai tempi, se si sviluppa parimenti il trittico di cui è cenno all'inizio di queste note. Altrimenti ciccia, con il rischio che addirittura s'ammali, la democrazia. E vale per tutti. Per noi è l'assuefazione, l'abitudine che ciò che c'è si possa considerare definitivamente acquisito. Non è così. Infatti perché il meccanismo continui a funzionare deve essere oliato di consapevolezza, di qualità adeguata espressa da tutti coloro i quali ci vivono e ne godono, cioè da tutti in proporzione alle capacità di ciascuno. Non c'è e non ci può essere qualcuno o qualcosa che pensa a tutto per tutti.

    Il presupposto essenziale per realizzare un rimescolamento del genere è la ridistribuzione del potere ai cittadini: una sorta di giubileo moderno, cioè la riconsegna agli originali detentori di un bene essenziale per la democrazia, il potere appunto, che col tempo è passato ad altri.

    Dal canto suo la nostra Costituzione Repubblicana afferma che la sovranità appartiene al popolo. L'occasione è ghiotta e possiamo coglierla insieme a tutti quelli che ci stanno: tante volontà consapevoli capaci di smuovere le montagne! Per ora è poco più di una aspirazione, un nome: il Partito Democratico. Ma può diventare la leva giusta se lo riempiamo del meglio di noi oggi, non dimenticando le storie che ci hanno consentito di giungere sin qui.

    24 luglio 2007

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    Calunnia, calunnia qualcosa resterà.

    La prima domenica di luglio, come tutti gli anni, al Falchetto di Santo Stefano Belbo, da dove l'occhio spazia su uno struggente panorama di Langa, sono stati commemorati cinque partigiani poco più che ventenni, che nel giugno del 1944 vennero trucidati nel sonno dai fascisti a raffiche di mitra. Con carro trainato da buoi i loro corpi vennero poi trasportati a Canelli ed esposti in piazza. Quindi l'ordine di infierire su di essi facendovi passare il carro sopra, come monito blasfemo e vile vendetta. L'indignazione della popolazione e la resipiscenza di un alto ufficiale impedirono l'oltraggio.

    Folclore nostalgico di pochi intimi all'inaugurazione ad Asti della sede di un movimento politico che si rifà al fascismo d'antan, utilizzandone elementi propagandistici, abbigliamento, simboli ed altre manifestazioni esteriori, come se il tempo fosse passato invano, ignari forse di quante tragedie il fascismo è stato causa in Italia e nel mondo, così da meritarsi l'imperitura condanna insieme a tutti i totalitarismi. Non folclore ma veri e propri atti di violenza sono stati invece quelli compiuti recentemente a Roma da gruppi di facinorosi inneggianti al regime fascista. La nostra Costituzione è stata lungimirante e al punto XII delle "Disposizioni transitorie e finali" dispone: "E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista." . Che chi di dovere per certo si premurerà di fare osservare.

    Il leader del centrodestra Berlusconi durante un incontro con un gruppo di suoi giovani fans, ha definito "stronzate" le espressioni del Presidente del Consiglio dei Ministri . E non è stata certo "voce dal sen fuggita" se egli stesso ha tenuto a precisare che si trattava di "linguaggio rozzo ma efficace" .

    Calunnia, calunnia qualcosa resterà, chiosava qualche secolo fa un importante uomo pubblico. Certo, forse macerie. Insultare, delegittimare, schernire i rappresentati delle istituzioni da parte di chi è deputato a farle funzionare e, semmai, a migliorarle, anche se pro-tempore dall'opposizione - come rimarcato in questi giorni dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - non è certo un buon segnale che si manda al Paese. E nemmeno una manifestazione di alto senso di responsabilità. Ma così può anche andare il mondo, purché chi sceglie questa strada non pretenda di ergersi a maestro di vita.

    10 luglio 2007

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    Pino Goria

    Intervento di Pino Goria al Congresso Provinciale dei Democratici di Sinistra di Asti.

    [click qui per leggere l'intervento]

    28 giugno 2007

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    75,1%

    Il centrosinistra - Ulivo ha vinto le elezioni a Villanova con il 75,1% dei voti, confermando per il secondo mandato consecutivo la maggioranza guidata dal sindaco Peretti. Al centrodestra con Negro candidato sindaco è andato il 24,9% dei suffragi.

    Come si ricorderà le elezioni si sono tenute con tre settimane di ritardo a causa dell'esclusione delle uniche due liste presentate, perché accompagnate da firme in eccesso. La tempestiva sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) aveva posto rimedio a questa incongruenza, riconoscendo valido il comportamento dei presentatori che avevano sottoscritto le liste stesse.

    Alla prova dei fatti si sono dimostrate fallaci le previsioni di un "effetto domino" che l'esito del voto di Asti avrebbe generato nella realtà del Pianalto villanovese, tra le più significative dell'astigiano dal punto di vista della vivacità delle attività produttive insediate, della modernizzazione dell'economia e della qualità della vita dei cittadini, cui ha apprezzabilmente lavorato, per quanto di competenza, l'amministrazione Peretti.

    Insieme a Villanova la recente consultazione elettorale ha premiato a Valfenera una formazione ed un sindaco entrambi novità giovani, mentre San Paolo Solbrito aveva già scelto da tempo maggioranza e sindaco alternativi al centrodestra che s'era riproposto.

    Quanto precede non fa che confermare ancora una volta che donne e uomini chiamati ad esprimersi su realtà e situazioni di cui abbiano cognizione - è il caso dei nostri Comuni - manifestano autonomia, discernimento, capacità di giudizio ed un sano pragmatismo basato sulla pratica di vita, che rappresenta un comportamento non solo da accettare perché legittimato dal voto, ma buono in sè, in quanto suscettibile di ben rappresentare attese ed interessi più generali riguardanti le realtà stesse.

    Ed i risultati si vedono e vengono anche apprezzati dagli elettori. Purtroppo non sempre, ma questa è un'altra storia.

    26 giugno 2007

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    Luna di miele.

    Cento giorni è la luna di miele che si riconosce ad una nuova amministrazione per organizzarsi in vista degli impegni che l'attendono. E la giunta Galvagno al comune di Asti se n'è avvarrà di certo, visto l'originario annuncio del Sindaco di disporre di un esecutivo snello (4 assessori) che rischia già l'ipertrofia. E potrebbe non essere finita lì. L'auspicio è che tutto si risolva presto e possibilmente bene, così da passare dalle parole ai fatti, in base ai quali i cittadini possano farsi un'idea più concreta delle reali capacità della formazione uscita vincente dalle urne, di affrontare i problemi di una città giustamente esigente come Asti.

    Più in generale nella recente tornata amministrativa che ha interessato in Italia un significativo numero di Comuni e di Province, non c'è stato il sommovimento temuto dagli uni e sperato dagli altri, anche se gli elettori hanno fatto capire a partiti e istituzioni come orientare più incisivamente la loro azione per venire incontro alle pressanti esigente dei cittadini in evidenti condizioni di disagio e di bisogno. Ed è per realizzare misure di maggior "giustizia distributiva" che ognuno deve fare la propria parte, governo "in primis", anziché disperdere energie preziose in sterili polemiche o per invocare improbabili crisi della maggioranza parlamentare di centrosinistra - Unione.

    Infatti per meglio adempiere alle proprie incombenze è auspicabile che gli eletti a cariche pubbliche durino in carica per l'intero mandato, come usa nelle democrazie che funzionano, e siano stimolati e marcati stretti, in particolare dalle opposizioni istituzionali, dai media e dai cittadini, affinché la loro azione resti incentrata sul programma presentato e persegua il miglioramento della vita di tutti. Già durante il mandato si faranno dei conti, correggendo la rotta all'occorrenza. Al termine il consuntivo consentirà di effettuare valutazione a ragion veduta e di trarre le debite conclusioni.

    La recente visita in Italia del presidente degli Stati Uniti Bush ha evidenziato l'apprezzamento internazionale per la nostra politica estera, in particolare per la capacità di intervento in favore delle popolazioni nelle aree e nelle situazioni di crisi in medioriente ma non solo; in favore della moratoria della pena di morte; nell'azione di opposizione alla guerra, in particolare quella preventiva, per la risoluzione delle controversie internazionali; per l'adozione di iniziative contro il deterioramento climatico; per gli aiuti alle popolazioni africane colpite da carestie, guerre intestine, malattie.

    Non è tutto qui, ma può già far capire perché siamo tornati a godere di buona considerazione nel mondo.

    19 giugno 2007

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    Tornado Galvagno.

    Tornado Galvagno ad Asti, di forza inusitata, senza segni premonitori, anzi.

    Prima vittima Voglino e il suo intorno, poi tutti gli altri compresa la ricalcitrante Udc. Non si capisce ancora bene cosa può aver determinato una "punizione" del genere, visto che nessuno dei coinvolti aveva compiuto spropositi, mentre l'amministrazione comunale uscente, che si riproponeva, aveva dato buona prova di sè, e proprio sulle iniziative e realizzazioni aveva chiesto di essere giudicata.

    Da quando si vota col sistema maggioritario e l'elezione diretta del sindaco, ad Asti non s'era mai verificata la vittoria al primo turno. C'è però sempre una prima volta, ed eccola qui. Il bello della democrazia sta proprio nel fatto che tutto può capitare e va accettato perché legittimato dalla volontà popolare attraverso il voto. Un grande diritto che comporta però dei doveri, tra cui quello di farsi carico delle conseguenze delle proprie scelte, specie di quelle che si protraggono nel tempo e incidono profondamente nella vita di tutti. Per cui nessuna delega in bianco ma costante attenzione all'attività degli eletti affinchè ogni atto del potere loro conferito sia indirizzato a vantaggio della città e nel rispetto sostanziale del programma presentato. E se sono rose - come usa dire - fioriranno.

    Per le forze e le persone che hanno lavorato con Voglino è impegnativo e necessario invece, capire per riordinare idee e modalità operative. Nessuno s'attendeva certo il plauso per quanto di buono fatto nel corso della legislatura passata, ma nemmeno un trattamento "a prescindere" - per dirla con Totò - dall'impegno profuso e dai risultati ottenuti. Considerando anche l'ipotesi, non peregrina, che l'esito delle elezioni sia andato al di là di quanto in cuor suo ogni singolo elettore si prefiggeva di raggiungere con il voto, sia nel valutare l'operato del centrosinistra quanto nell'affidarsi alle promesse del centrodestra.

    Siccome le cose sono andate così, a Galvagno l'onere e l'onore di dimostrare di valere quanto asserito. A Voglino basti l'intima soddisfazione del dovere compiuto e dei buoni risultati conseguiti, cui attingere energie e motivazioni per non demordere dall'impegno di mostrare con l'esempio, che politica e democrazia servono per risolvere i problemi dei cittadini ovunque si operi e per vivere meglio tutti .

    12 giugno 2007

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    Prima del silenzio.

    La campagna elettorale ad Asti e negli altri otto Comuni della provincia: Capriglio, Castagnole Monferrato, Cerreto, Montegrosso, Tonco, Valfenera, Vesime, Villanova è alle ultime battute. In sintesi la situazione si presenta così.

    Ad Asti la lista di Rifondazione è stata esclusa perché il numero dei candidati in regola era inferiore al minimo richiesto, nè è valso a rimediare il tempestivo ricorso presentato.

    A Villanova le due uniche liste presentate erano state escluse per aver raccolto un numero di firme per la presentazione superiore a quelle consentite. Il ricorso presentato ha avuto successo e sono state riammesse; le elezioni si terranno verso la metà di giugno per consentire il regolare svolgimento della campagna elettorale.

    Negli altri Comuni non risultano novità particolari da segnalare.

    Marmo presidente provinciale, che sembrava voler combinare sfracelli, s'è invece ritirato dalla scena elettorale acconciandosi a rimpannucciare la sua giunta: figliol prodigo senza vitello grasso in forzitalia, forse al capolinea di una carriera da nomade.

    Più in dettaglio. Sondaggi seri riportano che ad Asti i protagonisti saranno Voglino e Galvagno, comprimari gli altri candidati sindaci e le liste di cui essi sono espressione. Resta "sub iudice" se la tenzone si concluderà al "primo sangue" (primo turno) o "all'ultimo sangue" (ballottaggio). Le maggiori probabilità vengono attribuite al ballottaggio dove saranno decisive alcune circostanze, come le intese che i protagonisti Voglino e Galvagno riusciranno a stabilire con i candidati sindaci e le relative liste escluse dal ballottaggio. Si tratta di passaggi "pelosi", che si possono però nobilitare se avvengono alla luce del sole e non sulla pelle degli elettori ignari.

    Galvagno ritorna alla carica dopo una precedente controversa esperienza da Sindaco ormai lontana nel tempo, puntando sulla dozzina di liste cui s'appoggia. Più slogan che novità nella sua lunghissima campagna elettorale, iniziata mesi prima di quella ufficiale, con dovizia di mezzi a disposizione, volta soprattutto a introiettare convincimenti negli elettori. Un merito non da poco e l'aver mobilitato all'impegno politico - amministrativo diretto alcune centinaia di persone.

    Voglino ha impostato la campagna elettorale sulle risorse umane e finanziare profuse dalla sua amministrazione con l'impegno del Personale comunale nel corso degli ultimi cinque anni, puntando con sobrietà sull'onestà ed efficacia delle cose fatte al servizio della città, che si possono riassumere nel motto degli assessori e consiglieri che si ripropongono con lui al giudizio degli elettori, e dei nuovi candidati e candidate: poche parole, molto lavoro.

    Ora il silenzio che precede i momenti importanti. Domenica 27 maggio la parola passa alle elettrici ed agli elettori, che esprimeranno la loro volontà attraverso il voto, per dare ad Asti ed agli altri comuni interessati amministrazioni affidabili che aiutino tutti a vivere meglio.

    24 maggio 2007

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    Fare la tara.

    Ad Asti la campagna elettorale mobilita parecchie centinaia di persone in ogni occasione, e ci mancherebbe se non fosse così. Infatti a raccogliere i soli candidati alle elezioni comunali e per le circoscrizioni si supera già il migliaio; se si aggiungono addetti ai lavori e fans più prossimi si fa già il pieno in condizioni normali. Se poi arrivano i big la temperatura sale e produce folla.

    Purtroppo quantità non sempre s'accoppia con qualità, anzi. Per fortuna i cittadini sono selettivi e fanno, come di dice, la tara. C'è Galvagno, candidato sindaco di parte del centrodestra, che non fa mistero di puntare sull'effetto massa, per chiudere al primo turno, lasciando intendere che il ballottaggio sarebbe un passaggio inutile e uno sciupio di risorse. Sondaggi e umori diffusi fanno presumere invece che gli elettori saranno più riflessivi e daranno una spazzolata al primo turno, scegliendo due contendenti - il già nominato Galvagno e Voglino del centrosinistra-ulivo - che se la giochino testa a testa al ballottaggio, perché emergano la dimostrata capacità di fare squadra, la concretezza e la probità. Una sorta di "esame del sangue" per non lasciare che improvvisazione e superficialità possano influenzare il risultato finale, molto importante per la Città, che in questi anni è sostanzialmente migliorata ed ha posto le basi per valorizzare e sviluppare le sue nuove potenzialità con la voglia di far bene.

    Il ballottaggio consentirà anche alle formazioni che non vi partecipano di decidere a ragion veduta che uso fare dei voti ricevuti al primo turno, rispetto ai quali si è comunque del parere che un primo criterio orientativo si manifesti fin da subito.

    L'auspicio è che la Città possa continuare nella pratica della trasparenza amministrativa e del buon governo, in cui ogni cittadino possa operare al meglio nelle cose che fa e dal Municipio si forniscano servizi e sicurezza che aiutino in questo senso. E che dei benefici che ne derivano possano godere tutte le persone che con la loro vita e il loro lavoro hanno reso e rendono Asti realtà gradevole e ambita, in cammino da protagonista.

    18 maggio 2007

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    Da soli non si vince.

    La recente elezione del capo dello Stato in Francia ci interessa come fatto in sè e per le analogie che essa ha con la situazione italiana e perfino con quella astigiana.

    S'è trattato infatti di un confronto tra destra e sinistra moderne, capaci cioè di cogliere le esigenze ed i diritti - doveri avvertiti dai cittadini di un Paese altamente sviluppato e con uno stato sociale avanzato, di farsene carico, fornendo ciascuna proprie specifiche risposte.

    Ha vinto la destra di Nicolas Sarkozy, perchè più della metà dei francesi ha ritenuto che in quel ruolo in questo momento storico servisse lui, ma la socialista Ségolène Royal è lì pronta a dare il suo contributo fin da subito ed in prosieguo, ponendo volontà e talento al servizio della Francia, che può ora contribuire al rilancio dell'Europa, intanto assumendone la Carta costitutiva, lasciata cadere forse con troppa precipitazione votando no al referendum che si è svolto due anni fa.

    Circa le analogie la più vistosa è che da soli non si vince, cioè non si attraggono i consensi dell'elettorato più disincantato che indirizza il proprio voto laddove esso ha maggiori possibilità di contare, cioè di produrre decisioni e fatti concreti e condivisi.

    In questo senso Ségolène ha ottenuto il massimo possibile, evidenziando inoltre ai socialisti ed alla sinistra che senza alleanze non solo l'Eliseo le era precluso, ma che, se non rimossa, la lacuna limiterà anche l'efficacia dell'impegno politico futuro.

    Da qui il richiamo al Partito Democratico che si va costituendo in Italia, dopo l'esperienza delle alleanze elettorali con l'Ulivo e L'Unione, che hanno portato il centrosinistra al governo in due legislature su tre a partire dal 1996, ricuperando proficuamente per il nostro Paese energie e risorse, altrimenti destinate ad un mero e anacronistico ruolo testimoniale.

    Sollecitando altresì il sistema politico a porsi in discussione per completare l'ambita fase dall'alternanza tra destra e sinistra, legittimata dalla condivisione della Costituzione, patto fondativo della nostra Repubblica.

    11 maggio 2007

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    1° Maggio.

    1° Maggio festa del Lavoro e dei Lavoratori.

    Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Dignità della persona e tutela dei lavoratori, art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"; art. 35: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori". Iniziativa economica e dignità umana, art. 41: "l'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".

    In Italia muoiono in media tre persone al giorno sul lavoro, un tributo umano insostenibile che fa a pugni con la Costituzione. L'Italia il 1° Maggio 2007 ha scandito con forza che questo è intollerabile, riaffermando la centralità del lavoro e dei lavoratori, la tutela e promozione della loro integrità fisica e della dignità umana e sociale.

    La presentazione delle liste per le elezioni amministrative del 27 maggio prossimo ha riservato qualche sorpresa. Ad Asti i caparbi dell'Udc sono riusciti a far prevalere il federalismo e la sussidiarietà possibili, presentando lista propria e candidato sindaco Arri, anziché appoggiare Galvagno come insistevano da Roma. S'attende ora di conoscere che utilizzo farà l'Udc dei voti ricevuto al primo turno, nel caso di ballottaggio da cui fosse esclusa.

    Sempre nel capoluogo, della lista di Rifondazione comunista sarebbero in regola solo 24 candidati su 40, mentre il numero minimo ammesso è di 27. E' stato presentata motivata istanza per superare l'intoppo ma il rischio dell'esclusione della lista è elevato.

    A Villanova ambedue le liste in corsa: Roberto Peretti sindaco che si ripropone, con "Tradizione e futuro per Villanova" e Antonio Negro "Ambiente solidarietà e lavoro" avrebbero superato il numero massimo di firme ammesso per la loro presentazione. Si spera di risolvere il problema con un fulmineo ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), evitando il rinvio delle elezioni e la gestione commissariale "pro tempore" per il Comune.

    Buona festa della democrazia dunque, nei 9 comuni della provincia di Asti dove si voterà per le elezioni amministrative domenica 27 maggio.

    3 maggio 2007

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    Api, banche e discariche.

    Uno sciame di api ha conquistato la prima pagina de "La Stampa" del 25 Aprile, assiepandosi al cestello d'una bici in pieno centro di Torino e tenendo in apprensione Vigili del fuoco e Forze dell'ordine per alcune ore. Il problema è stato risolto da un bancario - apicoltore che ha fatto accomodare l'ape regina in un'arnia da viaggio, subito seguita da tutto lo sciame.

    Ricomincia la manfrina? La discarica di Cerro Tanaro sarà presto colma, occorre quindi trovare un posto per costruirne un'altra e l'incombenza tocca alla Provincia di Asti che però prende tempo. Resta meno di un anno, dice il presidente di Gaia, la società che lavora i rifiuti di tutto l'astigiano e smaltisce in discarica la parte non diversamente utilizzabile. Altrimenti sarà un'altra volta emergenza con aumento dei costi per i cittadini, i quali attendono che chi è stato votato per decidere e fare si dia una mossa.

    I media informano che le azioni dalla Cassa di Risparmio di Asti hanno guadagnato il 33,6% nel corso dell'ultimo anno. Una "performance" che gratifica gli azionisti e segnala la buona salute dell'Ente, dal quale s'attende ora rinnovata disponibilità e impegno nel concorrere ad iniziative strutturate, vantaggiose per l'economia e la vita delle popolazioni astigiane che contribuiscono al suo sviluppo.

    Pletora di candidati consiglieri (oltre 600) e di partiti (almeno una ventina) per l'elezione di Sindaco e Consiglio comunale ad Asti il 27 maggio prossimo. La riottosa Udc astigiana è stata commissariata da Roma facendola rientrare subalterna nei ranghi dell'operazione Galvagno, nella quale hanno mano mentori, eminenze grigie ed altri personaggi da "corte dei miracoli". L'ultima parola spetta comunque agli elettori tra meno di un mese.

    Le celebrazioni del 25 Aprile giornata della Liberazione dalla tirannide nazifascista con la lotta di popolo, si sono svolte diffusamente su tutto il territorio astigiano. Ricordandoci che libertà e democrazia non sono state conquistate una volta per sempre, ma richiedono cure quotidiane da parte di tutti per mantenersi in buona salute e dare il meglio di sè per la piena attuazione della Costituzione, stimolo costante e baluardo perentorio contro il quale sono destinate ad infrangersi funeree nostalgie già bocciate dalla storia.

    26 aprile 2007

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    Spese elettorali.

    Laurana Lajolo su "La Stampa" del 14 aprile scorso afferma che "oltre che riempire i tabelloni di facce sorridenti........i candidati potrebbero dire che cosa intendono fare con i nostri voti", mentre Enzo Biagi su "L'espresso" della scorsa settimana si chiede "dove sono più i politici come Ferruccio Parri, che una volta mi raccontò di viaggiare nottetempo perché non si poteva pagare gli alberghi?" e che quindi aveva ragione Corrado Alvaro quando affermava che "dai politici voglio sapere non solo cos'hanno in testa, ma anche quanto hanno in tasca". Si tratta di citazioni che faccio mie per sviluppare gli argomenti che vi sono accennati.

    Circa l'utilizzo dei voti degli elettori da parte dei candidati e delle formazioni politiche che li esprimono, vale quanto scritto in questa rubrica qualche settimana fa, che cioè il programma che per legge ogni candidato sindaco deve depositare, non sia un libro dei sogni ma un documento impegnativo della cui attuazione sindaco e consiglieri eletti rendano conto. Inoltre ogni lista che si presenta alle elezioni dichiari fin da subito ai cittadini quale sarà l'indicazione di voto che darà nell'eventualità del ballottaggio - da cui fosse esclusa - agli elettori che l'hanno votata al primo turno.

    I soldi che si spendono in campagna elettorale, per legge vanno puntualmente contabilizzati e dichiarati, compresa la provenienza se si tratta di elargizioni o contributi a qualsiasi titolo. Questo obbligo non c'è per le spese sostenute in periodi che precedono l'inizio della campagna elettorale, com'è ormai invalso fare.

    In una città delle dimensioni di Asti, dove ci si conosce, esiste la capacità diffusa di percepire se si sta nella normalità oppure si eccede nelle spese. Se si eccede è ragionevole e legittimo che gli elettori si chiedano, e chiedano, l'entità e la provenienza delle risorse impegnate nell'insieme delle iniziative finalizzate in qualche modo ad influenzare il voto.

    Ragioni di trasparenza dovrebbero indurre liste e candidati a dare pubblico conto delle spese previste e sostenute e dei soldi ricevuti e da chi, anche se non glielo si chiede esplicitamente. Reticenze, ambiguità, sotterfugi o altro per sottrarvisi non sono ammissibili, e comunque vanno intesi come elementi fortemente negativi che inficiano il rapporto fiduciario candidato - elettore che sta alla base del sistema democratico stesso. Compete agli elettori stigmatizzare ogni comportamento men che chiaro, fino a negare il proprio voto nei casi manifestatamente inconciliabili, non dico con le regole o con corretti comportamenti consuetudinari, ma anche solo con il comune buon senso.

    24 aprile 2007

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    Ventine.

    L'attuale amministrazione di centrosinistra - Ulivo di Asti ereditò nel 2002 dall'uscente centrodestra l'assessorato all'agricoltura e ambiente, consistente in una targhetta sulla porta di un ufficio poco o punto frequentato. Ora, al termine del suo mandato quinquennale la situazione è ben diversa, come tutti possono vedere. Recentemente Asti ha conquistato il secondo posto - tra 103 capoluoghi di provincia italiani - nella speciale classifica di Legambiente chiamata "Ecosistema scuola 2007", relativa alla tutela della salubrità dell'aria e dell'ambiente, alla raccolta differenziata, al trattamento e smaltimento dei rifiuti, alla somministrazione di pasti biologici nelle mense scolastiche, all'utilizzo di impianti alternativi per la produzione di energia elettrica nelle scuole, e per altre iniziative che hanno coinvolto la popolazione scolastica e i cittadini.

    Le "Ventine" di Asti, cioè le realtà insediative miste, con spiccate caratteristiche agricolo - rurali a corona della città, sono state oggetto in questi ultimi anni di interventi per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, la disciplina e l'allontanamento delle acque reflue, il miglioramento dell'accessibilità e dei trasporti ed altri ancora, compresa l'intensificata presenza dei vigili urbani che collaborano al rafforzamento della prevenzione e della sicurezza degli abitanti.

    Si tratta di un insieme con prerogative quasi uniche che fa del territorio comunale di Asti un tutt'uno equilibrato ed integrato, in cui l'agricoltura attiva si svolge a ridosso della città, la lambisce e si insinua quasi al suo interno, e come tale è bene che resti. Occorre semmai sostenere questa funzione senza sostituirsi agli agricoltori, che dimostrano la capacità di stare sul mercato e di saper svolgere parimenti il ruolo di manutentori del territorio e dell'ambiente con vantaggi evidenti per tutti.

    Una politica amministrativa lungimirante deve quindi continuare e sviluppare la sua azione nella direzione di supportare e valorizzare le caratteristiche intrinseche di ogni "Ventina", affinchè nel loro insieme costituiscano un complesso sempre più armonico ed integrato con la città, che così può vivere nella natura umanizzata dal lavoro agricolo, il quale si giova a sua volta dei servizi e delle opportunità che Asti realizza in modo diffuso e rende fruibili per tutti, ed "in primis" per i suoi cittadini ovunque dislocati sul territorio comunale.

    17 aprile 2007

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    Paressia.

    E' tempo pasquale mentre scrivo, per chi legge è già dopo. Morte e Resurrezione del Figlio di Dio uno e trino. Me lo disse la mamma e, si sa, le mamme non dicono bugie. Dopo, qualcosa ci aggiunsero la mia Chiesa e la vita. La sostanza però rimase quella. E m'è servita e m'aiuta.

    Paressia, parola che ho incontrato leggendo un articolo di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, su "La Stampa" di qualche tempo fa di cui non conoscevo il significato, nè lo trovai nel mio vecchio Zingarelli. Un compagno abile con internet scovò la definizione alla pagg. 226 del libro di Don Tonino Bello "La teologia degli oppressi: "E' il parlar chiaro senza paura e senza tentennamenti di fronte alle minacce del potere quando bisogna rendere testimonianza alla verità". Dunque il quell'articolo Enzo Bianchi invitava a parlar chiaro, aiutandoci reciprocamente a capire meglio e di più cose e situazioni, usando poi questo sapere con la nostra testa e la retta coscienza, nelle circostanze e negli impegni in cui ci porta la vita. Che, come sappiamo, non è una piacevole passeggiata ma un percorso anche aspro se lo stesso vangelo così s'esprime: "Credete che io sia venuto a mettere la pace sulla terra? No, io vi dico, la divisione. D'ora in poi, se in famiglia ci sono cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre" (Luca, 12,51,52). D'altro canto, sempre stando al vangelo, gli strumenti non ci mancano. Infatti "se avete fede e non esiterete.....quand'anche diceste a questo monte: levati di lì e gettati in mare, sarà fatto" (Matteo 21,21).

    Quindi niente paura e via con la vita in modo gaio, nella quale il lavoro e l'economia giocano certo un ruolo non da poco. E qui ci sovviene la Costituzione, che agli art. 41 e 42 afferma: l'attività economica pubblica e privata "sia indirizzata e coordinata a fini sociali", mentre "la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge.....allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti".

    Obiettivi tutt'altro che realizzati che meritano l'attenzione e l'impegno delle nuove generazioni.

    11 aprile 2007

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    Apprendisti stregoni.

    Salvo improbabili sorprese i protagonisti delle prossime elezioni ad Asti saranno Vittorio Voglino per il centrosinistra - Ulivo e Giorgio Galvagno per una parte del centrodestra. Tutti gli altri candidati sindaci paiono relegati al ruolo di comprimari, sia che la partita si chiuda al primo turno sia che si vada al ballottaggio.

    Infatti se uno dei due prevale al primo turno, cioè ottiene più del 50% dei voti, viene eletto sindaco e dispone di una maggioranza significativa in consiglio comunale, costituita dai consiglieri eletti nelle liste a lui collegate. Se invece nessuno dei due ottiene più del 50% dei voti al primo turno si va al ballottaggio. In questo caso scatta la caccia ai voti delle liste escluse. Per evitare mercanteggiamenti pelosi è doveroso che fin da subito ogni lista che concorre alle elezioni, dichiari ai cittadini quale sarà l'indicazione di voto che darà per il ballottaggio, agli elettori che l'hanno votata al primo turno.

    Nè può modificare questo stato di cose la pur importante novità che l'Udc - ormai fuori dalla Casa delle Libertà - entri direttamente in lizza candidando Davide Arri sindaco, con Marmo, non si sa bene se nella veste di suo mentore o di eminenza grigia.

    In questo senso è particolarmente importante conoscere verso quale dei due contendenti - presumibilmente Voglino e Galvagno - l'Udc orienterà i consensi ricevuti dagli elettori al primo turno, qualora si vada al ballottaggio in sua assenza.

    Occorre inoltre assumere come sostanziale e impegnativo il rituale programma di legislatura che ogni candidato sindaco è tenuto a presentare, chiedendo agli eletti di rispondere della sua attuazione.

    Di certo la politica e i cittadini di Asti non hanno bisogno di apprendisti stregoni ma di serietà d'intenti e di comportamenti espliciti e chiari, in cui si capisca bene chi fa cosa, assumendosi le responsabilità che ne derivano.

    Quindi segnali in tale senso vanno nella direzione giusta. Sa invece di stantio il cicaleccio tra addetti ai lavori che taglia fuori gli elettori o, peggio, ammanta da salvatore della patria chi magari cammina con la testa rivolta all'indietro.

    3 aprile 2007

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    4° Congresso Provinciale dei Ds di Asti - Intervento di Giovanni Saracco

    Prendo lo spunto da circostanze della vita quotidiana per portare il mio contributo a questo nostro 4° Congresso Provinciale.

    Una famiglia astigiana alla buona, senza competenze specifiche, seguendo le indicazioni della banca di fiducia, acquistò tempo fa obbligazioni delle Repubblica Argentina con tasso di interesse non astronomico: intorno al 7% l'anno, investendo i risparmi di una vita, cioè lavoro umano non consumato. Pochi mesi dopo il patatrac: l'Argentina non paga più gli interessi e non restituisce il capitale alla scadenza. Trascorrono circa due anni e il governo argentino propone una transazione chiamata "concambio", offrendo di restituire un terzo del capitale sotto forma di altri titoli con scadenza oltre il 2030 e interessi medi nel periodo intorno al 2,50%. Molti dei 450.000 creditori italiani accettarono "ob torto collo ". La famiglia astigiana rifiutò, ritenendo di poterne cavare di più in prosieguo. Non andò così ed un anno fa seguì il consiglio del proprio legale di fare causa alla banca da cui acquistò le obbligazioni andate a male. Il legale che suggerì questa strada ora dice che la causa va a rilento in tribunale perché cambiano sovente i magistrati. Campa cavallo che l'erba cresce, famiglia sola alle prese con un problema più grande di lei con la banca che si sottrae alle sue responsabilità facendo il "pesce in barile". Davide contro Golia, scontro impari.

    Una donna rumena sposata, regolarmente in Italia, lavora in un'impresa di pulizie lontano dal luogo di residenza. Con l'intento di avvicinarsi ha presentato varie domande presso agenzie private per il lavoro ma senza successo. Colleghe italiane di lavoro con problemi analoghi ce l'hanno fatta perché conoscevano qualcuno; Lei conosce nessuno ed è ancora lì a struggersi, impotente. Dei Centri pubblici per l'impiego non sapeva dell'esistenza, ora che lo sa è riluttante a ricorrervi, perché nel suo ambiente di lavoro gira voce che se non conosci qualcuno te la puoi scordare. Questa è un idea limitata e limitante che però alla fine resta in testa.

    Nessun servizio pubblico si fa carico dei problemi e accompagna gli interessati fino alla soluzione. Solitudine nel momento del bisogno, si fa forte la tentazione di rivolgersi a "Mi manda rai 3".

    Due casi emblematici di una platea molto vasta. Governare vuol dire farsene carico, aiutando ad uscirne con procedure efficaci e trasparenti ed a crescere in consapevolezza: la "fatica della politica" applicata ai casi della vita. Elementi della nostra identità, di sinistra, socialista, adesso e qui, ma proiettata in avanti, dinamica, che si sviluppa, sviluppando. Per gli interessati e per molti cittadini è la prova del nove che la politica serve alle persone nel momento del bisogno. Riforme vuol dire anche questo. Riflettendo ad esempio quanta strada c'è ancora da fare anche solo per allineare i nostri salari - sotto del 5% rispetto a quelli medi europei - come risulta dai dati divulgati in questi giorni, e per liberare quanto di socialista ancora inespresso è insito nella nostra Costituzione! Poi su verso le questioni dello Stato, dell'Europa e del Mondo globale.

    Compagne e compagni! abbiamo storia ed esperienze adeguate che garantiscono. Possiamo usare la risorsa delle nostre differenze - ad Asti più accentuate della media di tutta Italia! - per dimostrare di saper approdare a soluzioni efficaci ed avanzate. Il banco di prova più prossimo sono le elezioni amministrative ad Asti ed in altri 8 comuni della provincia: Capriglio, Castagnole Monferrato, Cerreto, Montegrosso, Tonco ,Valfenera, Vesime e Villanova. Sfidiamo noi stessi ad esprimere il meglio insieme alle altre forze del centrosinistra - Ulivo - Unione. Un segnale forte, comprensibile ai cittadini ed i risultati non mancheranno. Se ne gioverà la democrazia, ne beneficerà il Paese, la politica riprenderà vigore tornando a suscitare interesse ed impegno tra i cittadini, perché capace di trovare risposte soddisfacenti alle ansie, aspettative, aspirazioni, esigenze, speranze di futuro della moderna società del lavoro, assunta nella Costituzione a fondamento della nostra Repubblica.

    31 marzo 2007

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    Scriccioli e SUV.

    Può darsi che una rondine non faccia primavera, ma un regolo certamente sì. La buona notizia è della LIPU di Asti. Un esserino essenziale: meno di dieci centimetri di lunghezza, pesa quanto un ciuccio di bambino, viene da Mosca (!) come certifica l'anellino alla zampetta. Approdato da noi dopo un viaggio di alcune migliaia di chilometri. Ci resterà finché vorrà, forse s'accoppierà, nidificherà e alleverà la prole. Poi di nuovo via chissadove, guidato dall'istinto infallibile, se l'ambiente si manterrà in condizioni accettabili come pare sia ancora, se lui, il regolo, inconsapevole sentinella saltella nel folto e ci allieta con la sua presenza.

    Per dirla tutta non speravamo tanto, abituati alle cornacchie che la fanno da padrone e paiono non tollerare altro da sè. O forse sono solo cattivi pensieri, presi come siamo nel vortice "pesce grosso mangia pesce piccolo" fino a restare solo, certo padrone di tutto, ma desolatamente solo.

    Resta con noi scricciolo in miniatura venuto misteriosamente da lontano, perchè siamo felici di essere stati scelti da te. Raro esemplare di così poca consistenza ma di eccezionale qualità, in cui c'è tutto quanto serve per essere efficace, grazioso e ......felice!.

    Altro che Suv - fuoristrada dentro il quale l'uomo pensando di salvarsi non si vede più, sparito, fagocitato da un ammasso imponente che geme, mentre un niente di piume gioisce, si riproduce e va per il cielo cullato dal vento verso un destino incerto e periglioso, ma un destino. Qualcosa che c'è, con un posto per te, naturale, attribuito, dedicato, acconcio, proporzionato e giusto per svolgervi la tua vita, facendo quello che sei chiamato a fare. Parte infinitesima dell'insieme cosmico, in cui tutto è a posto da molti milioni di anni.

    Per te, simpatico amico regolo, è così, mentre per noi umani si tratta di un divenire che dipende anche da come ci comportiamo nei confronti dell'armonia che governa il tutto.

    Presto gli alberi riavranno le foglie e tu il nido, cose normali, preordinate si dirà. Certo, purché l'equilibrio che regge la nostra piccola Terra non venga intaccato, alterato, leso e tu possa tornare a far primavera.

    20 marzo 2007

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    Non esageriamo.

    Chi l'avrebbe mai detto? L'on. Follini uomo del giorno! Eppure è così senza se e senza ma. Prima ha consentito di uscire dall'affanno per il voto di fiducia al governo in Senato, tenendo duro nel presentarsi sotto lo scanno del presidente Marini a scandire il suo sì, sotto i rimbrotti (si fa per dire) dei colleghi del centrodestra. Poi sparigliando le carte ad Asti e costringendo la lista di Claudio Musso e amici a cercarsi un altro nume tutelare "non così spostato a sinistra", proprio quando pareva che i giochi fossero già fatti. Infine le motivazioni addotte per un gesto così clamoroso: in un momento in cui la politica del Paese ha bisogno di sostegno e di continuità ho dato il mio contributo, al di là della rigidità degli schieramenti. E non risulta abbia chiesto e/o avuto qualcosa in cambio.

    Un'altra figura di spicco che non si tira indietro di fronte alle difficoltà è il ministro on. Rosy Bindi. Infatti con la collega on. Pollastrini si è occupata del disegno di legge sui cosiddetti Patti Civili di Solidarietà o Dico che dir si voglia, ben presto raggiunta dagli strali del pensionando Cardinale Ruini, presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), e dintorni. Lei non se n'è data per intesa ed ha proseguito per la sua strada, spiegando perché un cattolico può e deve agire così senza venir meno al suo credo, anzi.

    Ora non si sa che fine farà questo disegno di legge approvato dal governo e consegnato al Parlamento per l'ulteriore corso. Di certo non si potranno imputare all'on. Bindi sudditanze o abiure di sorta. Semmai un esempio di come si fa a tenere la schiena dritta con onori e oneri conseguenti.

    Si dice che la senatrice Paola Binetti porti il cilicio - una cintura molta ruvida con nodi sulla nuda pelle per penitenza - mentre un ostentato e costoso mare di pubblicità usa la donna come esca per vendere merce. Il mondo - come dice l'adagio - è bello perché è vario, ma per favore non esageriamo.

    13 marzo 2007

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    Banca d'Italia.

    La Banca d'Italia sembra orientata a ridurre le sue circa 100 filiali (in origine tante quant'erano le province) dislocate su tutto il territorio nazionale, a poco più di 20.

    Se così fosse potrebbe chiudere anche quella di Asti, costringendo chi se ne avvale a rivolgersi altrove (Torino?) per fruire dei servizi attualmente prestati da un efficiente organico di 23 dipendenti. I Comuni, con Asti in testa, la Provincia e le altre realtà che svolgono compiti di interesse generale, sono certo consapevoli che ciò determinerebbe una smagliatura nel sistema dei servizi e delle relazioni presenti sul nostro territorio. Da qui l'utilità di affiancare il Sindacato - che se ne sta già occupando - per concertare iniziative che confrontino le ragioni della Banca d'Italia con le esigenze dell'utenza affinchè non sia peggiorata la qualità del servizio e la sua accessibilità.

    Su "La Nuova Provincia" del 23 febbraio scorso i giovani padani di Asti sostengono che con l'entrata dell'Italia nell'euro sono peggiorate le condizioni economiche delle persone che vivono con redditi da lavoro dipendente e di pensione, perché è stato fissato il cambio lire per euro a circa 2000 anziché a 1500 come si sarebbe dovuto fare, e non s'è atteso tempi migliori per entrarci.

    Se fosse stato così semplice ritengo che anche Prodi ci sarebbe arrivato. Nella realtà l'ingresso dell'Italia tra i primi nell'euro ha comportato sì sacrifici per il nostro Paese, ma ha evitato che l'inflazione - giunta anche a due cifre - continuasse a falcidiare il potere d'acquisto della lira, i risparmi dei cittadini e a far crescere in modo perverso il nostro debito pubblico. Purtroppo il governo di centrodestra (2001 - 2006) che ha gestito la messa a regime dell'euro, ha fatto nulla per arginare l'anomalo e arbitrario aumento dei prezzi che si è verificato solo in Italia in questa delicata fase. Ragion per cui tocca ora al centrosinistra rimediare a queste storture.

    Dopo la crisi sulla politica estera ed i conseguenti passaggi istituzionali, il Parlamento ha votato la fiducia al governo, che deve ora far tesoro di questa esperienza per superare le inadeguatezze che l'hanno determinata.

    Governare è un dovere quando si è investiti democraticamente di questo compito dagli elettori. Rammentando che la politica è l'arte del possibile da esercitare con dedizione, discernimento e lungimiranza, praticando il bene comune sempre e decidendo per il male minore quando necessario.

    6 marzo 2007

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    Partito Democratico.

    Il Partito Democratico è stato richiamato con evidenza nell'editoriale de "La Repubblica" del 7 febbraio scorso dal direttore Ezio Mauro, secondo il quale non sarebbero tanti i Pacs - Dico, cioè i patti civili di solidarietà tra coppie non sposate, il motivo dei recenti dissapori tra la Santa Sede ed il Governo, quanto piuttosto l'idea del Partito Democratico, una novità nel panorama politico - culturale del nostro Paese. Infatti se questa idea prendesse corpo e sostanza, verrebbero meno, secondo l'autore, i presupposti per dare vita ad un "grande centro" al quale guarderebbe con favore l'episcopato che si riconosce nelle posizione del cardinale Ruini, presidente uscente, della Cei (Conferenza episcopale italiana). In conseguenza di ciò la gerarchia religiosa sarebbe "costretta" ad una sorta di supplenza politica che non le si addice. Trattandosi di congetture ragionate e stimolanti, altri giornali hanno ripreso l'argomento.

    Così, in modo un po' inusuale, è venuta all'attenzione del grande pubblico la proposta di Partito Democratico di cui si occuperà il dibattito politico delle prossime settimane, in preparazione dei congressi delle due forze politiche che vi pongono mano in questa fase promozionale: i Democratici di Sinistra e la Margherita. Congressi da cui scaturiranno le decisioni di se e come proseguire nell'impegno per la costituzione di questo nuovo soggetto politico con caratteristiche adatte per pensare, coinvolgere, agire all'inizio del terzo millennio, aperto, recettivo alle esigenze e bisogni delle persone, capace di elaborare posposte politiche soddisfacenti e di contribuire efficacemente a tradurle in decisione di governo nel sistema dell'alternanza che connota la nostra democrazia. Sensibile nel cogliere i fermenti che attraversano la società e organizzato per assumerli nella ricerca di soluzioni giuste.

    Per una politica ricca degli apporti e dei valori dei cittadini che concorrono a determinarla, libera nelle sue decisioni mirate ad aiutare donne, uomini, famiglie ad esprimere il meglio di sè per sè e per il bene di tutti.

    Con l'Italia del lavoro che si riconosce nella Costituzione repubblicana e nello spirito che la anima ed opera concorde per realizzarne le finalità.

    27 febbraio 2007

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    Senza fronzoli.

    Eugenio Scalfari decano dei direttori di giornale, editorialista, fondatore di un diffuso quotidiano nazionale e già parlamentare, era uno degli ospiti alla trasmissione "Ballarò" condotta da Floris su Rai 3 martedì 6 febbraio scorso. Alla domanda se il governo di centrosinistra avesse una politica e l'applicasse, ha ricordato la recente Legge Finanziaria e come ancora sul finire del secolo scorso essa ricevesse scarsissima attenzione dai media, mentre quest'ultima è stata sottoposta ad un minuzioso vaglio durato mesi, i contributi migliorativi del quale sono stati recepiti, dopodiché il parlamento l'ha approvata nell'impegnativo importo di 42 miliardi di euro mantenendone sostanzialmente intatta l'ossatura, ed ora la sta attuando. Egli ha additato tutto ciò come concreta espressione di capacità politica e di pratica di governo.

    All'onorevole Sergio Chiamparino sindaco di Torino ospite della stessa trasmissione, è stato chiesto come facesse a governare la città con Rifondazione Comunista in maggioranza e la sua risposta è stata: ho il compito di tenere la barra dritta e finora non ho avuto difficoltà a svolgerlo.

    Una nota espressione di Benito Mussolini suona circa così: governare gli Italiani non è solo impossibile ma inutile.

    L'ing. Lunardi ministro dello scorso governo di centrodestra affermò irresponsabilmente che bisognava convivere con la mafia.

    Matarrese presidente della Lega Calcio ha riprovevolmente detto che come vanno oggi le cose in questo settore "sportivo" il morto ci può scappare, quindi non si deve fermare tutto.

    Da quanto precede si possono ricavare i seguenti insegnamenti.

  • Per giudicare delle capacità di costruire una politica e saperla realizzare occorre badare alla sostanza dei fatti e non farsi distrarre da altro.
  • Si governa con chi ci sta per realizzare obiettivi condivisi, e questo è possibile se chi ha il compito di fare le sintesi lo svolge con pazienza ed efficacia.
  • Per preparare e imporre una dittatura bisogna ridurre un popolo alla caricatura di se stesso.
  • Anziché suggerire di convivere con la criminalità organizzata, chi governa deve contrastarla efficacemente e batterla, mentre il Paese deve poter continuare a vivere.
  • Se un'attività umana produce morte , sia essa un gioco, un lavoro o altro che dir si voglia, occorre rimuovere con decisione le cause prime,costruendo in pari tempo le condizioni perché la vita e la salute stiano al primo posto.

    Per dire le cose senza fronzoli alla maniera dei nostri vecchi.

    13 febbraio 2007

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    Viagra e interviste.

    Le cronache di questi giorni ci hanno raccontato due episodi significativi con donne in evidenza.

    Il primo riguarda una casalinga che ha somministrato all'ignaro marito una pozione rinforzata di "viagra " che come unico risultato gli ha causato l'infarto, per fortuna non letale.

    Il secondo ha per protagonista la moglie del leader del centrodestra, la quale ha chiesto con una lettera aperta inviata a quotidiano di grande tiratura le scuse al marito, che con il suo comportamento in pubblico le avrebbe leso la dignità.

    Fatti e circostanze diverse certo, collegate però da un comune denominatore: le donne non accettano più supinamente quanto passa il convento e se la vogliono giocare in prima persona, anche con modalità inusuali e con l'assunzione delle relative responsabilità. D'altro canto non è la prima volta che l'argomento viene trattato in questa rubrica, che non ha mai taciuto il vivo interesse per le novità che l'agire personale, sociale e politico della "metà del cielo" introducono nella società contemporanea, "costringendola" a fare i conti con desideri, esigenze e sensibilità nuove che vi irrompono e pretendono cittadinanza, per realizzare la complementarietà, cioè la sintesi, il risultato, dell'interazione virtuosa tra le diversità.

    E se del "patologico" si può ravvisare in queste rimostranze, esso va ricondotto alle resistenze che i nuovi protagonismi devono superare per poter concorrere in condizioni di parità, prima a frenare la deriva di questo nostro mondo a dir poco pericolosamente bizzarro, poi partecipare alla costruzione di un suo assetto complessivamente accettabile, che per essere tale deve sapersi avvalere, giovare, fin da subito dei talenti di ogni persona.

    Altrimenti resta il paradosso che a determinare i problemi concorriamo - chi più chi meno - oggettivamente tutti, mentre dalla ricerca delle soluzioni molti sono estromessi, con riflessi negativi sui risultati cui si perviene.

    6 febbraio 2007

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    Schermaglie.

    Continuano le schermaglie in preparazione delle liste che si contenderanno il consiglio comunale e il sindaco nelle elezioni di primavera ad Asti e nei comuni di: Capriglio, Castagnole Monferrato, Cerreto, Montegrosso, Tonco, Valfenera, Vesime, Villanova.

    Ad Asti il centrosinistra ha già riconfermato la candidatura del prof. Voglino sindaco in carica e della coalizione che lo sostiene, mentre il centrodestra è alle prese con una diaspora interna dagli esiti incerti e manca un candidato sindaco che metta d'accordo i resti della Casa delle Libertà. Scalpitano i promotori di altre liste con intenti e obiettivi diversi, peraltro non irrilevanti agli effetti del risultato finale.

    Negli altri comuni c'è un lavoro sottotraccia che prepara l'emergere a tempo debito dei concorrenti in lizza. Fa eccezione Villanova dove il centrosinistra ha riproposto il sindaco Peretti, artefice con la sua maggioranza di un buon lavoro nel quinquennio, i cui risultati hanno riscosso il gradimento della popolazione della cittadina ormai considerata il secondo polo industriale dell'astigiano.

    Si lavora con modalità anche inconsuete in risposta ai fermenti che attraversano la società moderna. Infatti insieme a candidati di formazione ed espressione diretta dei partiti emergono persone apprezzate per sperimentata dedizione al pubblico interesse ed al bene comune, preparate affidabili e di parola, ovvero di giovani in possesso di queste qualità che attendono solo l'occasione per estrinsecarle e porle a disposizione.

    Già in questa fase la politica deve dimostrare di saper cogliere le nuove esigenze espresse dai cittadini e trasformarle in coerenti proposte programmatiche.

    Ci si attende quindi che gli elettori scelgano tra i candidati i più adatti ad amministrare le comunità chiamate al voto in un momento di significativi cambiamenti, tra cui quello di saper stare con gli altri in un mondo che è di ognuno e di tutti, portando in dote diversità consapevoli e facendole apprezzare come risorsa importante per l'intera umanità.

    30 gennaio 2007

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    Saddam Hussein impiccato.

    Saddam Hussein è stato impiccato all'alba del 30 dicembre scorso a seguito della condanna a morte pronunciata da un tribunale iracheno e confermata dalla Corte d'Appello, per la strage di 148 di suoi compatrioti avvenuta nel 1982.

    Il 29 dicembre Carlo Federico Grosso scriveva su "La Stampa" che "le irregolarità del processo, la violazione dei diritti della difesa, la stessa scontata irrogazione della pena capitale dimostrano quanto si sia stati lontani, a Baghdad, da quel processo giusto che i paesi civili assicurano anche ai peggiori criminali e che sarebbe stato forse assicurato se, in luogo di un tribunale iracheno, a giudicate il tiranno per i suoi eccidi fosse stato chiamato, come molti auspicavano, un tribunale internazionale", cui seguono le parole "processo dei vincitori, scarso rispetto per le garanzie processuali, condanna a morte comunque ingiusta".

    Contro l'esecuzione della condanna a morte si erano levate molte voci: dall'Unione Europea, Germania, Francia, Inghilterra (con qualche ambiguità), Italia, Spagna e non solo, il Vaticano, e da numerose altre parti del mondo, America compresa: tutto inutile. L'amministrazione Bush pressoché isolata a dire di sì.

    La nostra Costituzione dispone all'art. 27: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra".

    Carlo Federico Grosso argomentava ancora: "la condanna a morte non potrà essere eseguita se non sarà controfirmata dal presidente (iracheno) Telebani: se egli non apporrà la sua firma l'impiccagione sarà pertanto sospesa, in un contesto in cui ritardare l'esecuzione penale potrebbe significare la salvezza della vita di Suddam. La decisione se ritardare o meno l'impiccagione è, ovviamente, politica, e dovrà essere presa considerando l'impatto che l'esecuzione della pena capitale potrà avere sulla situazione interna irachena e sulla sicurezza internazione".

    Invece si è proceduto, pensando forse che con Saddam si seppelliscano anche le mai chiarite responsabilità di altri crimini come il genocidio dei Curdi, l'uso di armi chimiche contro l'Iran e l'aggressione del Kuwait.

    A questo punto perché gli auguri di Buon Anno abbiano un senso occorre far prevalere l'ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione. Sperando che basti.

    9 gennaio 2007

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    Marmo aleggia.

    Manifesti e pagine sui giornali con la campeggiante effigie dell'on. Galvagno che si propone come candidato sindaco nelle elezioni della primavera prossima ad Asti.

    C'è un "cantiere" che lavora per lui al programma raccogliendo porta a porta notizie, desiderata ed altro utile alla bisogna. Un po' defilate, per ora, altre personalità di Forza Italia, pronte però ad entrare nel gioco in qualsiasi momento. Qualche scalpitante giovane sgomita per farsi spazio ma non sembra avere vita facile. Ci sono poi velleitarie "minacce" di presentare un proprio candidato sindaco da parte di altre componenti di ciò che resta della Casa delle Libertà. Si ha l'idea di un coacervo politico alla ricerca di uno sbocco che non pare imminente, mentre i concorrenti segnalano in qualche modo la loro presenza, intanto per esserci poi si vedrà.

    Da questo punto di vista l'Ulivo - Unione è più avanti, avendo confermato la fiducia al sindaco Voglino che ha accettato di ricandidarsi, potendo contare su un quinquennio di intensa attività amministrativa che ha significativamente innovato aspetti e vita della Città e sulla cui base i cittadini possono esprimere il loro giudizio a ragion veduta, proiettandolo all'occorrenza nel tempo a venire.

    La contesa democratica è quindi aperta e si auspica un confronto su temi che interessino da vicino la vita dei cittadini: il lavoro, la casa, i prezzi, l'economia, la sicurezza, la salubrità ambientale, la qualità dei servizi, il futuro e il ruolo della città che cambia in questo tempo di profondi mutamenti e di inedite prospettive. In cui i partiti e le appartenenze certo contano, ma in quanto siano capaci di corrispondere alle attese, alle esigenze ed alle priorità che emergono dalla operosità dei cittadini, i meno favoriti dei quali alle prese con una vita reale spesso lontana dalle loro aspirazioni.

    Sullo sfondo aleggia un Marmo enigmatico che dice e non dice, anche a proposito di un suo possibile ruolo nella prossima competizione elettorale ad Asti (intervista a La Stampa del 19 novembre scorso), mentre in Provincia sono tesi i rapporti col Personale, c'è un nuovo rimpasto di giunta (via AN e FI?), si ipotizza un metodo di governo con maggioranze ad "assetto variabile" , con il Presidente che si pone come domino per la soluzione di problemi che il suo stesso modo di operare concorre a produrre. Iniziative gattopardesche dunque o reale volontà di rimettersi in gioco? La risposta a fatti concreti che non tarderanno, vero com'è vero che il tempo è galantuomo.

    24 novembre 2006

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    Che tempo che fa

    La conversazione di Giorgio Bocca con Fabio Fazio a "Che tempo che fa" di domenica 5 novembre scorso ha suscitato non poche discussioni su cui vale forse la pena di riflettere. Il modo rude, sincero e secco con cui Bocca ha risposto agli interrogativi posti da Fazio è quello che vorremmo fosse sempre usato da chi ha esperienze di vita e autorevolezza, in particolare su temi così importanti ed attuali come quelli trattati, al di là che si convenga o meno su quanto egli ha detto.

    Ha definito il nazista maresciallo Kesserling - tragicamente noto in Italia e conosciuto personalmente da Bocca durante una intervista - una figura scialba, una carogna, credo come persona prima che come militare.

    Ha affermato di avere apprezzato la struggente bellezza della natura, durante la vita partigiana, e che paure e ardimenti, "pazzie", si sono alternati nel corso dei ventun mesi della lotta di Liberazione. Mentre gli esiti pratici che sono scaturiti da questa esaltante esperienza sono stati inferiori alle attese di quanti come lui si sono battuti perché il fascismo fosse bandito, e non blandito al punto da fargli ritenere che molti italiani ne siano tuttora contaminati.

    Reputa sfavoriti i cittadini che vivono a Napoli, perché la città non sarebbe in grado di migliorare le condizioni dei suoi abitanti, né che altri lo possano fare in tempi ragionevoli (es. risolvere l'emergenza rifiuti dei quali si pasce la delinquenza organizzata).

    Ha inoltre ammesso che scrivere lo diverte, perché quando si accinge a farlo scatta in lui qualcosa che lo galvanizza, mentre quando parla non gli succede.

    Alla fine della conversazione mi sono fatto l'idea che l'Italia ha in serbo risorse ed energie per superare queste difficoltà e ripartire con rinnovata lena nel senso auspicato da Bocca. Infatti sono molti i cittadini, in particolare giovani e donne, che nella loro attività quotidiana si riferiscono ai valori etici antichi e sempre attuali che hanno animato la Resistenza e che la nostra Costituzione ha fatto proprii. Sviluppare questi comportamenti, ridare loro slancio nel mondo di oggi rappresenta quindi un diritto - dovere per ogni cittadino e per una moderna classe dirigente, nonché per tutte le forze politiche chiamate di volta in volta dalla sovranità popolare alla guida dal Paese.

    10 novembre 2006

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    La Finanziaria e i costi della politica

    Generalmente la legge finanziaria o di bilancio per l'anno a venire viene sovraccaricata di significati che essa non ha e non può avere. Quella per l'anno 2007 attualmente all'esame del parlamento, merita però l'attenzione cui è sottoposta.

    Intanto perché circa la metà dei 35 miliardi di euro previsti, sono il costo di un impegno che il passato governo di centrodestra aveva assunto con l'Unione europea a garanzia del rientro nel parametro del 3% di sforamento del bilancio, da ben oltre il 4% in cui si trovava poco prima di passare la mano. Con la restante somma si sono create le condizioni perché l'economia possa ripartire su buone basi strutturali (e non sui condoni che sono socialmente ingiusti e tamponano soltanto i problemi anzicchè risolverli), distribuendo i costi della manovra in modo equo e costituzionalmente corretto, chiedendo cioè a tutti i cittadini di fare la loro parte in ragione della capacità contributiva applicando i criteri di progressività ed esonerando dalla tasse i redditi che raggiungono solo il minino vitale (art. 53 della Costituzione). A sua volta lo Stato ha ridotto le spese dei suoi apparati senza nocumento per la loro funzionalità, inducendo chi di dovere a fare altrettanto nelle realtà sottoordinate. Per raggiungere questi risultati è stata condotta un'ampia consultazione con il mondo del lavoro nelle sue molteplici espressioni, le categoria produttive, gli enti locali la cooperazione, le professioni, l'università, i servizi, il volontariato e quant'altro di vivo ed operante esiste in Italia. E c'è spazio affinché il parlamento fornisca il suo importante contributo per approvare il provvedimento. L'Unione europea ha espresso un giudizio positivo auspicando di salvaguardare la sostanzialità di questa finanziaria.

    Tutto bene, tutto a posto? Ci mancherebbe! Semmai un po' tutti attendevano qualcosa in più per sè, com'è comprensibile, mentre il governo deve condurre il tutto a sintesi in punto interesse generale, frenando gli "egoismi" spuri e contenendo in limiti fisiologici il "costo" della composizione nei e tra i partiti dei vari problemi prima di consegnarli al parlamento per le decisioni di competenza. Circa quest'ultimo aspetto un ruolo importante potrà avercelo il Partito Democratico in itinere, di cui si parla in altra parte del giornale.

    Ritengo si possa concludere dicendo di stare, come sempre, democraticamente "in campana" ma sereni, perchè il mare è sì procelloso ma la barca va, il timoniere conosce la rotta e l'approdo, tiene la barra con mano salda e può contare su un equipaggio in grado di fare bene la sua parte.

    10 novembre 2006

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    Sono tutti uguali ?

    "Sono tutti uguali" è la frase che ricorre abbastanza spesso tra le persone quando si parla di politica e di incarichi istituzionali nel parlamento, in regione, nelle province e nei comuni, seguita da gesti di sconforto come allargare le braccia o altro, per dimostrare quanto dispiaccia dirlo e quanto poco si ritiene di poter fare per contrastare l'andazzo.

    Nella realtà la situazione non è a questo punto. Intanto perché non ci sono al mondo, non ci sono mai state e non ci saranno mai due persone uguali tra loro, quindi ognuno di noi è un "unicum" naturale e irripetibile. Poi perché la saggezza popolare esorta "a non fare di ogni erba un fascio" ma ad impegnarci per distinguere e capire. Infine nella parabola evangelica del grano e della zizzania (Matteo 13,24) il padrone, cioè Dio, ordina di tenere separati i giusti dagli operatori di iniquità, riservando agli uni ed agli altri un trattamento assai diverso.

    Per passare più al concreto ci sono persone che rivestono cariche pubbliche e lavorano con impegno e coraggio, affrontando difficoltà ed anche incomprensioni pur di fare ciò che va fatto nell'interesse generale; mentre c'è ne sono altre che badano più a se stesse ed alla propria immagine, restie a cimentarsi in iniziative che costringono a mettersi in gioco senza portare riconoscimenti e vantaggi immediati.

    Distinguere tra i due generi di persone è diritto - dovere di ogni cittadino, e consente di delegare con il voto la propria sovranità - cioè il potere di decidere per tutti - a ragion veduta ed a chi dimostra di meritarselo.

    Sempre per restare con i piedi per terra, occorre diffidare di chi afferma di possedere la panacea che risolve tutti i problemi, senza che ciascuno ci metta del proprio in proporzione a quanto ha ed usando al meglio ciò che sa.

    Infatti scienza ed esperienza insegnano che per affrontare problemi amministrativi e politici di livello pubblico sono necessarie capacità, pazienza, perseveranza ed il dono di saper lavorare efficacemente con altre persone. Ed inoltre doti di equilibrio, sobrietà, equità e l'etica di rispettare gli impegni e la parola data e di spiegare il perché, se qualcosa non è andato nel verso giusto nel corso del tempo.

    Giunti a questo punto dovrebbe essere abbastanza agevole distinguere fior da fiore, ovvero il grano dalla zizzania, e quindi prendere atto che non "sono tutti uguali".

    27 ottobre 2006

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    L'uovo di Colombo

    Il premio Nobel per la Pace è stato recentemente assegnato al Sig. Muhammad Yunus del Bangladesh, valente economista e originale banchiere che presta soldi ai contadini poveri sulla fiducia perché sviluppino il loro lavoro, ed essi lo contraccambiano pagando gli interessi e restituendo il capitale alla scadenza: solo l'uno per cento infatti non onora l'impegno assunto.

    Il 16 ottobre scorso si è tenuto a Roma presso l'università La Sapienza il convegno: "Paolo Sylos Labini economista e cittadino" per ricordare l'insigne studioso morto lo scorso anno, che considerava la ricerca del profitto "un fatto positivo se non arreca danno e anzi è strumentale allo sviluppo civile". Analogo concetto è contenuto nell'articolo 41 della nostra Costituzione fondata sul lavoro.

    Adam Smith, ( 1723-1790) filosofo ed economista scozzese, fondatore del liberismo e iniziatore della scuola classica in economia, nella sua monografia "Teoria dei sentimenti morali" pone il benessere delle persone ed il loro bisogno di autostima come punto di riferimento essenziale e oggetto principale dei suoi studi.

    Un modo di fare, quello del premio Nobel, teorizzato quindi da oltre duecento anni e sviluppato attraverso lotte e pratiche di vita. Riconosciuto meritevole di così alto riconoscimento proprio adesso, all'inizio del terzo millennio ed ai primordi del mondo globalizzato, perché incardinato nella valorizzazione delle capacità delle persone di assumere responsabilità importanti e di esercitarle in concreto, ricavandone gratificazioni e vantaggi per sè e realizzando condizioni diffuse di vita migliore. Un metodo che funziona e che può essere applicato anche in situazioni diverse, come nella formazione di una giunta comunale coesa ed operativa, oppure di un partito che solleciti fantasia e creatività, raccolga i contributi che ne scaturiscono e li trasformarli in progetti di interesse pubblico, e financo per formare una squadra di calcio che diverta e vinca.

    Infatti "l'uovo di Colombo" consiste nel porre le persone in grado di esprimere il meglio di sè e valorizzarle singolarmente e nei rapporti tra loro attraverso l'integrazione del "saper fare" di ognuna. Cosicché alle esigenze di vita migliore espresse nel mondo globale corrisponda nelle singole realtà una partecipazione responsabile capace di fornire risposte adeguate.

    20 ottobre 2006

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    Paolo Sylos Labini

    In ricordo di Paolo Sylos Labini (Unità, 12/10/2006) (attenzione documento di grandi dimensioni, non scaricare se utilizzate linea telefonica normale).

    13 ottobre 2006

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    Pollice verso

    Per Asti ed alcuni comuni dell'astigiano è ormai alle porte la campagna elettorale delle elezioni amministrative che si terranno nella primavera del prossimo anno. Si avverte l'esigenza che essa si orienti sui fatti e sia propositiva, e non una fiera di parole come pare delinearsi, che con poco o punto ritegno viene scaricata sugli ignari cittadini intenti alle loro cose quotidiane per vivere, e per non pochi sopravvivere.

    Perché i fatti sono la vera carta d'identità di ciascuno di noi, il nostro vissuto, che dimostrano di che pasta siamo costituiti e cosa e come siamo riusciti a combinare, e consentono ai cittadini di farsi un'idea propria sull'affidabilità di chi si candida a ricoprire delicati incarichi pubblici.

    E chi non ha fatti proprii da portare, in base ai quali sottoporsi al giudizio degli elettori, porti pure ciò che ha e può ed anche solo parole, ma sappia che dovrà dimostrare che non resteranno fine a se stesse, cose incompiute, per non dire inconcludenti, inutili, spesso fuorvianti e perfino capaci di mascherare la pochezza di chi le esprime a danno di coloro che tra parole e fatti prediligono ancora le prime, da cui attingere magari qualche illusione che dia leggerezza alla vita. All'erta però a non soggiacere alle illusioni, memori che per giudicare con cognizione di causa è sempre meglio disporre di solidi fatti piuttosto che di parole sole, perché negli inoppugnabili fatti ci sono tutte le parole necessarie per porli in essere, mentre le sole parole debbono ancora dimostrare di saper diventare fatti. Specie in campagna elettorale, in particolare se avviata anzittempo e comunque dissimulata.

    E se di fatti non ne vengono portati, passati o presenti, perché non ce ne sono, o peggio si vogliono occultare fidando nell'oblio, e le sole parole non convincono, il "pollice verso" fin da subito parrebbe la risposta più adeguata.

    13 ottobre 2006

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    Uova di Colombo

    Il premio Nobel per la Pace è stato recentemente assegnato al Sig. Muhammad Yunus del Bangladesh, valente economista e originale banchiere che presta soldi ai contadini poveri sulla fiducia perché sviluppino il loro lavoro, ed essi lo contraccambiano pagando gli interessi e restituendo il capitale alla scadenza: solo l'uno per cento infatti non onora l'impegno assunto.

    Il 16 ottobre scorso si è tenuto a Roma presso l'università La Sapienza il convegno: "Paolo Sylos Labini economista e cittadino" per ricordare l'insigne studioso morto lo scorso anno, che considerava la ricerca del profitto "un fatto positivo se non arreca danno e anzi è strumentale allo sviluppo civile". Analogo concetto è contenuto nell'articolo 41 della nostra Costituzione fondata sul lavoro.

    Adam Smith, ( 1723-1790) filosofo ed economista scozzese, fondatore del liberismo e iniziatore della scuola classica in economia, nella sua monografia "Teoria dei sentimenti morali" pone il benessere delle persone ed il loro bisogno di autostima come punto di riferimento essenziale e oggetto principale dei suoi studi.

    Un modo di fare, quello del premio Nobel, teorizzato quindi da oltre duecento anni e sviluppato attraverso lotte e pratiche di vita. Riconosciuto meritevole di così alto riconoscimento proprio adesso, all'inizio del terzo millennio ed ai primordi del mondo globalizzato, perché incardinato nella valorizzazione delle capacità delle persone di assumere responsabilità importanti e di esercitarle in concreto, ricavandone gratificazioni e vantaggi per sè e realizzando condizioni diffuse di vita migliore. Un metodo che funziona e che può essere applicato anche in situazioni diverse, come nella formazione di una giunta comunale coesa ed operativa, oppure di un partito che solleciti fantasia e creatività, raccolga i contributi che ne scaturiscono e li trasformarli in progetti di interesse pubblico, e financo per formare una squadra di calcio che diverta e vinca.

    Infatti "l'uovo di Colombo" consiste nel porre le persone in grado di esprimere il meglio di sè e valorizzarle singolarmente e nei rapporti tra loro attraverso l'integrazione del "saper fare" di ognuna. Cosicché alle esigenze di vita migliore espresse nel mondo globale corrisponda nelle singole realtà una partecipazione responsabile capace di fornire risposte adeguate.

    20 ottobre 2006

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    Fatti

    Per Asti ed alcuni comuni dell'astigiano è ormai alle porte la campagna elettorale delle elezioni amministrative che si terranno nella primavera del prossimo anno. Si avverte l'esigenza che essa si orienti sui fatti e sia propositiva, e non una fiera di parole come pare delinearsi, che con poco o punto ritegno viene scaricata sugli ignari cittadini intenti alle loro cose quotidiane per vivere, e per non pochi sopravvivere.

    Perché i fatti sono la vera carta d'identità di ciascuno di noi, il nostro vissuto, che dimostrano di che pasta siamo costituiti e cosa e come siamo riusciti a combinare, e consentono ai cittadini di farsi un'idea propria sull'affidabilità di chi si candida a ricoprire delicati incarichi pubblici.

    E chi non ha fatti proprii da portare, in base ai quali sottoporsi al giudizio degli elettori, porti pure ciò che ha e può ed anche solo parole, ma sappia che dovrà dimostrare che non resteranno fine a se stesse, cose incompiute, per non dire inconcludenti, inutili, spesso fuorvianti e perfino capaci di mascherare la pochezza di chi le esprime a danno di coloro che tra parole e fatti prediligono ancora le prime, da cui attingere magari qualche illusione che dia leggerezza alla vita. All'erta però a non soggiacere alle illusioni, memori che per giudicare con cognizione di causa è sempre meglio disporre di solidi fatti piuttosto che di parole sole, perché negli inoppugnabili fatti ci sono tutte le parole necessarie per porli in essere, mentre le sole parole debbono ancora dimostrare di saper diventare fatti. Specie in campagna elettorale, in particolare se avviata anzittempo e comunque dissimulata.

    E se di fatti non ne vengono portati, passati o presenti, perché non ce ne sono, o peggio si vogliono occultare fidando nell'oblio, e le sole parole non convincono, il "pollice verso" fin da subito parrebbe la risposta più adeguata.

    13 ottobre 2006

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    Astigisano vivo

    Nel periodo di vendemmia dell'uva barbera il calendario ha proposto una serie di iniziative che hanno come denominatore comune la qualità.

    A Canelli in via G.B. Giuliani è stato inaugurato l'Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT) in locali storici adeguatamente restaurati. Si tratta di iniziativa congiunta della Comunità Montana Langa Astigiana, Città di Canelli, Provincia di Asti e Unione Collinare tra Langa e Monferrato. Tutte queste realtà si sono altresì impegnate a sostenerne la gestione, connotata in modo dinamico e operativo per la valorizzazione del territorio interessato.

    Sempre nella città spumantiera presso le cantine Gancia si è tenuto un importante convegno che ha fatto il punto sull'iter della pratica per ottenere dall'Unesco il riconoscimento di "Patrimonio dell'Umanità" per i "Paesaggi vitivinicoli del sud Piemonte" che interessano suggestive aeree di Monferrato Langa e Roero, insieme alle cantine storiche vere "Cattedrali sotterranee" e altre presenze che inneggiano alla "Civiltà del vino".

    Alla Camera di Commercio di Asti è stato firmato un protocollo d'intesa tra tutte le realtà della filiera, sul prezzo minimo dell'uva barbera fissato in 40 euro al quintale per una resa massima di 90 quintali per ettaro. Non è un granchè ma di fronte al grido di dolore che si levava dai produttori, sintetizzato da Scovazzi sindaco di Quaranti: "ci hanno offerto prezzi che sono peggio di una grandinata", rappresenta un piccolo passo nella direzione giusta.

    Produttori vitivinicoli ed operatori turistici di altre regione d'Italia hanno visitato località e strutture per l'ospitalità nella Comunità Montana Langa Astigiana, apprezzando qualità ed accuratezza dei servizi offerti ed il comfort, che ben s'addicono con l'amenità dei luoghi e l'apprezzata tradizione enogastronomica.

    Ad Asti il prof. Gaita primario di cardiologia dell'ospedale "Cardinal Massaia" ha riunito a convegno il fior fiore della scienza medica che s'occupa del cuore e dintorni. Consta che i lavori abbiano attinto livelli inusitati dal punto di vista scientifico e tecnico. All'uomo della strada ha fatto certamente piacere accedere al decalogo (la Stampa 23.9) per mantenere efficiente ed in buona salute questo importante muscolo. Una vera leccornia, da accostare alle altre cose buone di cui s'è fatto sin qui cenno.

    29 settembre 2006

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    Gaia

    Se con gli scienziati, gli eco-ambientalisti, Carlin Petrini, le Associazioni agricole - per dire solo i primi che vengono in mente - anche Benedetto XVI manifesta la sua preoccupazione per lo stato della Terra, vuol proprio dire che essa non sta bene, è stanca, ha la febbre e ciò si riflette sulle persone, gli animali, le piante e quant'altro ci vive.

    Il tema è stato recentemente trattato dai quotidiani: Il Sole 24 ore e Il Manifesto del 27.08, l'Unità del 28.08, La Stampa del 29.08 dei quali si riportano alcune parti salienti.

    Il Sole 24 ore ripropone "il celebre discorso del '68 di Bob Kennedy....per segnalare "l'insufficienza di criteri di valutazione economica". Infatti il PIL (Prodotto Interno Lordo) "comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette e le ambulanze per sgomberare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine - settimana" ma "non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago" né misura "la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza" e nemmeno "ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta".

    Il Manifesto nell'articolo "Res publica, libera dal capitale" afferma che "il capitale è riuscito ad impadronirsi della proprietà di tutto ciò che fino a poco tempo fa era stato considerato come proprietà comune pubblica vuoi come bene sacro . Dai semi di riso indiano o asiatici liberati dalle regole statali e dalla proprietà collettiva dei villaggi e delle cooperative, all'acqua anch' essa trattata come bene libero, passando attraverso le piante ed i microrganismi alla base della farmacopea mondiale".

    L'Unità cita l'intervento del Papa in vista della prima "Giornata per la salvaguardia della Terra" . Non dilapidiamo le "risorse" della Terra, piuttosto "condividiamole in maniera solidale" con tutti. Occupiamoci dei "seri rischi" cui è esposto il pianeta a causa di "scelte e stili di vita" che "possono degradarlo" finendo per rendere "insostenibile particolarmente l'esistenza dei poveri della terra".

    La Stampa. Carlin Petrini ha intervistato Ignacio Ramonet direttore de Le Monde Diplomatique e intellettuale impegnato sul fronte del World Social Forum che, tra l'altro, così si esprime: " La globalizzazione porta a diversi tipi di distruzione, sul piano industriale, economico, ecologico, sociale. Soprattutto alcuni settori industriali ne sono colpiti ma se osserviamo attentamente e facile constatare che chi resiste in tutto il mondo sono soltanto i contadini e non gli operai....Fino agli anni '50 c'era una forte penuria di cibo in Europa....Poi però con i progressi dell'industrializzazione con la massificazione della produzione agricola la questione della fame....è sparita o diventata relativamente marginale....cresce la consapevolezza che bisogna mangiare bene....cibi che in qualche modo siano anche medicamenti, senza pesticidi"

    Si tratta di una miscellanea di informazioni che aiutano a ragionare sull'argomento di pregnante attualità rappresentato dall'utilizzo delle risorse della Terra entro limiti di sostenibilità, che si ritiene valga la pena di ricomprendere tra le priorità del nostro tempo.

    8 settembre 2006

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    La necessità aguzza l'ingegno

    A settembre l'Astigiano ferve: la Douja d'Or, le Sagre, il Palio, la Vendemmia, con il territorio protagonista di altre iniziative ed eventi di qualità che coinvolgono Organismi, Associazioni, Enti ed Istituzioni in gara tra loro per fare meglio e di più. Solisti a tratti impareggiabili, che se solo si esprimessero in concerto e non per una sola breve stagione, ma lungo un più esteso arco temporale nell'anno, parecchie delle legittime aspirazione che nutrono le popolazioni e gli operatori economici potrebbero trovare risposte soddisfacenti.

    Se poi le principali istituzioni come la Provincia ed il Comune di Asti facessero convergere gli interventi di loro competenza su obiettivi comuni, il territorio ne trarrebbe ulteriore, indubbio giovamento. Offrendo anche il destro alla Provincia per uscire dalla torbida stasi in cui versa, rimotivandola sia nei ruoli che le sono proprii, sia a sostegno e stimolo verso i piccoli comuni attraverso azioni dirette, durevoli (e non solo di contingenti mediazioni più appariscenti che incisive) per il riconoscimento di loro legittime aspettative, quali ad esempio servizi postali efficienti e continuativi e trasporti capaci di migliorare l'accesso alle realtà diffuse sul territorio, ed altro ancora.

    Per parte sua il Comune di Asti deve dare presto compiutezza alla molteplicità di interventi che caratterizzano questa tornata amministrativa e concorrono a migliorare la qualità della vita nel capoluogo e sul territorio a beneficio delle attività economiche, dei cittadini e degli ospiti che ci frequentano, nonché base essenziale per sviluppi futuri.

    E non si consideri d'intralcio la limitatezza delle risorse disponibili perché la necessità aguzza l'ingegno per utilizzare meglio ciò che c'è e farsi trovare preparati per più impegnative intraprese appena la situazione lo permetterà.

    7 settembre 2006

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    Migranti

    Lassù, a lato del sentiero che taglia gli ultimi tornanti della via Castello Romano in territorio laiguegliese, poco prima dell'antico borgo di Colla Micheri, il mare della Baia del Sole di fronte e il piccolo cimitero in basso, c'è una conifera dalla cui chioma il sole deborda a mezzodì; mio eremo vacanziero e musa. M'auguro che altrettanto e di più abbiano potuto godere i lettori secondo i propri desideri.

    "Un crimine", così il ministro degli interni Giuliano Amato ha definito le morti in mare, durante i cosiddetti "viaggi della speranza", di centinaia, forse migliaia di persone che dall'Africa cercano in tutti i modi di approdare in Europa attraverso l'Italia.

    Se capitano queste infamie vuol dire che la legge Bossi - Fini non funziona, ma con essa parecchie altre cose non funzionano. Eppure di una immigrazione regolare si giova l'economia del nostro Paese, come i dati disponibili pongono in evidenza.

    Ma se le persone arrivano comunquessia, a frotte, gestite da negrieri, di patologia si tratta e come tale va affrontata, punendo con determinazione i responsabili materiali di questa perversa versione della "tratta degli schiavi", ma anche chiamando a risponderne gli Stati dalle cui sponde si salpa.

    Poi trattando con le nazioni di appartenenza iniziative capaci di disciplinare i flussi partecipando alle spese relative, e praticando la necessaria, doverosa e concreta solidarietà internazionale, fatta salva l'ospitalità delle persone perseguitate nei paesi d'origine. Contingentando quantità e stabilendo caratteristiche degli ingressi, specifici per ogni realtà, in un quadro normativo generale dettato dall'Unione Europea.

    Rimediando per intanto e presto alle deficienze della legge Bossi - Fini emerse dall'esperienza applicativa, cosicchè i ricongiungimenti familiari, l'integrazione e la cittadinanza siano tappe di un percorso fisiologico, normale, ritenuto utile, giusto e conveniente dagli interessati, verificabile per tappe nella sua sostanzialità. Nel rispetto della reciprocità della ricerca e del confronto, che consideri le differenze una ricchezza, volta a realizzare complementarietà, cioè apporti per migliorare la soluzione dei problemi.

    Consapevoli che si tratta di una sfida inedita, stimolante e di alto profilo e che ci sono condizioni e risorse per vincerla.

    Purchè ciascuno faccia positivamente e al meglio la propria parte.

    25 agosto 2006

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    Patrie galere

    Il sovraffollamento e la precarietà delle condizioni di vita nelle patrie galere, insieme a reiterati richiami di organismi internazionali, hanno indotto la politica ad occuparsi del problema.

    Da qui l'indulto, cioè un provvedimento di clemenza per i detenuti di cui si parlava da anni. Lo perorò perfino Papa Giovanni Paolo II con un memorabile intervento in Parlamento riunito in sessione plenaria la scorsa legislatura. Ma non se ne fece nulla. Ora ci ha provato con successo il centrosinistra, mediante un'intesa con l'opposizione per raggiungere la maggioranza necessaria dei due terzi in Parlamento e l'approvazione in tempi solleciti.

    Dai benefici sono stati esclusi i condannati per reati riprovevoli sotto il profilo etico-sociale, lasciando peraltro insoddisfatti i fautori di una più equa selettività. Oltre quattordicimila persone ricupereranno in anticipo la libertà o se ne avvantaggeranno in qualche modo.

    Giova ricordare che la pena da espiare rappresenta sì una sorta di risarcimento per la legalità violata, ma deve soprattutto tendere al ricupero personale e sociale del reo.

    Il Parlamento ha quindi compiuto un atto politicamente responsabile e umanamente comprensibile, da intendersi come viatico per un lavoro che va proseguito, anche per quanto riguarda la possibilità di comminare pene alternative al carcere, senza che ciò rechi pregiudizio per la sicurezza dei cittadini.

    Nel pianalto villanovese ci sono fermenti che paiono segnalare l'esigenza di politiche amministrative più decisamente orientate a sviluppare la qualità dei luoghi, le opportunità di lavoro, l'economia e la qualità della vita dei cittadini. Con i Sindaci che valorizzino il lavoro delle giunte e delle maggioranze di cui sono espressione, ed operino affinché il dibattito maggioranza - opposizione concorra a migliorare le decisioni da assumere.

    Si fa cioè strada il concetto che le energie e le risorse disponibili debbano convergere su obiettivi organizzati a sistema, noti e possibilmente condivisi, entro i quali ciascuno svolge poi al meglio il proprio ruolo: la maggioranza governa in modo coeso e realizza, ricuperando le cose buone da chiunque proposte e dandone atto; l'opposizione interloquisce, controlla e pungola. Avendo tutti di mira il soddisfacimento delle esigenze della comunità cui si è preposti. Con la politica che si nobilita fornendo il necessario supporto affinché gli esiti siano i migliori possibili.

    4 agosto 2006

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    Campioni del mondo

    Per i prossimi quattro anni siamo campioni nel mondo nel gioco del calcio. Questo è il verdetto della finale Italia - Francia giocata allo stadio olimpico di Berlino domenica 9 luglio scorso e vinta dagli azzurri ai calci di rigori per 6 a 4, dopo 90 minuti regolamentari e 30 di supplementari che non hanno schiodato il risultato dall'1 a 1 fissato dalle reti di Zidane e di Materazzi nel corso del primo tempo.

    Il calendario delle partite ha scandito la vita del Paese, mentre i comportamenti della nostra nazionale hanno suscitato via via un forte e diffuso senso identitario e di appartenenza, cioè l'orgoglio di essere italiani. Siamo riusciti nell'impresa di fare uscire il meglio dal gran guazzabuglio che è in noi, lavorando e faticando ed i benefici si sono visti; anche con l'aiuto di un po' di buona sorte che non guasta mai. Sovvertendo i pronostici e trasformando in agonismo la concomitanza di fatti indegni che hanno coinvolto il nostro calcio. Facendo diventare obiettivo comune le speranze e gli auspici di ciascuno e proseguendo con crescente consapevolezza e decisione. Sono arrivati i risultati che hanno accresciuto il consenso, sviluppato l'entusiasmo ed aggiunto stimoli e motivazioni.

    Dando vita ad una situazione paradossale ma fin d'ora emblematica, che cioè - parafrasando De Andrè - dal letame possono nascere i fiori; quindi nella inestricabile compresenza di tensioni, circostanze e situazioni buone, meno buone o addirittura riprovevoli, di cui peraltro è costellata la vita, possono prevalere quelle sulle quali si pone l'accento e si decide di spingere. Nel nostro caso quelle pulite, commendevoli, entusiasmanti, perché qualcuno, di più o tanti, si sono assunti le responsabilità del caso e ce l'hanno fatta. Ad essi va dato merito.

    L'evento sportivo che ci ha emotivamente coinvolti e fatto gioire conferma inoltre la saggezza del vecchio adagio: "non tutto il male vien per nuocere", se vogliamo capire e farne tesoro.

    14 luglio 2006

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    Treni e lettere

    Ferrovie e Poste sono servizi la cui qualità influisce significativamente sullo sviluppo del territorio. Di seguito alcune impressioni e considerazioni sul loro stato nell'astigiano.

    Per i cittadini che utilizzano il treno l'avviso che più frequentemente raggiunge il loro orecchio è quello dei ritardi, seguito dal rituale:"ci scusiamo per il disagio".

    In vettura poi le cose spesso non filano nel verso giusto: climatizzazione inadeguata o assente, wc in condizioni precarie e/o privi dell'essenziale materiale d'uso (acqua compresa), porte di accesso alle vetture che non funzionano, senza o con l'effigie del serramento sbarrata di rosso; pulizia ordinaria che risente del poco tempo disponibile tra un viaggio e l'altro e della rudimentale attrezzatura e inadeguatezza dei materiali di cui sono dotati gli addetti.

    In stazione le code per il biglietto sono la norma (dove c'è ancora lo sportello), alle fontanelle per dissetarsi l'acqua non arriva, surrogate dai rubinetti dei servizi igienici o dal bar, o da nulla se si ha la disavventura di viaggiare dopo il loro orario di chiusura.

    L'utenza vive male questa trascuratezza di Trenitalia e degli altri gestori e non c'è campagna pubblicitaria che riesca a porvi rimedio.

    Anche la parte immobiliare (edifici) ha le sue gatte da pelare. Infatti vuoi per lo spezzatino delle proprietà e degli appalti, vuoi per chissà cos'altro, non sempre è agevole individuare chi fa cosa, tanto che ci s' imbatte in lavori manutentivi di una stazione che paiono sospesi ed invece sono finiti lì, perché oltre esorbita dalle competenze.

    Per dire dell'ordinarietà che salta all'occhio.

    Non c'è quindi da stupirsi se l'incapacità di far funzionare decentemente ciò che c'è induce la gente a pensare cosa potrà succedere con la TAV (Treni ad alta velocità o capacità), così discussa, importante ed implicante fin dal suo nascere!

    E se la baracca resta in piedi nonostante tutto è grazie alla dedizione ed al senso di responsabilità del Personale a diretto contatto con queste situazioni; ma potrebbe non bastare.

    Il servizio postale stenta a corrispondere alle esigenze specifiche manifestate dalle realtà del nostro territorio, nonostante volenterosi tentativi e sollecitazioni anche da parte di comuni e provincia.

    Dopo l'aumento di oltre il 30% in un sol colpo del prezzo dell'affrancatura ordinaria (cartoline e lettere) passato da 0,45 a 0,60 euro (in pratica è diventata tutta posta prioritaria obbligatoria!) ci s'attendeva qualche miglioramento che finora non c'è stato.

    Restano quindi la lamentata penuria e saltuarietà del servizio nelle realtà territoriali più decentrate e le code e gli affollamenti altrove. Interventi caso per caso hanno portato scarsi benefici. Parrebbe quindi utile porsi il problema dell'insieme provinciale, certo in modo articolato e con priorità d'intervento per le realtà ora più penalizzate, per da vita ad un servizio capace di contribuire alla promozione equilibrata del territorio.

    7 luglio 2006

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    Polmoniti in Provincia

    L'Amministrazione Provinciale di Asti vive tempi grami perché la maggioranza di centrodestra segue sempre meno il suo Presidente, addirittura indotto nel corso dell'ultimo Consiglio a sedere cogitabondo tra il pubblico, dopo aver esclamato: "Non ho più una maggioranza". (La Stampa 15.06.06).

    Tutto ciò nonostante un sofferto rimpasto di Giunta che avrebbe dovuto farla "sprintare" e dopo i recenti avvicendamenti tra il Personale di cui sfuggono le finalità. Mentre le statistiche segnalano che l'Astigiano fatica a mantenere le sue posizioni nel settore enogastronomico e turistico pur in presenza di un robusto impegno degli operatori direttamente interessati, e nonostante esista apposito assessorato provinciale per la promozione del territorio.

    Com'è notorio la gestione dell'Ente Provincia è attribuita al Personale che vi adempie seguendo gli indirizzi decisi dal Consiglio ed assunti dalla Giunta che ne cura l'attuazione secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, per fornire i servizi di istituto, cioè stabiliti dalla legge ovvero decisi autonomamente dall'Ente, affinché i cittadini e le realtà operanti sul territorio se ne giovino per svolgere al meglio le loro attività.

    Siamo quindi in presenza di un meccanismo complesso e delicato, che può perdere colpi per un nonnulla, figuriamoci se viene a mancare l'intesa e la fiducia tra la maggioranza ed il Presidente che ne è l'espressione!

    La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata quando il Presidente, rimasto improvvisamente (?) solo, ha avvertito quanto sterile e velleitario fosse diventato il suo potere di impulso e coordinamento, essenziale per la funzionalità dell'Ente. Ulteriore segnale di aggravamento della situazione, quasi una sorta di ostracismo della sua maggioranza? Solo gli sviluppi immediati consentiranno di rispondere a questo interrogativo. Di certo non si può continuare come se nulla fosse con accordicchi caso per caso, della serie: " è meglio tirare a campà che tirare le quoia" di andreottiana memoria.

    Consapevoli infatti che l'aspirina può aiutare a risolvere una costipazione, ma se si tratta di polmonite ci vuole ben altro. E senza tergiversare per evitare il peggio.

    23 giugno 2006

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    Ancora in difesa della Costituzione della Repubblica

    Il referendum di domenica 25 e lunedì 26 giugno riguarda tutti gli italiani indipendentemente dal loro orientamento politico: di destra, centro, sinistra o altro. Infatti si tratta della Costituzione, cioè della madre di tutte le leggi, che stabilisce principi e valori sul quale è fondata la nostra Repubblica e la nostra democrazia.

    Tra i Padri costituenti che hanno scritto il testo erano presenti tutti gli orientamenti politici, eccetto i fascisti responsabili dei disastri causati dalla seconda guerra mondiale, scatenata insieme al nazismo per asservire i popoli a queste due ideologie totalitarie e inumane.

    Ci lavorarono alcune centinaia di persone per oltre due anni e ne uscì la Costituzione che ha aiutato l'Italia a raggiungere e far parte del gruppo dei Paesi più sviluppati del mondo.

    Nella scorsa legislatura la maggioranza parlamentare di centrodestra approvò "a scatola chiusa" una legge di modifica della Costituzione; ci lavorò qualche settimana un gruppetto di persone che ne riscrisse oltre un terzo degli articoli.

    Nessuno sa bene cosa potrà capitare nel funzionamento dello Stato se questa legge entrasse in vigore e modificasse la Costituzione; mentre si sa già che la spesa da sostenere sarebbe di qualche decina di miliardi di euro! Nella difficile situazione in cui ci troviamo non possiamo certo permetterci di sborsare tutti questi soldi!

    E' quindi ragionevole votare NO a questa legge per non correre questi rischi. Dopodiché "a bocce ferme" si potrà decidere insieme se e quali parti della Costituzione possono essere migliorate a costo zero, dedicando il tempo e l'attenzione che un'operazione così importante richiede.

    21 giugno 2006

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    Salute

    Siccome alla spesa per la sanità pubblica è destinato circa il 60% del bilancio regionale, un capitolo che riguarda tutti da vicino, è apprezzabile l'interesse che si manifesta sulla bozza di Piano socio - sanitario preparata dalla Regione Piemonte.

    Si tratta di un obbligo disatteso dalle passate Giunte di centrodestra che - insieme ad alcuni gravi abusi gestionali di cui s'occupò la magistratura e inadeguatezze amministrative e di indirizzo politico - contribuì alla deriva della sanità nella nostra Regione, finita nell'occhio del ciclone con la spesa relativa fuori controllo.

    La giunta Bresso di centrosinistra mantenendo fede all'impegno assunto con gli elettori ha prestato fin da subito particolare attenzione a questo problema, intervenendo sugli sprechi e sulle inefficienze, razionalizzando procedure e comportamenti, abolendo i ticket per i redditi medio bassi, promuovendo il migliore utilizzo delle competenze e delle presenze esistenti sul territorio, con lo scopo di meglio corrispondere alle esigenze specifiche espresse dal medesimo; facendo interagire più efficacemente sanità e servizi sociali ed indirizzando verso l'ospedale i casi che possono trovare lì le risposte migliori per il recupero della salute da parte dei pazienti. Con il risultato che il servizio sta migliorando, la spesa è sotto controllo, il bilancio ne ha tratto beneficio, cosicché la Regione non è obbligata ad aumentare l'addizionale Irpef.

    Questi brevi cenni, insieme al concetto che la salute è un bene cui si ha diritto e la Sanità è il servizio per ricuperarla quando essa viene meno, lasciano intendere qual è l'impostazione della bozza di Piano socio-sanitario, ora sottoposta a consultazioni pubbliche per ricuperare suggerimenti e proposte capaci di migliorarla prima della discussione e approvazione in Consiglio regionale.

    Nell'attesa che il Piano dispieghi tutta la sua efficacia i cittadini s'aspettano però che il servizio mantenga e migliori la qualità delle sue prestazioni, anticipando - se così si può dire - le previsioni del piano stesso. In particolare il discorso riguarda l'ospedale "Cardinal Massaja" di Asti ed i presidi sanitari di Nizza e Canelli per le destinazioni e funzioni loro riconosciute.

    16 giugno 2006

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    In difesa della Costituzione della Repubblica

    La Costituzione della Repubblica Italiana tiene banco in vista del referendum che si voterà il 25 - 26 giugno.

    Come si sa nella scorsa legislatura il governo di centrodestra commissionò ad un gruppetto di persone - ministri, parlamentari e non - ospite per qualche settimana in un residence di montagna, un progetto di legge di modifica della Costituzione, più comunemente definito "devolution".

    Ne è scaturito un testo ritenuto da molti superficiale e contraddittorio, in cui 53 articoli della Costituzione subiscono rimaneggiamenti che alterano delicati equilibri istituzionali, essenziali per il buon funzionamento della nostra democrazia.

    Infatti al Presidente del Consiglio sono attribuiti poteri di fare e disfare a suo piacimento e perfino di sciogliere il Parlamento, il Presidente della Repubblica è ridotto ad un manichino, si sfilaccia lo Stato, si duplicano e sovrappongono funzioni con aumento dei costi, delle inefficienze e delle ingiustizie, mentre conflitti di competenza e di potere mettono in forse il regolare funzionamento di organi pubblici.

    Per dire solo delle manchevolezze più evidenti. In Parlamento nulla si poté fare per rimediarvi, perché la maggioranza di centrodestra "blindò" praticamente il testo, come dire "prendere o lasciare".

    E' appunto questo il provvedimento sul quale siamo chiamati a votare "sì" o "no" domenica 25 e lunedì 26 giugno. Non ci sarà il quorum, cioè il referendum sarà valido anche se i votanti non raggiungeranno il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Tuttavia votando si contribuisce democraticamente a determinare il corso degli eventi e ad aumentare il peso delle decisioni. Non votando sono altri a decidere anche per noi, magari in modo che non ci piace.

    Se i "sì" vinceranno la riforma della Costituzione entrerà in vigore con i prevedibili esiti negativi già accennati. Se invece prevarranno i "no" la Costituzione rimarrà così com'è. A questo punto ed "a bocce ferme" si potrà tornare a ragionare insieme, come fecero i Padri costituenti sessant'anni fa, per decidere se e quali parti sono migliorabili perché essa possa continuare a produrre nel tempo i buoni frutti di cui abbiamo goduto finora.

    9 giugno 2006

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    Massa critica

    "Dobbiamo investire nella nostra Asti organizzando manifestazioni, fornendo servizi e qualcosa che inviti la gente a fermarsi" ha scritto su "La Stampa" il direttore dell'hotel Rainero il 30 maggio scorso. "E' necessaria la creazione di un Consorzio tra operatori del centro storico in grado di fidelizzare l'utenza attraverso un offerta integrata di servizi" pare fargli eco l'assessore comunale al commercio di Asti Piera Bruno dalle colonne de "La Nuova Provincia" in pari data, insieme alle Associazioni di categoria, Camera di Commercio, Provincia, Cassa di Risparmio Spa di Asti, mentre la Fondazione Cassa di Risparmio dopo una manifestata disponibilità ora sembra voler temporeggiare.

    Si tratta in sostanza di organizzare a sistema ciò che già c'è, fornendo da parte del Comune, dei soggetti richiamati e di quant'altri decideranno di contribuirvi, i necessari supporti e aiuti perché l'insieme delle attività terziarie esistenti si organizzino formando "massa critica". Con sicuri vantaggi per sè, per i cittadini, gli ospiti e la Città nel suo complesso e come fatto di indubbio significato esemplare.

    Dagli interventi citati all'inizio emerge infatti che il potenziale di cui dispone il comparto sarebbe ora sotto utilizzato; quindi rendere per intanto più aderenti alle esigenze dell'utenza, più appetibili, convenienti ed accessibili le opportunità che esso offre, significa aumentare il volume degli affari e l'entità dei ritorni economici, facendo sostanzialmente fruttare di più e meglio le attività ed i servizi già esistenti. Se poi l'andata a regime dell'iniziativa dimostrasse - com'è probabile - la convenienza di effettuare il salto di qualità, gli investimenti necessari potranno essere valutati da ciascuno a ragion veduta.

    Gli sviluppi di quanto intrapreso meritano quindi di essere seguiti con favorevole attenzione, anche in vista di ulteriori concrete collaborazioni di quanti vorranno qualificare il proprio ruolo per una città migliore, affiancandosi in questo caso agli operatori interessati e a coloro che già vi pongon mano. Consapevoli che l'approdo sarà più soddisfacente se chi sta sulla barca s'alternerà anche ai remi.

    5 giugno 2006

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    Calcio pulito

    Mentre l'olimpo nazionale del calcio è nella bufera a causa di eccessi in tutti i sensi - euro circolanti in primis - di smodate ambizioni e di spregevoli e diffusi comportamenti gestionali a tutti noti, i media informano di due eventi, diciamo in controcorrente.

    Il primo riguarda la squadra di calcio a cinque del GSH Pegaso di Asti che ha vinto per la seconda volta il titolo italiano in quel di Terni. Si tratta di atleti che sopperiscono ad alcuni loro limiti con encomiabile impegno e dedizione, stimolati e sostenuti da un sodalizio e da un ambiente preparato, amico e solidale, in cui l'impegno, le risorse e le energie comuni profuse sono volte a far sì che ciascuno possa esprimere il meglio di sè per sè e con gli altri.

    Da questo punto di vista la trasferta in terra umbra è stata esemplare ed ha consentito ai giovani di giocarsela a viso aperto con il resto d'Italia e di prevalere sportivamente, costellando di quattro vittorie ed un pareggio il percorso che li ha portati al titolo. A riprova che con il calcio si possono fare cose egregie anche in tempi non propizi.

    Il secondo evento consiste nella conquistata promozione in serie D del Canelli calcio, inseguita per trentacinque anni. Questo risultato è stato raggiunto attraverso il felice connubio tra l'inesausta passione di due arzilli campioni come Fuser e Lentini con un gruppo di giovani ben dotati, saggiamente amalgamati e guidati da un giovane mister, ai quali una società di persone motivate ed un pubblico ritrovato hanno offerto la possibilità di star bene insieme e di divertirsi e divertire giocando al pallone da vincenti.

    Che a proporci e dimostrare che il calcio può essere tutto questo siano due realtà della nostra terra ci fa sentire orgogliosamente partecipi di un modo d'essere e di fare che condividiamo e che può essere praticato da chiunque lo desideri. E rappresentare la base da cui ripartire in modo pulito per ricondurre questo sport alle sue origini di pratica per l'armoniosa espressione di sè in un collettivo giocoso e spettacolare.

    19 maggio 2006

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    Vita nazionale

    La vita democratica del nostro Paese sta completando i vari passaggi istituzionali dopo la vittoria dell'Unione nelle elezioni politiche del 9-10 aprile.Ora con il nuovo Presidente della Repubblica nella persona di Giorgio Napolitano, è possibile l'incarico a Romano Prodi per la sollecita formazione del nuovo governo, con tutto ciò che di positivo ne consegue.

    L'unico ad essere ancora in campagna elettorale è il Presidente del Consiglio uscente, il quale non trova di meglio che incitare a non pagare le tasse perché il Parlamento allargato ai Delegati delle Regioni non ha eletto al Quirinale il suo candidato!

    Nel frattempo altri nostri soldati sono morti in Iraq e in Afghanistan, ulteriore triste contributo di vite umane in quei teatri di guerra. E' giunto il momento di ripensare il senso, il ruolo e l'utilità della nostra presenza militare per ristabilire in quelle realtà normali condizioni di vita per le popolazioni duramente provate.

    Il calcio nostrano è stravolto dalle intercettazioni telefoniche da cui emerge una estesa infezione originata da comportamenti illeciti che personaggi altolocati hanno praticato impunemente da tempo. Ancora una volta non hanno funzionato gli anticorpi, ma è dovuta intervenire la Magistratura. Un occasione mancata anche per gli organi sportivi di autogoverno, ai quali qualche avvisaglia dell'andazzo dovrebbe pur essere giunta. S'attende ora un sussulto di dignità e iniziative concrete che corrispondano alle attese di quanti hanno a cuore le sorti del calcio come attività e spettacolo di massa, e non occasione di maneggi, privilegi e profitti per pochi a scapito dei più.

    E' in atto una crescita economica che riguarda larga parte del mondo; essa è attribuibile alla globalizzazione, che ridistribuendo la produzione ha strutturalmente abbassato i costi. Perché tutto ciò si traduca in migliori condizioni di vita per le popolazioni interessate occorre distribuire i benefici fra tutti coloro che contribuiscono a produrre questa ricchezza, anche con la fornitura delle materie prime occorrenti, effettuata rispettando gli equilibri eco-ambientali, cioè non pretendere dalla natura più di quanto essa può dare stando in salute.

    Si ipotizza che l'Italia potrà giovarsi di questa situazione favorevole incrementando il PIL (Prodotto Interno Lordo) dell'1% circa nel corso del 2006. Se poi il Paese ci mette del suo e la politica nazionale lo aiuta si può anche fare di più. Un primo significativo banco di prova quindi per il nuovo Governo.

    12 maggio 2006

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    Dissenso e gazzarra

    Il dissenso, la critica, la satira, lo sberleffo sono praticati da sempre nei confronti dei gestori del potere e di chi vi ambisce e rappresentano uno dei cardini delle moderne democrazie. In Italia si tratta addirittura di un diritto sancito dalla Costituzione da esercitare nell'ambito delle leggi che lo disciplinano, portando soprattutto alle persone ed alle situazioni coinvolte il rispetto che si invoca per sè.

    Per fare qualche esempio pare non corrispondere a questi canoni la gazzarra inscenata verso Scalfaro che presiedeva la seduta in occasione dell'elezione di Marini alla presidenza del Senato; mentre ritengo vi rientri il dissenso sonoro espresso durante i cortei del 1° Maggio nei confronti della signora Moratti e del prof. Buttiglione, ambedue ministri in carica del governo di centrodestra, governo che questi cortei ha puntualmente ed ostentatamente disertato in passato. Pronto a ricredermi se invece il tempo - che è galantuomo - dimostrasse che s'è trattato di encomiabili esempi di resipiscenza.

    A maggior ragione questo diritto è riconosciuto alle minoranze che sono all'opposizione nelle istituzioni ai vari livelli, a partire dai Comuni fino allo Stato. Far sì che il loro apporto non si esaurisca nel pur importante contributo verbale, ma lasci traccia concreta nelle decisioni che vengono assunte, dipende dalla volontà di costruire livelli più compiuti di democrazia. Che in questo caso può significare saper raccogliere il buono ovunque e comunque si manifesti, riconoscerlo come tale dandone atto ai soggetti che lo propongono e farlo concorrere nella ricerca delle migliori risposte ai problemi che le maggioranze al governo sono chiamate a fornire.

    Conseguendo in questo modo almeno due importanti obiettivi. Il primo di riconoscere concretamente la funzione propositiva alle opposizioni, in aggiunta a quella di critica, controllo e stimolo verso la maggioranza, già consuetamente praticata. Il secondo è di alzare la qualità del confronto nel senso che all'opposizione non è impedito - anzi! - di "operare da maggioranza", cioè di dimostrare, a partire dal proprio ruolo, di saper fornire risposte giuste, adeguate ed efficaci ai problemi che si discutono, legittimando coi fatti l'aspirazione a diventare a propria volta maggioranza, attuando così una alternanza virtuosa capace di suscitare il meglio da ciascuno e di accumularlo a vantaggio e per il bene del Paese.

    5 maggio 2006

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    Costituzione e 25 aprile

    Se l'esigenza in Italia è, come pare, di lavorare a partire da condivisi valori comuni, un punto indiscutibile di riferimento c'è: la nostra Costituzione repubblicana. Preparata da persone di diversa estrazione ideale, culturale, politica e di vita alla fine della seconda guerra mondiale e della vittoriosa lotta di popolo nella Resistenza contro il nazifascismo e per la libertà, la Costituzione gode buona salute ed a quasi sessant'anni dalla sua entrata in vigore (01.01.1948) ha ancora parecchio da insegnare. La vera sfida è dunque quella di applicarla compiutamente, distinguendosi, semmai, nel saperlo fare meglio, ricordandoci che si tratta della madre di tutte le leggi che il mondo ci invidia.

    Alla fine del prossimo mese di giugno si terrà il referendum sulla cosiddetta "devolution" che intacca i principi basilari su cui si fonda la nostra Costituzione, tra cui i delicati equilibri di potere tra il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio e le rispettive prerogative e perfino l'insostituibile ruolo del Parlamento. E' bene che nell'esprimere il nostro voto teniamo conto di tutto questo.

    La Festa del 25 aprile giorno della Liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista e della vittoria degli Alleati sul nazismo nella seconda guerra mondiale (1940-1945), è stata vissuta dai cittadini in modo gioioso e partecipato. Nel corso della manifestazione di Milano il ministro Sig.ra Moratti, che spingeva la carrozzella con suo papà superstite del campo nazista di Dachao, è stata però contestata ed ha abbandonato il corteo. Di certo in questi anni il centrodestra ha seminato vento, ma non per questo la tempesta deve imperversare ora su chi non c'entra e osteggiare la libera partecipazione ad un evento di grande portata simbolica e democratica.

    Un gruppetto di partecipanti di non chiara provenienza ha poi bruciato la bandiera israeliana recando offesa ad un popolo che si è coraggiosamente battuto a fianco degli Alleati contro i tedeschi dopo l'8 settembre 1943 in Italia. Azione riprovevole e avvisaglia di come l'antisemitismo sia sempre in agguato e che per prevenirlo, contrastarlo e batterlo occorra praticare e sviluppare i valori di libertà, fratellanza, solidarietà e giustizia che hanno caratterizzato la lotta di Liberazione e che il 25 aprile ripropone intatti ed attuali alle giovani generazioni.

    28 aprile 2006

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    Sempre attuali

    Vi saluto, qui convenuti con i gloriosi vessilli delle eroiche formazioni partigiane, ...[segue]

    C'era la consapevolezza diffusa che la sorte di ognuno dipendeva anche dagli altri... [segue]

    Ad impedire l'obbrobrio basta lo sdegno della gente. Ma occorre vigilare... [segue]

    25 aprile 2006

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    Manuale Cencelli

    Il mancato rispetto dell'accordo per le nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti non pare catalogabile come sgarbo istituzionale e men che mai personale nei confronti del Sindaco di Asti. Potrebbe invece configurarsi come evenienza, da mettere in conto in questo genere di rapporti. Per giungere a questa conclusione non è necessario leggere "Il Principe" di Niccolò Machiavelli, perché - essendo un'operazione condotta secondo logica spartitoria da prima repubblica - è sufficiente conoscere l'esistenza del "Manuale Cencelli".

    Si riparta dunque da qui, memori degli insegnamenti che si possono ricavare dall'accaduto, per far meglio la prossima volta.

    Non c'è nessun intento ironico in queste parole, anche se duole non poco constatare che siamo ancora a fare i "conti della serva", mentre dovremmo ragionare con l'occhio un po' lungo e lavorare per mettere insieme energie e risorse, che pur ci sono, per fare "massa critica" e poterci così permettere obiettivi e priorità più ambiziosi, di caratura più elevata, individuati in modo concertato da tutti coloro che decidano di avere mano in una operazione siffatta, a partire dalla Provincia, Città di Asti, Camera di Commercio e Fondazione CRA.

    Andando oltre il "particulare", oltre la discrezionalità senza paletti che ingenera timori reverenziali ed acquiescenze pelose, oltre il "di volta in volta" o "a seconda di come gira ".

    Consapevoli dei cospicui vantaggi che ne deriverebbero per l'interesse generale al cui interno esiste lo spazio per perseguire legittimi interessi particolari.

    Per respirare aria nuova con intese capaci di suscitare e far convergere le doti migliori di chi s'appresta a realizzare obiettivi e priorità comuni. Selezionando i candidati in base alla loro capacità di misurarsi con le esigenze concrete di buon lavoro, buona economia e buona vita espresse da una moltitudine di donne e uomini del nostro tempo.

    21 aprile 2006

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    Avete voluto la bicicletta ed ora pedalate

    In modo un po' rocambolesco e con un esiguo margine di voti le elezioni politiche del 9 - 10 aprile scorso hanno consegnato un risultato chiaro, regolare e legittimo: la vittoria del centrosinistra - Ulivo - Unione, meno corposa rispetto alle previsioni, sul centrodestra superato ma non soccombente. Hanno contribuito in modo significativo a determinare questo risultato la fedeltà degli elettori del centrosinistra che è stata del 96% rispetto alle precedenti elezioni ed il loro diffuso impegno, un passaggio di voti dal centrodestra al centrosinistra, il voto dei giovani ed il voto degli italiani all'estero. Con la nuova legge elettorale voluta dal centrodestra, alla Camera l'Unione ha ottenuto 348 deputati e la Casa delle libertà 281, mentre al Senato i numeri sono 158 a 156.

    All'Astigiano vanno 2 deputati: Maria Teresa Armosino (centrodestra) e Massimo Fiorio (centrosinistra), salvo casi di eletti in più circoscrizioni che optino, consentendo il subentro del primo non eletto nella stessa lista di appartenenza.

    Risulta ancora una volta confermato il noto aforisma: "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi". Infatti la nuova legge elettorale definita "una porcata" dal coestensore on. Calderoli e quella per il voto degli italiani all'estero fortemente voluta dall'on. Tremaglia - ambedue ministri nello scorso governo - con il dichiarato intento di giovare al centrodestra, hanno invece contribuito a produrre gli esiti che si conoscono!.

    "Avete voluto la bicicletta ed ora pedalate" è l'esortazione che ci sentiamo di fare al nuovo governo di centrosinistra presieduto da Romano Prodi ed alla maggioranza che lo sostiene, perché realizzino gli obiettivi e le priorità del programma presentato, consapevoli che la strada non è affatto agevole né scevra di difficoltà, nate indietro nel tempo ma trascurate ed aumentate con il centrodestra nella scorsa legislatura.

    Si tratta di una sfida stimolante alla quale persone, e realtà produttive, commerciali, culturali, di studio, di ricerca e di servizio possano partecipare dando il meglio di sè e ricevendo quanto loro serve per vivere e operare bene.

    14 aprile 2006

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    Non possiamo permetterci di fallire

    Nel momento in cui questo scritto uscirà sarà già noto l'esito delle elezioni politiche del 9 - 10 aprile. Chiunque le avrà vinte dovrà fare seriamente i conti con la situazione in cui ci troviamo che, depurata dagli eccessi della propaganda elettorale, può essere sostanzialmente espressa nel modo seguente.

    Debito pubblico superiore ad un anno del PIL (Prodotto Interno Lordo), pari cioè a circa 25 mila euro per ogni italiano e tendenzialmente in crescita, con elevato esborso per interessi; bilancio annuale dello Stato in rosso di oltre il 4,50%, cioè l'1,50% in più dello sforamento consentito (3%) dall'UE (Unione Europea), per rientrare nel parametro servono 25 - 30 miliardi di euro; economia al minino con una crescita inferiore all'1%.

    Si tratta di una situazione difficile, certo maturata nel tempo, nei confronti della quale però poco o nulla ha saputo fare il governo di centrodestra, salvo tamponarne gli effetti più vistosi. Occorre quindi porvi mano con priorità in modo organico, rilanciando l'economia, riducendo l'evasione fiscale, aggiornando il prelievo fiscale sui proventi da speculazioni finanziarie (borsa), ripristinando l'imposta di successione sui grandi patrimoni, migliorando la gestione e riqualificando l'apparato pubblico, risolvendo il conflitto di interessi, dismettendo una parte del patrimonio pubblico e utilizzando il ricavato per ridurre il debito, riguadagnando la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, non solo a parole ma attraverso il concreto operare e, soprattutto, mantenendo fede agli impegni assunti.

    Tenendo presente che da una recente ricerca dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione economica) emerge che le buste paga italiane sono tra le più leggere in europa, con conseguente scadimento del tenore di vita per una più estesa fascia di popolazione, che annoverava già pensionati, disoccupati, precari con potere d'acquisto ormai al di sotto della minimo vitale. Mentre gli obiettivi di cui sopra potranno essere raggiunti solo se si costituirà una larga coesione nel Paese.

    E non possiamo permetterci di fallire.

    7 aprile 2006

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    Esiguo e corposo

    Nel suo "Punto di vista" del 21 marzo scorso su questo giornale l'on. Galvagno ha scritto di essere "particolarmente affezionato" a tre leggi approvate dal centrodestra, tra cui elenca anche quella sull'abolizione della leva militare obbligatoria.

    In proposito faccio rilevare ai lettori ed al collega che - come scritto ancora poco tempo fa - questa legge fu approvata dall'Ulivo nel corso della XIII legislatura (1996 - 2001) e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17.11.2000 come segue: "Legge 14.11.2000 n. 331 - Norme per l'istituzione del servizio militare professionale".

    Nelle ultime battute della campagna elettorale in atto i toni si sono ulteriormente inaspriti, mentre la propaganda ha raggiunto livelli inusitati - soprattutto da parte del centrodestra - tanto da confondere le idee perfino all'Amministrazione Bush, che ha invitato i cittadini USA a prestare particolare prudenza andando in giro per l'Italia, paventando chissà quali pericoli.

    Se proviamo invece a confrontare fatti e non solo parole forse tutto diventa più semplice e chiaro.

    Per esempio un giudizio sulla legislatura che sta per finire (2001 - 2006, governo di Centrodestra), può essere dato valutando le condizioni di vita della maggioranza dei cittadini e lo stato dell'economia e della finanza del nostro Paese utilizzando i dati disponibili ed affidabili messi a disposizione della Banca d'Italia e dell'Istat (Istituto nazionale di statistica) di cui hanno trattato diffusamente ed ancora recentemente gli organi di informazione.

    Senza trascurare valutazioni più spicciole che persone e famiglie fanno giorno per giorno. Per la vita delle aziende valgono i parametri di sempre, ben noti e opportunamente utilizzati dai preposti, dal mercato e nelle dinamiche contrattuali.

    Per il Centrosinistra - Ulivo - Unione possono fare testo le numerose realtà istituzionali: Comuni, Province Regioni che esso governa in Italia e che sono considerevolmente aumentate ad ogni elezione nel corso degli ultimi anni.

    A partire dai giudizi espressi dai cittadini e dalle realtà economiche e produttive che in queste situazioni vivono ed operano, implicando anche aspetti di carattere più generale e ruoli impegnativi svolti che trascendono le mere competenze locali, come nel caso della Città e della Provincia di Torino e della Regione Piemonte nei recenti e ben riusciti Giochi olimpici invernali di Torino 2006.

    E tutto ciò senza nulla togliere all'importanza dei programmi che il Centrodestra (esiguo) e il Centrosinistra (corposo) propongono agli elettori, ma per affiancare ad essi dei fatti che le politiche rispettivamente praticate dalle due coalizioni hanno già prodotto e che consentono di capire di più per decidere meglio.

    31 marzo 2006

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    Se il budino è buono lo si sa solo dopo averlo mangiato

    Bisogna ripetere fino alla noia che la politica e le elezioni non sono la guerra. Un grande impegno, una tenzone vigorosa a volte aspra, magari tirata coi denti, ma non cruenta nel senso di lasciare "cadaveri" sul terreno.

    E chi è designato a ruoli di responsabilità nell'interesse pubblico vi si deve dedicare con competenza, rispettando la Costituzione, le leggi e onorando la parola data, le promesse e la democrazia.

    Gli altri, la stragrande maggioranza, tornano a fare il loro mestiere, controllando - certo - che la politica funzioni, criticando se no, protestando se necessario e suggerendo come fare meglio, se si è capaci e desiderosi di farlo. E così via, selezionando i migliori e avvicendandoli nei ruoli ai vari livelli: Comune, Provincia, Regione, Stato in occasione delle rispettive elezioni.

    E questo modo di fare vale altresì per gli incarichi pubblici o che hanno una rilevanza pubblica anche se non sono elettivi, tipo: Cassa di Risparmio, Fondazione, Agenzia Territoriale per la Casa, Biblioteca e via dicendo, così da costituire "massa critica" e fornire ai cittadini i servizi di cui essi hanno bisogno.

    Giova insistere sul fatto che nell'espletare i propri compiti il rispetto delle regole è essenziale, perché qui non c'è il mercato che seleziona via via, ma "solo" le elezioni o le nomine con le quali alla fine del mandato ci si esprime sull'operato dei "politici", per cui -come dicono gli inglesi- se il budino è buono lo si sa solo dopo averlo mangiato.

    Altro è il funzionamento e la vita della cosiddetta "società civile" che opera nell'economia di mercato, con dinamiche e regole proprie che ne scandiscono la quotidianità e che segnalano (o dovrebbero segnalare) con immediatezza discrasie, cose che non vanno, così come esprimono il proprio gradimento, inducendo chi se ne occupa a regolarsi di conseguenza con la necessaria sollecitudine.

    Ricordando infine che nel caleidoscopio di comportamenti che rappresenta la vita del nostro tempo, ognuno di noi è un'entità unica e irripetibile, un prototipo, il cui contributo è fondamentale perché il grande concerto al quale partecipiamo esprima al meglio la sua armonia.

    24 marzo 2006

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    Rappresentanza, ANPI e magistratura

    Nell'astigiano tengono banco le candidature alle prossime elezioni politiche nel 9 -10 aprile e ci si sbizzarrisce nei prognostici.

    Andando però al sodo si vede che l'Ulivo può eleggere un deputato alla camera (Massimo Fiorio), come il centrodestra (Armosino). Se ci sarà dell'altro tanto meglio. Occorre quindi cavare il meglio dalla brutta e perversa legge elettorale voluta dal centrodestra, comportandosi in modo da dare voce al nostro territorio in sede istituzionale, puntando su qualcuno che risponda seriamente di cosa fa.

    Se poi arriverà anche una presenza nel governo sarà "grasso che cola".

    Appare strano che - dopo cinque anni di governo con una maggioranza parlamentare debordante e accondiscendente - il Presidente del Consiglio avverta l'esigenza di legittimarsi elettoralmente andando a far visita al presidente Bush a Washington e tentando (invano?) di farsi ricevere in udienza dal Papa.

    Vada come vada, è meglio per tutti il testa a testa con Prodi ed il confronto sulle difficoltà in cui versa l'Italia e su come trarci d'impiccio.

    Intanto c'è chi non demorde e continua a fare ciò che deve con solerte efficacia, come l'assessore regionale alla salute Mario Valpreda, che ha in mano il resoconto degli esperti inviati a capire e proporre che fare per ricavare il meglio dal nuovo ospedale "Cardinal Massaja", la cui messa a regime si protrae nel tempo con qualche disagio di troppo.

    Conoscendo il personaggio si può essere certi che le sue decisioni saranno assunte con competenza e improntate a sana concretezza e praticità, avendo di mira la valorizzazione di questo grande investimento in strutture, attrezzature e professionalità per ricavarne il meglio a vantaggio della salute degli astigiani e di quant'altri dovranno avvalersene.

    Una notizia. Il nuovo statuto dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) apre il sodalizio alla società contemporanea, con il diritto di voto e di rivestire ruoli dirigenti non solo per i Combattenti per la Libertà, ma per chiunque ne condivida principi e finalità come la libertà e la dignità di ogni persona, da attuarsi concretamente e svilupparsi per la pacifica convivenza civile nel mondo globalizzato.

    Il 6 marzo scorso presso l'ex sala consiliare di Asti stipata di persone è stato presentato il libro "Un magistrato fuori legge"di Gian Carlo Caselli, editore Melampo. Il succo della vivace e intensa serata sta nella riaffermazione dell'attualità della nostra Costituzione e della sua concreta applicazione e nella constatazione che i documentati attacchi del centrodestra all'indipendenza della Magistratura e di singoli magistrati (Caselli docet!) sono strumentali e minano alla radice uno dei cardini della moderna convivenza civile cioè che "la legge è uguale per tutti".

    Mentre la Magistratura è quindi chiamata a fare la sua parte per migliorare la qualità del servizio che essa rende al Paese, nessuno di noi può chiamarsi fuori dall'impegno attivo per contrastare una deriva così pericolosa.

    10 marzo 2006

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    Questioni di sostanza, di stile e ... Audi

    La nostra economia non va ed ora oltre ai percettori di reddito fisso: lavoratori dipendenti, pensionati, precari ed ai piccoli commercianti e lavoratori autonomi che stentano da tempo ad arrivare alla fine del mese senza indebitarsi, se n'è accorto anche l'Istat i cui dati consuntivi dell'anno 2005 sono stati efficacemente commentati nella prima pagina de "La Stampa" del 2 marzo scorso da Tito Boeri : "Un'economia a tre zeri. Non cresce il reddito, non cresce la produttività, non cresce più neanche l'occupazione l'unica variabile ad averci riservato qualche notizia positiva negli ultimi anni ........Il contrasto con la forte crescita dell'economia mondiale è stridente. Siamo davvero il malato d'Europa ora che anche Francia e Germania sono riuscite ad agganciare la ripresa mondiale."

    Qualche giorno prima lo stesso quotidiano con il titolo "Fischi" scriveva, tra l'altro, che il Presidente del Consiglio: "non deve stabilire l'equazione Torino uguale fischi e nemmeno dedurre dalle salve sonore con cui è stato accolto in un paio di importanti occasioni l'impressione che il capoluogo piemontese sia popolato da "comunisti".

    Basterebbe che si interrogasse su alcuni suoi comportamenti: non piace ai torinesi che il premier arrivi al funerale all'avvocato Agnelli su un'Audi, per ultimo in ritardo, o si faccia portare, sempre da un'Audi, alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali."

    Per non dire di cose più puerili, come attribuirsi (forzitalia) il merito con manifesti 6x3 dell'abolizione della leva obbligatoria, realizzata dall'Ulivo nella XIII legislatura (1996-2001).

    Mentre servono donne e uomini probi, capaci e dediti per affrontare con possibilità di successo la difficile situazione del Paese, il centrodestra si allea elettoralmente con gli epigoni della destra più retriva, nostalgici che inneggiano in orbace al ventennio del secolo scorso, con tanto di saluto romano e via rimestando nell'armamentario fascista di triste memoria.

    Occorre invece lavorare per riaggregare l'Italia intorno al comune obiettivo della ripresa dello sviluppo, indirizzandovi energie e risorse sane di cui pure essa dispone e costruire insieme le condizioni perché l'avvicendamento alla guida del Paese rappresenti sempre di più una tranquilla, importante opportunità democratica.

    3 marzo 2006

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    Tenzone elettorale

    La campagna elettorale per le elezioni politiche del 9 e 10 aprile prossimo sta dispiegando tutte le sue potenzialità.

    Ma chi si attendeva chissà quali novità è rimasto deluso. Infatti la maggioranza di centrodestra invece di spiegare il lavoro fatto nel corso della legislatura e dire come intende rimediare ad eventuali promesse non mantenute, non fa che rinfocolare sterili polemiche e ripromettere mirabilie ad un Paese che stenta a mantenere il passo con l'Europa, mentre l'economia stagna e fasce sempre più ampie di cittadini non ce la fanno a mantenere un'accettabile tenore di vita faticosamente raggiunto e scivolano verso la povertà.

    E come se non bastasse il governo è costretto a dimettere il ministro Calderoli perché - ostentando irresponsabilmente in tv la maglietta con vignetta ritenuta blasfema - getta benzina sul fuoco della protesta islamica in atto nel mondo, anziché operare con la saggezza dell'uomo di Stato.

    Per parte sua il centrosinistra ha svolto in Parlamento il ruolo democratico di controllo e di pungolo della maggioranza, nonché un proficuo lavoro nel Paese, apprezzato dai cittadini che gli hanno affidato nel corso delle varie tornate elettorali il governo di numerose realtà istituzionali: Comuni, Province e Regioni. Ed ora si presenta con programmi e progetti ritenuti idonei a ridare all'Italia la fiducia nelle sue capacità ed a riavviarne lo sviluppo.

    Si tratta di una tenzone dagli esiti non scontati, che si potrebbe risolvere sul filo del rasoio.

    Anche a causa della nuova legge elettorale, voluta dal governo di centrodestra, che non ha precedenti nella storia della nostra repubblica e che pare congegnata per esautorare noi elettori da ogni decisione di merito. Infatti non ci resta che il voto ai partiti dai quali scaturirà una maggioranza, magari risicata, che dovrà essere comunque capace di promuovere l'utilizzo concorde di riposte energie e risorse di cui l'Italia dispone, per uscire in avanti dal limbo in cui ci troviamo.

    24 febbraio 2006

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    Ospedali

    Godere di una condizione personale di benessere, cioè di buona salute, più a lungo possibile nel corso della propria vita è la principale aspirazione di ognuno. Per attuare questa aspirazione occorre, tra l'altro, praticare la prevenzione, l'igiene ambientale, un equilibrato rapporto con il mondo animale e quello vegetale, avere cura e rispetto degli elementi naturali aria ed acqua e di nostra madre Terra.

    Il compito primario di una politica lungimirante consiste quindi nel realizzare queste condizioni così da evitare per quanto possibile che le persone si ammalino e di curarle al meglio quando, nonostante tutto, la loro salute viene temporaneamente meno.

    Va da sè che in questa prospettiva l'ospedale occupa un posto importante unitamente però ad altri servizi, la cui competenza è affidata alle Regioni, le quali dovevano dotarsi di un Piano per definire, coordinare e gestire l'insieme di queste attività.

    Con il recente ritorno del centrosinistra - Unione al governo della Regione, il Piemonte sta redigendo questo Piano dei servizi socio-sanitari, la bozza del quale viene pubblicamente discussa in queste settimane con lo scopo di migliorarne il contenuto con il contributo di tutti.

    Per quanto riguarda il nuovo ospedale "Cardinal Massaja" di Asti, questa discussione si intreccia con la sua messa a regime ed i problemi che ne conseguono, dovendo anche vedersela con i nuovi e più restrittivi parametri fissati dal governo di centrodestra nella legge Finanziaria 2006, che riduce di fatto anche le risorse disponibili rispetto al passato. Senza dimenticare però tutti gli altri servizi che concorrono a formare sul territorio una rete di riferimento in grado di soddisfarne le esigenze proprie e più ordinarie, con strutture che nel tempo e con l' esperienza sono già state realizzate sul posto, ovvero che con il Piano se ne prevede l'insediamento.

    Evitando così di dover pesare sul nuovo ospedale per ottenere servizi e prestazioni altrettanto efficaci e più utilmente fruibili localmente.

    Un' efficiente interazione tra l'ospedale di Asti e gli altri presidi dislocati sul territorio consentirà infine di ottimizzare l'operato di ciascuno, e di tutti nel loro complesso, per meglio conseguire le aspirazioni e gli obiettivi accennati all'inizio di queste note.

    17 febbraio 2006

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    Pinocchio

    Con un click qui è possibile capire chi è Pinocchio ...

    15 febbraio 2006

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    Scherza coi fanti ma lascia stare i santi

    Il passaggio dei tedofori dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 è stata una festa per la città di Asti e per tutto l'astigiano. L'auspicio è che tutto vada per il meglio anche nel prosieguo.

    In Val di Susa la contestazione all'alta velocità (trasporto persone) o alta capacità (trasporto persone e merci), ha colto l'occasione per riaffermare che il problema permane, pur consapevoli tutti della inadeguatezza dell'attuale ferrovia rispetto alle esigenze del nostro tempo e del futuro che si prospetta.

    Gli organi di informazione astigiani hanno rilevato che delle 12 grandi opere di accompagnamento dell'evento olimpico finanziate in provincia di Asti nessuna è stata ultimata e resa disponibile in tempo utile. Sussisteranno certo fondate ragioni che giustificano questo ritardo, cionondimeno il rammarico resta.

    La pervasività del Capo del Governo non conosce soste. Dopo la lettera personale ai nati, ed agli infanti purtroppo deceduti, per informarli che beneficiano di un "bonus" per coprire le prime spese del loro ingresso nel consesso umano, è la volta degli adulti destinatari di una missiva sulla riforma digitale in corso di attuazione per migliorare, dice la lettera, il rapporto tra l' Amministrazione ed i cittadini attraverso le nuove tecnologie informatiche, da intendersi come seconda storica alfabetizzazione degli italiani. Il tutto con gli auguri di lunga vita, cordiali saluti e firma autografa.

    Riferendosi a vignette satiriche ritenute blasfeme, cittadini islamici hanno inscenato diffuse proteste e dato alle fiamme sedi diplomatiche occidentali in Paesi arabi. Non è chi non veda la sproporzione tra le sensibilità eventualmente offese e le modalità per riprovare gli incauti vignettisti, non usi a questo tipo di reazioni da parte dei loro consueti lettori. Mantiene comunque tutta la sua attualità il monito: "scherza coi fanti e lascia stare i santi".

    Regolari elezioni nei territori palestinesi hanno dato una imprevista, significativa maggioranza ad Hamas, una forza politica che finora ha privilegiato l'uso delle armi. Tra le riflessioni sulle conseguenze di questo risultato elettorale mi paiono condivisibili quelle espresse da Mikhail Gorbaciov su "La Stampa" del 6 febbraio scorso, riassumibili nelle seguenti parole: "Io non giustifico in alcun modo le dichiarazioni programmatiche di Hamas che negano il diritto all'esistenza dello Stato d'Israele .......Ma Hamas, ridotto e costretto in un vicolo senza uscita, minoritario e isolato, non è la stessa cosa di un partito di maggioranza che costruisce un governo o che partecipa ad un governo di coalizione. In questo secondo caso dovrà, per forza di cose, occuparsi di fare politica e, facendo politica, dovrà per forza di cose rinunciare al terrorismo".

    10 febbraio 2006

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    Il buon padre di famiglia

    Nel Codice Civile del 1942, tutt'ora in vigore, fu introdotta (o trasferita dal precedente testo) la felice espressione del "buon padre di famiglia" (cito a memoria) cioè una figura che viene proposta come esempio di retto operare. Era in corso la seconda guerra mondiale e c'era il fascismo, ciononostante menti pensose del bene comune pervennero a questo risultato.
    Il significato e la ricchezza di questa espressione sta nel fatto di considerare il comportamento del "buon padre di famiglia" un valore per tutti, riconoscendogli l'importanza di norma vincolante. Certo nel tempo questo ruolo è cambiato, tanto che oggi ha assunto giusta importanza quello di entrambi i genitori, ma resta intatto il principio che se il figlio chiede un pesce il padre non gli darà certo una serpe (Vangelo di Matteo 7,10). Un importante ruolo in progress dunque, cioè che diviene, si sviluppa, coglie nuove esigenze e si attrezza per rispondervi adeguatamente, mantenendo sempre intatto il senso originario di un comportamento affidabile, condivisibile, accettato come termine di paragone che regola aspetti della vita di tutti.
    Quindi il richiamo al comportamento del "buon padre di famiglia" è la fiducia che diventa norma, in quanto essa sottende volontà e capacità di utilizzare in modo probo ed equanime la discrezionalità che inevitabilmente contraddistingue le decisioni di chi deve occuparsi di una molteplicità di situazioni e decidere in merito.
    Ritengo che questa delega fiduciaria nell'uso della discrezionalità sia di fatto insita anche nei ruoli istituzionali, con importanza maggiore con il crescere del livello cui ci si colloca e con l'irrinunciabile obbligo da parte di chi decide di essere irreprensibile e motivare, spiegando il perché delle scelte effettuate rispetto alla gamma di quelle possibili.
    Ma tutto ciò richiede che il decisore goda della credibilità e fiducia del "buon padre di famiglia". Guardando a chi opera a livelli alto istituzionale (governo e d'intorni) oggi cadono le braccia, perché non solo di fiducia mal riposta si tratta ma di turlupinatura dei cittadini che vedono fare di essa un uso distorto e perverso, che del "buon padre di famiglia" rappresenta la caricatura degenere. Con esiti perniciosi nei rapporti tra le persone e per la società civile nel suo complesso.
    3 febbraio 2006

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    Presidenti

    Paragonare il presidente della Prov. di Asti Marmo al Presidente del Consiglio dei Ministri sembra eccessivo, anche se i due personaggi paiono avere parecchio in comune. Intanto una sorta di carisma personale che li fa piacere, ancora attuale per Marmo un po' offuscato per il Cavaliere attivamente impegnato e in affanno per recuperare.

    Ambedue poi rilanciano in continuazione e non si sa mai dove vadano a parare, dando l'illusione di fare chissà cosa mentre stringi, stringi resta ben poco di concreto dopo tutto ciò che dicono. E non si tratta di un limite da poco per uomini che hanno - facendo le debite proporzioni - importanti responsabilità pubbliche.

    Si propongono come intransigenti riformatori miglioristi delle realtà cui sono preposti, poi però i risultati pratici sono un minirimpasto di giunta in provincia - il topolino partorito dalla montagna di parole - ed una indefinibile melassa per il Paese dopo la cura del Presidente del Consiglio sintetizzata nel perlopiù disatteso "contratto con gli italiani".

    In comune hanno poi la disistima per gli alleati con cui governano - stucchevole il Capo del Governo nel rimarcare di essere stato attardato nel suo fare dalle remore frappostegli da componenti della sua stessa debordante maggioranza parlamentare - mentre sono pronti a sacrificare sull'altare delle loro convenienze politiche anche i più consolidati rapporti di collaborazione - giubilati da Marmo assessori ritenuti non abbastanza ossequenti alle sue estemporanee direttive - .

    "Dulcis in fundo" li contraddistingue la penuria di programmazione, talché è impossibile per chiunque sintonizzarsi con i loro obiettivi, o comparare i loro propositi con le concrete realizzazioni, elementi essenziali per valutare l'efficienza, l'efficacia e la qualità del lavoro svolto dalle istituzioni cui essi sovrintendono. Né vale come tale la recente scaletta delle cose da fare con pochi o nessun euro a fronte, presentata dalla giunta provinciale, che anzi sembra segnalare la non buona salute delle finanze dell'Ente.

    Per l'Italia ci sono le elezioni politiche del 9 aprile prossimo e i cittadini potranno decidere democraticamente se continuare così o cambiare il governo e con esso il modo, il tipo e le priorità delle cose da fare. Per la Provincia non ci sono alle viste scadenze elettorali, per cui la maggioranza che c'è ha teoricamente il tempo per meglio relazionarsi con le esigenze concrete e di vita dei cittadini e corrispondervi. Più che di un aggiustamento in corsa dovrebbe però trattarsi di una sterzata che finora il guidatore non ha dimostrato di sapere, volere o poter imprimere, forse perché si accontenta di mantenere alto l'indice di gradimento sulla sua persona.

    27 gennaio 2006

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    100 litri

    Ricavo dai media astigiani la notizia di comportamenti che reputo meritori - anche se in controtendenza - e cioè che gli utenti del Consorzio dei Comuni per l'Acquedotto del Monferrato consumano in media meno di 100 litri per persona al giorno di acqua potabile, rispetto alla media nazionale che è di 210 litri.

    Dal libro "La città contro l'effetto serra. Cento buoni esempi da imitare" edizioni Ambiente, traggo che l'Italia è il paese che consuma più acqua potabile per persona in Europa ed occupa il terzo posto dei consumi nel mondo dopo il Canada e gli Stati Uniti e che a seguito dei cambiamenti climatici già in atto si prospetta in Europa la diminuzione delle piogge fino al 5% ogni 10 anni con riflessi non da poco sull'ambiente e sulla vita delle persone.

    Di conseguenza la risorsa acqua potabile è considerata fin d'ora di importanza strategica, talché si ipotizzano scenari futuri inediti per controllarne la disponibilità.

    E' quindi opinione diffusa che occorra contenere il consumo di acqua potabile educandoci fin da piccoli in questo senso, utilizzando acqua non potabile - compresa quella piovana - per usi diversi da quelli alimentari, riciclando quella per l'industria e via dicendo.

    Leggo invece che il Consorzio per ragioni di bilancio punta a incentivare il consumo pro-capite di acqua potabile, e non poco sorpreso mi domando se sia proprio così difficile coniugare la virtuosa tendenza a risparmiare acqua potabile manifestata dagli utenti, con una appropriata ed accorta gestione in modo che il bilancio non abbia a scapitarne.

    23 gennaio 2006

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    Donne

    Dopo la recente conquista della cancelleria della Germania da parte di Angela Merkel (cresciuta con il conservatore Kohl) è la volta della socialista Michelle Bachelet eletta dal voto popolare presidente del Cile; la prima donna nella storia di questo Paese.

    Ora sono in totale 11 (su 226) gli Stati della Terra guidati da donne, elette o rielette nel corso degli ultimi cinque anni, mentre la socialdemocratica finlandese Taja Halonen se la vedrà al ballottaggio, forte del 46, 3% dei voti ottenuti al primo turno contro il 23% del suo avversario.

    Questi accadimenti sono da salutare come positivi e buoni, intanto perché espressioni democratiche poi perché portano alla ribalta l'altra metà del cielo come fatto nuovo e potenzialmente innovativo. La crescita del numero delle donne che assumono grandi responsabilità, specie di natura istituzionale, non rappresenta infatti solo il frutto di una sana competizione ma può anche essere occasione per lo sviluppo della complementarietà - cioè della capacità di far interagire al meglio le diversità di ognuno nel senso che quanto manca a te ce lo metto io e viceversa - capace di sprigionare qualità inedita. Giusto quanto serve per affrontare meglio i problemi a partire da quelli personali e interpersonali e su, su fino al governo degli stati nazionali ed alle espressioni sovranazionali (ONU per esempio) sempre più necessarie in un mondo che sa in tempo reale quanto succede in ogni sua parte e deve in qualche modo occuparsene.

    Per dirla in soldoni ritengo che alla non esaltante situazione mondiale attuale - in cui prevalgono da tempo gli egoismi della parte più sviluppata del pianeta rispetto ai bisogni della maggioranza - si possa rimediare solo con l'apporto di tutti, arricchito con un di più di qualità da realizzarsi anche con una più estesa ed implicante partecipazione delle donne alle decisioni che contano, proprio come sta avvenendo tra luce ed ombre in questi primi anni del terzo millennio.

    20 gennaio 2006

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    Bijou

    Nella rubrica "I conti in tasca" che Alfredo Recanatesi tiene su "La Stampa", si leggeva la scorsa settimana (9.01.06) la seguente affermazione: " In un mondo globale i Paesi ricchi e avanzati come il nostro non possono competere sui fattori di costo, devono competere grazie ad un valore aggiunto dei prodotti che offrono".

    Vediamo cosa succede simulando l'applicazione di questo concetto ad alcune note situazioni astigiane.

    "L'Astigiana Ammortizzatori" è la nuova azienda che ha ripreso l'attività dell'Arvin Meritor (già Waj Assauto). Essa deve proporsi di produrre i migliori ammortizzatori d'Italia, e ci sono le condizioni perchè questo obiettivo possa essere raggiunto: professionalità delle maestranze, accumulo di saperi e di esperienze (know-how), entusiasmo e voglia di intraprendere, disponibilità degli Enti iniziando dal Comune a fare quanto di competenza perché sia stimolante lavorare a questa scommessa nella città di Asti, resa più desiderabile per i servizi, le condizioni di vita e la vivacità delle opportunità offerte.

    Per quanto riguarda la Città di Asti perseguire in modo vigoroso e determinato l'obiettivo di fare del Centro Storico un "bijou" dal punto di vista della qualità dei rapporti e delle relazioni che vi si intrattengono, facendo interagire al miglior livello possibile ambiente, storia, cultura, commercio e quant'altro concorre a realizzare un luogo di ambita frequentazione, nel quale le persone si sentano a proprio agio, valorizzate e trovino le risposte più adeguate alle proprie esigenze ed ai propri desideri.

    Anche questa sfida si può vincere purché ogni atto che privato e pubblico compiono a partire da domani, porti inequivocabilmente il marchio del "bijou".

    L'arazzeria Scassa alla Certosa di Valmanera è già un esempio di come si deve operare nel mondo d'oggi se si punta all'eccellenza nelle cose che si fanno. Si tratta di attività di elevata qualità, nostrana, astigiana nella quale c'è il meglio di noi e che il mondo apprezza, con illimitate possibilità di miglioramento, capace di concorrere alla pari con chicchessia proprio per l'elevato valore aggiunto che viene incorporato nel prodotto.

    In questo quadro dove "tutto si tiene" ci sono anche le risposte agli interrogativi espressi da Luigi Scovazzi sindaco di Quaranti. Infatti l'accessibilità al territorio, l'energia elettrica sicura, le Poste funzionanti, i collegamenti internet, il treno come parte del sistema metropolitano sono elementi essenziali, un diritto di queste popolazioni alla pari di chi vive in città, anzi di più ancora, vista l'importante funzione produttiva agricola svolta e la manutenzione del territorio e dell'ambiente.

    Se si opera in questo modo i bisogni delle persone verranno soddisfatti con la qualità, intesa come valore aggiunto, che è possibile sviluppare all'infinito. Se invece si continuerà a coltivare la fallace e sconvolgente illusione che sia possibile aumentare all'infinito la quantità dei beni prodotti, il pianeta Terra che è fisicamente finito si rivolterà.

    13 gennaio 2006

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